TANGO: mostra e workshop di tango. Miriam Elliot, l’artista uruguaiana a Spazio Tadini, Milano dal 23 marzo 2013

ATTENZIONE!! A CAUSA DELLO SCIOPERO DEI MEZZI LA MOSTRA SARA’ INAUGURATA SABATO ANZICCHE’ VENERDì 22

DAL 23 MARZO AL 13 APRILE

Inaugurazione sabato 23 marzo alle ore 18.30

CON PERFOMANCE DI TANGO ore 19.45 e presentazione del workshop: un approfondimento culturale sul tango tra Uruguy e Argentina.

Gambini Veronica
Garrone Lourdes Daniela
Maghenzani Mirko
Rojas Lazzaro

Musicista:
Carboni Valerio

Progetto e creazione di Miriam Elliot “La unión hace la fuerza”

Spazio Tadini – Via Jommelli 24 – 20131 Milano – T. 02 26829749

(Apertura da martedì a domenica dalle 15.30 alle 19 per tutto dicembre. Da gennaio chiuso domenica)

La mostra di Miriam Elliot, artista uruguaiana trasferitasi in Italia nel 2006, raccoglie la gran parte dei suoi  ultimi lavori. Miriam ha portato dalla sua terra tutta la forza gioiosa e passionale della sua musica. Nelle sue tele emerge una visione della città intrisa di suoni, di colori, di movimento. Un luogo dell’abitare che non è solo spazio, ma anche memoria, suono, fantasia. L’artista vede nel tango, l’intensità delle relazioni, l’unione delle arti, quali elementi trainanti dei rapporti stessi. Questo concetto è mostrato al pubblico attraverso l’intreccio di pittura, musica e danza.

Scrive del suo lavoro Sandro Parmiggiani: “I dipinti di Miriam Elliot ci proiettano in uno spazio e in un tempo “altri” …..Se seguiamo le loro linee e i loro vortici, che paiono la traccia lasciata nel cielo da un piccolo aereo intento a compiere acrobazie, li vediamo impennarsi e poi lasciarsi cadere nel vuoto, disegnare volute, andare baldanzosamente, con il cuore in gola, alla conquista delle sommità dello spazio, e ci sentiamo trasportati in un mondo visionario ….I dipinti di Miriam sono la trasfigurazione delle sue esperienze e delle sue memorie, dei suoi sentimenti e dei suoi sogni; sono, spesso, “mappe della memoria” delle città in cui ha camminato e di quelle in cui ha desiderato di poterlo un giorno fare…Il vocabolario pittorico di Miriam Elliot è legato alla tradizione della pittura sudamericana, che non marginale influenza ha avuto, nel secolo scorso, sulle esperienze pittoriche europee e nordamericane. Pensiamo, per limitarci a un solo, emblematico nome, a Joaquín Torres García (1874 – 1949), l’artista uruguayano che visse a lungo a New York, Parigi, Barcellona e Madrid, prima di fare ritorno nel suo paese alla metà degli anni Trenta. Ecco allora questo continuo contrappunto di segni che s’incrociano, s’affiancano, si sovrappongono, liberi nel loro corso o costretti in geometrie sinuose o dal percorso tormentato, come nel caso in cui Miriam disegna forme che paiono alludere a scheletri calcarei, alla spina dorsale, a una rotaia, al corpo di una vipera, a una ragnatela che si sovrappone al paesaggio desolato sullo sfondo…. Particolarmente suggestiva è stata la scenografia di Miriam del balletto “Tango”, rappresentato per la prima volta il 30 maggio 2010, nel Salone del Matilde di Canossa Resort di San Bartolomeo (Reggio Emilia). Grazie alla scenografia di Miriam Elliot e alla coreografia ideata da Paolo Nocera – interprete, assieme a Daniele Nocera, Alejandro Mauricio Astudillo Cordova, Lourdes Daniela Garrone del balletto in quella occasione –, l’opera diventa una poetica, struggente esplorazione di quella forma d’arte, che fonde musica, danza, testo della canzone, nata nella regione del Rio de la Plata (Uruguay e Argentina) e che poi avrebbe sedotto il mondo intero. Come disse Enrique Santos Discépolo, “Il tango è un pensiero triste che si balla”. Miriam Elliot rievoca la nascita e lo sviluppo del tango, ricorda nelle immagini alcuni dei suoi grandi protagonisti (Carlos Gardel) e comunque nei nomi, accuratamente scritti, tutti quelli che hanno dato il loro contributo a questa forma d’arte, esito di una sorta di crogiolo nel quale si fusero tradizioni musicali e esperienze di vita di popolazioni di diversa origine”.

WORKSHOP: l’iniziativa si propone di offrire ai partecipanti un concetto di Tango differente rispetto ai luoghi comuni e che vada oltre la mera tecnica. Un’idea che approndondisce l’aspetto relazionale del tango, la cui esecuzione è fondata principalmente sulla condivisione di energie ed emozioni che si sviluppano in modo dinamico e, a volte, imprevedibile, tra i due partner di ballo. Questa condivisione non può prescindere dall’ascolto e dall’interpretazione musicale. La musica infatti  scansisce i movimenti e rende possibile il raggiungimento dell’obiettivo per il quale i corpi comunicano. Un modo di comunicare nella coppia attraverso il corpo e il movimento. Alla fine del corso si realizzerà uno spettacolo/saggio finale.

BREVE BIOGRAFIA

Miriam Elliot Lobato nasce a Paysandù, Uruguay, il 23 gennaio 1958. La passione per il disegno e per la pittura si manifesta precocemente e determina l’indirizzo degli studi di Miriam, che nel 1977 consegue la maturità con indirizzo Architettura; contemporaneamente, per nove anni, ha studiato Pianoforte al Conservatorio. Successivamente, si iscrive alla Escuela Nacional de Bellas Artes di Montevideo e, nel 1979-80, vince una borsa di studio per frequentare l’Academia de Bellas Artes di Barcellona. Ritornata in Uruguay, partecipa dal 1990, a numerosi Premi di pittura, ottenendo significativi riconoscimenti, e svolge un’intensa attività nel campo del disegno per tessuti, che vengono realizzati per dare vita ad abiti presentati in importanti sfilate. Tiene la mostra personale d’esordio alla Casa del Libro, Ministero della Cultura, Montevideo, alla quale fanno seguito altre esposizioni personali e di gruppo: tra le prime, ricordiamo le mostre al Ministero degli Esteri di montevideo nel 1998 e nel 2001(Patio Colonial, Palacio Santos) e quella al Consolato Argentino di Colonia del Sacramento (Uruguay) nel 2004; tra le seconde, dobbiamo almeno citare la mostra, con altri artisti sudamericani, al Centro bera Berit di Montevideo, nel 1995. In tutti questi anni, oltre che dedicarsi alla pittura, Miriam Elliot collabora con architetti per l’attività di decorazioni di interni, realizzando dipinti e ceramiche su commissione. Nel 2006, anche per seguire l’attività della figlia, ballerina, Miriam si trasferisce a Reggio Emilia (Italia), dove riprende a dipingere con particolare intensità e felicità creativa.