Musica Classica: Quattro sabati fuori dall’ordine a cura di Luigi Pestalozza

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Luigi Pestalozza

“Musica. Quattro sabati fuori dall’ordine” -28 marzo, 18 aprile, 7 novembre, 29 novembre 2015, tutti alle ore 18 e tutti condotti da Luigi Pestalozza

Da marzo a novembre 2015 quattro appuntamenti musicali fuori dall’abituale, propositvi di altri, modi di fare musica rispetto al concertismo corrente, dominante, se del resto la parola “spazio” che nella nostra testata precede la parola “Tadini”, riguarda il nostro aprirci anche a fatti del fare artistico, musicale in questo caso, che costituiscono e propongono, ovvero inventano, altri modi da quelli dominanti di concepire ed esercitare la comunicazione musicale, di ascoltare e pensare il presente, il passato, il futuro della musica. Come infatti si ha con “Musica. Quattro sabati fuori dall’ordine” -28 marzo, 18 aprile, 7 novembre, 29 novembre 2015, tutti alle ore 18 e tutti condotti da Luigi Pestalozza- che lo spazio Tadini ospita perché e per come ha condiviso l’idea, la proposta dell’Associazione Gli Amici di Musica/Realtà, e ha partecipato alla sua costruzione.

Ovvero, in concreto, si comincia appunto il 28 marzo con Il pianoforte a quattro mani”, ovvero due straordinarie pianiste, Barbara Biondi e Sonia Briante, che suonano insieme sulla stessa tastiera brani insoliti di E.Grieg, I.Stravinskij, G.LIgeti, G.Kurtag. C.Debussy, A.Gentilucci, M.Stroppa, M:I.Glimka

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Orazio Sciortino

A cui segue, volutamente il 18 aprile sette giorni prima del 25 della Liberazione, Il nazismo assassina la musica. Ervin Schuloff, con il pianista Orazio Sciortino che esegue appunto pezzi del compositore di “musica degenerata” come il nazismo chiamava le musiche d’avanguardia, ovvero riporta alla memoria, appunto suonando i pezzi di Schuloff mai eseguito nel concertismo conformistico che preferisce tacere di questo passato musicale, il caso di Terezin, città-lager dove con e come altri compositori tedeschi d’avanguardia Schuloff fu vittima, prima di finire assassinato, di un trattamento particolarmente feroce.

Terzo appuntamento La ricerca continua e cioè, appunto, l’insolito incontro di due strumenti quali il bayan di lontana origine popolare russa suonato da Alessandro Sbordoni e il flauto suonato da Roberto Fabbriciani protagonista della nuova musica italiana (regia del suono di Walter Prati), con pezzi degli Fabbriciani e di Sbordoni, ma intercalati da lavori di John Cage, Luigi Nono, Giacinto Scelsi, della cui ricerca compositiva Sbordoni e Fabbriciani si ritengono con tinuatori.

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Marino Nohan

Infine, il 28 novembre, sotto il titolo Nuovo cantare XiX e XX secolo, un eccezionale duo soprano e pianoforte, Joo ChooMarino Nohan,  in un programma di musica attraverso il secolo scorso cambia il modo di cantare in dialogo con il pianoforte, quanto mai propositiva per come spazia dallo  Schumann dei Liederkreis op.24 e dei Quattro Lieder da Andersen op.40 allo Schoenberg dei Quattro Lieder op.12 allo Stravibnskij delle Tre liriche giapponesi al Dallapiccola delle Quattro Liriche di Antonio Machadi alle Quattro canzoni popolari di Berio.

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Joo Choo