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Art Week al Spazio Tadini: Multidisciplinarità Creativa

L’Art week alla Casa Museo Spazio Tadini vi propone dei percorsi d’arte multidisciplinari tra fotografia, musica, danza, fiabe e poesia con chiusura il 18 aprile con concerto. Il 14 e 16 aprile a cura di Federicapaola Capecchi per Opificio della fotografia due appuntamenti da non perdere. Il 14 aprile un laboratorio partecipato su come leggere i corpi in fotografia con podcast live. “E se le fotografie ci guardassero? Attraverso le immagini (da Mapplethorpe a Battaglia, da Woodman a Iturbide) il pubblico esplora il corpo fotografato come spazio politico, scrittura, luogo di relazione”; mentre il 16 aprile Capecchi vi parlerà di Rainbow Girl: Lucia Joyce – L’arcobaleno spezzato del modernismo”, evento dedicato alla giovane danzatrice che attraversò la Parigi delle avanguardie portando nel movimento la stessa libertà sperimentale del padre James Joyce nella scrittura. Sabato 18 aprile alle 17 visita guidata alla fotografia di Francesco Tadini e alle 18 concerto con Artemis Duo a cura di Società italiana di musica contemporanea (SIMC) con letture di Melina Scalise.

In occasione dell’Artweek la Casa Museo Spazio Tadini vi propone sabato 18 aprile alle ore 17 una visita alla Casa Museo con presentazione del lavoro fotografico di Francesco Tadini a cura di Federicapaola Capecchi e, a seguire, alle 18, un concerto con letture in collaborazione con Società Italiana di Musica Contemporanea e Melina Scalise.

Un dialogo tra tre linguaggi in un luogo come la Casa Museo Spazio Tadini che nasce in memoria di Emilio Tadini, pittore e scrittore del Novecento, con l’intento di mantenere vivo lo spirito con cui si approcciava all’arte tutta. Il concerto prevede la proiezioni di una selezione di fotografie di Francesco Tadini e la lettura di testi e favole di Melina Scalise. Presenta Francesco Trocchia, suona Artemis duo Gabriela Clelia Cuna e Emma BaigueraChitarra e flauto. (scopri dettagli). Ingresso libero

Opificio della Fotografia presenta “Rainbow Girl: Lucia Joyce – L’arcobaleno spezzato del modernismo”, evento dedicato alla giovane danzatrice che attraversò la Parigi delle avanguardie portando nel movimento la stessa libertà sperimentale del padre James Joyce nella scrittura. Figura brillante e poco conosciuta, Lucia dialogò con fotografia, danza e arte lasciando tracce sorprendenti. Il programma unisce un workshop la mattina, che traduce in gesto alcuni ritmi di Finnegans Wake attraverso la “scrittura automatica corporea” praticata da lei e dalle avanguardie e una live conversation alle ore 19 che esplora immagini, documenti, memorie, la sua frequentazione con De Chirico, Man Ray, Raymond Duncan, la sua relazione con Beckett, riaccendendo la storia di un talento visionario.

ANATOMIA DELLO SGUARDO – Come leggere i corpi in fotografia Laboratorio partecipato + podcast live E se le fotografie ci guardassero? Federicapaola Capecchi, curatrice di fotografia e coreografa, guida un laboratorio che capovolge l’abitudine: non come osserviamo le immagini, ma come le immagini interrogano noi. Attraverso le immagini (da Mapplethorpe a Battaglia, da Woodman a Iturbide) il pubblico esplora il corpo fotografato come spazio politico, scrittura, luogo di relazione. Si passa dal guardare al vedere, dal vedere al leggere, dal leggere all’interrogarsi. Lo spettatore diventa co-autore dell’interpretazione. L’evento si chiude con un podcast live: le riflessioni emergenti, le risonanze nei corpi presenti, la responsabilità dello sguardo. Un progetto di Federicapaola Capecchi. Ingresso con registrazione info@opificiodellafotografia.it €5 . Su prenotazione

Estensioni: note, immagini, parole per l’Art Week

In occasione dell’Artweek la Casa Museo Spazio Tadini vi propone sabato 18 aprile alle ore 17 una visita alla Casa Museo con presentazione del lavoro fotografico di Francesco Tadini a cura di Federicapaola Capecchi e, a seguire, alle 18, un concerto con letture in collaborazione con Società Italiana di Musica Contemporanea e Melina Scalise.

Un dialogo tra tre linguaggi in un luogo come la Casa Museo Spazio Tadini che nasce in memoria di Emilio Tadini, pittore e scrittore del Novecento, con l’intento di mantenere vivo lo spirito con cui si approcciava all’arte tutta. Il concerto prevede la proiezioni di una selezione di fotografie di Francesco Tadini e la lettura di testi e favole di Melina Scalise. Presenta Francesco Trocchia, suona Artemis duo Gabriela Clelia Cuna e Emma BaigueraChitarra e flauto.

Mostre fotografiche gennaio 2026 con il progetto Opificio della Fotografia

Doppia Inaugurazione con il progetto Opificio della Fotografia – che nasce e vive all’interno della Casa Museo Spazio Tadini – mercoledì 21 gennaio 2026 alle ore 19

CIÒ CHE RESTA di MIRKO MORIERODa un’idea e a cura di Federicapaola Capecchi – Dal 22 gennaio al 21 febbraio 2026

Ciò che resta“, mostra personale del fotografo Mirko Moriero, un progetto ideato e curato da Federicapaola Capecchi che esplora il confine sottile tra presenza e assenza, tra corpo e spazio, tra apparizione e dissolvenza. La mostra si sviluppa come un’esperienza immersiva articolata in tre movimenti coreografici che costruiscono un paesaggio emotivo ed una riflessione sulla condizione umana, il tempo e la dissoluzione.  Profezia dell’Ombra  | Orizzonti che respirano | Il corpo che resta  La ricerca fotografica di Mirko Moriero si intreccia con la pratica curatoriale di Federicapaola Capecchi in un dialogo sul contemporaneo che fa del corpo un luogo di produzione di senso.

Ciò che appare nelle immagini di Mirko non è figura né paesaggio, ma un attraversamento. È corpo che non si lascia afferrare, è identità che si affaccia e subito si ritrae. I suoi soggetti non sembrano persone: sono vibrazioni, forme e scie in movimento. Il mondo sembra esistere solo per accogliere questa apparizione. È una scommessa sull’incertezza e sulla persistenza del corpo come traccia, non più soggetto nitido ma residuo di gesto”. Federicapaola Capecchi

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ORWELL 1984/2025 VISIONI E DISSIDENZE Racconti dall’anno che non finisce mai | Da un’idea e a cura di Federicapaola Capecchi | Con: COLLETTIVO CHRIS & KAT ART – ILARIA SIDDI – ROBERTO MENARDO – ROBERTO MANFREDI 

In un’epoca in cui la distinzione tra verità e finzione si dissolve quotidianamente tra deepfake, algoritmi predittivi e narrazioni manipolate, la profezia orwelliana non è mai stata così attuale. una mostra che interroga il presente attraverso la lente distopica del capolavoro di George Orwell. Nel 75° anniversario della prima edizione italiana Federicapaola Capecchi, curatrice della mostra/progetto, ha ideato e lanciato il bando e ora, nel 2026, attraverso i risultati della selezione, affrontiamo l’argomento. Ovvero la realtà che supera la distopia.

Viviamo nell’anno che non finisce mai: quello in cui le intelligenze artificiali generano volti inesistenti ma credibili, in cui la sorveglianza è volontaria e condivisa sui social, in cui gli archivi digitali riscrivono la memoria collettiva con un click. Il Grande Fratello di Orwell aveva bisogno di teleschermi per controllarci; noi pubblichiamo spontaneamente ogni dettaglio della nostra esistenza. Il Ministero della Verità riscriveva il passato; oggi bastano algoritmi che selezionano cosa vediamo, cosa crediamo, cosa ricordiamo.

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SEZIONE PERMANENTE DEDICATA ALLA FOTOGRAFIA DI FRANCESCO TADINI

Fotografo, regista e fondatore – insieme a sua moglie Melina Scalise Tadini – della Casa Museo Spazio Tadini, al suo interno ha il suo studio. E una sezione permanente dedicata alla sua ricerca ospita più di 35 fotografie in parete ed altre possono essere visionate su richiesta.

La fotografia di Francesco Tadini è un intenso percorso attraverso narrazioni, fantasie, invenzioni, fughe dalla realtà, magie, riflessioni sull’oggi, temi come il dolore, l’amore, la politica, sogni, luoghi e trasformazioni visionarie. È un cammino in un’arte visiva che nasce dalla potenza della creatività, disegnata attraverso il movimento del corpo del fotografo e della macchina fotografica. Nelle immagini di Francesco Tadini, il corpo fotografico agisce insieme al corpo dell’autore generando un movimento che è il fulcro dell’invenzione e della creazione. Attraverso il movimento della mano, del braccio e talvolta di tutto il fisico, la macchina fotografica diventa trampolino di lancio per un’immersione tra tempo, spazio e luce; diviene strumento di creazione di narrazioni; di rimessa in gioco e in discussione dello spazio – anche fotografico – e del tempo […]”. [dal testo di Federicapaola Capecchi “Mentre la pelle si incide” – Libro DANZANDO CON LA LUCE di Francesco Tadini Edizioni Crowsbooks]

Il rapporto di Francesco Tadini con il tempo come materia fotografia e non solo, insieme alla sua poetica sono oggetto delle visite guidate curate da Federicapaola Capecchi. Possibili su prenotazione: federicapaola@gmail.com | +39 347 7134066 La sezione permanente è visitabile anche senza visita guidata e senza prenotazione dal mercoledì al sabato dalle 15:30 alle 19:30

www.francescotadini.org