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Fuorisalone 2017: i gioielli di Rina Sicignano


Una linea di gioielli che esalta il colore delle pietre e la fattura artigianale. Rina Sicignano propone, durane il Fuorisalone 2017, dal 4 al 9 aprile, presso la casa museo Spazio Tadini la sua collezione.

I gioielli di Rina hanno già ricevuto dei riconoscimenti dal pubblico e dalla critica tanto da guadagnarsi, nel 2013, la copertina di “Vougue accessori”.

Gli accostamenti cromatici che propone rendono i suoi gioielli molto vivaci e capaci di abbinarsi perfettamente ad uno stile fresco e contemporaneo. Perfetti con un abbigliamento monocromatico esaltano lo stile dell’abito e danno vivacità alla figura. I suoi gioielli si abbinano pertanto sia ad un abito classico che sportivo conferendo luce al volto e allo sguardo giocando sugli accostamenti cromatici delle pietre.

Nel suo lavoro creativo usa prevalentemente la pietra dura e semi preziosa naturale. Predilige l’argento come base dal filo al gancio rendendo pertanto i gioielli sicuri e non a rischio allergie.


Rina Sicignano

Diplomata in orificeria all’istituto d’arte di Marino (RM) . Dopo aver eseguito un percorso lavorativo per vari orafi di Roma, ha avviato una sua produzione . La sua creatività offre il meglio nella combinazione dei colori e nell’accurata selezione delle pietre e nella cura nei dettagli della fattura.

 

Apertura dell’esposizione presso la Casa Museo Spazio Tadini

dal 4 al 9 aprile dalle ore martedì 4 mercoledì 5 e giovedì 7 dalle 15.30 alle 19.30.  Sabato 8 e domenica 9 dalle 11 alle 19.30 orario continuato. 

L’ingresso, 5 euro,  prevede la visita a tutte le esposizioni:

La camera da letto di Van Gogh in scala reale  con Max Camerette e la storia della nascita della camera per i ragazzi nella casa degli italiani a cura di Melina Scalise . Con l’esposizione di un pezzo originale degli anni 70 dell’Abitacolo di Murari e di due opere importanti di Emilio Tadini sulla camera da letto e su Pampurio.

L’esposizione di Nina for the dogs un progetto di Angela Resina il cui ricavato va anche a sostegno della lotta al randagismo.

Lino Giussani con ‘esposizione dei suoi lavori di intarsio.

 

Fuorisalone 2017- Intarsio in legno con l’arte di Lino Giussani


La Brianza è terra di falegnami ed è il distretto artigianale e industriale più popolato del settore. In quest’area lombarda non poteva che nascere e svilupparsi il talento creativo di Lino Giussani, artista dell’intarsio. La qualità della meticolosa fattura tanto quanto

il desiderio di sperimentare l’applicazione di questa tecnica su progetti sempre più complessi e liberi dagli stereotipi tradizionali, lo hanno portato oggi alla realizzazione di opere originali.

Presso la Casa Museo Spazio Tadini in occasione di un’esposizione legata alla maestria creativa dei designer italiani nella realizzazione delle camerette per ragazzi, Lino Giussani espone una serie di lavori, alcuni dei quali con attinenza al gioco e al mondo infantile.

Ogni tavola richiede ore di lavoro compositivo – spiega Giussani – perché c’è prima la scelta dell’essenza del legno in base al suo valore cromatico, poi il taglio e la composizione come un mosaico”.

Nella sala a lui dedicata sarà allestita una zona per far vedere al pubblico il modo in cui si svolge la tecnica dell’intarsio. Tecnica antica che vede la sua più ampia diffusione  tra la metà del Quattrocento e la metà del Cinquecento, essa consiste nella costruzione di un’immagine mediante l’accostamento di elementi di vario colore declinando materiali diversi. Esistono intarsi in legno, in pietra, in avorio, madreperla etc.

Per gli amanti di questa tecnica e dell’arte della lavorazione del legno la Casa Museo Spazio Tadini avrà in esposizione al piano superiore una riproduzione in scala reale della Camera da letto di Arles di Van Gogh realizzata dai maestri falegnami del consorzio San Luca e al piano inferiore la possibilità di completare le possibilità applicative del legno con il lavoro artistico di Lino Giussani.

Biografia

Lino Giussani Ph E. Conte

LINO GIUSSANI è nato nel 1952 a Lissone, dove vive e lavora. Ha frequentato giovanissimo le botteghe locali del legno. Dal 1967 al 1974 ha frequentato le scuole serali di disegno tecnico a Lissone e Monza, ma anche la Libera Accademia di Pittura a Bovisio Masciago.
Se nelle scuole ha affinato le tecniche di composizione e le logiche di uso e di accostamenti dei colori,  in bottega ha invece appreso come trattare il legno e come sfruttare dal punto di vista espressivo le sue caratteristiche. Giussani opera esclusivamente con il legno, ritagliando da sottilissimi fogli (di legno) colorati quei frammenti, in gran parte geometrici, che costituiscono le “tessere” di composizioni delle sue figure, dei suoi paesaggi, dei suoi racconti

A lui è stata dedicata una grande mostra presso il Museo di Lissone nel 2011.

 

 

Mostra:

Casa Museo Spazio Tadini

dal 1 al 16 aprile 2017

orari da mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19.30

domenica dalle 15 alle 18.30

Sabato 8 e domenica 9 aprile apertura dalle 11 alle 19

Nina for the dogs – a sostegno degli animali


Fuorisalone 2017– dal 1 al 16 aprile Spazio Tadini Milano -Il Design solidale a sostegno degli animali è un’idea di Angela Resina che ha progettato NINA. E’ una riproduzione fedele del suo piccolo cagnolino che diventa simbolo dell’amore per i cani tra gioco e arredo design. L’esposizione presso la Casa Museo Spazio Tadini comprende la produzione artistica personalizzata da diversi artisti. La sua esposizione si colloca all’interno di un percorso espositivo dedicato al design dedicato ai bambini e ai ragazzi che inizia con l’esposizione della riproduzione del quadro La camera da Letto di Van Gogh realizzata da maestri falegnami per Max Camerette, la prima azienda ad aver progettato camere per ragazzi e termina con la mostra di Lino Giussani che realizza opere attraverso la tecnica dell’intarsio.

ARTISTI ESPOSTI A SPAZIO TADINI CHE SONO INTERVENUTI SU NINA: Tobia Ravà, Luisa Pineri, Valeria Pontoglio, Peter Hide 311065, Gabriella Magaldi, Gianfranco Testagrossa, Mario De Leo, Francesca Magro, Gabriele Poli, Sergio Fiorentino, Bruno Donzelli, Hackatao ( Sergio Scalet ), Giuseppe Restano, Laura Nazzaro, Sergio Gioielli, Nicoletta Nava, Demetrio Di grado, Adriana Gomez, Giampaolo Atzeni, Giuseppe Gusinu, Carmen Bertacchi, Giorgio Franco, Rosa Di Stefano, Piero Colombani, Ernesto Colombo, Gian Pietro Arzuffi, Beppe Francesconi, Don Corleone, Alessandro Sansoni

Storia

Nina for the dogs nasce a giugno 2015 da un’idea di Angela Resina.
Il progetto fonde la passione per l’arte, il design e l’amore per gli animali in un’unica creazione d’autore.
Da un canile siciliano Angela adotta una piccola cagnolina; Nina diventa la sua musa ispiratrice, cosi’ Angela disegna il primo
modello di Nina.
Dopo varie prove e test sui materiali, si realizzano i primi esemplari in miscele di resine e polveri di marmo, colore bianco.
Nina, piccola cagnolina di design e’ completamente un Made in Italy; ogni esemplare e’ realizzato da maestri artigiani
italiani ed e’ disponibile in diverse finiture superficiali che vanno dal colore bianco, a differenti coloriture ed effetti come
quelle oro, argento, bronzo e quella completamente trasparente fino alla versione piu’ preziosa con il mantello in foglie
d’oro.
Completano la collezione Nina for the dogs alcuni pezzi unici d’autore reinterpretati da artisti italiani.
Ogni Nina realizzata contribuisce al sostegno di strutture che si occupano e promuovono l’adozione dei cani abbandonati
in Sud Italia.
Partecipazione:
– Mostra collettiva arte durante il Taormina Film Fest 2015 presso Belmond Grand Hotel Timeo di Taormina, Giugno 2015
– Mostra collettiva arte “ Anamorfi/Forme e Percezioni” presso Palazzo Ducezio di Noto, Agosto 2015
– Vogue Fashion Night Out 2015 presso Atelier Gambari di Milano
– Mostra collettiva arte e design “Silence” presso il MAD (Milano Art Design) del Nhow Hotel di Milano, Novembre 2015-
Marzo 2016
– Mostra collettiva arte “Ciao Dolcezza” con Accademia di Brera e Universita’ di Pollenzo presso Art Design Box di Rho,
Dicembre 2015
– Affordable Art Fair 2016 in collaborazione con KoArt Gallery, Febbraio 2016
– Fuori Salone del Mobile 2016 in via Tortona, Aprile 2016

Casa Museo Spazio Tadini

dal 1 al 16 aprile 2017

orari da mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19.30

domenica dalle 15 alle 18.30

Sabato 8 e domenica 9 aprile apertura dalle 11 alle 19

ingresso 5 euro.

Visita guidata su prenotazione 8 euro.

Mostre fotografiche: Marco Tagliarino racconta Storie di Molti


Una mostra di due giorni (18 e 19 marzo) per proporre un punto di vista del reportage di viaggio attraverso l’occhio di Marco Tagliarino.

Orari dalle sabato 15.30 alle 19.30 , domenica 15-18.30.

“Quello che cerco mentre sono “al lavoro” (anche se per me la fotografia è una passione e non un lavoro) sono gli sguardi delle persone, i costumi, il modo di vivere, la naturalezza – racconta Tagliarino -. Ritengo che tutto questo, per funzionare in una fotografia, debba essere inserito in un contesto ambientato che in taluni casi è più importante dei soggetti stessi.
Infine, le ultime tre cose che rendono una fotografia unica sono la luce ambientale, il punto di ripresa, e la spontaneità dei soggetti ritratti. Non uso mai il flash. Non chiedo mai che le persone riprese si mettano in posa, anzi cerco sempre di fotografarle mentre si dedicano ai loro affari quotidiani cercando di essere meno invadente possibile, anche se usando focali come il 24mm, il 35mm e il 50mm non è affatto semplice”.

L’occhio curioso del fotografo si unisce a quello del turista alla scoperta dei costumi e delle tradizioni. E’ così che Tagliarino si allontana dalla Street Photography per guardare oltre i confini e raccontare stimolando una visione non solo documentativa. Infatti ama lavorare sui soggetti in post produzione, come lui stesso dice “ho cominciato ad imparare ad osservare la realtà non più solo attraverso i miei occhi ma “immaginandola”” e il risultato è fatto di scatti che non perdono mai il loro valore documentale, ma acquisiscono atmosfere e suggestioni.

L’esposizione a Spazio Tadini propone un doppio percorso: il bianco e nero e quello a colori. Due mondi che per Tagliarino viaggiano in parallelo: “Amo le fotografie monocrome dotate di carattere. Per questo motivo amo lavorare al limite dell’istogramma toccando tutte le gradazioni di grigio senza però eccedere in termini di contrasto e nitidezza”.

La mostra sarà ospitata in una delle sale della Casa Museo Spazio Tadini e i visitatori potranno completare il percorso con una visita alla mostra  a cura di Federicapaola Capecchi Francesco Cito e la fotografia di Reportage che è ospitata nelle altre sale.

Un week end a Spazio Tadini all’insegna della fotografia dando spazio a soggetti,  percorsi  ed esperienze  diverse.

 

BIOGRAFIA

Marco Tagliarino nasce a sesto san Giovanni il 14 marzo del 1977. Dopo il diploma da perito elettrotecnico si scrive ad ingegneria aerospaziale al politecnico di Milano, ma per ragioni economiche accelera il suo ingresso nel mondo del lavoro. La passione per la fotografia arriva in età adulta, quando riceve in regalo una macchina fotografica compatta che inizia a utilizzare quasi per gioco è che ben presto abbandona per la sua prima reflex Canon.  Da assoluto autodidatta, si documenta attraverso blog e forum di fotografia per migliorare la tecnica e al contempo scatta continuamente senza selezione per alcuni anni fino a trovare la sua predilezione per i volti e il catturare le persone in scene di vita quotidiane. Alla passione per la fotografia si unisce quella per i viaggi che  diventano meta fotografica oltre a svago e scoperta culturale in compagnia di sua moglie.

Fuorisalone 2017 ed entri nella camera dal letto di Van Gogh a Spazio Tadini


Presso la Casa Museo Spazio Tadini, in via Jommelli 24, dal 1 al 16 aprile, nell’ambito del Fuori Salone del Mobile, Milano 2017, viene esposta a grandezza reale la riproduzione del quadro La camera di Arles, di Vincent Van Gogh.

Un’opera d’arte nota in tutto il mondo riprodotta dall’abilità di artigiani del Consorzio S. Luca del capoluogo piemontese e da Arredare In, Max Camerette azienda con sede a Torino. La camera è esempio dell’abilità artigiana che contraddistingue il Made in Italy che, in questo caso, ha richiesto una particolare attenzione anche nella ricerca di riproduzione dei colori prediligendo quelli ecologici. Arredare In predilige la filiera artigianale italiana e ha portato in Italia, quarant’anni fa, ispirandosi al fuorisalone 2017, il concetto di “cameretta”, come luogo dove vivere, crescere, studiare.

Accanto al quadro di Van Gogh, nel quale il visitatore può liberamente “entrare”, si affianca una cameretta dei nostri giorni per mettere così a confronto ieri e oggi, il passato e la tecnologia attuale dove la cameretta, luogo di vita e crescita per i giovani, diventa anche capacità di saper utilizzare e riutilizzare gli spazi, spesso ristretti delle case moderne.

Un confronto passato – presente che ci coinvolge nell’evoluzione dei tempi e delle abitudini, in un vortice culturale di rara suggestione.

In questo modo, Arredare In, fondata e gestita dalla famiglia Teifreto, azienda con una lunga storia sui mercati e una grande specializzazione nella creazione delle camerette più funzionale e vivibili, dà ai visitatori del Fuori Salone, una testimonianza di come il mobile possa essere, oltre che tecnologia e funzionalità, anche cultura e divulgazione.

Su tutto, regna l’atmosfera senza tempo di un luogo sinonimo d’arte e cultura come Spazio Tadini, da molti anni testimone del far conoscere e divulgare l’arte e la cultura a Milano.

I visitatori seguiranno un percorso che li accompagna a conoscere quando e come è stata introdotto la camera per i ragazzi nelle case degli italiani. Scopriranno l’abilità artigiana di maestri falegnami, la capacità di trasformazione e innovazione degli spazi dell’abitare per i ragazzi, la dimensione del gioco con l’esposizione di NINA, un cagnolino tra l’arte e il design, e il lavoro artistico di intarsio di Lino Giussani.

A completare il percorso la presenza di lavori indimenticabili del maestro Emilio Tadini come il quadro “La camera da letto” che ha rappresentato la cultura italiana presso la Casa della cultura Italiana a Parigi per sette anni e l’opera dedicata a Pampurio il personaggio del Corriere dei Piccoli.

Arredare In – Max Camerrette insignita del premio Chiave a Stella nel 2010 (premio istituito da Fondazine Magnetto, quotidiano La Repubblica e associazione piccole e medie imprese di Torino e provincia per capacità di esprimere e coniugare innovazione e tradizione sia per eccellenza del prodotto e valorizzazione del territorio in Italia e all’estero). L’azienda nasce negli anni Settanta, fondata da Ersilio e Pina Teifreto nel centro di Torino. Nel 1978, diventa azienda specializzata e nel giro di un decennio diventa leader. Nel frattempo, si sposta in uno spazio molto ampio, vicino all’aeroporto di Torino,  una ex fabbrica di vernici che bonifica e che diventa la sede dell’azienda e show room, dove si trova tuttora. Da circa dieci anni al timone dell’azienda c’è il figlio della coppia fondatrice, Massimiliano Teifreto.

http://maxcamerette.it/

Video della mostra di Tobia Ravà a Spazio Tadini


Ci sono mostre che quando se ne vanno lasciano un vuoto. Così è quella di Tobia Ravà che era riuscita a riempirci lo spazio di numeri attraverso le immagini. Le sue opere sono uno stimolo continuo alla ricerca del senso del mondo e delle cose. Con Tobia ci siamo avvicinati a una fetta di interpretazione della realtà che non ha lasciato nessuno spettatore nell’indifferenza. Il suo raccontare il mondo come il risultato di una relazione stretta tra numeri e parole ci ha avvicinato ad alcuni arcani della Kabbalah e della Ghematrià, ovvero della corrispondenza tra lettere e numeri partendo dall’alfabeto ebraico. Ma ci ha anche ricordato che il mondo sta a delle regole, matematiche e fisiche e che il linguaggio di appartenenza con cui lo conosciamo e riconosciamo è parte integrante della nostra visione, ovvero dell’immagine che abbiamo di esso. Tobia è partito dallo studio della Kabbalà di Luria, noi, potremmo partire da una riflessione anche superficiale della fisica e del linguaggio per riconoscerci comunque in un’opera di Tobia Ravà come appartenenti ad un tutto che è l’Universo. Dall’antichità ad oggi, non smetteremo mai di cercare un senso delle cose e dietro ogni chiaroscuro c’è la nostra volontà di scegliere il buio o la luce. Per non dimenticare la mostra di Tobia e delle sue suggestioni ecco il video ricordo.

Museo City- Spazio Tadini


La Casa Museo Spazio Tadini dedicata a Emilio Tadini, pittore e scrittore milanese, fondata nel 2008 da Francesco Tadini, regista e Melina Scalise, giornalista, è inserita all’interno della prima edizione di Museo City organizzata dal comune di Milano in collaborazione con l’associazione Museo City dal 3 al 4 marzo 2017.

logoL’obiettivo dell’iniziativa è dare visibilità al patrimonio museale della città.  Milano viene riletta e proposta come un grande Museo a cielo aperto dal 3 al 5 marzo. Tre giorni per valorizzare la sua bellezza e il suo patrimonio artistico e storico grazie al coinvolgimento di oltre 70 tra musei d’arte, di storia, musei scientifici, case museo, case d’artista e musei d’impresa diffusi su tutto il territorio cittadino con alcune “incursioni” nell’area metropolitana – spiegano gli organizzatori – I musei coinvolti si apriranno al pubblico con iniziative speciali. Inoltre, dal 5 marzo al 1 maggio Palazzo Reale ospiterà, nella Sala delle Cariatidi, la mostra multimediale Muse a Milano. Accoppiamenti giudiziosi. Le nove Muse, simbolo della creatività, guideranno i visitatori nei luoghi dell’arte di Milano, invitandoli a seguirle in un percorso di emozioni fra tante immagini di opere milanesi“.

La Casa Museo Spazio Tadini è gemellata con il Centro artistico Alik Cavaliere, pertanto, durante i tre giorni di Museo City, oltre a visitare la mostra in corso dedicata alla fotografia Francesco Cito e la fotografia di reportage, nelle sale del museo sarà possibile vedere un’opera di Alik Cavaliere, grande amico di Emilio Tadini.

n154a_cavaliereridViceversa, presso Il Centro artistico Alik Cavaliere metterà in mostra un’opera di Emilio Tadini. L’iniziativa si inserisce all’interno del progetto Storie Milanesi un unico racconto.

Così Francesco Tadini e Fania Cavaliere ricordano i due amici artisti: “Emilio e Alik sono stati amici da sempre, difficile risalire a un inizio, a una data. Hanno cercato la loro strada in un’epoca nuova, aperta al futuro, che affiorava dalle macerie di una Milano sfregiata dalla guerra. Alik ricordava spesso l’entusiasmo con cui lui, Emilio e il loro gruppo di giovani amici incontravano, per la prima volta, la realtà della cultura e dell’arte internazionali, che il regime aveva occultato con una severa censura. In questa temperie cosi innovativa, nell’entusiasmante scoperta di un confronto libero e aperto, Emilio e Alik sono particolarmente accomunati dalla pluralità delle vocazioni, l’amore per la letteratura, l’attrazione per il teatro e il cinema, e la sempre più assorbente passione per l’arte figurativa, interpretata al di là dei confini di genere. Questa complessità di ispirazioni, che si integra con la profonda sensibilità culturale di entrambi, ha fatto sì che tra loro vi fosse un dialogo aperto, costante, anche polemico e conflittuale in certi casi, ma sempre ricco di cultura e fecondo di suggestioni”

 

Presso la Casa Museo Spazio Tadini sono esposte alcune opere del maestro Tadini. Alcune stanze della sede erano il suo atelier e un corner con il lavello ricorda il suo luogo di lavoro. Sono custoditi anche diversi libri d’arte e libri scritti da Tadini.

Programma della casa museo Spazio Tadini per Museo City

  • venerdì 3 marzo apertura dalle 15.30 alle 19.30 e alla 18.30  con ingresso 5 euro che comprende visita al museo e alle mostre in corso (Francesco Cito e la fotografia di reportage). Alle 18.30 sarà ospitato un dibattito: “Siamo tutte Artemisia” in occasione delle Festa della donna per approfondire il rapporto delle donne con l’arte tra ieri e oggi.
  • sabato 4 marzo apertura dalle 15.30 alle 19.30 ingresso 5 euro che comprende visita al museo e alle mostre in corso (Francesco Cito e la fotografia di reportage).
  • domenica 5 marzo apertura dalle 15 alle 18.30 con ingresso gratuito che comprende visita al museo e alle mostre in corso (Francesco Cito e la fotografia di reportage) e visite guidate al costo di 5 euro.
La nicchia dello studio di Emilio Tadini presso Spazio Tadini
La nicchia dello studio di Emilio Tadini presso Spazio Tadini

Arte e matematica: incontro con Tobia Ravà e Angelo Lissoni


Spirito Dell'Arco, Tobia Ravà a Spazio Tadini
Spirito Dell’Arco, Tobia Ravà a Spazio Tadini

Mercoledì 15 febbraio alle ore 18.30 a Spazio Tadini Casa Museo
“Calcoli trascendentali, tra arte e matematica”
Incontro con l’artista Tobia Ravà e con Angelo Lissoni professore di matematica alla Università Statale di Milano e presidente di Kangourou Italia

Già da metà degli anni novanta Tobia Ravà nella sua ricerca artistica iniziò a lavorare con quel percorso della lingua ebraica che viene chiamato ghematrià ovvero la corrispondenza tra lettera e numero delle parole ebraiche che fanno del testo biblico anche un testo matematico; ciò avvenne in maniera consequenziale al fatto di essersi accostato alla Kabbalah Luriana, caldamente consigliata all’artista da Umberto Eco, con il quale aveva svolto parte della tesi di laurea in semiologia delle arti sull’interdizione visiva all’Università di Bologna.
Le ventidue lettere dell’ alfabeto ebraico corrispondono ad altrettanti numeri, le prime nove alle unità poi le decine e le ultime 4 alle prime centinaia, spesso vengono accostate anche le lettere finali che in quattro casi si scrivono in modo diverso e si possono calcolare come diversi valori.

bosco-cisalpino-Tobia Ravà a Spazio Tadini
bosco-cisalpino-Tobia Ravà a Spazio Tadini

È incredibile ma è tangibile come la ghematrià faccia parte di un percorso sia esoterico che essoterico e pur facendo anche parte della Kabbalah quindi dell’ermeneutica mistica ha determinato nei secoli un percorso estremamente razionale, la conoscenza del quale ha portato fisici, matematici e scienziati di ogni specie ad avere una marcia in più nelle loro ricerche.

Il rapporto tra arte e matematica nelle opere di Tobia Ravà si concretizza poi in diversi rapporti di collaborazione con Piergiorgio Odifreddi e Bruno D’Amore grandi divulgatori del pensiero matematico, con Federico Giudiceandrea che tra l’altro ha poi “provato” la “Congettura di Ravà” e con Angelo Lissoni presidente di Kangourou Italia, Associazione culturale che organizza per le scuole competizioni di Matematica e di Lingua Inglese che sono inserite nell’Albo delle Eccellenze del MIUR.