La sezioneOspite d’onore, introdotta quest’anno, vede protagonista DanieleNinarello (VENERDI’ 20 DICEMBRE 2013 ore 21:30) –coreografo torinese, vincitore con la prima creazione di compagnia “Trois Corps”, della menzione speciale DNA Romaeuropa Festival a Premio Prospettiva Danza 2012 – con NON(LEG)AZIONI. La coreografia di Daniele Ninarello dialoga con l’opera diMaria Cristina Carlini, scultrice di rilievo internazionale. L’ospite d’onore, in quanto tale, non segue il format del Festival ma è invitato in un omaggio al suo lavoro e successo. Ciò nonostante il coreografo torinese, apprezzando l’idea di Coreografia d’Arte, ha deciso di “rivedere” la sua creazione Non(leg)azioni, alla luce dell’incontro con le sculture di Maria Cristina Carlini.
Non(leg)azioni
Coreografia e danza: Daniele Ninarello
Musiche: Sharon Isbin Liut Suites J.S.Bach
Coproduzione Mosaico Danza/Festival Interplay
In collaborazione con Associazione Artemovimento/Festival Insolit. Creazione
selezionata per CDC- Les Hivernales Avignon 2011 100% Danse “Quand les régions
s’en mêlent…”, progetto sostenuto dalla Regione Piemonte. Leggi
Replica del lavoro coreografico di Federicapaola Capecchi con i danzatori di OpificioTrame. Sarà presentato lo studio per uno spettacolo sull’opera di Emilio Tadini, L’Occhio della Pittura.
Coreografia d’arte 2012: Federicapaola Capecchi presenterà il suo studio per uno coreografia sull’opera L’occhio pittura di Emilio Tadini
Con la partecipazione straordinaria del musicista e compositore Stefano Gueresi al pianoforte.
SCRIVE DEL SUO LAVORO FEDERICAPAOLA CAPECCHI
“[…] forse rendere visibile qualcosa implica ogni volta, del tutto ‘naturalmente’, l’occultamento di ‘tutto il resto’. Una specie di sospensione, di messa fra parentesi […] “ da “L’occhio della pittura”, Saggio di Emilio Tadini
L’occhio della pittura è forma e sintesi, equilibrio e maestria affabulatoria e pittorica. È un’enorme equazione in cui è discussa la forma d’arte per eccellenza: la vita.
In ogni mio lavoro, da quando ho scelto, forsennatamente, la danza come la mia vita, cerco di parlare della vita, delle persone, di noi, delle cose che ci muovono. Vi lascio quindi immaginare il fascino e i mondi che mi sono aperti dinanzi a quest’opera mastodontica, rivoluzionaria e significativa. Diversamente da FiabaImage/Magie, un’altra opera di Emilio Tadini dalla quale nacque lo spettacolo “E Ancora”, che era una grande fiaba e poesia, questa, L’occhio della pittura, è per me un complesso e affascinante trattato di sociologia. Per questo stesso motivo è troppo seducente e attraente nelle possibilità che mi offre, di addentrarmi, fino a raschiare il fondo delle cose, nelle maglie della vita, dei corpi, degli individui, dei rapporti. Così, questo che doveva essere uno spettacolo “per coreografia d’arte”, da subito e gradualmente al tempo stesso, dentro di me ha preso corpo, forma e ombre di una creazione cardine del mio percorso, come persona e come coreografa. Di conseguenza devo lasciarle, e lasciarmi, tempo e spazio. Lo stesso spazio infinito che Emilio Tadini lascia sempre al lettore dei suoi testi e all’osservatore dei suoi quadri, uno spazio vuoto (positivo) per muoversi tra differenti versioni, visioni e narrazioni. Questo che vedrete in queste due serate, dunque, è un primo stadio verso quello che sarà, è uno studio. Dove visibile e invisibile, detto e non detto si contendono lo spazio, che non riesce a contenere la narrazione. Dove non si riesce a prescindere dalle persone: chi sono, il loro soggettivo, il carattere, la natura; dove il corpo immerso in ciò che chiamiamo mondo, conduce in un luogo da abitare, in un immaginario che manifesta presenze concrete, in un sapere sensibile che risponde al desiderio, e che, al tempo stesso, lo suscita. Dove infanzia ed età adulta sono legate da un filo che tesse domande e trame all’infinito, senza mai riuscire a colmarle. Dove in un mondo in cui tutto procede per significati indotti, la semplicità è una delle cose più difficili da ottenere, da riconquistare, insieme alla propria identità.”
Spettacolo di danza sabato 14 dicembre 2013 ore 21.30
Spettacolo Ispirato ad un disegno erotico di Picasso
La genesi di una donna, della donna archetipica, dalla divisione della prima cellula alla costruzione di una identità, passando dalla dualità Animus/Anima, maschile/femminile, Terra/Cielo. Lo sguardo della Donna che vive nella casa delle tuberose (La Casa de los Nardos) ha in sé la forza, la dolcezza ma anche l’ambiguità di chi ha percorso un lungo cammino, è uno sguardo che si lascia guardare come fosse uno specchio che riflette domande. leggi….
CASA MUSEO in memoria di EMILIO TADINI- arte, cultura, eventi – Milano