
Fotografia: Giovanni Mereghetti Placespast
Siamo solo il nostro sguardo, Fulvio Tornese

Fotografia: Giovanni Mereghetti Placespast
Siamo solo il nostro sguardo, Fulvio Tornese
Spazio Tadini comincia l’anno 2018 con una mostra che propone una riflessione sull’arte contemporanea con una proposta che vede protagonisti 26 artisti e l’associazione romana in tempo.
Adamo e la nuvola è un progetto promosso e realizzato dall’Associazione, in tempo di Roma, il cui titolo identifica anche il libro-catalogo e la mostra a cura di Ida Mitrano e Rita Pedonesi. E’ una densa metafora dell’attuale stato delle cose e nel contempo, un modo per suggerire nuove relazioni tra i cambiamenti che vedono da un lato l’Uomo e dall’altro gli sviluppi, sempre più invasivi, delle nuove tecnologie.
La mostra Adamo e la Nuvola apre presso la Casa Museo Spazio Tadini il 17 gennaio alle 18 e alle 19.30 si terrà la presentazione pubblica del Manifesto per l’arte. Pittura e scultura dell’Associazione Culturale in tempo, alla presenza di Giorgio Seveso, il Presidente Onorario dell’Associazione Ennio Calabria, l’artista e giornalista Danilo Maestosi, la gallerista e critica d’arte Carla Mazzoni, la storica dell’arte Ida Mitrano e il Presidente dell’Associazione Rita Pedonesi.
Il titolo della mostra è un riferimento alla nuvola come cloud ma, al tempo stesso, come continuo metamorfico divenire delle cose, perdita del senso e di relazione con la realtà. La mostra si presenta da un lato come work in progress tra gli artisti dell’Associazione che condividono, pur nella diversità, per generazione e per percorso artistico, un comune sentire, un comune orientamento, di cui le loro opere sono espressione diretta e fortemente autentica, dall’altro si propone come dialogo aperto con altri artisti, non sulle ragioni momentanee, e troppo spesso casuali, di tante collettive che oggi si vedono, quanto invece sulla necessità dell’arte intesa come processo dell’essere e dell’opera come realtà viva di quell’essere, che è ben altra cosa da “tanto fare arte”, e “tanto per fare”, che connota il nostro tempo.
Cercare le connessioni tra un’opera e l’altra, tra un artista e l’altro, consente di cogliere sensibilità e affinità che, a prescindere dalle scelte del singolo, dai caratteri linguistici e tecnici della sua ricerca, restituiscono l’impegno di questa iniziativa e di questa collettività – non collettiva – di artisti: Nunzio Bibbò, Ennio Calabria, Antonella Cappuccio, Antonella Catini, Giovambattista Cuocolo, Dario Falasca, Franco Ferrari, Antonio Bernardo Fraddosio, Carlo Frisardi, Simonetta Gagliano, Alessandra Giovannoni, Alessandro Kokocinski, Ernesto Lamagna, Stefania Lubrani, Danilo Maestosi, Ferruccio Maierna, Giuseppe Modica, Alfio Mongelli, Mario Moretti, Franco Mulas, Alessandra Pedonesi, Marilisa Pizzorno, Nino Pollini, Pino Reggiani, Nicola Santarelli Tito.
Nel libro, edito dalla Nemapress, scritti e opere, più voci, più punti di vista dialogano tra loro spaesati e diversi, interrogandosi sul senso stesso della vita e dell’arte. Su questi contenuti intervengono esperti di varie discipline, dall’arte alla musica, ai linguaggi multimediali, e pittori, scultori, fotografi. All’interno, il testo critico di Ida Mitrano, i contributi di Rita Pedonesi, Presidente dell’Associazione, Ennio Calabria, Alberto Gianquinto, Roberto Gramiccia, Giulio Latini, Alessandro Sbordoni, Gabriele Simongini, le riflessioni degli artisti partecipanti al work in progress, di Tiziana Caroselli, psicologa, Carla Mazzoni, gallerista, Angelo Sagnelli, poeta.
Manifesto per l’arte. Pittura e scultura dell’Associazione in tempo. Dopo il Manifesto fondativo, l’Associazione presenta un nuovo Manifesto con il quale prende una netta posizione sull’arte, in particolare sulla pittura e scultura. Sulle problematiche attuali che riguardano non solo l’arte, in rapporto ai grandi mutamenti della nostra epoca, si è confrontata sin dall’inizio della sua costituzione l’Associazione in tempo, dalle cui riflessioni emerge la necessità di rifondare le ragioni dell’arte e di dare centralità alla potenza “rivoluzionaria” dei processi creativi dell’essere, perché è là che si manifesta il “non conosciuto”, input generativo della vita.
Nella premessa si legge: “Muoviamo da uno specifico riferimento alla pittura e alla scultura in quanto, per loro natura, si pongono potenzialmente come l’antitesi più profonda nei confronti della società della “superficie”, che esclude il valore fondante della soggettività. Nella pittura e nella scultura la forza conoscitiva dell’inconsapevolezza ha un ruolo decisivo nel sottrarle a quel frequente sostituire la verità dell’autore con una presunta verità e, come tale, opinione. Intendiamo iniziare a definire un processo creativo il cui spirito riteniamo contenga un orientamento nuovo e vitale estensibile agli altri ambiti disciplinari […] Intendiamo promuovere un futuro Manifesto sulle arti e sulla cultura in rapporto alle grandi mutazioni del tempo, che dovrà derivare dalla coesistenza dei Manifesti generati dai diversi punti di vista disciplinari.”
In alcuni passi del Manifesto si dichiara: “Sosteniamo l’originale, unicità creativa come antitesi allo spirito di un’epoca che vive la norma della riproducibilità dei processi mentali”.
“Muoviamo dalla pittura e dalla scultura, perché ci consentono una prima occasione per esemplificare l’ipotesi di un processo creativo agito dall’inedito ingresso della soggettività dell’essere nella storia.“
IL MANIFESTO
Associazione culturale in tempo
MANIFESTO PER L’ARTE
Pittura e Scultura
Per aderire al Manifesto scrivere a intempo@live.it
Opere realizzate usando un pendolo e la forza di gravità, altre dove i pennelli hanno preso il posto di lenti costruite ad hoc per bruciare con l’energia solare, installazioni di frutti per produrre luce, opere del vento e con il vento esposte insieme a macchine percettive per “osservare l’energia”, queste e altre opere suggestive vi inviteranno ad immergervi in un percorso d’arte e riflessione su L’uomo, la Terra, i pianeti nella Casa Museo Spazio Tadini. La mostra è a cura di Melina Scalise e Francesco Tadini
ARTISTI IN MOSTRA
Marco Ulivieri (forza di gravità),
Giuseppe Lo Schiavo (energia eolica)
Stefano Russo (macchine percettive),
Stefano Marangon (energia solare)
Luciano Maciotta (energia biologica)
Pio Tarantini (Cosmogonie)
Gioni David Parra (Orione come Metafora),
Mario De Leo (lettere Cosmiche)
A completare il percorso l’esposizione della collettiva di magliette d’artista Il Tredicesimo Segno: opere originali create da artisti sui segni dello Zodiaco in occasione della mostra il cui ricavato sarà in parte devoluto all’associazione a sostegno delle sue attività. Simbolo d’eccellenza Ofiuco, rappresentato dalla Metafora di Laocoonte di Gabriele Poli.
Gabriele Poli (Ofiuco come Laocoonte)
Il tutto nella cornice di una selezione di scatti fotografici sui luoghi di Milano con riferimenti astrologici e astronomici (Milano Celeste)
Inaugurazione ad invito il 24 novembre 2016
Apertura al pubblico dal 25 novembre 2016 – ingresso 5 euro (soci 3 euro)
Il rapporto tra l’Uomo e la Terra ha subito cambiamenti importanti. Oggi abbiamo una maggiore consapevolezza degli equilibri da tenere tra i nostri bisogni e l’ambiente in cui viviamo. Nei centri urbani ci muoviamo sempre più in bicicletta, stiamo limitando l’uso del petrolio, abbiamo abbandonato i sacchetti di plastica, abbiamo imparato e riciclare, mangiamo cibi biologici, usiamo lampadine a led, cerchiamo di dedicare del tempo all’attività fisica. Una rivoluzione importante che è accompagnata da scoperte scientifiche sempre più rivoluzionarie anche sul rapporto non solo tra noi e la Terra, ma anche tra noi e i Pianeti. Ad ottobre di quest’anno, per esempio, la Nasa ha recepito che dall’ultima mappatura del cielo c’è una nuova costellazione, Ofiuco (dal 30 novembre al 18 dicembre), risultato di uno spostamento dell’asse terrestre. Questa costellazione ha avviato una discussione tra astronomi e astrologi sull’aggiunta o meno di un Tredicesimo Segno allo Zodiaco. Si potrebbe dire, “segno dei tempi” in quanto è stato raffigurato come Laocoonte, figura della mitologia greca che lotta con il serpente per salvare i suoi figli e mai, come in questa fase storica, l’Umanità lotta per salvare le sorti del Pianeta e quindi il futuro dei suoi figli. A completare il percorso della mostra troverete anche un’esposizione di magliette originali realizzate da artisti vari tra cui il Tredicesimo segno, Ofiuco, realizzato da Gabriele Poli.
Che si creda all’astrologia o meno l’Uomo ha sempre subito il fascino e l’influenza delle stelle e, nel corso dell’esposizione si svolgeranno degli incontri sul tema con astronomi, astrologi, geologi, ambientalisti.
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Sabato 26 Novembre 2016 ore 18:00 – per la mostra L’uomo, la Terra, i Pianeti : Alessandro Broveglio , astrologo
“Milano e i suoi simboli zodiacali: pillole previsionali per il 2017”
Sabato 3 Dicembre 2016 ore 18:00 per la mostra L’uomo, la Terra, i Pianeti
Ornella Ventura e Marco Gambassi
Ornella: “Nessuno ci crede ma tutti sbirciano… Differenza tra l’oroscopo di massa e la lettura di un tema natale.”
Marco: “Ofiuco: il tredicesimo segno. Costellazione o Pianeta? Facciamo chiarezza”.