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Fotografia di Alberto Scibona L’umanità è un soggetto umoristico

La fotografia di Alberto Scibona in mostra alla Casa Museo Spazio Tadini dal 24 gennaio al 22 febbraio 2020 con L’Umanità è un soggetto umoristico. L’esposizione comprende una selezione fotografica di più di 40 immagini. Apre al pubblico il 24 gennaio alle ore 18.30 (Spazio Tadini via Niccolò Jommelli, 24). L’ingresso è libero. Apertura da mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19.30. Ogni sabato ingresso visite guidate 7 euro (visita a tutto il museo compresa la mostra permanente di Emilio Tadini). La mostra è a cura di Francesco Tadini e Melina Scalise.

Commedia metropolitana testo di Melina Scalise

Nessuna parola, né narrazione o commedia avrebbe espresso così bene le numerose occasioni umoristiche del caso e del caos metropolitano come le fotografie di Alberto Scibona. Puoi camminare da solo per strada, entrare da solo in una chiesa, visitare da solo un museo e, nonostante questo, scoprire che la città ti sorride sempre e ti parla. Puoi non sentirti mai solo, basta saperla guardare. Là dove l’umanità si concentra, lavora, corre e ti ignora succedono strane convergenze della casualità. Le persone, i loro oggetti, le loro espressioni, il loro vissuto e le loro costruzioni aprono un dialogo sorprendente tra loro. Queste connessioni generano sinapsi interpretative di scene di città che per il fotografo Alberto Scibona sono rapide quanto un click. Le situazioni davanti al suo obiettivo assumono il senso della contraddizione, dell’assurdo e del riso fino a quell’humor che esprime il bisogno comune di saper sorridere del nulla apparente che si genera dal caos.

Nelle sue fotografie trovi una scarpa che ti guarda con il volto di chi vuole mostrarti come ci si sente nel “Svegliarsi col piede sbagliato”,

Alberto Scibona Svegliarsi con il piede sbagliato

trovi il palo a cui vorresti abbracciarti come una bicicletta in cerca di sicurezza,

Alberto Scibona – Stiamo vicini vicini!

impari che non tutte le strade portano a Roma,

Alberto Scibona per tutte le direzioni

scopri che la stampa non rispecchia più le tue alte ideologie,

Alberto Scibona Una vita per i bicipidi

ti sorprendi che il non “desiderare la donna d’altri” può portarti a desiderare la donna di nessuno,  

Alberto Scibona Attrazione Fatale

incontri cani che come umani fanno i bulli del quartiere,

Alberto Scibona – Il mastino ha loro in bocca

che le Chiese svelano conversazioni “dell’altro mondo”

Alberto Scibona – Le vie della rete sono infinite

e che è più facile essere riconosciuti per un nome scritto su uno zaino piuttosto che su un documento d’identità.

Alberto Scibona – Lei non sa che sonno ho io

Dante Alighieri scrisse la Divina commedia per raccontare con parole nuove il caos del suo tempo. Quella commedia in versi oggi la possiamo raccontare con un altro segno e disegno e figura: la fotografia. Un’immagine, senza parole, in silenzio e attraverso un solo sguardo arriva al mondo intero e lo descrive, lo critica e lo trasforma.

Le fotografie affollano i social, il web, i giornali, le televisioni e si moltiplicano esponenzialmente, ma a differenza di chi scatta per affermare il proprio essere e vivere il mondo, un fotografo deve porsi il problema di scegliere in che lingua parlare. L’immagine scelta, postata o stampata deve essere una cifra linguistica, una decisione narrativa.  Alberto Scibona ha scelto di raccontare la commedia umana, soprattutto quella della metropoli, dove l’umanità ha scelto di concentrarsi, di costruire, di lavorare, di progettare, di gestire di più e ancora di più. Milano è certamente l’emblema italiano di questo più, del fare di più. Così le sue fotografie hanno conquistato anche il cuore di uno dei gruppi fotografici social tra i più attivi del capoluogo PhotoMilano, e migliaia di persone apprezzano, tutti i giorni, la sua commedia metropolitana raccontata per immagini. I suoi scatti viaggiano insieme ai suoi titoli esilaranti e scopri che ti appartengono, che lui ha colto il fotogramma del film in cui anche tu sei protagonista, ma distratto sei passato oltre senza accorgerti.

“Umorismo – dice la definizione – è sostantivo maschile, è la capacità di rilevare e rappresentare il ridicolo delle cose, non implica una posizione ostile o puramente divertita, ma l’intervento di un’intelligenza arguta e pensosa e di una profonda e spesso indulgente simpatia umana”.

Ebbene quell’”intelligenza arguta” e “indulgente simpatia umana” appartengono pienamente ad Alberto Scibona fotografo. Dunque cittadini milanesi – e non solo – per ogni caso del caos … “Comunque, buon anno”.

Alberto Scibona – Comunque buon anno

Melina Scalise

Claudio Manenti e la sua visione di milano in mostra dal 29 novembre 2019

osservandoMI è il titolo della Mostra Fotografica di Caludio Manenti, a cura di Francesco Tadini, che inaugura venerdì 29 novembre 2019 alle ore 18:30.

Angoli noti, caratteristici ma anche scorci e visioni nascosti. Il racconto di una Milano che si trasforma in continuazione e che sa mantenere in equilibrio zone ancora a dimensione umana e zone iper edificate; la narrazione naturale e suggestiva di una metropoli viva, audace e ambiziosa.

Teatro, questa Milano, quasi, di fondali e luci … e qualche comparsa disposta in scena per una specie di prova tecnica. Come se il bello dovesse avvenire ancora. Come se l’indaffarata vitalità del grande spettacolo metropolitano fosse sospesa dietro le quinte, in attesa di un segnale del direttore del palcoscenico. […] La città che transita, che illumina, che produce, che corre è sospesa, in queste foto, in un tempo indefinito. L’immagine di copertina di questa pubblicazione – i due sovrappassi interrotti del quartiere Cascina Merlata, funzionali a Expo 2015 – è emblematica di questa epoché temporale: manca un collegamento. Il risultato di scelte passate non è, già, futuro. In mezzo ci siamo noi”. Francesco Tadini

Informazioni dettagliate QUI

La mostra inaugura parallelamente a “Impressioni” di Giovanni Paolini e alla mostra fotografica collettiva CREO con Laura Massimiliani, Emanuele Cortellezzi, Corrado Formenti, Fabio Bonfanti, Antonio Fumagalli.

Mostra fotografica di giovanni paolini

Venerdì 29 novembre 2019 alle ore 18:30 inaugura la Mostra Fotografica di Giovanni Paolini “Impressioni” a cura di Francesco Tadini e Federicapaola Capecchi.

Settantaquattro fotografie, colore e bianco e nero, che attraversano i racconti e gli elementi caratteristici del fotografare di Giovanni Paolini: colori forti, puri, accesi in un messaggio e una narrazione che supera la dimensione figurativa reale; un bianco e nero in cui i personaggi muti e senza volto si fanno cantastorie, in modo accurato, del misterioso teatro della vita. Le fotografie di Giovanni Paolini sono esposte in quello che era lo studio di Emilio Tadini e la mostra rimarrà aperta fino al 18 gennaio 2020.

Informazioni dettagliate QUI

La mostra inaugura parallelamente a “osservandoMI” di Claudio Manenti e alla mostra fotografica collettiva CREO con Laura Massimiliani, Emanuele Cortellezzi, Corrado Formenti, Fabio Bonfanti, Antonio Fumagalli.