Le funambule della dimenticanza di Tamara Landau, presentazione a Spazio Tadini 15 maggio 2015

In seno alla mostra IL GUSTO DELLE PAROLE, ENERGIA PER LA VITA, Tamara Landau, psicoanalista e artista, fondatrice del movimento Menmoart insieme a Jean-Pierre Landau, presenta il suo libro LE FUNAMBOLE DELLA DIMENTICANZA. Alle ore 20 e, a seguire una performance video-musicale con Sharon Kivland, Laura Pigozzi e Domenico Schiattone.

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La mostra si propone, proprio ora ad inizio Expo 2015 di riflettere su una forma di alimento importante quanto il cibo: le parole, ovvero la relazione con l’altro.

Nel libro, pubblicato da Aracne editore, nella collana Inconscio e Società, l’autrice delinea l’immagine del percepire il proprio corpo come smarrito o sospeso a un filo. Essere trasparenti, non avere corpo, non riconoscersi: queste sono le sensazioni estranee e costanti di cui soffrono le anoressiche e le bulimiche. Le prime con una rigida astinenza cercano di mantenersi al contempo invisibili e immortali, le altre diversamente si abbandonano ad abbuffate smoderate sino all’ebbrezza e all’annientamento. Così avanzano senza sapere ciò che le tormenta, “su un filo”, come delle funambole tra due vertigini: la vita e la morte. Interrogandosi sulle cause di questa patologia – in cui la vita fetale, come anche la trasmissione del vissuto inconscio della madre e della nonna, hanno un ruolo cruciale – questo testo è nato da un ascolto di lunga data. Da un punto di vista clinico vengono esposti nel dettaglio diversi casi che ci permettono di comprendere meglio questi disturbi distruttivi. Nel lato teorico siamo sottoposti a una riflessione audace che pone a confronto intuizioni sorprendenti in linea con l’epigenesi e con l’affermarsi delle neuroscienze.

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Aracne editore

Note sull’autore

Tamara Landau é nata a Milano nel 1949.

Inizia il suo percorso psicoanalitico molto giovane con Cesare Musatti, pioniere della psicoanalisi in Italia.

Nel 1970,a Parigi, incontra Jacques Lacan che l’invita ad entrare nella sua società di psicoanalisi “La scuola Freudiana” e diventa, in seguito, il suo psicoanalista e controllore.
Durante lo stesso periodo collabora con Stanislas Tomkiewicz pedopsichiatra impegnato nella lotta per il rispetto dei malati mentali, all’epoca in Francia ancora contenuti da camiciole di forza.
Tomkiewicz, direttore di ricerca a l’I.N.S.E.R.M.(Montrouge) diventa il suo direttore di tesi e le presenta tutti i protagonisti dell’ “antipsichiatria” in Europa:Cooper in Inghilterra, Roellens in Francia e Basaglia in Italia.

Nel 1973 partecipa alla creazione della rivista GardesFous e fa parte del comitato di redazione.
Insegna la psicologia patologica all’università d’Amiens e lavora egualmente come psicoterapeuta con adolescenti in difficoltà e in un centro di tossicomani e alcolizzati.

Segue una formazione analitica con dei seniors de psicoanalisi francese:Octave Mannoni,Gisela Pankow,Jean Clavreul,Françoise Dolto.

Nel 1982 é psicoanalista titolare nel Centro di ricerca e formazione psicoanalitica (C.F.R.P.) e anima dei seminari di ricerca.
Nel 1994 é membro fondatore della Società di Psicoanalisi Freudiana (SFP, Parigi) dove continua ad animare dei seminari di ricerca.
Nel 1994 comincia anche il suo percorso di scultore.