Generazione MEME – giovani liceali e linguaggio nell’era digitale a Spazio Tadini dal 29 aprile al 18 maggio 2016

NELLA RASSEGNA
ARTE E LINGUAGGIO NELL’ERA DIGITALE

A cura di Melina Scalise

dal 29 aprile al 18 maggio 2016

Spazio Tadini via Niccolò Jommelli, 24 Milano

 

 

GENERAZIONE MEME immagineUna mostra singolare quella di GENERAZIONE MEME perché espone l’arte della comunicazione nell’era del web. A raccontarla sono i giovani, ragazzi nati negli ultimi anni Novanta. Una generazione di adolescenti cresciuta con le nuove tecnologie digitali e la prima a fare un uso fin dall’adolescenza delle potenzialità comunicative dei social network. Per una volta non sarà il mondo degli adulti a parlare di giovani, ma loro stessi. Spiegheranno un fenomeno quasi ignoto alla totalità dei loro padri: i MEME. Si tratta di immagini, recentemente anche brevi animazioni o video, che nel linguaggio giovanile hanno sostituito il linguaggio verbale nell’espressione di diverse emozioni. Immagini virali, comuni a livello  planetario, che attraverso il web, in particolare sui social, esprimono rabbia, felicità, stupore, aspetti emotivi rispetto ad alcuni aspetti della società contemporanea. Un’evoluzione degli emoticon che ormai dilagano anche nel linguaggio degli adulti tramite sms, che assemblano emozioni sempre più complesse ed efficaci a rappresentare anche atteggiamenti critici verso la società contemporanea (leggi tutto l’articolo e i testo).

Sui giovani si dice tanto, da sempre; nel nostro tempo ancor più, soprattutto per esprimere attese e manifestare preoccupazioni. Così si discute della condizione giovanile, della “generazione saltata”, dei Neet, degli sdraiati e dei millennials. I giovani, dal loro canto, parlano troppo poco di se stessi, paiono essere ancora in una condizione infante, senza parola, in difficoltà a prendere coscienza della loro condizione nella comunità e ad affermare d’esserci.
E’, questo, uno dei motivi che ci hanno indotto ad accogliere, prima che altre, la proposta di Spazio Tadini che, offrendoci un’opportunità di esperienza di alternanza scuola-lavoro, ha dato la possibilità ai giovani di riflettere su se stessi e testimoniare come si esprimono, comunicano, quali modalità scelgono per manifestarsi e come essere presenti nell’immaginario comune. In questo senso, l’esperienza di rappresentare con immagini le proprie emozioni e, poi, proporle a visitatori e operatori culturali in una mostra poliedrica, costituisce una felice realizzazione della scuola come “laboratorio delle intelligenze”.
La valenza dell’alternanza risiede, secondo noi, nel conoscere realtà produttive organizzate, che ogni giorno affrontano problemi e vincoli, gestiscono risorse e know how, manifestano propensione a fare e a rischiare, con fondamento etico e orientamento al risultato. Ci interessa molto che i giovani scoprano quanto vale il capitale immateriale, la genialità ch’è in tutti; per questo confidiamo che l’incontro con questi testimoni di autenticità sfidi le fervide intelligenze di questi studenti e ne contagi il sistema motivazionale, magari aiutandoli a scoprire il soggetto di cui sono da tempo in cerca, se stessi.”
Il Direttore
Laura Bollini

Le altre due mostre che completeranno il percorso della rassegna Arte e linguaggio nell’era digitale sono:
Moleskine e viaggi di artista di Eleonora Prado autrice della rubrica “Moleskine e viaggi d’artista” su milanoartexpo.com, curata da Francesco Tadini, che espone in particolare i disegni realizzati durante l’ultimo viaggio in Vietnam e sarà la prima artista a realizzare dal vivo opere con lo Smart Writing set di Moleskine. Si tratta di una penna che ha le premesse rivoluzionarie che ebbe il tubetto di colore per gli impressionisti permettendo loro di poter dipingere all’aperto. Con questo strumento il disegno su carta diventa automaticamente digitale moltiplicando le possibilità di espressione artistica.
“Paesaggi binari” di Andrea Chinese esporrà i suoi ovvero disegni a penna composti esclusivamente da piccoli segmenti, la cui variazione di densità, lunghezza e direzione porta alla costituzione della forma. Il linguaggio binario, bianco e nero, su cui si fonda il linguaggio informatico, viene impiegato per una composizione analogica che raffigura l’ambiente in cui l’uomo si muove e guarda. Chinese riproduce prevalentemente mappe aeree per restituire, attraverso il puro racconto della forma, il rapporto tra antropico e naturale anche nelle sue varianti prospettiche.

 

CONCERTO DI MUSICA POPOLARE ED ETNICA 30 APRILE 2016 A SPAZIO TADINI

Sonorità etniche multiculturali in un appuntamento con la musica da non perdere

30 aprile 2016 ore 20 Spazio Tadini via Jommelli, 24

TRIO OIKOS

Mario De Leo: Chitarra e voce
Ashanka Sen: Sitar
Cristiano Costanzo: Cajon

 

Il pittore e cantautore Mario De Leo,  l’autore del repertorio musicale, è da sempre attento interprete della tradizione popolare.

Negli anni recenti ha condotto la sua musica attraverso varie sperimentazioni: da quella elettronica, con Riccardo Sinigaglia, a quella acustica.

Ultimamente con la conoscenza del Maestro ASHANKA SEN, virtuoso suonatore di sitar, De Leo ha cercato di fondere le sonorità ancestrali insite nello strumento per arricchire le sue composizioni, dove i suoni e i ritmi ben si dilatano negli spazi mentali tra esotismo e spiritualità.
Il concerto è un viaggio nelle sonorità etniche – culturali per un risveglio a Oriente dei pensieri e della coscienza.

I brani che presenta con il Trio Oikos, vanno dal canto d’amore a sfondo religioso, al brano che introduce una intensa storia di giovani amanti che fondono e accendono i loro corpi per un attimo come luminose comete.
In altre ballate esprime il supremo bisogno di armonia, esaltando la bellezza eterna della natura, senza tralasciare momenti anche drammatici della vita dove alcuni pescatori non fanno più ritorno dal mare.

Tutto il concerto si svolge con momenti di grande vivacità ritmica come il brano che porta il titolo “Zinnannà” , e momenti di riflessione con il canto che descrive i ritmi pesanti del lavoro del contadino, fino a sfociare di nuovo con l’intenso brano “La Macchietta”.

“Quante persone possono dire di avere conosciuto un cantastorie? E quanti fra costoro possono dire di sapere riconoscere un cantastorie? Io, ritengo immodestamente di essere fra coloro che percepiscono un autentico cantastorie con il vibrante intuito di un rabdomante. Per molti anni mi sono occupato di musica tradizionale, non come studioso, ma con la passione di un viaggiatore amatoriale e il tratto ossessivo di un pusher che ha l’impellente urgenza di “spacciare” la merce che ha conosciuto ad altri perché ne possano godere. In questo senso l’incontro con Mario De Leo è stato uno dei più emozionanti della mia vita. Sentirlo cantare i suoi canti è stata un’esperienza intensa che mi ha permesso di accedere alla profondità di una cultura antica, quella della potente radice contadina del nostro migliore Sud.
Mario ha un volto singolarissimo in cui si fondono la forza del soma popolare e la bellezza di un mosaico bizantino.
La sua voce ha una pasta calda ricca di risonanze e l’insieme di melodia, ritmo e parole delle sue canzoni sono senza mediazioni arte epica del mondo contadino che si proietta all’infinito nel futuro.(…)”

Moni Ovadia

Paesaggi Binari di Andrea Chinese a Spazio Tadini dal 29 aprile al 18 maggio 2016

Mostra personale di ANDREA CHINESE

PAESAGGI BINARI

A cura di Melina Scalise e Francesco Tadini

Dal 29 aprile al 18 maggio 2016
Inaugurazione 29 aprile dalle 18.30 Spazio Tadini via Niccolò Jommelli 24- Milano

Apertura: mercoledì 15.30-1 9, giovedì-venerdì e sabato 16-23, domenica 11,30-1 7

Andrea Chinese Paesaggio BinarioChe cosa fa il paesaggio? – Noi possiamo rispondere: che memorizziamo ciò che guardiamo e lo conserviamo in memoria dopo aver esercitato i nostri sensi in uno spazio investito dal corpo” – Gilles Clément, scrittore e architetto del paesaggio

Che cosa è il paesaggio? – È ciò che delimita e dà forma alle nostre possibilità, la premessa di tutte le nostre scelte possibili” – Andrea Chinese, artista

Quando l’uomo non aveva strumenti tecnici per vedere oltre il suo orizzonte visibile, il mondo lo immaginava. Se non ci fosse stata l’immaginazione, Cristoforo Colombo non avrebbe scoperto l’America. Il paesaggio non è mai ciò che vediamo, ma anche il risultato delle nostre proiezioni, dei nostri pensieri, delle nostre aspettative. La storia ci insegna che quando i primitivi disegnavano nelle caverne le scene di caccia non descrivevano solo il visibile, ma raccontavano la loro azione, ciò che cercavano e fronteggiavano, forse anche semplicemente ciò che desideravano. Nel segno, in quell’impossessarsi anche solo attraverso l’immaginazione dell’animale c’era tutto il potere e la magia della rappresentazione. (leggi tutto l’articolo).

Breve biografia di Andrea Chinese
Andrea Chinese nasce nel 1982 a Napoli. Oggi lavora tra Milano e Napoli. Ha studiato pittura all’accademia di Napoli per poi specializzarsi in comunicazione.
È un pubblicitario professionista e collabora con numerose Università. Il suo percorso artistico include sculture, installazioni, video e disegni.
I suoi media spaziano da vasche in resina a elastici colorati. Per la sua serie di disegni dedicati alla ricerca sul paesaggio lavora con penna, china e matita su carta.

Le altre due mostre che completeranno il percorso ARTE E LINGUAGGIO NELL’ERA DIGITALE
sono:
Eleonora Prado autrice della rubrica “Moleskine e viaggi d’artista” su milanoartexpo.com, curata da Francesco Tadini, espone a Spazio Tadini in particolare i suoi disegni realizzati durante l’ultimo viaggio in Vietnam e sarà la prima artista a realizzare dal vivo opere con lo Smart Writing set di Moleskine. Si tratta di una penna che ha le premesse rivoluzionarie che ebbe il tubetto di colore per gli impressionisti permettendo loro di poter dipingere all’aperto. Con questo strumento il disegno su carta diventa automaticamente digitale moltiplicando le possibilità di espressione artistica.
“Generazione MEME” è il risultato di uno stage con un gruppo di studenti del terzo anno che frequenta il liceo Scientifico Carducci di Milano a cura di Melina Scalise, psicologa, per indagare uno degli aspetti del linguaggio giovanile: i MEME. Si tratta di immagini prima disegni, poi fotografie e oggi anche brevi video utilizzati nel linguaggio web soprattutto per comunicare situazioni emotive. I ragazzi esporranno i MEME più utilizzati, ne illustreranno la nascita e l’evoluzione, il senso e la portata sociale con approfondimenti con i loro docenti ed incontri durante la durata della mostra. I giovani racconteranno se stessi e i cambiamenti linguistici in atto nell’era digitale.

CASA MUSEO in memoria di EMILIO TADINI- arte, cultura, eventi – Milano