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Tam Tam A sPAZIO tADINI TRA ARTE E POESIA


Mercoledì 19 giugno alle ore 18 alla Casa Museo Spazio Tadini non mancate all’appuntamento con l’arte e la poesia di Tam Tam Bum Bum, librorivista internazionale che, nel secondo numero dedica un’intera sezione, a cura di Agnese Coppola, all’opera di Emilio Tadini. “Ho scoperto la Casa Museo Spazio Tadini in occasione della mostra Profughi e ne sono rimasta affascinata – spiega – ho quindi dedicato un’intera parte della rivista al tema del Profugo stimolata dalla mostra in corso a Spazio Tadini. Interessante il concetto di Profugo alla condizione dell’uomo, interessante l’arte che entra in gioco su un argomento d’attualità come questo come solo “l’arte” sa fare”.

19 giugno ore 18 a Spazio Tadini presentazione della libro rivista Tam Tam

Agnese Coppola ha amplificato la mostra Profughi di Emilio Tadini,che ha già visto coinvolti diversi artisti, con questa pubblicazione di taglio più letterario. Durante la serata conosceremo anche i suoi invitati a cimentarsi sul tema del profugo che sono anche fotografi e artisti, ma soprattutto poeti, i quali, hanno aggiunto nuovi spunti di riflessione sul tema.

Dal focus sul Profughi estenderemo l’attenzione anche sui contenuti e il senso di una rivista come Tam Tam che rimette al centro il dialogo tra poeti e artisti.

Infatti, la rivista Tam Tam Bum Bum vuole riproporre la poesia e la sua pluralità espressiva riprendendo lo scopo della rivista originaria fondata negli anni 70 da Adriano Spatola e Giulia Niccolai.

Oggi i curatori sono Barbara Bonazzi, Agnese Coppola, Elisa Longo, Enrico Ratti, Bruno Rullo, Anje Stehn, Mauro Toffetti, Tito Truglia.

Salone Spazio Tadini con la mostra Profughi di Emilio Tadini

Un altro sessantotto di Silvia Magni


Venerdì 12 aprile alle ore 18.30 presentazione del libro Un altro sessantotto di Silvia Magni. Presente l’autrice.

“Il 1968 è passato alla storia come l’anno della rivoluzione studentesca, l’anno che ha visto anche importanti avvenimenti a livello mondiale, che ho citato nel mio libro,  come l’assassinio di Martin Luther King e Robert Kennedy; per me è stato l’anno in cui mi sono ritrovata a vivere per un lungo periodo lontana da casa e dai miei affetti più importanti, per curare una malattia seria.

Alberoni è il luogo che mi ospitò in quel 1968. Una striscia di terra lunga e stretta, proseguimento del Lido di Venezia, circondata dall’acqua. Da un lato la laguna, dall’altro il mare.

Ed io ho finito per innamorarmi di entrambi: la laguna e il mare. Ma il mio amore, il mio cuore erano tutti per un ragazzo che non è mai stato con me e quindi, amore idealizzato, è rimasto nella mia testa all’infinito.

E poi l’amicizia, le passeggiate lungo la spiaggia in ogni stagione con Lara, le nostre chiacchierate,  le paure del domani, le speranze…la domanda che spesso rivolgevo a me stessa: sarò una ragazza fortunata?

I sentimenti amplificati da quella situazione particolare in cui ci si sentiva fragili e vulnerabili.

Il legame con due gabbiani: Pallino e Neve con le Suore Misericordine, con Padre Lorenzo che ci regalò tre giorni splendidi in cui ci sentimmo amate, consolate e aiutate.” Silvia Magni

E, infine, il ritorno a casa, guarita nel corpo, ma non nell’anima”.

BIOGRAFIA

Mi chiamo Magni Silvia, sono nata a Milano, città che amo da sempre e che mi ha regalato un’infanzia bellissima grazie alle amicizie, ai giochi sfrenati e alla eterogeneità della gente che la abitava. La felicità dell’infanzia veniva amplificata quando, nei mesi estivi, mi trasferivo in campagna nella casa dei nonni materni, a pochi passi dal fiume Mincio che, allora, offriva acque limpide e pulite. Qui il contatto con la natura, mi riempiva gli occhi e il cuore di quella bellezza semplice che solo certi paesaggi e il mondo degli animali riescono a donare. Crescendo ho scoperto la mia passione per la lettura e la scrittura. Come tutte le adolescenti del periodo mi ritrovai ad adorare le quattro sorelle March protagoniste di “Piccole donne” immedesimandomi in ciascuna di loro, tanto da desiderare essere un po’ l’una un po’ l’altra delle protagoniste. Scrivere per me diventò naturale come respirare. Un foglio bianco tra le mie mani aveva vita molto breve, ben presto mi ritrovavo a trasferire su quel foglio i miei pensieri e le mie emozioni. Scrivevo, scrivevo e leggevo, non ero mai sazia dell’una e dell’altra cosa. Non ho mai mai pensato di poter essere pubblicata, poi, grazie alla tecnologia, leggo casualmente sul PC: “Hai un libro nel cassetto? Invialo alla nostra casa editrice ecc. ecc.” Nel 2017 ho pubblicato “Un altro sessantotto” con Europa Edizioni. L’anno successivo, con “Il mio libro.it” altri tre romanzi: “Strade nel cuore” – “Piccole vite” e “La francesa”.

Il pentagramma dell’anima di Stefania Bonomi



Il Pentagramma dell’Anima” , il secondo libro di Stefania Bonomi, giornalista milanese, è presentato alla Casa Museo Spazio Tadini giovedì 28 marzo alle ore 19. Dopo sette anni dal suo primo successo editoriale, “Perché ti ho messo al mondo”, una storia di affetti famigliari che ha conquistato i lettori. “Il Pentagramma dell’Anima”, ha una trama molto particolare che parla di relazioni affettive in un modo originale ed è disponibile all’acquisto sia online che in forma cartacea dal 2 marzo.


Stefania Bonomi ha scelto una doppia narrazione, nella creazione di una storia i cui spunti di riflessione, nel corso dello svolgimento della trama, sono davvero tanti e particolari. 

I quattro personaggi che si “incontrano” nel romanzo vivono in luoghi diversi: due su questo pianeta (Maria Sole e Lucas Prandi) e due in una dimensione energetica e spirituale dove si arriva una volta terminato il percorso terreno (Leonardo Alfieri e Amanda)

Eppure il dialogo tra loro è continuo e non è fatto di parole, ma di energia, di vibrazioni, di bisogni e di contatti non sempre facili.

Mondi connessi dove chi è di là e anela al ritorno, ha il compito di aiutare chi, di qua, si è perso, o ha perso la forza per condurre una vita che sia degna di questo nome.

Perché la connessione tra queste anime possa avvenire è necessario trovare il filo dell’energia che le nostre emozioni, anche se sembrano sopite, producono nel momento in cui le lasciamo fluire attraverso l’amore e la dedizione per ciò che ci appassiona e ci trascina nell’abbandono.

Chi si trova in questa nuova dimensione  ha il compito di riuscire a trasmettere l’amore a chi è rimasto e deve imparare a farlo, grazie all’aiuto e agli insegnamenti di guide spirituali.

Leonardo Alfieri, un uomo che ha lasciato questa terra e che in vita era un personaggio famoso dello spettacolo (per i lettori più attenti sarà facile intuire di chi si tratta, poiché l’autrice, sua amica, ha voluto ricordarlo) parla al lettore in prima persona, spiegando con dovizia di particolari l’universo energetico in cui si trova ed il compito che gli è stato affidato, ossia interagire con Maria Sole, una giovane donna che il dolore per la perdita di importanti affetti familiari, ha portato ad un elevato debito di energia.

DI QUA (in questo modo l’autrice separa i due mondi) Leonardo deve trovare il “canale ” per accedere ai sentimenti di Maria Sole e ben presto scoprirà che la chiave per arrivare alle emozioni della donna è la musica scritta, suonata e cantata nel pentagramma della sua anima. Per giungere al compimento di questa missione sarà coadiuvato dall’Eletta Amanda, la sua guida spirituale.

DI LA’ sarà grazie ad un incontro con uno sfortunato produttore musicale che il talento di Maria Sole arriverà sul palco dell’Ariston, al Festival di Sanremo. Per la realizzazione del videoclip del suo brano,  incontrerà Lucas Prandi, un uomo profondamente deluso da una relazione d’amore, che ha affidato il suo destino all’abuso di alcolici e all’autolesionismo, ma che come Maria Sole, riesce a trovare la pace interiore solo attraverso la musica. 

Un “Pentagramma dell’anima” condiviso da tutti e quattro i protagonisti che li condurrà verso la purificazione e la riscoperta dell’amore.

Attraverso una narrazione che alterna un dialogo diretto e concreto ad una scrittura che si inoltra nel mondo della spiritualità e dell’energia quantistica, l’autrice presenta al lettore sentimenti terreni lacerati dal dramma dell’abbandono, della perdita di affetti che scoprono anche ferite psicologiche di vita quotidiana, per poi condurlo alla scoperta di un altro mondo quasi fiabesco dove anche il dialogo si riduce, trasferendo l’attenzione ad un universo esoterico dove il bene sempre e comunque governa sul male, grazie ad una perfetta organizzazione energetica.

La musica dell’anima è la vera protagonista di questo romanzo. Una favola moderna in cui l’autrice ha ricordato uomini che della propria arte hanno vissuto prima e dopo la fine.  

www.stefaniabonomi.com

Note Biografiche

Stefania Bonomi

Nata a Milano nel 1965 Stefania Bonomi inizia a scrivere nel 1983 collaborando con diverse testate giornalistiche di moda e turismo, dedicandosi anche alla stesura di racconti per il settimanale “Alba”. Dal 1990 al 1993 collabora con il quotidiano “Il Giornale”, per poi essere assunta come giornalista televisiva per un’emittente bergamasca locale. Nel 2004 inizia la collaborazione con il quotidiano Metro, pagina degli spettacoli. Nel 2008 con “La Bestia dentro” vince la XIV Edizione del Premio Letterario “Racconti nella Rete”. Nel 2012 pubblica il suo primo romanzo “Perché ti ho messo al mondo”, un’avvincente storia di affetti famigliari. Dopo una pausa di sette anni e l’avvio imprenditoriale di uno dei più importanti studi italiani di marketing medico di cui  è oggi titolare, Stefania Bonomi è pronta ad affacciarsi nuovamente al mondo editoriale con “Il pentagramma dell’Anima”, il suo nuovo romanzo dedicato all’energia universale, alle emozioni e all’amore eterno per la musica.