Andy Warhol a Spazio Tadini: l’artista Franco Scepi presenta “BITTER CAMPARI 1976”- 23 ottobre Milano

Mercoledì 23 Ottobre ore 18.30, Via Niccolò Jommelli , 24 Milano

L’opera di Warhol resterà in mostra da mercoledì 23 a sabato 26 ottobre. Apertura dalle 15.30 alle 21

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            PRIMA ESPOSIZIONE MONDIALE DELL’OPERA UNICA ORIGINALE DI ANDY WARHOL “ BITTER CAMPARI 1976”

 Donata a New York all’amico artista Franco Scepi

Preview della mostra “SCEPI OVER CROSS”  a Febbraio 2014 a Spazio Tadini

Milano punta gli occhi sull’opera di Warhol a Palazzo Reale con una grande esposizione dedicata all’artista. Franco Scepi, milanese, suo amico, conserva un’opera dell’artista che non ha mai esposto prima frutto della collaborazione intellettuale tra i due. Si tratta di un disegno firmato riferito alla bottiglia Campari. Il pubblico potrà vederlo per la prima volta. Con l’occasione Scepi parlerà dell’amicizia con l’artista e di ciò che li ha accumunati sul lavoro artistico degli anni 70.

 franco scepi e il suo lavoro campari

franco scepi e il suo lavoro Campari

Andy Warhol e Franco Scepi da New York a Milano.

 Era il 1976 e quel disegno autografo di Warhol è forse l’unica testimonianza del pontefice della Pop Art, raffigurante un prodotto di Milano.

 L’artista Franco Scepi, tra pittura, performances, film, allora lavorava anche per l’ideazione e la regia di campagne di comunicazione per aziende internazionali contribuendo alla   storia della pubblicità.

A New York al Caffè Seiyoken, in occasione della presentazione delle opere pittoriche di preparazione di Franco Scepi per campagna di comunicazione  “ Campari it’s Fantasy” con la partecipazione dell’attrice Kelly Le Brook, intervenne Andy Warhol, che si interessò ai progetti di preparazione. Fu così che invitò Scepi nel suo studio di Manhattan per schizzargli un disegno: “la bottiglia del Bitter Campari “pennarello nero, sulla pagina di un grande libro bianco, dalla copertina brossurata.

Dall’amicizia con l’artista italiano e lo scambio di idee artistiche Warhol forse trasse ispirazione anche per  le tavole dell’ultima cena di Leonardo a Santa Maria delle Grazie.

 

Franco Scepi

 Definito già dai primi anni 60, da Pierre Restany e dalla critica internazionale “artista totale, erede di Fluxus e del Nuovo Realismo” ha sperimentato tutti media e linguaggi della contemporaneità, dal teatro, al cinema, dalla pubblicità, alla pittura e molto ancora. Architetto scenografo al Teatro alla Scala di Milano e in televisione, cura la regia di film d’autore come Can Cannes e Packaging, presentati alla Biennale di Venezia nel 1980 e 1982; realizza short-film, video performance, video musicali e spot pubblicitari ed entra in contatto con i protagonisti della cultura del XX secolo, dai registi Krzysztof Zanussi, AndrzejWaida, Luis Bunuel  e Fassbinder ai maestri della Pop Art Andy Warhol e Mario Schifano. Ha definito nei primi anni 80 il suo lavoro con il termine Over Ad’ Art , claim ispiratogli dall’amico Andy Warhol. Volle avere come vicino di studio a Milano Gianni Sassi allo storico numero 14 di via Leopardi, con il quale tra la fine degli anni 70 e gli anni 80 condivise notti disordinate e creative. 

La sua opera pittorica e scultorea Man of Peace, creata a Cracovia  nel 1977 su ispirazione di Wojtila diventa il manifesto del film l’Uomo di Marmo vincitore a Cannes nel 1978.  In seguito  l’opera è scelta come simbolo anticipatore del crollo del muro di Berlino e sottoscritta da Michael Gorbaciov e da tutti i Nobel per la Pace Dal 1982 al 1994 lavora per Campari occupandosi dell’immagine dei prodotti dell’azienda per la quale crea, produce e dirige personalmente anche gli spot televisivi, è stato per questo considerato il successore di Depero.   Il suo lavoro Over Ad’ art  riceve nel 1987 a New York l’Oscar della Pubblicità.

Over Ad ‘Art sintetizza una forma successiva alla Pop Art, in cui l’artista rielabora le immagini pubblicitarie da lui stesso prodotte in un’opera successiva, recuperandone i segni estetici ed usufruendo dei materiali originali in suo possesso.  

Scepi non si è rassegnato alla decadenza messa in atto dai mezzi di comunicazione di massa, si è battuto per un’arte etica e per le emergenze umanitarie come “Emergenza acqua” con Jetsum Pemasorella del Dalai Lama e come l’azione provocatoria  hashtag # CANCELLATO”, taggatura dei monumenti da Marco Aurelio in Campidoglio a Roma agli altri capolavori dell’arte sulle piazze in 21 città italiane per un nuovo rinascimento verso la cultura e la vita degli uomini, troppo spesso “cancellata” dalla indifferenza .