Photofestival Milano: a Spazio Tadini SECONDO NATURA di Roberto Mutti dal 15 marzo al 13 aprile.

SECONDO NATURA

 

di Roberto Mutti

Dal 15 marzo (inaugurazione ore 18.30) al 13 aprile  2013: SECONDO NATURA a cura di Roberto Mutti  collettiva con Giovanni Guadagnoli, Luisa Pineri, Mario La Fortezza, Renato Cerisola, Elena Santoro, Emma Vitti.

Quello del paesaggio naturale è un tema classico con cui la fotografia si è misurata fin dai primordi, quando pareva inevitabile seguire le tracce indicate dalla pittura. Tutto si è fatto decisamente più interessante quando i fotografi hanno preso consapevolezza dell’autonomia del loro mezzo e della conseguente necessità di seguire nuove e più personali strade interpretative. Da ciò sono nate tendenze contemporanee capaci di misurarsi con la realtà indagandola fin nelle sue più nascoste pieghe per un verso (soprattutto nella grande scuola americana di Ansel Adams e Edward Weston) riscoprendone la bellezza spettacolare e i rimandi alla filosofia naturalistica, dall’altro lasciando che sia lo sguardo ad andare oltre.  I sei autori qui presentati – Renato Cerisola, Giovanni Guadagnoli, Mario La Fortezza, Luisa Pineri, Elena Santoro, Emma Vitti – sono certamente diversi per età, formazione, scelte stilistiche ma ciò che li accomuna è la volontà di confrontarsi con il paesaggio facendosi guidare da una disponibilità, un desiderio di ricerca, una riflessione critica cariche di suggestioni. Per questa ragione, più che osservare in modo distaccato le loro immagini, i visitatori farebbero meglio a lasciarsi guidare alla ricerca dell’inconsueto e dell’inaspettato in cui inevitabilmente si imbatteranno. Scopriranno così la leggerezza che può caratterizzare dei semplici rami che, emergendo dall’acqua, vi si specchiano con esiti poetici come anche le vibrazioni grazie alle quali scorci altrimenti banali ci appaiono attraversati da un forte dinamismo cromatico. In altri casi il paesaggio naturale viene trasfigurato ed ecco che piccole colature di colore e tracce di scritture non precisamente decifrabili attraversano lo spazio fotografico conferendogli un’aura di mistero. In altri casi rami e foglie vengono osservati nella loro essenzialità fino a trasformarsi in veri e propri haiku visivi dove ogni traccia di superfluo è stata cancellata a vantaggio di un esito grafico di assoluta pulizia formale. Così è anche per l’immagine di un semplice sasso, ripreso però con tale intensità da conferire alla sua presenza un valore quasi ipnotico che ci costringe a guardarlo come se avesse assunto un qualche significato simbolico. Può, infine, succedere che un intero e complesso mondo si possa ritrovare in un bellissimo viaggio che sembra compiuto in lontani paesi esotici ed è invece realizzato puntando l’obiettivo su una pozzanghera che così si rivela come parte di un cosmo che talvolta ci si para innanzi misterioso ed enigmatico.

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