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Andrea Dusio: Caravaggio ha inventato la fotografia? Dialogo con Opificio della Fotografia

CON ANDREA DUSIO GIOVEDÌ 29 MAGGIO 2025 ore 19 Introduce e dialoga con lui Federicapaola Capecchi


Chi è Caravaggio? Un pittore, certo. Maestro del naturalismo e della scuola del vero, certo. Un grande artista che ha dato enorme apporto all’evoluzione del linguaggio pittorico e delle arti figurative, sicuro. Ma se fosse anche qualcos’altro? Un precursore? Un rivoluzionario tecnologico ante litteram?

Giovedì 29 maggio alle ore 19 in Via Niccolò Jommelli 24 a Milano, Federicapaola Capecchi, con il progetto Opificio della Fotografia da lei ideato e curato, ospita il giornalista, critico e saggista Andrea Dusio per un incontro tutt’altro che canonico. Una conversazione viva, aperta, fuori formato. Un dialogo sul crinale tra arte, fotografia e visione.


A guidare la serata è una domanda provocatoria quanto suggestiva: “Caravaggio ha inventato la fotografia?”.

Questo incontro con Andrea Dusio – autore, tra gli altri, di Caravaggio e il Giubileo della Luce apre una riflessione sul vedere, sull’istante, sulla potenza del reale. Non è la presentazione di un libro. Non è una conferenza. O forse è entrambe le cose, o nessuna delle due. È uno spazio di pensiero, tra parola e immagine.

Del resto, Opificio della Fotografia nasce proprio per questo: per costruire attraversamenti tra i linguaggi, per portare la fotografia fuori da se stessa, nei luoghi dove si riflette, si mette in crisi, si re-inventa.
Come avrebbe fatto, forse, Caravaggio.

L’evento è in collaborazione con Casa Museo Spazio Tadini, all’interno della quale nasce e vive il progetto Opificio della Fotografia e di cui Federicapaola Capecchi fa parte dal 2008.

COMUNICATO STAMPA QUI


L’evento è a ingresso libero fino a esaurimento posti con registrazione tramite email:
info@opificiodellafotografia.it

CORPO CON – TATTO Dialoghi, visioni e presentazione del libro di Riccarda Montenero

Sabato 24 maggio alle ore 18:30, Opificio della Fotografia presentaCorpo con – tatto”, un incontro con Federicapaola Capecchi e Melina Scalise che parlano del corpo come fragilità, simbolo e strumento di narrazione contemporanea, in dialogo con Riccarda Montenero autrice del libro Danse du corps sacral dans l’ombre et la lumièreche ha fatto del corpo il suo soggetto privilegiato di ricerca sia pittorica, scultorea e fotografica.

L’appuntamento sarà l’occasione per interrogarsi sul corpo come territorio di tensioni e possibilità: fragile e potente, simbolico e reale, luogo di disciplina e abbandono. Un corpo che, come emerge dalle fotografie di Riccarda Montenero, si fa palcoscenico di una dialettica tra luce e ombra, desiderio e controllo, intimità e resistenza. Le immagini di Montenero, raccolte nel libro che verrà presentato durante la serata, raccontano il corpo come confine e oltrepassamento, evocando una dimensione filosofica e sensoriale che rimanda tanto alla biopolitica di Foucault quanto all’erotismo di Bataille e alla forza vitale di una danza dionisiaca.

Nel dialogo tra Federicapaola Capecchi e Melina Scalise si esplorerà il modo in cui Riccarda Montenero indaga la corporeità come luogo di trasformazione, memoria e desiderio. Le sue fotografie e sculture sono il risultato di una continua sperimentazione tra tecniche e linguaggi: dal disegno alla fotografia, dalla lavorazione digitale alle installazioni tridimensionali. In particolare, la serie “Danse du corps sacral dans l’ombre et la lumière” pone il corpo – e soprattutto il corpo femminile – al centro di una narrazione che oscilla tra sacro e profano, materialità e visione, presenza e assenza.

Corpo, con – tatto” invita il pubblico a considerare il corpo che si fa racconto, paradosso e luogo di senso.

Mindfulness al Museo: Il quadro come specchio di sé

Alla Casa Museo Spazio Tadini incontri d’arte e meditazione con Lorenza Guidotti, istruttrice mindfulness e giornalista e Melina Scalise curatore e responsabile archivio Emilio Tadini, psicologa e giornalista. Un sabato al mese potrete concedervi due ore al museo dalle 14.30 alle 16.30 di emozioni, relax, consapevolezza, bellezza.

Si tratta di un percorso artistico-esperienziale che si articola in due momenti: la prima riguarda una meditazione guidata di fronte a un quadro a cura di Lorenza Guidotti e la successiva condivisione dell’esperienza da parte del gruppo. La seconda sarà invece dedicata alla spiegazione dell’opera d’arte a cui seguirà un approfondimento generale sulle opere di Emilio Tadini a cura di Melina Scalise,
giornalista e curatrice della casa Museo Spazio Tadini.


La Mindfulness è una pratica dedicata alla gestione dell’ansia e dello stress.
Introdurre questa disciplina in un museo apporta numerosi benefici, un profondo
rilassamento e un aumento della consapevolezza sensoriale di fronte all’opera
d’arte in primis. In questo modo l’esperienza estetica diventa più ricca,
potenziando concentrazione e creatività. Non solo: osservare un’opera d’arte
diventa anche uno strumento di conoscenza di sé, perché ci permette di esplorare
le nostre emozioni più profonde e di connetterci con la nostra parte più autentica.
Gli incontri si terranno mensilmente. Per partecipare è
prevista l’iscrizione e il costo è di 20 euro a persona ad incontro.

Per le iscrizioni scrivere a melina@spaziotadini.com o lorenza.guidotti@gmail.com