Era il 1986 e il reverendo Kevin a Clio, nel Michigan (USA), propone l’abbraccio per allontanare la malinconia post-festivitá natalizie. Il 19 gennaio però viene individuato come Blue monday ovvero giorno più triste (buio freddo, tutto l’anno da affrontare)….ebbene alla Casa Museo vi aspettiamo il 21 gennaio alle 17.30 per scaldarci di storie d’abbracci, d’arte e anche di sorrisi. Parleremo della poetica dell’abbraccio con Beppe Mecconi e Melina Scalise con letture, riflessioni, condivisioni, opere d’arte..
Avete mai pensato che l’abbraccio può impedirci di guardarci negli occhi? Parleremo di sentimenti…con Beppe Mecconi autore di Cinquantadue e Melina Scalise scrittrice di favole.
A seguire finissage della mostra per Guardare un quadro ci vuole una sedia di Beppe Mecconi e alle 19 nuove mostre di fotografia e visita al museo.
Intervista a Beppe Mecconi, pittore, scrittore, attore sul suo ultimo libro: Cinquantadue a cura di Melina Scalise.
Ascolterete l’importanza attribuita alla memoria, il valore del tempo, l’importanza della noia e dell’accoglienza. Cinquantadue racconti di storie vissute (o quasi) insieme ad altrettante opere, a diversi haiku che nell’insieme vanno a tessere una storia tra le storie, a battere un tempo che è fatto di sentimenti….e anche di pioggia
Storie e dipinti di Beppe Mecconi alla Casa Museo Spazio Tadini il 21 novembre 2025 con in esposizione i suoi dipinti. Un’occasione per conoscere da vicino un autore che si esprime attraverso l’arte in varie declinazioni dalla scrittura alla pittura, dalla poesia al teatro. Alle 18.30 dialogherà con Melina Scalise per presentare il suo ultimo libro Cinquantadue.
“Cinquantadue sono le settimane in un anno. Cinquantadue sono i rapidi racconti selezionati da varie pubblicazioni e abbinati ad altrettanti dipinti e disegni, virati in bianco e nero per non distrarre. In questo mondo verboso all’eccesso, ridondante in tutti i campi, nella scrittura, nella pittura, nel teatro, nella vita ecco finalmente un poco di sintesi planare con leggerezza su temi del nostro tempo, sul sociale, sull’amore, sull’introspezione. Con leggerezza, che non è superficialità, perché il racconto è questo: essenzialità, insegna a togliere. Il racconto è zen.” da Topffer edizioni.
Alcune opere con i loro HAIKU presentati alla mostra Per capire un quadro ci vuole una sedia
Il cerchio è altresì simbolo del divino, dell’infinito, del tempo circolare. Ecco che allora anche il quadrato assume un significato simbolico, come momento di sintesi e di incontro tra il terreno e il divino. Affascinanti, ermetici, potenti, così possono essere definiti questi ultimi lavori di Beppe Mecconi, conosciuto anche come il pittore dei poeti. I dipinti presenti in questa mostra donano all’osservatore attento un meraviglioso coinvolgimento emotivo al pari delle raffinatissime opere precedenti dedicate alla poesia, accompagnate sempre da citazioni in versi, armoniosamente inserite all’interno di ogni opera.
“Gli haiku di Mecconi sono impregnati di questo stile che ha il passo di una lirica delicata. Infatti, non è un io romantico quello che si mette in contatto con il ciclo della vita e della natura. Anzi, se una persona compare è un “tu”, assente e altrove. E se da qualche parte è nascosta una tradizione poetica appartiene, piuttosto che al romanticismo, a un primo Novecento intimamente dolente. I suoi haiku parlano di simbolici tempi dell’anno, periodi che passano lasciando una traccia sulla battigia. Il tempo trascorre, scandito in prima e dopo. Dentro al tempo, anche in quello meteorologico, c’è sempre un movimento concreto, un accadimento. È il movimento della vita dentro nel quale si ritrovano il lutto e il pianto, un profumo sentito una volta e per sempre, forse perfino una sottile gioia.”Laura Lepri