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Mostra collettiva: Berengo Gardin e 8 fotografi per Photofestival Milano 2017

Mostra collettiva: Berengo Gardin e 8 fotografi per Photofestival Milano 2017 – In viaggio con Gianni Berengo Gardin, Massimo Zanti, Davide Ortombina, Luciano Marchi, Lorenzo Zoppolato, Alberto Gandolfo, Hermes Mereghetti,  Dario Apostoli”

a cura di Federicapaola Capecchi

in collaborazione con Mosé Franchi

DAL 20 APRILE AL 21 MAGGIO 2017  – PREVIEW SU INVITO MERCOLEDÌ 19 APRILE 2017 ORE 18:30

Inaugura a Spazio Tadini Casa Museo, mercoledì 19 aprile 2017 alle 18:30, la mostra fotografica collettiva “In viaggio con Gianni Berengo Gardin, Massimo Zanti, Davide Ortombina, Luciano Marchi, Lorenzo Zoppolato, Alberto Gandolfo, Hermes Mereghetti, Dario Apostoli”. La mostra è inserita nel Photofestival 2017 e ne apre di fatto ledizione.

Una collettiva, a cura di Federicapaola Capecchi, che vede in esposizione gli scatti su “La Ferrovia Transappenninica. Il viaggio, i territori, la gente”, viaggio fotografico incentrato sulla Transappenninica, vista da Gianni Berengo Gardin, Massimo Zanti, Davide Ortombina, Luciano Marchi. Fotografie di interesse sociale e paesaggistico, perché raccontano e documentano non un semplice “traforo”, ma una congiunzione complessa e preziosa tra Sud e Nord. La prima. Un’architettura industriale che ha coinvolto paesi, persone, famiglie, strade. La Porrettana, realizzata a fine Ottocento, è stata il primo attraversamento della dorsale appeninica permettendo il collegamento tra la l’Emilia Romagna e la Toscana. Un evento storico non solo per i trasporti, ma per la società, favorendo una contaminazione di lingue, costumi, usanze in un’Italia tutta ancora da costruire. Un’opera così imponente e di valore storico che, anche dopo 150 anni, è soggetto ideale per un racconto fotografico.

Gianni Berengo Gardin
Gianni Berengo Gardin
Davide Ortombina
Davide Ortombina

Da questo lavoro, prestato per lesposizione a Spazio Tadini da Mosè Franchi, il qualè è stato sia promotore che coautore del racconto fotografico sulla Porrettana, è nata lesigenza di ampliare il racconto fotografico e il nucleo narrativo con una più amplia riflessione sul viaggio, sull’andare, sull’incontro, unire luoghi e persone, e l’attraversare confini.

A questo scopo, Federicapaola Capecchi ha selezionato 4 fotografi, per stile, impronta e ricerca, con i quali raccontare una storia più contemporanea. Dove i collegamenti e la comunicazione sono un fatto, anche comodo, veloce e immediato, ma dove forse, ancora, si deve molto lavorare sul dialogo, l’ascolto, la voglia di conoscere e costruire, insieme.

Viaggiare è un impulso insito nella natura umana. Da sempre interi popoli scelgono una vita nomade. Lorenzo Zoppolato espone una selezione del progetto Racconti da Sainte Marie de la mer. Ogni anno nella piccola località di Saintes Maries de la Mer, nel sud della Francia, si festeggia una delle più importanti feste gitane d’Europa. Carovane di gitani provenienti da ogni angolo del vecchio continente raggiungo questa piccola città di mare per rendere onore alla loro santa protettrice. Durante questi giorni si viene totalmente coinvolti in balli, canzoni antiche, cavalli e riti religiosi, che culminano l’ultimo giorno con la processione della Santa verso il mare. Lorenzo Zoppolato ha cercato le storie nelle piccole realtà dei campi, delle feste e nelle danze. “L’accoglienza delle famiglie, i loro racconti ancestrali fatti di cavalli, viaggi e amori gitani sono stati fonte d’ispirazione per le fotografie che il fato mi concedeva e che io ho ritrovato sul mio percorso.” In questo suo racconto noi ci domandiamo, tra molti altri quesiti, cosa porta a lasciare giorno per giorno la propria quotidianità. Il solo bisogno e desiderio di scoprire cose nuove o anche la possibilità di svincolarsi dai legacci di un sistema sociale imperniato sulla immutabilità e fissità delle persone?

Lorenzo Zoppolato, Racconti da Sainte Marie de la mer
Lorenzo Zoppolato, Racconti da Sainte Marie de la mer
Lorenzo Zoppolato, Racconti da Sainte Marie de la mer
Lorenzo Zoppolato, Racconti da Sainte Marie de la mer

Viaggiare, per alcuni passione irrefrenabile, per altri non sempre è scelta volontaria, ma dettata da cogente necessità di sopravvivenza o di speranza di una vita diversa, e migliore. Alberto Gandolfo è in mostra con 1,2,4,5…volti, racconto di viaggi in ritratti, per una comprensione più profonda di quel che si cela dietro la migrazione, in special modo l’immigrazione di genti provenienti dal continente africano e dal Vicino Oriente in Europa. I messaggi trasmessi dalle televisioni tendono a sottolineare una grande diversità tra noi europei e gli “altri”, in tal senso Palermo – città natale di Alberto Gandolfo – può essere un esempio da seguire: città formatasi grazie agli arrivi di popoli che si sono amalgamati con gli autoctoni nel corso dei millenni. Il progetto fotografico è una metafora: dal particolare segno, che viene introdotto nel cambiamento del volto di ogni ritratto, si realizza uno scambio culturale che cambia e arricchisce culturalmente i singoli, un valore aggiunto alla personalità.

Alberto Gandolfo, 1245...volti
Alberto Gandolfo, 1245…volti
Alberto Gandolfo, 1245...volti
Alberto Gandolfo, 1245…volti

E quando si fugge, si viaggia migrando, la fine del viaggio, a volte, è asfalto, fango, polvere, pietre … dure da digerire. Emarginazione e luoghi anonimi dove sostare in attesa del permesso definitivo di rifugiato, di ritrovare sé stessi, e la possibilità di costruire. Hermes Mereghetti presenta una selezione di We come from. Intensi ritratti di migranti che, nella selezione per la mostra, giocano sul ruolo delle mani. Le mani del fare, le mani che sono la personalità e la forza, che sanciscono il carattere; le mani del dare, del carezzare, cui appoggiare la fronte e per coprire gli occhi. Le mani, ricche di simbologie e significati specifici a seconda delle culture e religioni, ma universalmente associate al potere, alla forza, alla lealtà, all’amicizia, alla fiducia. Le mani da stringere. Gli occhi da guardare.

Hermes Mereghetti, Ibrahim (Gambia)
Hermes Mereghetti, Ibrahim (Gambia)
Hermes Mereghetti, Kelvin (Nigeria)
Hermes Mereghetti, Kelvin (Nigeria)

Quale la metafora del viaggio? Quante soglie da varcare durante il percorso? Quali soglie? Quello di Dario Apostoli, in mostra con una selezione di Soglie, è un viaggio e un racconto nelle relazioni umane e la nostra società, la propria autocoscienza e la distorta percezione del mondo e degli altri. Luoghi ordinari urbani, abituali, normali, di semplice passaggio, spazi intrisi dall’animo umano, anche se sembrano quasi vuoti, o svuotarsi. Una luce quasi accecante che cancella, brucia ed egualmente da forma a individui soli e disinteressati, ma al tempo stesso carichi di potenziale, qualora varchino la soglia che apre lo sguardo su tutto ciò che ha davvero un senso e un valore al mondo. Così le Soglie sono i varchi da oltrepassare verso qualcosa di nuovo, verso una presa di coscienza, e alla volta di relazioni che portino fuori dal torpore ego-riferito in cui, oggi, ci si chiude al mondo e agli altri.

Lisbona, 2010 (Dario Apostoli 2010 - Soglie n°8) grigio 253
Lisbona, 2010 (Dario Apostoli 2010 – Soglie n°8) grigio 253
Los Angeles, 2013 (Dario Apostoli 2013 - Soglie n° 43) grigio 253
Los Angeles, 2013 (Dario Apostoli 2013 – Soglie n° 43) grigio 253

“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.” Marcel Proust

COLLETTIVA: “In viaggio con Gianni Berengo Gardin e Massimo Zanti, Davide Ortombina, Luciano Marchi, Lorenzo Zoppolato, Alberto Gandolfo, Hermes Mereghetti, Dario Apostoli, ”

SPAZIO TADINI CASA MUSEO: Via Niccolò Jommelli 24, 20131 Milano- +39 02 26 11 04 81

DAL 20 APRILE AL 21 MAGGIO 2017 – PREVIEW SU INVITO 19 APRILE 2017 ore 18:30

da mercoledì a sabato 15:30/19:30 – domenica 15:00/18:30 – lunedì e martedì CHIUSO

Ingresso 5 euro

INFO PER LA STAMPA +39 347 71 34 066 Federicapaola Capecchi – federicapaola@spaziotadini.it

http://www.spaziotadini.com

Spazio Tadini: Francesco Cito e la fotografia di reportage

Francesco Cito, Hebron-Bet-Hadassa
Francesco Cito, Hebron-Bet-Hadassa

Fotografia d’autore: Francesco Cito e la fotografia di reportage -Torna la fotografia d’autore nella Casa Museo Spazio Tadini e inauguragiovedì 23 febbraio 2017, una intensa mostra fotografica dedicata alla Fotografia di Reportage che ha come autore – ospite d’onore Francesco Cito. La mostra è una selezione di scatti tratti dai suoi principali reportage di guerra – Palestina, Afghanistan, Arabia Saudita.

La mostra di Francesco Cito si accompagna alla selezione di 8 fotografi di reportage individuati per stile, impronta e ricerca. Hermes Mereghetti, Simone Margelli, Andrea Brera, Luca Monelli, Gianluca Micheletti, Massimo Allegro, Virginia Bettoja, Stefania Villani presentano 8 scatti del reportage per cui sono stati selezionati completando il percorso della fotografia di reportage proposto nella Casa Museo: dalla tematica di guerra di Cito si passa al reportage sociale, antropologico, documentaristico e alla street photography.

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Fotografia e danza: Lo sport in bianco e nero di Trovati e Beyond the body

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Fotografia – Spazio Tadini: Giovedì 1 giugno 2017 inaugura Lo sport in bianco e nero, mostra Personale di Alessandro Trovati a cura di Federicapaola Capecchi. Propone una selezione incentrata sul bianco e nero e sulla narrazione che in esso si muove. L’apertura della mostra vedrà l’evento, in unica data, Beyond The Body: in una grande suggestiva vasca all’aperto allestita per l’occasione, Alessandro Trovati e Federicapaola Capecchi con alcuni suoi danzatori daranno vita ad una performance in acqua dove danza e fotografia dialogano in una ricerca e creazione suggestiva e inusitata.

L’acqua è un’occasione per fare scatti spettacolari. L’acqua assume forme incredibili, rivelando a volte una consistenza invisibile a occhio nudo. Danzare in acqua permette di scoprire una fisicità completamente diversa da terra e nuovi movimenti; in acqua affascina il lavoro sulla lentezza del corpo e del movimento. Ma il progetto di Alessandro Trovati e Federicapaola Capecchi è anche il tentativo di cominciare a dimostrare come danza e fotografia siano assolutamente simili, se non uguali per molti aspetti, tanto come linguaggio quanto come procedimento compositivo, di sguardo e senso.

Di questo progetto e performance le prime fasi iniziano domenica 15 gennaio 2017, e potresti farne parte anche tu!

Info: federicapaola@spaziotadini.it 

Info sul progetto QUI

Con la performance inaugura la Mostra Fotografica così articolata: nel Salone principale della Casa Museo Spazio Tadini saranno esposte 10 fotografie in grande formato e nella Sala delle Colonne – al piano inferiore e inserite nel Milano Bici Festival che occuperà il resto della Casa Museo – alcune delle più note fotografie di Alessandro Trovati legate al ciclismo, come quella di Pantani che si rinfresca il volto con una spugna gettata dal pubblico o di Lance Armstrong nel campo di grano.

Durante il corso della Mostra Alessandro Trovati terrà tre workshop, 2 in outdoor e 1 a Spazio Tadini così articolati: danza e fotografia in acqua (outdoor), fotografare la scherma (a Spazio Tadini), fotografare il nuoto (outdoor).

FEDERICAPAOLA CAPECCHI QUI

ALESSANDRO TROVATI QUI

alessandro-trovati

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