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John Bacon in mostra a Milano

In mostra a Milano dal 23 marzo al 9 aprile l’artista americano John Bacon presentato da Monteoliveto Gallery e con testo a cura di Melina Scalise. Inaugurazione il 23 marzo alle ore 18.30 alla Casa Museo Spazio Tadini in via Jommelli, 24 Milano. Per l’occasione apertura fino alle 21.

“L’opera di John Bacon nasce innanzi tutto da un occhio allenato a vedere l’arte della seconda metà del Novecento. Collezionista di quadri, subisce l’influenza della libertà espressiva del Surrealismo, dell’astrattismo, dell’action painting. Con il tempo, passa dall’osservazione all’azione ed elabora un suo linguaggio espressivo e comincia a dipingere.

Dal flusso di coscienza all’azione, dal segno al colore, dalla forma geometrica alla figura, la pittura di John Bacon porta l’osservatore a scoprire percorsi visivi che partono da contesti geometrici per giungere alla ricerca di figure riconoscibili attraverso il supporto emozionale del colore. La Gestalt ha insegnato quanto l’occhio sia portato alla riconoscibilità della forma e le sue tele danno ampio spazio a questa ricerca e gioco del perdere e ritrovare la rassicurante presenza della figura. Non dimentichiamo che la parola figura, etimologicamente, ha a che fare con il plasmare, con il dare consistenza a qualcosa e quindi non può prescindere da chi guarda, ovvero da colui che dà senso.

Le opere di John Bacon presentano temperature prevalentemente calde, come le crete, accolgono chi guarda in un’atmosfera riconoscibile e rassicurante che è quella della natura espressa nei colori tipici delle stagioni. Il paesaggio, il contesto, in cui sono riconoscibili le figure, in particolare volti, è totalmente astratto.

La figura umana emerge dalla trama fluida di forme geometriche dominate da linee curve come un’apparizione. Il corpo o la testa di chi si manifesta non è mai chiuso in un contorno definito. L’Essere entra ed esce dal paesaggio in un continuo scambio tra un dentro e fuori che tanto fa pensare all’impossibilità dell’Uomo di “essere” a prescindere dal contesto.

Chi siamo? Forse semplicemente incidenti di un caso e di un apparente caos, come parti di un flusso. E’ proprio il flusso ciò che segue l’artista stesso che non parte mai da un progetto predefinito di composizione, da un piano razionale, da un obiettivo prefissato, ma usa – per l’appunto – lo stream of consciousness.

Il quadro è dentro di lui senza una riconoscibilità razionale che lo ordina, esce e si compone man mano come in una visione mistica e si rivela a lui e al mondo destando lo stupore che merita ogni nascita.

Ciò che prima non c’era all’improvviso c’è, diventa oggetto e soggetto del nostro guardare. Il pittore è come un vaso che svuota la sua visione emozionale e si confronta con l’estraneo che esce da lui.

Nei suoi quadri scopriamo un’umanità popolosa e spesso dai grandi occhi increduli e melanconici.

Come potrebbe del resto un pittore non confrontarsi con la melanconia intesa come una sorta di nostalgia e stupore che è, necessariamente, il risultato del tempo che passa e che ci costringe a lasciare delle cose e a trovarne di nuove. Il fluire inarrestabile del mondo va oltre la nostra volontà e, di fronte a questo, ci sorprendiamo, ci troviamo increduli, ci scopriamo nostalgici, ma a volte, anche semplicemente felici del cambiamento. E’ forse per questo che i volti dei personaggi delle opere di John Bacon hanno spesso grandi occhi, come immobilizzati, a differenza delle bocche che raffigura a volte schiuse, a volte imbronciate o pronte a sorridere. La parola sembra arrivare attraverso il colore e abbandona il suono perché, forse, per John Bacon ciò che conta è far vibrare le corde dell’intero corpo, far entrare lo spettatore in un paesaggio emozionale nella sua interezza, con tutta la sua presenza.

Queste vibrazioni arrivano anche attraverso il social. Su Instagram John Bacon ha 17.300 followers e ciò che sorprende è che ogni opera non ha alcuna descrizione, né titolo. L’artista si affida totalmente alle immagini, alle opere tal quali e la loro potenza espressiva riesce ad arrivare anche attraverso la piccola visione di un mezzo informatico”.

Melina Scalise

BIOGRAFIA

John Bacon è nato nel 1951. E’ un appassionato collezionista di arte astratta fin dai primi anni 1990 e questa sua passione lo porta a diventare pittore. I suoi lavori sono in gran parte astratti e caratterizzati da un uso istintivo del colore e della forma con un gusto particolare per la sperimentazione. Per Bacon l’arte non è solo visiva ma soprattutto emotiva.

Ha esposto a livello internazionale attraverso diverse gallerie d’arte.