Collettiva di arte vedica: Gong Om – suonati e meditadi a Spazio Tadini. Il percorso degli otto Rasa

Invito gong om

Gon Om: suonati e meditati presenta una collettiva di artisti che si ispirano alla filosofia Veda. Artisti esposti: Pierino Digiovannantonio, Giampaolo Tomassetti, Mauro Nunziati, Premanandi Russo, Gopala Tomassetti, Flavio Stocchino, Maria Luisa Nunziati, Paolo Libralesso.

Il percorso degli otto Rasa.

Il Ciclo dell’infinito

A cura di Fortunato D’Amico

La visione panoramica del cielo notturno in una notte d’estate esprime chiaramente il senso di un’emozione profonda ispirata dalle stelle nella mente dello spettatore in procinto di abbandonare il pensiero razionale, impiegato per buona parte della giornata, che durante le ore notturne si accinge a stemperarsi nella dimensione fluttuante del sonno onirico.

Un insieme di puntini distribuiti sulla superficie immaginaria della volta celeste, costituisce il firmamento.  Apparentemente immutabile, lo schermo celeste è un piano di proiezione dove fantastichiamo il movimento degli astri.

Per gli antichi abitanti del pianeta, osservatori attenti dell’infinito serbatoio stellare, il cielo era il luogo della conoscenza, il territorio da cui trarre gli insegnamenti sui processi che stagionalmente cambiavano gli aspetti del nostro pianeta.

Le differenti energie che attraversavano la terra nei cicli periodici dell’anno, erano studiate e archiviate sotto forma di racconto, rituale, mito, icona, e quant’altro escogitato dalla mente umana che potesse servire a rinnovare in maniera intelligente la memoria del tempo.

L’intenzione era di accordarsi alla polifonia dell’universo, ed entrare in assonanza con la grande macchina astronomica che si agita sopra la testa degli esseri umani.  I Veda, antichi testi indiani scritti per conservare e consegnare ai posteri le conoscenze siderali studiate nei millenni, sono serviti a codificare la Scienza e a tramandarla attraverso l’Arte, strumento per promuovere la Spiritualità e la Consapevolezza Suprema.  Seguire i segni del cielo è rinnovare l’incontro con l’infinito, battere il ritmo, suonare l’armonia delle sfere celesti: tutte attività che corrispondono anche ai piaceri dello spirito, sperimentabili se si seguono gli insegnamenti dei maestri.

Un esempio tra tutti è rappresentato dai Rasa, dove le emozioni, riconosciute dalla tradizione vedica,sono omologate al numero otto, cifra adottata per le sue implicazioni nelle varie procedure di metamorfosi del mondo fisico e chimico, che genera logiche frattali applicabili ai sistemi conoscitivi e alle dialettiche specifiche del soggetto d’interesse.  In realtà ogni Rasa è collegato a una delle otto parti della giornata in cui sono ripartite le suggestioni dell’anima, estendibili in ogni forma di comunicazione artistica.

La cosmogonia, estesa in ogni aspetto della vita, è l’origine della flessibilità del pensiero e della dialettica vedica; essa consente di riprodurre infinite germinazioni nei territori dell’arte, e progressivamente di accedere alle mete trascendentali.  E’ curioso notare che questi patterns di conoscenza sono giunti a noi elaborati dalle moderne metodologie di indagine scientifica, come ad esempio la teoria delle emozioni di Robert Plutchik, in cui otto ripartizioni psichiche coincidono con gli insegnamenti dei Rasa.  Anche le città con i loro monumenti diventano dispositivi funzionali per promuovere la macchina divina, proiettata dal cielo sulla terra, consacrata e resa visibile al suolo attraverso la realizzazione di artefatti, ognuno dei quali è comparato alle ore che segnalano lo scorrere infinito dell’orologio ciclico.

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