Aeroporto di Malpensa durante Expo 2015: Rosanna Forino in mostra presso la sala lounge Pergolesi

Rosanna Forino durante Expo espone all’aeroporto di Malpensa con una selezione di opere a cura di Melina Scalise e Francesco Tadini.

 

Da giugno ad agosto

 L’artista milanese Rosanna Forino, la prima artista italiana ad aver esposto a Mosca dopo la caduta del muro di Berlino, propone presso la sala Lounge Pergolesi del Club Sea una selezione di suoi lavori degli ultimi anni. Un percorso sull’astrattismo geometrico di un’artista impegnata da anni sia sulla scena artistica milanese che internazionale (vedi storia), accoglierà fino alla fine di luglio, i passeggeri in attesa dei voli internazionali. Nelle stesse sale sono stati esposti, grazie alla collaborazione tra Club Sea e Spazio Tadini diversi artisti italiani contemporanei, ma anche nomi di artisti storicizzati tra i più conosciuti nei mercati internazionali.

L’iniziativa rientra nelle finalità del Club Sea di portare l’arte italiana nelle sale d’attesa dell’aeroporto tanto quanto il design Made in Italy.

Biografia dell’artista

Rosanna Forino vive e lavora tra Milano e la Costa Azzurra; numerose le sue personali in Italia e all’estero. tiene la sua prima personale nel 1972 a Vicenza e da allora le sue opere hanno viaggiato in Italia e nel mondo entrando in collezioni d’arte. Realizza due antologiche una a Milano nel 1979– Palazzo Arengario – e una nel 1990 – Mosca – URSS – Fondazione Culturale Sovietica – Antologica. Partecipa a due Biennali a Pechino 2005 – Pechino – 2° Beijing International Art Biennale China e nel 2013 – Tempo Art Museum – Pechino – Xingshikou Road Beijing city che acquisisce un’opera. Partecipa a numerose collettive

“Il mio modo di guardare il quadro non è puramente istintivo, emotivo, ma razionale, intuitivo; posso capovolgere il quadro, riguardarlo e scoprirlo, questo mi fa vedere altro, mi stimola anche se è un gesto spontaneo, lo ha fatto anche Kandinsky con un suo paesaggio e questo gesto lo ha portato lontano… “

Tra gli altri, hanno scritto di Rosanna Forino:

ALBERTO VECA (2008) “Sono in antagonismo, sia pure concordi nel mettere insieme un’immagine risultante, il tratto del disegno, netto e definito e il tratto disteso della pennellata: in questo caso si vuole sottolineare la registrazione di un tempo della realizzazione, con tutta l’emozione che il percorrere la superficie con un colore determina; in quello l’attenzione è concentrata su quanto viene delineato, una precisione calligrafica rispetto all’immediatezza del gesto. Una felice consonanza di opposti del linguaggio figurativo che in effetti sono antitetici in un ristretto mondo del fare immagine attenta al valore “linguistico” degli elementi che costituiscono l’immagine. L’allusione a una figuratività è costante nel lavoro dell’artista, una meditazione sul “paesaggio”, inteso come esplorazione delle coordinate spaziali in cui l’uomo determina la propria posizione rispetto allo spazio e al tempo, alla propria storia (…)”

FLAMINIO GUALDONI (2001) E’ una sorta di piacere intenso, e per fortuna non segreto, a presiedere la vita d’atelier di Rosanna Forino. Una vita fatta di luci alte, nette, e d’un rapporto di limpida sensuosità con le sostanze coloristiche.
Da sempre, Forino ha scelto per sè, per questi suoi haiku pittorici, il linguaggio della geometria, delle forme prime ? non pure, non ideologicamente stabilizzate: essenziali, piuttosto. Forme che non valgono sagome, bensì la distillazione di gesti formativi. è su questi due punti che può impostarsi una lettura pertinente del suo lavoro, che soprattutto nelle stagioni ultime ha trovato il passo, la souplesse, la pienezza del raggiungimento definitivo. Sono forme prime, perchè non derivano ortopedicamente dal sogno di perfezione plastica che pure molte avanguardie del secolo avevano coltivato. Forino, ha ben notato Dmitrij Sarabianov, scava entro la sensazione naturale: meglio, verrebbe da dire, entro un sentimento del naturale che, in questi anni, è giunto a identificare nell’animo della pittrice lo stream vitale dell’ondeggiare marino, e il mistero meravigliato del variare di sostanza luminosa di mare e cielo, come valore complessivo dell’altro, di ciò che, fuori di noi, ci consente di pensarci. (…)

DMITRIJ SARABIANOV (1989) “Rosanna Forino tende a conciliare i due poli estremi fra cui oscilla la tradizione italiana. Da una parte la matrice rinasci mentale, la più classica rispetto alle scuole europee, il cui ricordo si è mantenuto a lungo nella pittura italiana. Dall’altra il futurismo, uno dei movimenti più innovatori e sovversivi dell’arte mondiale del XX secolo. La Forino è come se modernizzasse la tradizione classica, continuando le ricerche di armonia e bellezza, basandosi sul linguaggio artistico dell’Era contemporanea. Nello stesso tempo, mantenendo le distanze dagli estremismi, prende questo linguaggio da maestri dell’avanguardia come Vasilij Kandinskij e Frantisek Kupka, mostrando chiaramente un trasporto per le tradizioni che si sono venute a creare nel nostro secolo. (…)

Rosanna Forino – tiene la sua prima personale nel 1972 a Vicenza e da allora le sue opere hanno viaggiato in Italia e nel mondo entrando in collezioni d’arte. Realizza due antologiche una a Milano nel 1979– Palazzo Arengario – e una nel 1990 – Mosca – URSS – Fondazione Culturale Sovietica – Antologica. Partecipa a due Biennali a Pechino 2005 – Pechino – 2° Beijing International Art Biennale China-
Partecipa a numerose collettive
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