Arte tra le culture: ITALIA-IRAN il 29 ottobre mostra di Nader Khaleghpour VIAGGIO a Spazio Tadini fino al 22 novembre

Una mostra a cura di Giorgio Seveso per l’artista iraniamo residente in Italia, a Padova, da diversi anni. Il lavoro di Nader racconta il suo VIAGGIO quello che Nader ha affrontato scegliendo di vivere tra due culture: quella italiana e quella iraniana.

Scrive dell’artista Giorgio Seveso: “ Nader tiene bene in vista nel suo studio una poesia di Giorgio Caproni che gli è molto cara:
Se non dovessi tornare
sappiate che non sono mai partito.
Il mio viaggiare
è stato tutto un restare
qua, dove non fui mai

Je me propose sans être nullement ému d’entonner le chant sérieux et froid que vous allez entendre… .. Queste battute iniziali del Canto Primo del Maldoror, opera di quel geniale e tormentato esploratore dell’anima profonda che fu Lautréamont, potrebbero senz’altro costituire la dominante tonica delle immagini di Nader, quasi l’intonazione definitiva di questo suo imponente, composito, dolcissimo diario di viaggio.
Un viaggio esistenziale, lucidamente intenso, attraverso le vicende di una vita in bilico su due culture, divisa fin dai primi anni 70 di volta in volta tra la sua patria iraniana sulle rive del Mar Caspio e la sua patria adottiva qui da noi, a Venezia e poi a Padova.
Ma anche un viaggio attraverso i segni della pittura, percorso di scoperte e ritrovamenti, esplorazioni e ritorni nel tessuto splendente di un fervido repertorio espressivo.
Tra bitumi e oli e inchiostri, tra colle e pigmenti e cementiti, in ogni sua stagione le immagini si spalmano e si incidono, si graffiano e si distendono sulla carta, sulla tela, sul legno, obbedendo alle ragioni di uno sguardo lirico che s’intinge nei più palpitanti e sepolti nuclei della memoria, alle radici stesse della coscienza e dell’affettività.
Difatti, la poesia figurata di Nader si muove in quel territorio privilegiato della memoria, tra il sonno e il risveglio, in cui ogni cosa vive di una sua vita parallela, equidistante tanto dalla coscienza che viene riarmandosi quanto dai segnali ancora tumultuosi dell’inconscio. Un territorio analizzato, soppesato, esperito sia oggettivamente che emotivamente dall’acutezza della sua tensione percettiva. (…)
I fantasmi si trascinano dietro ombre e sensazioni, tracce di scrittura che richiamano echi di caratteri persiani, gesti languidi per mani e visi, cieli stellati e luci lunari, animali stilizzati e sinuosi, garze d’atmosfere enigmatiche e felpate… E poi mare e ancora mare, mare come un vasto tessuto connettivo, un mondo liquido brulicante di segni e di sogni che volentieri si organizzano in sequenze scansionate come fotogrammi di un film, come pagine di un libro mai finito.(…) Ma Nader non parla di società o di attualità quando si discorre della sua pittura. Le sue realtà, e il suo modo di evocarle espressivamente, non sono sociologiche, sono interne e implicite alle energie e alle tensioni che scuotono oggi il mondo e le sue allarmanti ondulazioni. (…)
La mostra di Nader è la seconda della RASSEGNA ARTE TRA LE CULTURE. La prima ha visto protagonista l’opera di Aftab Ahmed Butt tra ITALIA E PAKISTAN. Progetto a cura di Melina Scalise

NADER KALEGHPOUR– biografia

Nader Khaleghpour è nato a Langrud, in Iran, il 30 maggio 1947. Trascorre l’infanzia vicino al Mar Caspio, a contatto con la natura e le intatte tradizioni rurali. Comincia ad interessarsi alla pittura fin da ragazzo; presto si trasferisce a Teheran, dove, dopo una breve esperienza in ambito cinematografico e teatrale, decide di dedicarsi completamente alla pittura. Nel 1973 allestisce la prima mostra personale in Iran, a Teheran, presso la galleria Sullivan. Nello stesso anno si trasferisce in Italia e frequenta a Venezia l’Accademia di Belle Arti di Venezia, diplomandosi nel 1977 in pittura con Carmelo Zotti. Risale al 1974 la sua prima personale italiana, realizzata a Padova, dove l’artista conosce Ettore Luccini e Tono Zancanaro, con cui si instaurerà un intenso rapporto professionale e di amicizia che durerà fino alla morte di Tono. Dopo la rivoluzione iraniana del 1979, rientra nel suo paese, con l’intenzione di continuarvi la propria attività artistica. Insegna per un breve periodo alla facoltà di Belle Arti dell’Università di Teheran e stringe importanti contatti con altri artisti e intellettuali. Tuttavia il deteriorarsi della situazione politica lo induce a lasciare l’Iran e a ristabilirsi definitivamente in Italia.
Risalgono a metà degli anni ottanta due importanti mostre ideate e curate da Mario De Micheli: la prima realizzata alla Fondazione Corrente di Milano nel 1986, la seconda allestita l’anno successivo a Palazzo dei Diamanti di Ferrara.
Partecipa a numerose Biennali italiane ed internazionali, tra cui quelle di Lubiana (1987, 1989, 1995), Cracovia (1991, 2003), Belgrado (1996), Biella (1996), Portland (1997), Uzice (1999, 2003, 2005), Ankara (2005), Sulmona (AQ) (2004, 2005, 2008, 2009, 2011, 2012).
Nel 1991 esegue un grande affresco, incentrato sul tema dell’immigrazione, a Cibiana di Cadore e nel 2003 ne esegue un altro a Treglio in Abruzzo. Nel 1997, in occasione di una mostra itinerante negli Stati Uniti, il Portland Art Museum decide di acquistare una sua opera.
Tra le numerose personali si ricordano, negli ultimi anni, le due mostre padovane nella Civica Galleria dei Magazzini del Sale (1992) e nelle ex Scuderie di Palazzo Moroni (2001), quest’ultima poi presentata a Milano nel 2004 da Giorgio Seveso; la mostra a Cà Emo di Monselice (2004); alla Galleria Ciovasso di Milano (2004) “Nader Khaleghpour. Cuore e intelletto in un unico viaggio” a cura di Rossana Bossaglia; al Castello di San Zeno di Montagnana, ideata in occasione del Palio di Montagnana per cui l’artista realizza un grande drappo (2005) oggi esposto nel Municipio di Casale di Scodosia; la mostra “Risonanze”, a cura di Giorgio Segato, realizzata presso la galleria d’arte Ciovasso di Milano.
Nel 2002 riceve, nell’ambito della XXI Rassegna Nazionale del Disegno “Giovanni Segantini” il primo premio, assegnatogli dalla città di Nova Milanese e dalla Libera Accademia di Pittura.
Nel 2004 il lavoro di Nader è statao oggetto di una tesi di laurea all’Università di Padova dal titolo “La dialettica interculturale attraverso l’arte di nader Khaleghpour”.
Nel 2012 il dipinto “Parole d’acqua” è stato premiato al Premio Sulmona.
Sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private in Austria, Egitto, Germania, Giappone, Iran, Italia, Jugoslavia, Svezia, Svizzera, U.S.A.
Nader Khaleghpour vive e lavora a Padova.

BIOGRAPHY

Nader Khaleghpour was born in Langrud, Iran on 30 May 1947. He spent his childhood near the Caspian Sea in an environment in close contact with nature and rural traditions. As a boy he was introduced to painting through his father, who was an amateur artist. The family moved to Teheran where he finished his formal education at the College of Letters and after a short experience in the cinematographic and theatrical sphere, decided to devote all his time to painting. In 1973 he presented his first solo exhibition in Teheran at the Sullivan Gallery. That same year he moved to Italy and enrolled at the Academy of Fine Arts in Venice, graduating in painting in 1977 under the guidance of Carmelo Zotti.
In 1974 he held his first Italian exhibition at the “Al Centesimo” Gallery in Padua, where he met Ettore Luccini and Tono Zancanaro.
This meeting was the start of an intensely human and professional relationship being established between Nader and the Paduan artist that would last until Zancanaro’s death.
After the Iranian revolution of 1979 Nader taught at the Faculty of Fine Arts of the University of Teheran, coming into contact with artists and intellectuals committed to cultural renewal in the country. After his return to Italy (1980), he exhibited on an increasingly regular basis in Italy and abroad.
Two important solo exhibitions, organised by Mario De Micheli, date back to the mid eighties: the first was presented in 1986 at Fondazione Corrente in Milan and the second was held in the exhibition spaces at Palazzo dei Diamanti in Ferrara the following year.
Nader also took part in those same years in many Italian and international Art Biennials, including: International Graphics Biennial, (Ljubljana, 1987-1989-1995), 4th Biennial of Graphic Art (Belgrade, 1996), Biella International Award for Engraving (1996), Graphic Art Biennial, Dry Point (Uzice, 1999-2003-2005), 1st International Turkish Grameen Micro-credit Art Biennial (Ankara, Turkey, 2005), art exhibition “Premio Sulmona” (Sulmona, 2004-2005-2008-2009-2011-2012).
In 1991 in Cibiana di Cadore he painted a large fresco on the theme of immigration (L’Emigrante) and another one in 2003 during the international art event “Treglio Affrescata” in Treglio in Abruzzo.
Upon seeing his work “Ritratto 1” from 1995 in the travelling exhibition “International Print Exhibition” touring the USA in 1997, Portland Art Museum decided to purchase it.
Some of the many solo exhibitions held over the last few decades include those at Civica Galleria dei Magazzini del Sale (1992) and the former stables of Palazzo Moroni (2001) in Padua, the latter exhibition being presented again in 2004 by Giorgio Seveso in Milan; Cà Emo in Monselice (2004); the Galleria d’Arte Ciovasso in Milan (2004) – ‘Nader Khalegpour. Cuore e intelletto in un unico viaggio’ curated by Rossana Bossaglia; Castello di San Zeno in Montagnana, on the occasion of the Palio (Horse Race) of Montagnana, for which the artist created the large drapery “Il Sogno della Vittoria” (2005) currently kept in the Town Hall of Casale di Scodosia (PD); the Galleria d’Arte Ciovasso, Milan – the exhibition “Risonanze” curated by Giorgio Segato.
In 2002 Nader was awarded first prize by the town of Nova Milanese and the Libera Accademia di Pittura at the XXI Rassegna Nazionale del Disegno “Giovanni Segantini”.
In 2004 Nader’s work was the subject of a degree dissertation at the University of Padua entitled “La dialettica interculturale attraverso l’arte di Nader Khaleghpour” (Intercultural dialectics through the art of Nader Khaleghpour).
During the 2012 Sulmona Prize, the artist was awarded the Medal of Honour for his work Parole d’acqua (2009).
His works can be found in both public and private collections in Austria, Egypt, Germany, Japan, Iran, Italy, Bosnia & Herzegovina, Sweden, Switzerland, USA.
Nader Khaleghpour lives and works in Padua.

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