Archivi categoria: coreografia d’arte 2013

Spettacoli, Dancing with Isa Locatelli: sabato 21 dicembre ore 19:30 performance e improvvisazione


SPETTACOLO DI DANZA
L’AMOUR

l'amour di isa locatelli

ore 19:30, Sezione Omaggio ai nuovi talenti, Dancing whit Isa Locatelli: intervento performance improvvisazione con alcuni dei coreografi/attori che hanno partecipato al Festival.

La performance,  gioca su fili  e pezzi di juta che spesso imprimono alcune tele di Isa Locatelli, e sul filo sottile dell’ironia per parlare di un tema caro all’artista: l’amore, l’unione di due persone, le loro relazioni e i continui intrecci e trame che questo sentimento crea. La performance muove dalla voce narrante, sempre in scena, che è l’artista stessa: è il suo lavorare, il suo tessere trame ed intrecci – anche materici -, è il suo impastare gesso e colore che da vita alle relazioni e alle loro evoluzioni.

“Il giorno finisce, con l’arrivo della sera si spengono molte luci e rimane il buio di una periferia, il rosso di una calda coperta, la vita si trasferisce all’interno delle case, o si muove in una piazza, per strada, in un bar o tra le panchine di un parco. L’Amore che strugge o ti porta così in alto da far mancare il respiro, coinvolge, congiunge, separa … l’amore che fa ridere, semplice, lieve e leggero … si nasconde dappertutto, persino in un annaffiatoio, uno di quelli ben fatti e con il becco lungo… E poi … se l’amore non funziona … è tutta colpa della psicanalisi! … “

Info e prenotazioni: +39 02 26 82 97 49 ; ms@spaziotadini.it

Il pubblico dello spettacolo delle 19:30 su Isa Locatelli che voglia fermarsi a vedere anche In quarta persona,  delle 21:30, su Man Ray, ha diritto, per il secondo spettacolo, al biglietto ridotto di € 8.

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Daniele Ninarello Ospite D’Onore a Coreografia d’Arte Festival 2013 con Non(leg)azioni e Maria Cristina Carlini


La sezione Ospite d’onore, introdotta quest’anno, vede protagonista Daniele Ninarello (VENERDI’ 20 DICEMBRE 2013 ore 21:30)  coreografo torinese, vincitore con la prima creazione di compagnia “Trois Corps”, della menzione speciale DNA Romaeuropa Festival a Premio Prospettiva Danza 2012 – con NON(LEG)AZIONILa coreografia di Daniele Ninarello dialoga con l’opera di Maria Cristina Carlini, scultrice di rilievo internazionale. L’ospite d’onore, in quanto tale, non segue il format del Festival ma è invitato in un omaggio al suo lavoro e successo. Ciò nonostante il coreografo torinese, apprezzando l’idea di Coreografia d’Arte, ha deciso di “rivedere” la sua creazione Non(leg)azioni, alla luce dell’incontro con le sculture di Maria Cristina Carlini.

Non(leg)azioni

Coreografia e danza: Daniele Ninarello

Musiche: Sharon Isbin Liut Suites J.S.Bach

Coproduzione Mosaico Danza/Festival Interplay

In collaborazione con Associazione Artemovimento/Festival Insolit. Creazione

selezionata per CDC- Les Hivernales Avignon 2011 100% Danse “Quand les régions

s’en mêlent…”, progetto sostenuto dalla Regione Piemonte. Leggi

Danza Milano: 19 dicembre ore 21.30 replica spettacolo ispirato all’opera L’occhio della Pittura di Emilio Tadini per coreografia d’arte 2013


Replica del lavoro coreografico di Federicapaola Capecchi con i danzatori di OpificioTrame. Sarà presentato lo studio per uno spettacolo sull’opera di Emilio Tadini, L’Occhio della Pittura.

Coreografia d'arte 2012: Federicapaola Capecchi presenterà il suo studio per uno coreografia sull'opera L'occhio pittura di Emilio Tadini
Coreografia d’arte 2012: Federicapaola Capecchi presenterà il suo studio per uno coreografia sull’opera L’occhio pittura di Emilio Tadini

Con la partecipazione straordinaria del musicista e compositore Stefano Gueresi al pianoforte.

SCRIVE DEL SUO LAVORO FEDERICAPAOLA CAPECCHI

“[…] forse rendere visibile qualcosa implica ogni volta, del tutto ‘naturalmente’, l’occultamento di ‘tutto il resto’. Una specie di sospensione, di messa fra parentesi […] “ da “L’occhio della pittura”, Saggio di Emilio Tadini

L’occhio della pittura è forma e sintesi, equilibrio e maestria affabulatoria e pittorica. È un’enorme equazione in cui è discussa la forma d’arte per eccellenza: la vita.

In ogni mio lavoro, da quando ho scelto, forsennatamente, la danza come la mia vita, cerco di parlare della vita, delle persone, di noi, delle cose che ci muovono. Vi lascio quindi immaginare il fascino e i mondi che mi sono aperti dinanzi a quest’opera mastodontica, rivoluzionaria e significativa. Diversamente da Fiaba Image/Magie, un’altra opera di Emilio Tadini dalla quale nacque lo spettacolo “E Ancora”, che era una grande fiaba e poesia, questa, L’occhio della pittura, è per me un complesso e affascinante trattato di sociologia. Per questo stesso motivo è troppo seducente e attraente nelle possibilità che mi offre, di addentrarmi, fino a raschiare il fondo delle cose, nelle maglie della vita, dei corpi, degli individui, dei rapporti. Così, questo che doveva essere uno spettacolo “per coreografia d’arte”, da subito e gradualmente al tempo stesso, dentro di me ha preso corpo, forma e ombre di una creazione cardine del mio percorso, come persona e come coreografa. Di conseguenza devo lasciarle, e lasciarmi, tempo e spazio. Lo stesso spazio infinito che Emilio Tadini lascia sempre al lettore dei suoi testi e all’osservatore dei suoi quadri, uno spazio vuoto (positivo) per muoversi tra differenti versioni, visioni e narrazioni. Questo che vedrete in queste due serate, dunque, è un primo stadio verso quello che sarà, è uno studio. Dove visibile e invisibile, detto e non detto si contendono lo spazio, che non riesce a contenere la narrazione. Dove non si riesce a prescindere dalle persone: chi sono, il loro soggettivo, il carattere, la natura; dove il corpo immerso in ciò che chiamiamo mondo, conduce in un luogo da abitare, in un immaginario che manifesta presenze concrete, in un sapere sensibile che risponde al desiderio, e che, al tempo stesso, lo suscita. Dove infanzia ed età adulta sono legate da un filo che tesse domande e trame all’infinito, senza mai riuscire a colmarle. Dove in un mondo in cui tutto procede per significati indotti, la semplicità è una delle cose più difficili da ottenere, da riconquistare, insieme alla propria identità.