Francesca Magro IL CORPO E LA CARNE


Vi siete mai chiesti perchè tante donne usano il loro corpo come soggetto della loro espressione artistica? Vieni a scoprire l’arte di Francesca Magro a Spazio Tadini fino al 30 ottobre.

Melina Scalise

In mostra dal 20 settembre febbraio al 30 ottobre alla Casa Museo Spazio Tadini con Mario De Leo: Parlami di Lei Dialogo a Due a cura di Melina Scalise (vedi)

Vi siete mai chiesti perché le donne usano molto il corpo e il loro corpo come strumento di espressione artistica? Pensiamo alle tante fotografe che oggi usano l’autoscatto o il cosiddetto selfie, alle artiste come Marina Abramovic classe 1946 che eseguì a Napoli nel 1971 una perfomance in cui espose il suo corpo su un tavolo per essere toccato e manipolato dal pubblico o a Gina Pane che arrivò a ferirsi con la perfomance “Il bianco non esiste” nel 1972.

Francesca Magro Donna seduta 2012olio su tela cm 140×100

Ebbene, il corpo nell’arte è stato sempre per eccellenza quello femminile declinato nei modi più svariati, la Madonna, la bellezza seducente, la madre, la madre terra, la meretrice, la musa, tuttavia…

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Conferenza su Il pittore del parto: da Pier della Francesca a Emilio Tadini


Sabato 10 ottobre ore 15.30- 16.30 Conferenza Il pittore del parto: da Pier Della Francesca a Emilio Tadini, relatore Melina Scalise, psicologa e studiosa dell’arte di Emilio Tadini. La conferenza si svolgerà nella cornice della mostra Parlami di lei: tenerAmente forte nel palinsesto I talenti delle donne, con il patrocino del Comune di Milano e del Municipio 3.

Se esiste un pittore del Novecento che si è confrontato con i sacri trittici del Quattrocento e con i rapporti matematici di cui è intrisa l’arte del Rinascimento questo certamente è Emilio Tadini. E’ quanto emerso dall’analisi simbolica di un trittico di Emilio Tadini degli anni 90 intitolato Il pittore del parto e le donne fecondanti a cura di Melina Scalise. Il pittore del parto per antonomasia nella storia dell’arte è Pier della Francesca che dipinse La madonna del parto nel 1400.

La Madonna del parto Pier della Francesca 1400

Da studioso della storia dell’arte quale era Tadini certamente il riferimento al pittore Rinascimento era presente nel suo pensiero quando dipinse questo grande trittico. Da questa prima considerazione è nato un approfondimento e un confronto tra i due pittori e sono emersi elementi comuni, come il ventre “aperto”, che riporta all’antica figura di Cibele,

il richiamo ai colori base primari verde, rosso e giallo, il numero sette che si ripete nel rispetto di un rigore matematico che caratterizza entrambe le composizioni, ma emergono anche contaminazioni tra la religione cristiana e l’induismo.

Dentro questo trittico di Tadini c’è la ricerca dell’Uomo, in quanto maschio, a confrontarsi con il processo creativo che è possibile solo senza “la carne”, a prescindere dal corpo di cui è dipendente invece la donna, la quale, nel dipinto tadiniano, si trasforma in donna fecondante. Un ruolo che la donna assolve solo diventando musa e seduttrice dell’uomo, divisa, qual è, tra sacro e profano, tra santa e meretrice, tra i piaceri della carne e “mezzo terreno” attraverso cui si esplica e ripete il mistero della vita.

Queste e altre riflessioni saranno parte della conferenza che si svolgerà sabato 10 ottobre alle 15.30 alla Casa Museo Spazio Tadini a cura di Melina Scalise, psicologa e studiosa del lavoro simbolico di Emilio Tadini. Per prenotazioni inviare mail a melina@spaziotadini.com posti limitati per rispetto protocollo sanitario. Partecipazione con donazione a sostegno degli studi dell’Archivio Emilio Tadini.

La deposizione


Nell’ambito del Palinsesto I talenti delle donne del Comune di Milano e con il patrocinio del Municipio 3, Giovedì 11 giugno alle ore 21, on line, potrete assistere ad una presentazione del testo teatrale scritto da Emilio Tadini nel 1997 edito da Einaudi e andato in scena al Franco Parenti per la regia di Rith Shammah interpretato da Anna Nogara. La presentazione sarà visibile sulla pagina Facebook in diretta.

Il testo teatrale è il monologo di una donna accusata di aver ucciso sette uomini di cui non sono stati rinvenuti i cadaveri. E’ un testo altamente simbolico e che lancia alcune riflessioni sulla condizione della donna nella società.

Una donna in bilico tra l’essere santa e essere meretrice, una donna sempre sottoposta a giudizio, sempre in scena, oggetto del peccato e madre santa.

L’analisi sarà svolta da Melina Scalise studiosa del pensiero di Tadini e psicologa.

CASA MUSEO in memoria di EMILIO TADINI- arte, cultura, eventi – Milano