Bando per la mostra profughi

Dal 23 febbraio al 7 aprile 2019 si svolgerà una mostra di opere di EMILIO TADINI del ciclo PROFUGHI, realizzate negli anni 90.

Emilio Tadini profughi Casa Museo Spazio Tadini

In parallelo desideriamo coinvolgere ARTISTI E FOTOGRAFI sul tema PROFUGHI in chiave contemporanea. Selezioneremo i lavori migliori e più rappresentativi (per i pittori si richiede preferibilmente una tela massimo 100 cm) possono partecipare anche scultori. Potete inviarci le immagini entro sabato 16 febbraio alle ore 12 via mail e iscrivendovi innanzitutto al bando inviando i propri dati personali, un breve curriculum e possibilmente un link ad un vostro sito. I lavori migliori saranno selezionati dal consiglio direttivo e comunicati entro il 18 febbraio. Il bando è aperto a tutti.

Erano gli anni ‘90 quando Emilio Tadini realizzò una serie di opere pittoriche dedicate ai profughi. Tadini raccontava l’Uomo e lui riteneva che l’essere profugo è una condizione che appartiene a qualunque essere umano perchè è parte dell’esperienza della vita la gestione del cambiamento e della perdita. 
Il tempo dell’esperienza dell’Uomo è senza tempo e senza patria. E’ un’eterna ricerca della condizione migliore attraverso un viaggio, un sogno, un amore. 
Nel 1945, Emilio Tadini ricordava che frequentava il ginnasio e trascorreva più tempo nel rifugio che in aula. In particolare gli rimase impresso il rischio di essere imprigionato o ucciso che corse suo padre (unica figura parentale a lui rimasta dopo la morte della madre) perché, da fervente cattolico qual era, si inginocchiò a pregare davanti a dei morti in Piazzale Loreto.
In quella Milano di lutti e di bombardamenti metteva radici la voglia di costruzione e la fame di diritto, libertà e benessere di tutta la generazione di Tadini.

Oggi quella Milano e quell’Italia ricostruita è tra le nazioni del mondo meta di popoli di altre parti del mondo in cui regna la guerra, l’orrore, la fame.
Ma quell’essere profughi è l’odissea di un’umanità che non è mai riuscita di fare di una terra, la propria terra quasi quanto nessuna patria è mai riuscita ad essere più importante e sovrana di una madre terra.
Questi sono tempi di contraddizioni in cui mentre la politica si allarma a difesa di confini, culture e religioni, madre Terra richiama tutti all’ordine e a una visione unitaria con i suoi cambiamenti climatici.

Ebbene proporre oggi una mostra sul tema Profughi, partendo dagli stimoli e dalle riflessioni di Tadini e del suo Novecento, ci sembra più che mai attuale.
In questo Duemila chi sono i profughi? Quali sono i cambiamenti, le perdite, i rischi di questa umanità che corre, che si ammassa nelle metropoli, orfana di ideali ed utopie, che cerca nuove forme di sostentamento e teme per il futuro di tutta la Terra?
CHIEDIAMO A FOTOGRAFI E PITTORI DI RACCONTARLA, DI RAPPRESENTARLA, DI AIUTARCI A VEDERLA TUTTA INSIEME QUESTA UMANITA’ IN VIAGGIO

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