CICLO DI SPETTACOLI LEGATI AL TEMA E AL PROGETTO SPAZIO, CORPO E POTERE: DAL 14 DICEMBRE 2011 A NOVEMBRE 2012
Tra i primi protagonisti: Elisabetta Salvatori, Elektromove Animation Theatre, Maivideo, Matilde Facheris, Teatri di Vita, Bologna (con due spettacoli), Il cantiere/Sara Marasso, Eleonora Francesca Cordovani, Teatro della Centena di Rimini/Maurizio Argan (con due spettacoli). Di volta in volta comunicheremo data, spettacolo e protagonistaContinua la lettura di PIGS: secondo spettacolo legato al progetto Spazio, corpo e potere→
L’ opera “sanfigheuro” nasce da alcune considerazioni che comprendono la storia di due governi, i nostri ultimi due!, ma non aggiungo altro al riguardo. Invece dirò che l’oggettività di quest’opera concorre con alcuni miei pensieri che nulla hanno a che fare con l’erotismo fin troppo mortificato da esseri che appaiono ma non esistono.
Giordano Morganti San Figheuro Soldi d'artista
Nasce a Milano nel 1956 ma è di origini senesi e ferraresi. Studia pittura alll’Accademia di Brera a Milano. Inizia a scattare le prime fotografie a nove anni con una kodak instanmatic. A diciassette anni inizia a collaborare con Vogue italia ritraendo lo scrittore Jorge Louis Borges. La collaborazione con Vogue continua per vent’anni pubblicando per uomo vogue e vanity fair numerose copertine a personaggi famosi fra cui il presidente Francoise Mitterand, Francesco Cossiga, Vanessa Paradis, Lou Reed, Carlo Rubbia, Kirk Duoglas e moltissimi altri ancora. Collabora poi con Harpes Bazaar, Stern, Sette, Il Venerdì di Repubblica. Contemporaneamente al lavoro professionale che spesso lo porta a forti contrasti con l’editoria italiana “chiusa a riccio dentro idee vecchie e becere gestita da fotoeditor improvvisati”, si dedica anima e corpo alla ricerca personale. I suoi lavori sono volti al sociale ma sotto una nuova luce che vogue (unica testata riconoscente al suo lavoro) ne pubblica numerosi scatti. Entra negli ospedali psichiatrici e ci lavora per oltre trent’anni pubblicando una trilogia dal titolo P.H.FRANKENSTEIN; con oltre 230 fotografie che presenta a PALAZZO TE a Mantova nel 2007 in oltre sessanta scatti. Flavio Caroli scrive il testo di presentazione del libro. Vittorio Sgarbi è il primo fra tutti che comprende la qualità dei suoi lavori e li espone nelle sue grandi mostre museali fra cui “Il male”, “Da Tiziano a De Chirico e altre solitudini”, “Il ritratto interiore”, “Arte genio e follia”. Sempre Vittorio Sgarbi sostiene il lavoro di Morganti durante uno scandalo accesosi durante la mostra a PALAZZO TE a Mantova, portando alla riapertura della mostra con oltre 1500 visitatori nel solo giorno di chiusura. Molti lavori ancora, fra cui due ricerche sulla donna di prossima pubblicazione, uno su una coppia diversa, nature vive, luoghi non bene occupati, persone perdute. Oltre 60 le mostre personali e collettive solo negli ultimi 10 anni di lavoro in prestigiose sedi pubbliche e private. Ha partecipato alla Prima Biennale D’arte di Barcellona nel 1985 con 10 Opere tratte da “The Body”.
Unico italiano ad aver partecipato alla feira della Fotografia Tedesca a Monaco di Baviera con 3 opere. Ultima, e da poco chiusa, una personale alle Sale VIP dell’aereoporto internazionale di Malpensa che, incontrando un grande successo di pubblico, vi rimane per ben nove mesi. Curatore della mostra è lo Spazo Tadini di Milano, dove nel 2010 ho esposto, per la prima volta a Milano, la mostra Psichiatric Hospital Frankenstein.
Lavora esclusivamente in bianco e nero con pellicola e stampa personalmente ogni sua fotografia.
CALENDARIO MOSTRE
1975 Milano
Mostra “LA DONNA”
Galleria Molino delle Armi.
1980 Milano
Sicof “THE BODY” a cura di Lanfranco Colombo.
1981 New York
Mostra itinerante “12 FOTOGRAFI ITALIANI” Monas Hierogliphica.
1982 La Spezia
Centro Allende “GRANDI MAESTRI – i fotografi di Vogue” a cura di Alberto Nodolini, 5 marzo 1982.
1983 Pechino
Museo d’Arte Moderna “MOSTRA REPUBBLICA CINESE”, donazione Lanfranco Colombo.
Milano
“THE BODY” nella chiesa sconsacrata di Via Piero della Francesca.
1984 Berlino
Mostra Storica “LA FOTOGRAFIA TEDESCA”.
1985 Barcellona
Mostra “ 1° BIENNALE D’ARTE “ Catalogo ufficiale.
1987 Milano
Mostra a Palazzo Reale “ L’UOMO VOGUE 20 ANNI DI RITRATTI “ Catalogo Condé Nast ottobre.
Milano
Sicof Mostra “DONNE SENZ’ANIMA” a cura di Lanfranco Colombo.
1988 Milano
Mostra Galleria San Fedele “NIENTE” a cura di Alberto Piovani.
1991 Milano
Mostra Galleria Credito Valtellinese “ AMNESTY INTERNATIONAL “ curata da Giovanna Calvenzi.
1993 Milano
Mostra presso la biblioteca di Via Senato “ FONDAZIONE DI FOTOGRAFIA “ dedicato a Lanfranco Colombo.
Bergamo
Mostra “ ACCADEMIA DI FERRARA “ Galleria d’Arte Moderna.
1994 Milano
Mostra Galleria San Fedele “ NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE “ curata da Daniela Palazzoli. Dal 19 gennaio al 12 febbraio.
Roma
Mostra “ PROVINI D’AUTORE “ Centro Culturale Francese, P.zza Navona. Catalogo Federico Motta. Dal 18 febbraio al 12 marzo.
1995 Varese
Mostra “ RITRATTI “ presso Rossi di Albizzate, curata da Alberto Piovani.
Milano
Teatro Franco Parenti “ STORIE DI DIPENDENZA “, dal libro di Emilio Tadini.
Roma
Mostra “ RITRATTI ” Mostra d’Arte Moderna, curata da Franco Lefèvre .
1997 Milano
Mostra Multimedia Gallery. Dal 7 al 25 febbraio.
2000 Milano
Mostra della Rivista “ CITTA’ “. Galleria Antonio Iannone. Dal 1 al 15 ottobre.
2001 Mantova
Mostra Galleria Bernardelli “ COME VEDONO I CANI “ antologica. Dal 8 settembre al 7 ottobre.
2002 Roma
I° Festival della Fotografia, presso la Galleria “ La Nuova Pesa “ collettiva con Jannis Kunellis e Rebecca Horns. Dal 25 maggio a novembre.
Roma
Campidoglio “SENZA FISSA DIMORA” 22 giugno.
2003 Milano
Pelota, mostra collettiva durante la “ Fiera del Designer “ con 11 immagini, maggio.
Roma
III° Festival della Fotografia “ Temple University “ “ CHI SIAMO “. Dal 17 maggio al 22 giugno. Catalogo Federico Motta.
Todi
IV° Festival Città di Todi “ NATURA MORTA: RIFIUTI “. La mostra tratta della Follia, curata da Simona Marchini. Dal 18 luglio al 31 agosto.
Mantova
Mostra Galleria Area Bernardelli “ RESURREZIONI “ e catalogo, dal 6 settembre al 8 ottobre.
Milano
Mostra personale “ IL VOLTO “ curata da Toti Melzi. Fondazione Collegio Università, 29 settembre.
Palermo
“DA TIZIANO A DE CHIRICO e altre solitudini“ Albergo delle Povere, dal 11 ottobre al 11 gennaio 2004.
2004 Milano
Asta Sothebis “SCATTI PER BENE “. Catalogo De Agostini. Dicembre 2004.
2005 Torino
“IL MALE “ mostra curata da Vittorio Sgarbi, Palazzina di Caccia Stupinigi, catalogo Skira.
Aosta
“RITRATTO INTERIORE “ mostra curata da Vittorio Sgarbi, dal 31 maggio al 2 ottobre. Catalogo Skira.
Milano
Asta Sothebis “SCATTI PER BENE “. Catalogo De Agostini. Novembre.
Milano
Mostra “I SORDI E LA FISIOGNOMICA “ sottotitolata “ il silenzio e la parola “ per lo spazio dedicato alle mostre, Libreria Feltrinelli di Milano, dal 9 novembre al 8 dicembre. Inaugura il 14 novembre onorandosi dell’ intervento dello storico dell’arte Flavio Caroli.
2006 Lodi
Mostra dal titolo “L’INQUIETUDINE DEL VOLTO – da lotto a Freud da Tiziano a De Chirico”, curata da Vittorio Sgarbi, presso le sale della B.i.p. Italia City (Banca Italiana Popolare), è presente un’opera fotografica. Dal 11 novembre 2005 e chiude il 12 febbraio 2006, catalogo Skira editore.
Reggio Emilia
“IL VOLTO DELLA FOLLIA “ a Palazzo Magnani, curata da Sandro Parmigiani, dal 12 novembre 2005 al 22 gennaio 2006, si tratta della più grande mostra collettiva sulla malattia mentale con una raccolta di circa 500 scatti a partire da fotografie dell’ottocento fino alla contemporaneità. La mostra è in un grande catalogo edito da Skira.
Varallo Sesia
Nelle sale di Palazzo D’Adda una mostra personale, a dittico. Titolo: “ ESTERNINTERNI “. Per il trentennale dell’ Alpaa. La mostra inaugura il 9 luglio.
Milano
Galleria “Brera 5 “ di Montrasio, mostra personale inaugura il 30 novembre: “ MIND’S FRIENDS: THE NEW MONARCHY “. Catalogo mostra.
Presentazione I° libro “ OPERAZIONE FRANKENSTEIN “ in tre volumi. Silvana editoriale.
Bar Giamaica mostra curata da Pedrazzini. “ MINDS WALLS “ inaugura il 15 novembre.
2007 Mantova
L’assessorato ai beni culturali della città di Mantova per la serie “ I Grandi Fotografi “ realizza una mostra occupante le sale di “ Palazzo Tè “: per la prima volta sono esposti i 34 anni di lavoro di ricerca.
Denver
“IL VOLTO DELLA FOLLIA “ diventa mostra itinerante con prima tappa Denver poi Parigi.
Parigi ultima tappa.
2008 Genova
Mostra Galleria VisionQuest “COLLETTIVO 180” dal 10 ottobre al 30 novembre
Milano
Mostra Galleria Cà di Frà “POLAROID” da novembre a gennaio.
Verona
Arte Fiera: Galleria Movimento, interpretazioni di “ P.H. Frankenstein “ eseguite da Giovanni Sesia e tre mie opere originali.
2009 Siena
Mostra Museale Fondazione Monte dei Paschi “ARTE GENIO E FOLLIA – IL GIORNO E LA NOTTE DELL’ARTISTA” Ideatore e Curatore Mostra VITTORIO SGARBI dal 30 gennaio al 21 giugno, catalogo MAZZOTTA.
Genova
Mostra personale Galleria VisonQuest “BLOOD ON BLOOD” dal 01 ottobre al 29 novembre.
Milano
Dibattito presso la sezione di Filosofia del’Università Statale, argomento P.H.Frankenstein il 13 maggio, relatore prof. Massimo Rizzardini.
2010 Milano
Personale a “Spazio Tadini “ P.H. Frankenstein in allestimento completo come a Palazzo Tè nel 2007. Dal 27 Ottobre al 27 Novembre.
Milano
Collettiva a “Spazio Tadini” dal 1 Dicembre al 18 Gennaio 2011. “ La natività”.
2011 Roma
Collettiva a “Nuova Pesa” per il25° anniversario della gestione di Simona Marchini.Presento un’opera inedita
“Il segno dei quattro” dal 4 Maggio al 20 Maggio
Milano
Malpensa sala vip Monteverdi “ p.h. Frankenstein” dal 2 dicembre al 30 maggio poi prorogata fino al 4 Novembre.
Venezia
Biennale” 5 mie opere” parteciperanno alla fondazione del “ Museo della Follia” di Vittorio Sgarbi a Torino inaugurazione il 29 Novembre
Milano
Collettiva a ” Spazio Tadini “I Muri dopo Berlino si chiamano frontiere dal 16 giugno al 29 luglio
L’habitat artificiale dell’uomo, per Aurelio Gravina, ha il carattere della giungla. Bestie più o meno feroci si muovono tra le case e sovrastano panoramiche cementificate. Forse sono lì in perlustrazione, forse smarrite o cacciatrici in nuovi territori, forse sono solo metafora dell’uomo snaturato.
L’uomo e l’animale si contendono un ruolo da protagonisti nelle tele di Aurelio Gravina. Costringono chi guarda a un confronto diretto e ravvicinato con la bestia o con lo sguardo di uno sconosciuto. I soggetti compaiono come di passaggio e si avvicinano all’osservatore, a volte, fino alla deformazione visiva.
Le figure entrano nella scena pittorica da destra o da sinistra, dal basso o dall’alto e si pongono all’osservatore quasi sempre come se fossero in movimento, un attimo prima di fermarsi. Il colore e la pennellata sono gli alleati di Gravina per ottenere questo effetto. La stesura col pennello è rapida, il colore corposo, multistrato e qualche volta colato. Che sia l’uomo o la bestia, entrambi emergono da sfondi scuri, cupi, che abbozzano spesso lontani contesti metropolitani , o spazi irreali, estranianti. Nelle tele di Gravina capita di trovare un leone in città, o un essere umano raffigurato dall’alto come se ad osservarlo non sia un altro uomo, ma piuttosto un animale: un uccello esploratore.
L’uomo e la bestia si confondono, si mescolano, si contendono la scena. Entrambi condividono uno stesso destino e una stessa sensibilità con l’unica differenza che non l’habitat animale, ma la casa dell’uomo, come un cancro, si è moltiplicata a dismisura fagocitando anche territori della mente.
L’occhio dell’animale e dell’uomo sono come persi nel vuoto. L’espressione è quasi interrogativa e stimola l’osservatore a porsi delle domande. I personaggi è come se entrassero improvvisamente nella tela del pittore. Sembrano catturati nel corso di una sequenza cinematografica. Le figure, dai contorni volutamente più o meno incerti, come fotografie mosse, azionano il desiderio di capire a quale storia appartenga il frame proposto. E’ un pasto appena consumato, come il quadro del leone che si muove sovrastando la città? E’ la fuga da un fantomatico zoo, come il ritratto dello scimpanzè?
Le domande restano aperte. Specie quando gli animali sembrano diventare un tutt’uno con le architetture, quasi consustanziali. Le città appena abbozzate, o i palazzi sembrano gli unici testimoni della storia del vivere, l’unica presenza oggettivamente immobile, per loro natura intrinseca. Tuttavia Gravina mette in discussione persino la loro staticità e per farlo usa la luce.
I chiaroscuri sono un elemento importante della sua composizione pittorica. I bianchi puri delineano le forme e le figure. Le aiutano ad emergere dall’oscurità e da spazi indeterminati. Questa luce è fredda, non ha nulla di naturale, nonostante la gran parte dei lavori raffiguri scene all’aperto. In qualche caso, la luce sembra quella di un neon puntato violentemente davanti al soggetto ritratto, scoprendolo e sorprendendolo in un atto di intimità, nella sua nudità.
Non c’è nulla della positività del movimento e del dinamismo delle città futuriste nelle opere di Gravina. La sua pittura è vicina al racconto dei contesti metropolitani di molti artisti contemporanei come Papetti, Guaitamacchi, Ottieri, Cerri, dove il contesto urbano viene raffigurato come luogo di perdizione, di annientamento, di estraneazione, di declino. Emblematica la tela di Gravina, “Promenade” dove un leone sovrasta una città a perdita d’occhio su cui pesa un cielo rosso sangue che abbandona ogni riferimento simbolico al celeste e alla celestialità per diventare carne grondante.
La città è per Gravina meta di uomini e animali. E’ come se la migrazione di massa verso i grandi agglomerati urbani riguardi tutti gli esseri viventi, alludendo a campagne e savane desertificate, inospitali. Tutto gravita attorno alla città e l’osservazione del paesaggio artificiale da parte dei suoi abitanti sembra contenere un interrogativo comune a uomini e animali: “dove stiamo andando ?”.
Ognuno di loro è passeggero di una grande arca di Noè in attesa che si definisca o raggiunga una meta. Il somarello in città, ritratto in una delle tele di Gravina, ne è un esempio significativo. L’animale guarda con aria smarrita verso l’osservatore, alle spalle la città. L’asino, da sempre è legato all’uomo attraverso il lavoro contadino, è chiaramente decontestualizzato, espropriato della sua identità, del suo ruolo. Rivolgendosi all’uomo che lo guarda fuori dalla tela sembra cercare un nuovo padrone: forse spera di trovare l’uomo perduto.
Melina Scalise
La mostra a Spazio Tadini sarà composta da diversi pezzi di grandi e piccole dimensioni.
Catalogo in galleria.
Breve Biografia
Aurelio Gravina, nato a Francavilla Marittima, vive e lavora a Milano. Scenografo, attore e regista, laureato all’Accademia di Belle arti a Milano, lavora in teatro con il gruppo Out Off.
In particolare con il poeta e pittore Giancarlo Pavanello nel 1979 crea il gruppo Teatro di Babele che lavora sperimentando l’uso della scrittura poetica nel teatro e nella pittura.
Dopo diversi anni di lavoro teatrale, come regista, scenografo ed attore (dal 1981 al 1986 collabora con il Teatro Out Off e con lo Studio Azzurro), nel 1995 comincia la ricerca nel campo pittorico tentando di fondere le tecniche sperimentate in teatro, ovvero usando la tela come spazio scenico dove il segno pittorico diventa attore.
Nel 2004 insieme a Giovanna Pace e Lorenza Marenco fonda a Milano l’ Associazione Culturale Itinerari d’Arte dove espone le sue opere.