La civiltà e la cultura Veda all’origine del mondo: seminario a cura di Lila Purushottama

templi-gong omAlcuni aspetti affrontati duranti il seminario di Angelo Russo

COME SPECCHI DEL CIELO

L’idea di una terra che sia l’immagine del cielo su cui si edificano templi cosmici con ambienti che assomigliano ai cieli, non è circoscritta all’antico Egitto e al Messico. La stessa concezione è riscontrabile anche nel sud est asiatico, ad esempio nell’antica città di Angkor Wat in Cambogia, mille anni dopo la caduta della civiltà dei faraoni.

Come scrisse l’archeologo francese George Coedes, questi monumenti si devono considerare come il prodotto di una civiltà radicatasi dall’India in Indocina. Non appena si guarda al di l’ delle forme esteriori, alla ricerca della motivazione che li ha ispirati, si ritrova l’idea indiana.

Benchè siano opere d’arte originali con connotazioni uniche, è assolutamente certo e ricorrente che i templi di Angkor Wat sono intrisi della cultura Vedica dell’India. Il sanscrito, l’antica lingua del subcontinente indiano, fu la sola utilizzata per le iscrizioni religiose,e l’idioma kmer esclusivamente per le iscrizioni secolari. Le immagini tipiche del’induismo e del buddhismo Mahayana hanno tramandato un’inequivocabile impronta sull’architettura sacra e sul simbolismo di Angkor. Come per i monumenti e le scritture associate alla città di Eliopoli, le grandi piramidi di Giza, la Sfinge e i testi rinvenuti nelle piramidi (come il sutra Cap. 2.13 della Bhagavad-gita scritto in sanscrito sulla parete della stanza dove si trovava il sarcofago di Ramsete), anche i templi di Angkor Wat rivelano forti caratteri di natura astronomica. In particolare questi monumenti e scritture fondamentali sembrano incorporare in modo scientifico osservazioni esatte sulla precessione degli equinozi che procede al ritmo di un grado ogni 72 anni. Da tempo immemore, i geografi prima e gli astronomi poi hanno suddiviso il globo del nostro pianeta in 360 gradi totali di longitudine, e questa convenzione è stata estesa anche alla sfera celeste del sole e della luna, dei pianeti e delle stelle. QuesTa sfera di 360 gradi può essere precisamente suddivisa in due parti da 180 gradi, oppure quattro parti da 90 gradi, ecc; la sfera si può anche suddividere in cinque parti o in spicchi di 72 gradi di larghezza. Quando fu scoperto il complesso di edifici di Angkor Wat, fu stupefacente osservare come tutti questi rapporti di gradi e misure fossero espressi in ogni aspetto delle costruzioni. A livello del terreno risulta difficile vedere come i molti monumenti di Angkor siano in relazione tra loro, ma se ci si eleva al di sopra di essi con la mente e si guarda dall’alto, comincia a farsi strada il senso di un grande piano.

Gong om seminario di cultura vedica

“Gli studiosi pensano che dovuto a vari accadimenti naturali o cataclismi, le varie civiltà si siano ricostruite successivamente in altri luoghi oggi a noi noti grazie alle ricerche archeologiche effettuate in India, Pakistan, Cina, Cambogia e in tutto l’Oriente. Queste ricerche hanno portato alla luce tracce della presenza di grandi città, di complessi architettonici sacri, e di testi antichi scritti in sanscrito risalenti a molto prima della civiltà della Valle dell’Indo che si pensava fosse la più antica individuata dagli archeologi. Nell’ultimo decennio, grazie alle sofisticate tecnologie satellitari, la NASA ha scattato dal satellite la foto del famoso ponte di Rama, costruito in epoca remota.

Il ponte recentemente scoperto, conosciuto come il ponte di Adam è composto da una serie di ammassi di pietre ed è lungo circa 18 miglia(30 Km.) La particolare curvatura e composizione del ponte rivelano che è un antico manufatto. Secondo gli studi archeologici e la letteratura antica, il primo segno di esistenza di esseri umani a Sri Lanka è datato a circa 1.750.000 anni fa e il ponte è databile proprio in quell’epoca come del resto testimoniato nell’antico testo del Ramayana.

In questo poema si parla di un ponte tra Rameswaram in India e la costa di Sri Lanka, costruito sotto la supervisione di un essere dinamico e invincibile è di nome Ram, che il Ramayana configura come un’incarnazione del Supremo. Questa scoperta potrebbe essere di molta importanza per gli archeologi realmente interessati nell’esplorare le origini dell’umanità, e di sicuro apre le porte della spiritualità poichè tutti i popoli del mondo sono a conoscenza dell’antica storia riportata negli autorevoli testi dei Veda.”