Civil Week quartiere Porpora con la Casa Museo Spazio Tadini e Verde Porpora

La Casa Museo Spazio Tadini organizza, dai 5 all’8 maggio, insieme al comitato di cittadini Verde Porpora un percorso alla scoperta del quartiere con la collaborazione dei cittadini residenti che, grazie alle competenze personali, si offrono a svolgere passeggiate ed eventi a scoperta di luoghi museali, archivi, architetture, racconti sui personaggi e delle specie botaniche che la popolano.

Vi aspettiamo presso la Casa Museo Spazio Tadini in via Jommelli, 24 il 5 maggio alle ore 18 per la giornata di apertura della Civil Week con il comitato Verde Porpora che si propone di migliorare la vivibilità della zona con più verde, più sicurezza agli incroci e riduzione del rumore del transito di questa arteria principale per raggiungere il cuore della città.

Il 6 maggio

dalle 15 alle 19 , in Piazza Aspromonte 17 è possibile visitare l’archivio Emilio Scanavino gradita la prenotazione a info@archivioscanavino.it

Sempre dalle 15 alle 19 Casa Museo Spazio Tadini aperto per visite gratuite alle mostre in corso e all’ex studio dell’artista Emilio Tadini nonchè allo Sport Photography Museum (10 euro per le visite guidate, ma su prenotazione museospaziotadini@gmail.com).

Alle ore 18 Percorso Botanico a cura di Manuele Protti biologo con partenza dalla chiesa del Casoretto per prenotare manueleprotti@gmail.com.

sabato 7 maggio

Percorso architettonico ore 11 a cura di Chiara Quinzii architetto partenza chiesa San Luca via Ampere per prenotare chiara.quinzii@gmail.com.

Dalle 15 alle 19 Casa Museo Spazio Tadini e Sport Photography Museum via Jommelli 24 gratuitamente (10 euro per le visite guidate su prenotazione)

Ore 21 visita al museo Tadini a lume di candela Casa Museo Spazio Tadini via Jommelli, 24 (costo 10 euro prenotazione obbligatoria max 15 persone museospaziotadini@gmail.com.

domenica 8 maggio

Dalle 10, 12 e 12 Alla scoperta dell’associazione Giancarlo Iliprandi via Vallazze 63 visita con contributo di 5 euro su prenotazione inviando mail a info@giancarloiliprandi.net.

Ore 21 replica Visita guidata a lume di candela Casa Museo Spazio Tadini via Jommelli, 24 , costo 10 euro prenotazione obbligatoria max 15 persone museospaziotadini@gmail.com

Dinosaur Bones mostra di Aurelio Gravina

Ritorna alla Casa Museo Spazio Tadini di Milano (mappa) l’artista Aurelio Gravina con DINOSAUR BONES dal 28 aprile al 27 maggio 2022. Espone le sue opere recenti toccando il tema a lui caro del rapporto con il tempo e la storia. Le ombre dei giganti, lo sbiadirsi della memoria, le immagini come frammenti di esperienza, l’interrogarsi dell’uomo sul mistero della vita e il perdersi nel nulla come animale tra gli animali, questi temi e altri ancora tornano ad investire lo spettatore di nuove emozioni attraverso le sue tele giganti esposte alla casa museo milanese fino al 27 maggio. (scarica il comunicato stampa)

Sono attratto dal tema del gigantismoafferma Aurelioquesta idea del mistero che arriva dal passato e spesso associamo a qualcosa di più grande di noi, come fossero scheletri di dinosauri. Quanti scheletri ci portiamo dietro. Quanti si fermano a guardarne le ossa temendo il confronto con i nostri fantasmi e soffrono di quel nanismo che ci costringe a guardare a terra senza mai elevarci in cerca di un altrove“.

Scrive di lui Niccolò Gravina, curatore d’arte.

Nella pratica pittorica possono emergere forze provenienti dal passato che sovrastano la volontà autoriale. Manifestazioni della dismisura, questi ritrovamenti eccedono la significazione, emanando un fascino che supera ogni dimensione storica o concettuale.

Nei dipinti di Aurelio Gravina i volti e le figure si dissolvono attraverso l’energia dei segni pittorici, che ne testimoniano la spettacolarità. Come scenografie di performances concluse, ma allo stesso tempo in divenire, le composizioni sono indefinite, così come la virtualità delle possibili interpretazioni. La fascinazione visiva è simultaneamente romantica e mostruosa.

Le scelte dei soggetti, delle composizioni e delle tecniche non sono mai arbitrarie, ma seguono una precisa necessità, per definizione imprevedibile. Le tele sono di grandi dimensioni perché devono accogliere gli ampi gesti pittorici, ogni segno è quasi un confronto fisico che genera una pittura materica e vitale. I volti devono disgregarsi per divenire ricordi che si perdono nel tempo, nel diluirsi del colore ad olio o in composizioni di carboncino e acqua, dove pochi tocchi di colore bianco suggeriscono la luce.

In alcuni casi può accadere che elementi estranei -come cornici o nastro adesivo- vengano incorporati nella composizione, disorientandone la finitezza. In un secondo momento, segni a grafite si sovrappongono al colore, procedendo per sintesi e sottraendosi alla fisicità della pittura.

Le suggestioni storiche, estetiche e politiche resistono alla violenza del gesto e del colore, prendendo forma in una fisicità materica che precede il segno. Oltrepassando la dimensione simbolica, nelle tele dell’artista avviene l’imporsi delle forme significanti sui limiti della comprensione, come espressione romantica del mistero ultimo, la necessità stessa di un’espressione artistica. Liberato dalla schiavitù dell’attualità, lo stupore della scoperta è rievocato per sgretolarsi nuovamente nella memoria

Biografia

Aurelio Gravina, nato a Francavilla Marittima/Sibaritite, vive e lavora a Milano. Scenografo, attore e regista, laureato all’Accademia di Belle arti a Milano, lavora in teatro con il gruppo Out Off e collabora con Studio Azzurro dal 1981 al 1986 con il video arte “Il nuotatore” e altre produzioni. Dopo diverse perfomance di Teatro/ Arte e dopo aver sperimentato la scrittura sia come linguaggio che come forma pittorico, continua la sua ricerca affrontando la pittura come possibilità atta a fondere i due linguaggi (teatro/pittura) in direzione di un unico contenuto: quello del segno pittorico/attore nello spazio scenico della tela.

Dal 2 giugno a 3 ottobre 2021 la sua monumentale video- installazione (collaborazione performance) “Il nuotatore (va troppo spesso a Heidelberg) (due serie di 12 monitor attraversati da un nuotatore che percorre la sua corsia, più enigmatico orologio che frammenta il tempo) di Studio Azzurro è esposta al centro della prima sala della mostra “Painting is Back alle Gallerie d’Italia di Milano.

Mostre personali:

2000 – “Ancora una parola, l’ultima”, Festival Effettoserra a Villa Cernigliaro, con il patrocinio della Regione Piemonte, Sordevolo, Biella. 2001 – “Ora devo andare a dirlo”, Giardino Incantato Gallery, Milano. 2002 – “Non fa paura il rumore”, Festival Effettoserra a Villa Cernigliaro, con il patrocinio della Regione Piemonte, Sordevolo, Biella. “Installazione”, opera in permanenza, Fuoriluogo, Milano. “Parole”, Showroom Allegri, Palazzo Serbelloni, Milano. 2004 – “Naturgramma”, Fuoriluogo, Milano. “Appeso a un filo”, mostra e performance, Fuoriluogo, Milano. “Appeso a un filo, parte 2”, Itinerari d’Arte, Milano. “Facce no-te, facce di no-tte, non sei tu quello che cercavo”, Itinerari d’Arte, Milano. “Parole e/o parole, omaggio a Ugo Carrega”, Itinerari d’Arte, Milano. 2005 – “Alienato con monomania del furto”, Itinearari d’Arte, Milano. “Dalla stanza una voce, segno pittorico e di-segno”, Itinerari d’Arte, Milano. 2006 – “Morphosi”, La Telaccia, Torino. “Carte di identità… con residenza”, Itinerari d’Arte, Milano. “Me-ta”, Associazione Culturale Renzo Cortina, Milano. 2007 – “Oltre il tempo (la giusta rabbia)”, Sala esposizioni del Comune di Civenna, patrocinio di Regione Lombardia. 2008 – “Solo il vento muove le foglie. (La Forza)”, esposizione e performance, Spazio Tadini, Milano. “Vivote… Vivote”, Galleria Blanchaert, Milano. 2009 – “Histoire”, Museo d’Arte Contemporanea, Castello Dal Verme, Zavattarello (PV). “Il buio, l’oblio… esserci”, Arianna Sartori Arte & Object Design, Mantova. 2010 – “La carne”, Spazio Tadini, Milano. “Cento modi di morire in versi”, Arianna Sartori Arte & Object Design, Mantova. Galleria Blanchaert, Milano. 2011 – “Giungla metropolitana”, Spazio Tadini, Milano. “Il fenomeno dell’occhio che non sente”, Arianna Sartori Arte & Object Design, Mantova. 2012 – Galleria Blanchaert, Milano. 2013 – “Volti e figure / Gesichter und Figuren”, Galerie Kuhn & Partner, Berlino. 2016 – Dalla perdita della materia alla condizione di spirito Arianna Sartori Arte & Object Design, Mantova – 2017 Figure Job, Milano. 2020 – The Fals sublime Arianna Sartori Arte & Object Design, Mantova

Mostre collettive e rassegne recenti:

2010 – “Natività 2010: 26 Artisti interpretano il Presepe”, Spazio Tadini, Milano. 2013 – “Artisti per Nuvolari”, Casa Museo Sartori, Castel d’Ario (Mn). 2014 – “Donna fonte ispiratrice d’arte”, Casa Museo Sartori, Castel d’Ario (Mn). “Artisti per Nuvolari 2014”, Casa Museo Sartori, Castel d’Ario (Mn). “Al tuo perpetuo canto”, Villa Turconi, Lanzo di Intelvi (Co). 2015 – “L’arte italiana dalla terra alla tavola”, Casa Museo Sartori, Castel d’Ario (Mn). “Artisti per Nuvolari 2015”, Casa Museo Sartori, Castel d’Ario (Mn).

Bibliografia essenziale:

2008 – “Aurelio Gravina. Vivote…vivote”, a cura di Giorgio Zanchetti, catalogo mostra, Milano, Galleria Blanchaert e Spazio Bellino, edizione a cura di Oreste Genzini e Philippe Daverio.

2011 – “Aurelio Gravina. Giungla metropolitana”, catalogo mostra, Milano, Spazio Tadini.

2013 – “Aurelio Gravina. Volti e figure / Gesichter und Figuren”, a cura e con testi di Gemma Clerici, catalogo mostra, Berlino, Galerie Kuhn & Partner, edizioni Cortina Arte.

La mostra alla Casa Museo Spazio Tadini nel 2012 – Giungla metropolitana

Coreografia d'arte 2012: Opera di Aurelio Gravina su cui si ispira il lavoro della coreografa Valentina Caggio Catonetti

ER CORE DE NOANTRI di Capalbi e Moraldi

Mercoledì 4 maggio alle ore 19 alla Casa Museo Spazio Tadini di Milano, in via Jommelli 24 parliamo d’amore e di poesia in romanesco: ER CORE DE NOANTRI. Sarà l’occasione per immergerci nel suono della poesia e del potere che ne possiede il linguaggio dialettale con gli interventi di Paolo Barbieri e Michelangelo Coviello che dialogheranno con gli autori.

Il libro diventa un’occasione anche per parlare di due modi di vivere e sentire l’amore tra un uomo e una donna ovvero gli autori Maddalena Capalbi, Marilena e Massimo Moraldi, Cosimo. Entrambi, propongono, attraverso poesie e sonetti, una riflessione sulla sospensione della razionalità nel momento dell’innamoramento tra follia e perdita di contatto con la realtà, tra il desiderio di perdersi e al tempo stesso la sorpresa di sentire di non riconoscersi.

Nel susseguirsi delle letture il dialogo si trasforma in un doppio monologo, che ci porta caracollando sui crinali dei loro pensieri, lungo l’orizzonte della città, in una riflessione sui momenti successivi all’incontro e sul sentimento della mancanza. Tutto questo è anche, naturalmente, metafora del trasporto amoroso che entrambi, e non da soli, condividono per Roma.

:..Me batterò come ‘na furia, er nome

tuo nun ce lo so ancora, ma er posto

pe famme ingallà l’ho trovato.

Ciò perso la ragione, ciò strippato.

e’r sangue de quer Santo benedetto

s’è sciorto in de sto còre innammorato.

GLI AUTORI

Maddalena Capalbi, nata a Roma, vive a Milano. Ha pubblicato numerose raccolte poetiche in italiano e, dal 2002 anche in dialetto romanesco. Nel libro “Ribbelle” ha tradotto alcuni canti della Divina Commedia. Nel 2015 il Comune di Milano l’ha insignita dell’Ambrogino d’oro

Massimo Moraldi vive a Roma, dove è nato nel 1952. Molto attivo nel mondo della diffusione della cultura romanesca, è socio del Centro Romanesco Trilussa, Associazione Culturale romana. Oltre a numerose sillogi in dialetto nel 2019 ha pubblicato (coautore Farad Bastami) il documentario-romanzo “Bel Paese dei Miracoli 1973-2013”. Tra il 2020 e il 2021 ha composto canzoni per bambini, brani sinfonici e canzoni in lingua romanesca

CASA MUSEO in memoria di EMILIO TADINI- arte, cultura, eventi – Milano