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giornalista, psicologa

francesca magro e mario de leo dialogo a due


Per I Talenti delle donne e con il patrocinio di Municipio 3 la Casa Museo Spazio Tadini inaugura il 28 febbraio la mostra di Emilio Tadini Parlami di lei: tenerAmente forte e sarà accompagnata da una visione del femminile di due artisti contemporanei: Mario de Leo e Francesca Magro con la mostra: Parlami di lei: dialogo a due. (scopri tutti gli eventi su I talenti delle donne che si svolgeranno a Spazio Tadini)

Il percorso parte da Emilio Tadini con la sua visione del femminile offre spunti di riflessione sull’iconografia della donna nel mondo dell’arte e della letteratura da Pier della Francesca a Joyce e arriva ad oggi con i due artisti contemporanei: Mario De Leo che lavora sul tema della Figura Amazzonica e Francesca Magro che tratta il corpo e la sua simbologia con Il corpo e la carne. La mostra è a cura di Melina Scalise.

Entrambi offrono uno spaccato maschile e femminile sulla donna ed emergono differenze e stimoli di riflessione affascinanti. Mario De Leo, da uomo, rincorre la donna mito, la donna che dialoga con l’Universo e si ammanta di sacralità, mentre Francesca Magro, da donna, parte dal corpo, mette in discussione l’oggetto e soggetto condiviso dagli uomini quanto dalle donne: il corpo femminile, ovvero quel corpo che ognuno di noi ha vissuto, anche solo in parte, nell’arco della sua vita. La donna della Magro è bionica, è una donna di un futuro possibile e la astrae fino all’eccesso aprendo una riflessione anche sull’assenza e il futuro dell’Uomo. L’elemento tecnologico è comune in entrambi solo che in De Leo si fa suono e musica del cosmo, in Magro si fa sostituto della carne che perde espressione, dialogo e forse futuro.

I testi che accompagnano le presentazioni delle singole mostre spiegano come entrambi questi artisti entrano in dialogo con Emilio Tadini e con i maestri dell’arte che li hanno preceduti.

Mario De Leo Figura Amazzonica

Tratto dal testo di Melina Scalise Figura Amazzonica

“La figura amazzonica è uno dei primi cicli pittorici in cui l’artista Mario De Leo sperimenta l’uso di frammenti di circuiti elettrici nella composizione iconografica dell’umano. Non è un caso che inizi dal volto femminile e questo lo chiami figura. E’ una scelta che potremmo interpretare alla maniera di Emilio Tadini. Per quest’ultimo la madre è il primo volto che impariamo a riconoscere e ci appare come una figura perché è solo rappresentazione della “condizione originaria” ovvero quella in cui non avevamo ancora sperimentato l’esperienza della distanza e quindi della separazione dal corpo materno.  (La distanza, Emilio Tadini Einaudi)

Per Mario De Leo cominciare dalla donna è quindi come dare nascita a una nuova dimensione che segna una nuova era. E’ una figura che rappresenta la generazione di un nuovo mondo dominato dal linguaggio elettronico e dal suono, che l’artista esprime attraverso l’inserimento sulla tela di circuiti elettrici. Lo sviluppo tecnologico e l’uso dell’energia elettrica costituiscono una svolta per l’umanità che l’artista enfatizza negli anni 80 quasi presagendo la contemporanea comunicazione via web….. In questa serie Mario De Leo riconosce dunque alla figura femminile sia un ruolo primordiale e determinante per la nostra nascita e identità, sia un ruolo da combattente. Una donna dunque volitiva, determinata, addestrata alla difesa prima ancora che all’accudimento e alla devozione verso il figlio o marito. Amazzonia poi richiama alla memoria anche l’Amazzonia in Brasile la zona forestale più estesa del Pianeta cosiddetta “polmone del mondo”. Nel nostro immaginario quindi questa parola e di conseguenza questa “figura amazzonica” evoca anche una Madre Terra protettrice della vita…..” (leggi tutto)

Francesca Magro Il corpo e la carne

Tratto dal testo di Melina Scalise Il corpo e la Carne

Il lavoro artistico di Francesca Magro, docente d’arte, ha attinto da questo immaginario del femminile nell’arte e nelle rivoluzioni sociali femministe del 900 e, come donna e artista ha scelto di parlare del corpo in un modo singolare e innovativo. I suoi lavori si presentano in prima istanza come denuncia della donna-oggetto e di un ruolo della donna “bambola” enfatizzato ancor più negli anni 80, sia nel linguaggio televisivo, che della pubblicità e della moda nonostante le conquiste della rivoluzione femminile. Francesca Magro sente l’urgenza di strappare ferocemente quel corpo femminile da tutto ciò che è modello estetico stereotipato esasperato anche dalla chirurgia estetica, ma anche dal sacro e simbolicamente angelicato per riportarlo alla carne e alla manipolazione della carne fino alla sua trasformazione artificiale (corpo bionico).

La sua frammentazione del corpo e dell’anatomia perde qualsiasi vezzo estetico e “sacro”. Oggi, nel 2000, la donna di Francesca Magro sembra in costante mutamento e costruzione, come un palazzo con delle impalcature il cui lavoro cerca di coniugare antropico e naturale, come quello dell’uomo sulla superficie terrestre, sulla “pelle” di Madre Terra. E’ un corpo possibile senza alcuna restrizione etica, materia da plasmare in cui la stessa donna sembra esserne autrice perché la Magro non raffigura esseri agenti su questi corpi. La ricerca di una Super Donna? Di una donna nuova? O semplicemente la distruzione della donna e della Terra insieme? Gli uomini sono quasi assenti o presenti in altre sembianze come nella serie dedicata al mito di Leda che si accoppia con un cigno (Zeus) e partorisce un uovo e quindi viene fecondata a tradimento: come una fanciulla ingannata dal suo giocattolo. Tuttavia, nella maggior parte delle opere i figli sembrano addirittura possibili senza la presenza dell’uomo: metà uomini e metà robot a loro immagine e somiglianza. La donna sembra artefice e vittima di sè stessa in una sorta di delirio tecnologico di dominio sulla Natura da cui sembra cercare di prendere le distanze e rompere il legame simbolico madre-terra nonché biologico con la ciclicità della Natura”. (leggi tutto)

Mario De Leo (1944 Ruvo di Puglia)

Pittore e musicista vive a Monza e ha lo studio a Lissone. Suoi lavori sono presenti in collezioni permanenti di istituzioni museali in particolare Italia e negli Stati Uniti. L’ultima acquisizione nel 2013 alla Galleria d’Arte Contemporanea di Mosca con tre opere e l’ultima mostra nel 2018 presente al Red Dot Miami Fair su selezione del direttore Rich Ferrante. La Casa Museo Spazio Tadini ha ospitato altre due mostre dell’artista.

Francesca Magro (Bergamo)

Artista internazionale espone dall’84 in Europa, Asia e USA. Sue opere figurano in collezioni e musei in Italia e all’estero. La sua ricerca è incentrata sul rapporto corpo/mente e sulle trasformazioni che il contesto attuale produce su di esso. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni sulla sua ricerca artistica nonché collaborazioni con Enti ed Università. Vive e lavora ad Arese. http://www.francescamagro.it Instagram: francescamagroartist

CASA MUSEO SPAZIO TADINI

PARLAMI DI LEI: DIALOGO A DUE

FRANCESCA MAGRO E MARIO DE LEO

DAL 28 FEBBRAIO AL 28 MARZO

APERTURA DA MERCOLEDÌ A SABATO DALLE 15.30 ALLE 19.30, DOMENICA SOLO SU PRENOTAZIONE PER VISITE GUIDATE.

INGRESSO LIBERO, VISITE GUIDATE A PAGAMENTO 7 EURO. IL SABATO VISITE GUIDATE A INTERVALLI DI UN’ORA SENZA PRENOTAZIONE.

PER INFORMAZIONI E DETTAGLI: www.spaziotadini.com

Contatti: museospaziotadini@gmail.com

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Sfilata di abiti ispirati a Tadini con l’istituto caterina da siena e municipio 3


Milano Fashion Week 2020Contaminazioni: Tadini e la multiculturalità. Sfilata degli abiti realizzati dagli studenti 21 Febbraio ore 18 Casa Museo Spazio Tadini (su invito) 23 Febbraio ore 18 Auditorium Stefano Cerri (ingresso libero)

Conoscenza, Multiculturalità, Scoperta e ri-scoperta delle proprie radici, Condivisione di usi e costumi attraverso lo studio dell’abito, Valorizzazione delle diversità, Innovazione e tradizione.

C’è clima reale e surreale in cui convergono componenti letterarie, oniriche, personaggi, oggetti di uso quotidiano e dove le coordinate spazio-tempo sono annullate. Gli abiti della collezione “Contaminazioni”, ispirata dal multiculturalismo e dallo scrittore e pittore Emilio Tadini, sono nati per sperimentare e mettere alla prova le idee. Nelle sfilata del 21 febbraio presso la Casa Museo Spazio Tadini e del 23 febbraio presso l’Auditorium Stefano Cerri il pubblico avrà modo di viaggiare tra le passioni di oltre quaranta Paesi e quattro continenti da cui provengono gli studenti dell’Istituto milanese “Caterina da Siena” per rileggere in chiave contemporanea gli abiti e i costumi tradizionali.

I punti di forza del lavoro svolto dai ragazzi di moda, comunicazione e design non si limitano solo allo studio e alla ri-scoperta di nazioni più o meno lontane, ma continuano sulla strada che porta alle radici personali e alla condivisione, attraverso la progettazione e la realizzazione di un capo artigianale, di uno slogan, di una scenografia, delle grafiche.

Ogni opera è ricca di colori e suggestioni, come quelle che descrive Emilio Tadini nel libro “La lunga notte” (Rizzoli, 1987): «Tutte le strade che portavano a Loreto erano piene di gente. Viale Abruzzi, corso Buenos Aires, via Andrea Doria, viale Brianza, viale Monza, via Padova, via Leoncavallo, via Porpora… Chi era nella piazza non poteva più andar via, costretto com’era da tutti quelli che continuavano a venire». Quelle stesse strade vengono ogni giorno percorse dagli studenti prima di entrare a scuola, un luogo che si sforza di proporre con loro e per loro un’identità dinamica e non statica, una speranza, sempre e ovunque, una finestra di opportunità per il futuro.

Inizio sfilata:

  • 21/02/2020 ore 18:00 Casa Museo Spazio Tadini, Via Niccolò Jommelli, 24, Milano (ingresso su invito).
  • 23/02/2020 ore 18:00 Auditorium Stefano Cerri, via Carlo Valvassori Peroni, 56, Milano (ingresso libero fino ad esaurimento posti)

Per informazioni e contatti: prof. Pamela D’Antico pamela.dantico@iiscaterinadasiena.edu.it

Partner: Municipio 3 del Comune di Milano / Casa Museo Spazio Tadini / Centro di Formazione Professionale AFOL Metropolitana – sede di Cologno Monzese /Associazione Italiana Pellicciai

«Ci piace molto questo dialogo tra arte e moda. Emilio Tadini aveva collaborato con grandi stilisti come Armani, Krizia e Missoni come consulente. I quadri di Emilio Tadini sono il risultato di contaminazioni di vari linguaggi espressivi, anche interculturali, come per esempio l’arte africana. La sua era una ricerca sull’uomo e sul senso della vita tra spiritualità e vita materiale, pertanto il rapporto tra gli uomini e le cose, tra l’abito e l’uomo era spesso oggetto di analisi. La Casa Museo Spazio Tadini, dove c’è un’esposizione permanente del suo lavoro, offre percorsi sempre attuali, perché intrisi delle grandi domande esistenziali».

Melina Scalise, Responsabile archivio Casa Museo Spazio Tadini

 «Sono orgogliosa di questa bella collaborazione tra gli studenti e il Municipio 3. Ormai si tratta di un appuntamento tradizionale. Ogni anno grazie all’Istituto “Caterina da Siena” anche il nostro territorio dà un contributo originale e di qualità alla Settimana della Moda, un evento così tipicamente meneghino. La rete con le scuole, i poli culturali e il Municipio funziona».

Caterina Antola, Presidente Municipio 3

«Continua il lavoro di valorizzazione dei gioielli artistici del nostro Municipio grazie alla collaborazione preziosa delle nostre scuole. L’anno scorso con Casa Boschi Di Stefano, quest’anno con lo Spazio Tadini, gli studenti dell’Istituto “Caterina da Siena” si trasformano in agenti speciali per scovare le bellezze del territorio, leggerle in modo inedito e farle rivivere con le proiezioni e i modelli che faranno sfilare»

Luca Costamagna, Assessore cultura Municipio 3, Milano

«Dagli studenti e dai docenti dell’Istituto “Caterina da Siena” apprendiamo una bella lezione: la moda non è solo lusso e grandi marchi, la moda può essere anche educazione alla differenza. Come le opere di Tadini, anche i modelli di questa sfilata sono ispirati da un contesto multiculturale. Milano è una città che sa accogliere, così come il Municipio 3 e le sue scuole, che salgono in cattedra quando si parla di valorizzare le differenze e renderle arte e splendidi vestiti».

Manuela Sammarco, Presidente della Commissione educazione Municipio 3 

La sfilata ‘Contaminazioni’ testimonia l’impegno costante della nostra scuola a valorizzare le differenze, in un clima di condivisione e di riconoscimento della ricchezza inesauribile della pluralità. Guardando le opere di Emilio Tadini, gli studenti e le studentesse si sono immersi nel clima surreale delle sue creazioni ed hanno attraversato come in una fiaba le sue città in cui, annullate le leggi dello spazio e del tempo, c’è posto per tutti. Ispirati da questo mondo a colori, hanno scoperto il patrimonio di usi, costumi, storie e memorie, che ciascuno porta con sé in una scuola multiculturale come la nostra. Attraverso abiti, accessori e immagini ci raccontano cosa significa essere cittadini del mondo.

Desidero ringraziare quanti hanno contribuito alla realizzazione di questo evento, in primis Melina Scalise, responsabile e fondatrice della Casa Museo Spazio Tadini insieme a suo marito Francesco Tadini dal 2006.

Un ringraziamento a tutto il personale coinvolto a vario titolo nella realizzazione della sfilata e in particolare alle docenti, con cui condivido l’idea che la qualità dell’istruzione può essere garantita solo da una scuola aperta al mondo.

Antonella Maria Benedetta Cutro, Dirigente scolastica I.I.S. “Caterina da Siena”

Informazioni aggiuntive

I. I. S. “Caterina da Siena”

L’Istituto d’Istruzione Superiore “Caterina da Siena” è da oltre cento anni inserito nel contesto sociale e culturale della città. La visione che ha accompagnato la scuola nasce da una cultura che s’immagina, non solo una cultura delle immagini. Si può sintetizzare in questo modo l’intera offerta formativa nei settori della Moda e del Design della Comunicazione, due volti di un unico progetto capace di offrire agli studenti uno sguardo acuto verso un futuro da inventare. Un futuro che il “Caterina da Siena” cerca di anticipare con l’innovazione didattico-organizzativa e la comunicazione con le aziende di settore, le Università e le Istituzioni.

https://www.iiscaterinadasiena.edu.it/pvw/app/MIIP0011/pvw_sito.php

Casa Museo Spazio Tadini

Spazio Tadini è uno spazio privato gestito dai proprietari e fondatori Francesco Tadini, figlio di Emilio Tadini, regista ed autore televisivo e dalla moglie Melina Scalise, psicologa e giornalista. Ospita l’archivio Emilio Tadini e ha in mostra permanente opere dell’artista. Lo Spazio era sede dello studio dell’artista e, ancor prima, di un’antica Casa Editrice e tipografia “Grafiche Marucelli”. Durante l’anno vengono allestite mostre temporanee di pittura e fotografia. È una delle case museo della città di Milano inserite nel circuito Storie Milanesi che raccoglie 16 luoghi dove hanno vissuto personaggi fondamentali per il loro contributo artistico e culturale alla città.

L’idea ispiratrice, su cui si fonda il centro culturale, è di mantenere vivo lo spirito con cui Emilio Tadini si avvicinava alle arti attraverso uno sguardo ecclettico e multiculturale. Spazio Tadini ormai dal 2006 produce e ospita manifestazioni culturali e artistiche di vario livello anche di taglio internazionale. Ogni anno propone un centinaio di eventi come: mostre, concerti, spettacoli, presentazioni editoriali, convegni.

È possibile visitare lo Spazio Tadini da mercoledì a sabato (15.30/19.30), domenica solo su prenotazione di visite guidate. L’ingresso è libero e le visite guidate a pagamento.

www.spaziotadini.com

AFOL Metropolitana

Il Centro di Formazione Professionale di AFOL Metropolitana nella sede di Cologno Monzese attiva percorsi di formazione professionale nel settore del benessere – Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) – per ragazzi e ragazze in uscita dalla terza media. I percorsi sono realizzati in linea con i bisogni occupazionali e le figure professionali richieste dal mercato del lavoro.

I corsi sono di durata triennale e al termine viene rilasciato un attestato di qualifica professionale. Dopo il triennio è possibile frequentare il IV anno per conseguire il diploma tecnico professionale e la relativa abilitazione alle professioni di estetista e acconciatore.

segreteria.cfpcologno@afolmet.it

Un legame sottile di Paola Cosmacini


27 febbraio ore 20 Casa Museo Spazio Tadini – Un legame sottile, madame Boivin, monsieur Tarnier e l’ostetricia di Paola Cosmacini è il primo libro e incontro sul femminile, in particolare sul lavoro delle donne, alla Casa Museo Spazio Tadini, che quest’anno dedica la mostra di Emilio Tadini alla figura femminile (Parlami di lei: teneAmente forte dal 28 febbraio) aderendo al palinsesto del Comune di Milano I talenti della donne.

Cominceremo con un’anteprima alla mostra di Tadini che inaugura il giorno dopo che pone al centro la figura femminile partendo da un triccio intitolato “Il pittore del parto e le donne fecondanti” e con il mestiere più antico praticato dalle donne ovvero la levatrice, la “mammana”, l’ostetrica, colei che sapeva far nasce i bambini.

L’incontro si svolge a cura del Rotary Club Milano Precotto San Michele e di PharmaExtracta. Ne parleranno l’autrice Paola Cosmacini, Nadia Rovelli, presidente dell’ordine della Professione Ostetrica Interprovinciale di Bergamo, Cremona e Lodi, Milano, Monza e Brianza e docente alla Bicocca, Gianalfredo Franzoni, ostetrico e ginecologo presso la Clinica Mangiagalli, Lucia Vaselli, psicologa e psicoterapeuta, Antonio Canino ostetrico e ginecologo del Niguarda e con master di secondo livello in sessuologia clinica, nonchè Presidente del Rotary Club Milano Precotto San Michele.

La presentazione e il dibattito si promettono dunque interessanti su un tema di interesse collettivo. Il libro si sviluppa attorno a una storia.

Una storia francese del XIX secolo su un aspetto fondante della vita: il venire al mondo, la nascita, il nascere. Nella provincia rurale e soprattutto a Parigi si viene guidati in angoli talora ancora presenti e da riscoprire. E attraverso le vite e le opere di Marie-Anne Boivin e di Stéphane Tarnier si ricostruisce un passaggio epocale del modo di nascere: da arte secolare sviluppata nella pratica, tutta al femminile, delle levatrici ai primi apporti della nascente specialità ostetrico-ginecologica, subito rigorosamente difesa dal monopolio della scienza medica maschile. Una indagine storica, che porta l’attenzione sul ruolo delle donne, svolta con la sensibilità di un medico donna. Ma anche un movimentato racconto fatto di ricerche e di rimandi letterari, scritto con l’intento di portare un particolare aspetto della storia della medicina alla ragione, ma anche al cuore di chi legge“.