La crisi greca è anche una crisi culturale?

Il disagio del popolo greco si manifesta nelle piazze. Tutto il mondo ha avuto modo di vedere gli incendi, la disperazione, l’ira e tutti noi spettatori, affondati nelle poltrone di casa davanti alla Tv ci siamo chiesti: “Ma potrebbe succedere anche a noi?”. Cosa porta una nazione come la Grecia, ricca di una cultura millenaria tanto da farne risorsa turistica quanto la bellezza dei suoi paesaggi, al rischio della bancarotta? I discorsi nelle sedi parlamentari di ieri sembravano ovvi al punto da sfiorare la banalità: “Si è speso più di quanto si disponeva”.  Ma cosa spinge a spendere più di quanto si può? Cosa o chi ci ha creato l’illusione di una sorta di “eterno benessere” possibile tra bancomat, prestiti, carte di credito da usare con facilità spinti dal piacere del consumo e dal falso bisogno? Credo un problema culturale, una falsa percezione del meccanismo di crescita e un concetto sbagliato di benessere. Intanto, la crisi greca ha fatto scoprire quanto in realtà il mercato sia condizionato dal “benessere collettivo”. Se la Grecia rischia il default si potrebbe innescare un meccanismo a catena, dicono gli esperti di economica, e mai come in questo momento storico si ha la netta percezione di come i mercati borsistici siano influenzati dagli “umori”, dai sistemi di comunicazione. Quindi a nessuno fa comodo che la Grecia “vada in rovina”, ma al tempo stesso non sembra esserci la volontà o la genereosità del “sistema” di tendere la mano. Ebbene, in questa dinamica contraddittoria e drammatica che si muove sopra la testa dei cittadini,ognuno di noi può fare qualcosa. Domandarci come cambiare modo di concepire il nostro benessere e come spendere meglio i nostri soldi, per esempio. Possiamo lavorare per una nuova cultura. A Spazio Tadini lo facciamo con una mostra di artisti Greci che manifesta un tempismo straordinario, vista l’attualità e drammaticità del tema. Ritorno alla Mediterrano – Dalla cultura greco romana alla cultura dell’euro: quale ricchezza per l’umanità (inaugurazione 16 febbraio ore 20 alla presenza del viceministro alla cultura del governo Greco) è pertanto più di una mostra, è un progetto, è uno stimolo al dibattito culturale tra tutti i protagonisti. La mostra è infatti patrocinata dal Ministero alla Cultura e Affari Esteri del governo greco, del Club Unesco e del Centro Ellenico di Cultura.

Melina Scalise

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