Tutti gli articoli di melina scalise

giornalista professionista, psicologa, curatrice d'arte, scrittrice

Cibo per 365 giorni installazione di Gabriella Sacchi

Se c’è qualcosa di cui oggi abbiamo bisogno è pensare positivo. L’installazione di Gabriella Sacchi presso la Casa Museo Spazio Tadini CIBO PER 365 GIORNI aperta al pubblico dal 24 febbraio al 3 marzo 2022 è un’occasione per riflettere su quanto sia importante non dimenticare l’importanza di ogni giorno che passa, anche il più negativo, perché comunque è nutrimento per la nostra vita.

ph Simone Durante

L’artista, pluripremiata, in Italia e all’Estero, per il suo lavoro di ceramista, espone 365 ciotole in ceramica con all’interno stampe fotografiche a rappresentare i “nutrimenti” che riceviamo ogni giorno dell’anno. Saranno accolte nel salone principale della casa museo dedicata a Emilio Tadini, che ha lavorato anche con la ceramica, ma soprattutto ha sempre cercato un collegamento tra arte e società, apprezzando il lavoro del “pittore” prima ancora che dell’”artista”, ovvero il fare e il saper fare.

L’installazione è accompagnata da un volume riepilogativo degli ultimi 40 anni di attività di Gabriella Sacchi a cura di Irene Biolchini, docente d’arte, curatrice di mostre presso il Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza e articolista specializzata sulla ceramica per ArtTribune, che rimarca proprio questo aspetto del lavoro di Gabriella Sacchi. Scrive:

 “ (…)   Il valore centrale dell’esercizio del fare sembra apparentemente in contraddizione con termini quali “concettuale”, che da tempo hanno sancito un primato all’ideazione rispetto alla manipolazione. ( …)La sua ricerca concettuale non è negata dalla frequentazione della materia, una cosa non esclude l’altra, ma piuttosto è un affiancarsi che procede per priorità, o come ha dichiarato Ugo La Pietra (…)” L’artista pensa a un progetto, ha un’idea, e poi cerca lo strumento (che è la materia). L’artista-artigiano, all’opposto, parte proprio dalla materia“.

Ogni ciotola di Gabriella Sacchi ha un suo valore simbolico:

“Hanno tutte un numero corrispondente a un giorno dell’anno e un’immagine fotografica – spiega l’artista -. Il nutrimento è cibo vero e proprio, come pane, frutta, pasta o un elemento simbolico, una lettura, un colore, un paesaggio. Credo che sia importante che l’arte inviti a riflettere sul senso. Cibo per 365 giorni è l’occasione per concentrarsi sulle cose piacevoli e stimolanti che si vivono ogni giorno. Le date registrano il passaggio del tempo e costituiscono una sorta di calendario personale che serve a “fermare” il tempo stesso per mezzo di immagini e ricordi”.

Con questa installazione Gabriella Sacchi celebra i quarant’anni dall’apertura del suo laboratorio di ceramica e queste ciotole rappresentano l’evoluzione del suo lavoro che parte da una produzione di oggetti per giungere all’arte e al suo potere simbolico ed evocativo.

CIBO PER 365 GIORNI installazione di Gabriella Sacchi

CASA MUSEO SPAZIO TADINI, SALONE TADINIAPERTURA DA MER. A SAB. DALLE 15.30 ALLE 19.30 E DOMENICA SU PRENOTAZIONE CON VISITA GUIDATA.

Via Niccolò Jommelli, 24 Milano

www.spaziotadini.com

Per la stampa e prenotazioni visite guidate melina@spaziotadini.com


Biografia Gabriella Sacchi

Gabriella Sacchi si laurea in Architettura al Politecnico di Milano nel 1975. Dopo la laurea si dedica all’insegnamento e inizia a collaborare con diverse realtà editoriali.

Nel 1981 apre il Laboratorio di ceramica NIBE dove dà grande spazio alla ricerca estetica e alla sperimentazione, producendo pezzi unici e di piccola serie.

Nel 2002 crea a Milano lo Spazio NIBE, galleria d’arte contemporanea che ospita mostre di artisti affermati nel mondo della ceramica italiana senza dimenticare la promozione dei giovani talenti.

La sua poetica è caratterizzata da alcune tematiche ricorrenti tra cui la riflessione sulla scrittura, vista sia come strumento estetico sia come dispositivo semiotico, e il tema del viaggio, inteso sia come esplorazione fisica, sia in senso più metaforico. Recentemente la riflessione su questa ultima tematica è diventata sempre più essenziale per la ceramista che focalizza la sua attenzione sul viaggio migratorio. La sua opera è così capace di porre l’osservatore occidentale di fronte alle responsabilità di mondi considerati lontani.

Mostre principali

2021

Oggetto Libro, ADI Design Museum, Milano

Fittile. Artigianato artistico italiano nella ceramica contemporanea, Triennale, Milano

Premio BACC, Scuderie Aldobrandini, Frascati-Roma

2020

Mirabilia. Una Wunderkammer per scoprire i mestieri d’arte milanesi, Triennale, Milano

2019

Diario Pubblico a Grottaglie: appunti di viaggio, Grottaglie (TA) (personale)

International Ceramics Biennial Cluj-Napoca, Romania

2018

New Orentalia, Taipei, Taiwan

2017

Storie per una nuova Europa, Festival della ceramica di Montelupo Fiorentino, Montelupo Fiorentino (FI) (personale)

International Ceramics Festival Mino, Mino, Giappone

CICA Concurso Internacional de Ceràmica de l’Alcora, l’Alcora, Spagna

XIII Biennale Internazionale di Ceramica Artistica di Aveiro, Aveiro, Portogallo

2016

BICMA VI Biennal Internacional de Ceràmica de Marraxti, Marraxti, Spagna

CUBE, Faenza (RA) in Argillà 2016

Oggetto Libro, La Cavallerizza, Biblioteca Nazionale Braidense, Milano, Italia

2015

Premio Internazionale Baccio da Montelupo, Museo della Ceramica di Montelupo Fiorentino (FI), Italia

Bienal Premio CERCO15, Saragozza, Spagna

La scultura ceramica contemporanea in Italia, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma, Italia

LIX Concorso Internazionale della Ceramica d’Arte Contemporanea, Faenza (RA), Italia

Premi

2018

Secondo premio, XXV Concorso di Ceramica Mediterranea, Terra, Identità, Materia; Grottaglie (TA), Italia

2017

Honourable Mention, International Ceramics Festival Mino, Mino, Giappone

2015

Premio Menzione della Giuria Tecnica, Prima Edizione del Premio Internazionale di Arte Ceramica Baccio da Montelupo.

2014

Premio Pezzo unico d’eccezione, Terre d’Arte, XI Concorso internazionale, Lodi fa ceramica, Lodi, Italia

Menzione d’onore, IV International Triennal of Silicate Arts, Kecskemét, Ungheria

2013

Best Decoration Award of 2013, China Kaolin Grand Prix for International Ceramic Art, Jingdezhen, China

2010

Menzione Speciale, Premio Internazionale Museo de l’Alcora, l’Alcora, Spagna

2003

Primo Premio Grès de Valls per la ceramica piana, Manises, Spagna

Menzione d’Onore, Concorso Internazionale Biennale di Ceramica, Corea

Menzione Speciale, Premio Internazionale Museo de l’Alcora, l’Alcora, Spagna

    Visita guidata a lume di candela

    Cosa significa oggi guardare un’opera a lume di candela? Ci proveremo con una visita guidata alla mostra di Emilio Tadini presso la Casa Museo Spazio Tadini. Un viaggio a ritroso nel tempo, osservando un artista del ‘900 che ha fatto della luce un uso singolare e della “candela” un simbolo. La prima visita guidata a lume di candela si svolgerà il 10 dicembre alle ore 20 a cura di Melina Scalise, studiosa del significato simbolico del lavoro di Emilio Tadini e responsabile dell’archivio. I prossimi appuntamenti in occasione di Museo City il 4,5,6 marzo 2022 e a seguire ogni prima settimana del mese con un giorno che sarà comunicato di volta in volta.

    dettaglio dell’opera Il ballo dei Filosofi di Emilio Tadini

    L’arte ci stupisce sempre di più con effetti speciali: proiezioni, esperienze virtuali, situazioni immersive plurisensoriali. Pensiamo per esempio alle mostre di Van Gogh e Monet con intere sale interattive. Si tratta di capolavori che abbiamo ammirato “da sempre” e quelle atmosfere ci vengono proposte come parte del nostro quotidiano, del nostro spazio che, per quanto artificioso, ci danno la sensazione di entrare nell’opera, di far parte del mondo dell’autore e, solo così facendo, forse ci sembra di entrare meglio a conoscenza della sua visione del mondospiega Melina ScaliseMa è così che guadavano il mondo quegli artisti? Certamente no. La lampadina, quel supporto tecnico che oggi ci permette di godere della luce elettrica fu inventato nel 1879. Quindi fino alla fine dell’800 molti dei dipinti dei pittori che oggi ammiriamo proiettati in dimensioni giganti non avrebbero mai immaginato che dei loro lavori avremmo fatto quest’uso. Loro li avevano dipinti alla luce naturale, a grandezza naturale e a lume di candela.

    Qui e ora Emilio Tadini

    Emilio Tadini dopo aver esplorato tutta la luce bianca e simbolica delle “lampadine” nelle sue pitture degli anni 70 di cui è emblematico il ciclo “Vita di Voltaire”, alla fine degli anni 80 elegge come luce ricorrente nella sua opera la candela. Questa diventa la luce dell’Uomo tadiniano, inteso come un profugo che viaggia nella notte in cerca di un dove e di un altrove, qui e ora. Non solo, la luce nelle ultime opere “entra” nelle cose raffigurate che sembrano vivere di luce propria e questo cambia l’approccio concettuale e spirituale nelle opere di Emilio Tadini“.

    Profugo Emilio Tadini

    Il percorso offrirà spunti anche per parlare della luce nell’arte.

    La visita si articolerà tra le varie sale del museo. Si svolgerà con la luce delle candele a illuminare le sale, pertanto il percorso sarà parzialmente al buio. Per questa ragione sarà possibile prenotare solo per piccoli gruppi di massimo 12 persone alla volta. Per coloro che non troveranno posto al primo appuntamento si replica venerdì 17 dicembre.

    Costo della visita 10 euro, durata circa un’ora e mezza.

    Per prenotazioni museospaziotadini@gmail.com

    Casa Museo Spazio Tadini, via Jommelli, 24

    News from Nowhere il libro di Ludovico Balena

    News from nowhere? Arriva il libro fotografico di Ludovico Balena, giovane fotografo che vi racconta, per immagini il suo rapporto con alcuni luoghi evocativi di una sorta di estraniamento il 3 dicembre alle ore 19 alla Casa Museo Spazio Tadini.

    Perchè dei non luoghi? In che modo? Lo scoprirete sfogliando il libro e incontrando l’autore con le curatrici della pubblicazione Federicapaola Capecchi, curatrice anche della mostra e Eva Zamboni (photoeditor e photo consultant).

    Con questa pubblicazione ci siamo immersi completamente nel silenzio assordante che le immagini di Ludovico Balena evocano e abbiamo ripercorso i suoi passi attraverso luoghi a cui sente di non appartenere ma che contengono elementi che inevitabilmente ci raccontano delle storiescrive Eva Zamboni Storie che parlano di un apparente distacco formale e che in realtà celano un tentativo di connessione con un mondo che ci restituisce un ambiente che ci lascia disorientati. Una casa inserita in un contesto urbano che la fa sembrare ormai completamente fuori luogo, una chiesa dalle connotazioni quasi aliene, luoghi abbandonati che ancora portano la memoria di un passato glorioso e frenetico o terribile e da dimenticare: qual’è il filo che lega tutto ciò? Una visione, un’intenzione, una necessità. La ricerca di una misura fra l’autore e il mondo e la scoperta che quella misura è il gesto creativo”.

    Ludovico Balena ph

    News fron Nowhere deve essere letto lentamente e con attenzione. Cercando di entrare nel vuoto dello spazio aperto, delle forme, dei volumi, che spesso contrastano con il cielo. In News from Nowhere ogni singola fotografia funziona da sola, ma la combinazione di due immagini dà vita a una terza scrive Federicapaola Capecchi Che è l’inizio di un viaggio. Un viaggio nelle tracce, viaggiare è sempre la ricerca di tracce da leggere e seguire; e la lettura di queste tracce è l’avventura che Ludovico Balena chiede allo spettatore di compiere.
    Decisamente il suo approccio e le sue idee non sono di moda, come non lo sono alcuni “valori tradizionali”; ma se vi è qualcuno ancora interessato a termini aristotelici come Verità, Bellezza e Forma, la ricerca di Ludovico Balena avrà l’esaltato suono di onestà e lealtà, anche alla sua personale visione fotografica
    “.

    Ludovico Balena
    Ludovico Balena Ph

    INGRESSO CON PRENOTAZIONE & GREEN PASS
    Obbligo della mascherina per la permanenza degli spazi e durante la presentazione.
    Info e prenotazioni: museospaziotadini@gmail.com

    Per visitare la mostra fino al 19 dicembre Casa Museo Spazio Tadini da mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19.30 e su prenotazione per gruppi la domenica.