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Scopri ‘Il Piccolo Principe’ con Fulvio Tornese

Il Piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry in una nuova edizione illustrata dall’artista Fulvio Tornese edito da I Libri di Icaro si presenta alla Casa Museo Spazio Tadini di Milano in via Jommelli 24 il 3 maggio alle ore 18 alla presenza dell’artista e del traduttore Alberto Cristofori. Un’opera scritta durante la seconda Guerra mondiale che usa la narrazione della fiaba rivolgendosi a bambini e adulti Un linguaggio che trova sempre spazio alla Casa Museo Spazio Tadini sia per l’importanza che Emilio Tadini diede alla fiaba nella sua pittura, sia perchè la responsabile del Museo, Melina Scalise, è a sua volta autrice di favole.

La presentazione di inserisce nella cornice di un percorso espositivo interamente dedicato alla Resistenza. Pertanto dalle 15.30 sarà possibile visitare le mostre in corso e terminare il percorso con la presentazione del libro e la chiacchierata con l’illustratore e traduttore.

Era il 1943 quando Antoine de Saint-Exupéry scrisse il libro. Era un momento molto drammatico della sua vita: era infatti in corso la Seconda guerra mondiale, la Francia era stata sconfitta e occupata dalla Germania. Saint-Exupéry era uno scrittore famoso, ma di mestiere faceva il pilota di aerei e partecipava alla guerra. Pochi mesi dopo l’uscita de Il piccolo principe, durante una missione in mare aperto, il suo aereo venne colpito da un caccia tedesco e precipitò. Dello scrittore non si saprà più nulla. Il piccolo principe è dunque l’ultimo libro da lui scritto, oltre ad essere il più famoso. Ma che cos’è questo libro – una fiaba per bambini o un romanzo per adulti? È un’opera di fantasia o nasconde un messaggio più profondo? Forse tutto questo, e altro ancora. E perché è diventato così famoso e così amato in tutto il mondo? Non resta che leggerlo, per scoprirlo.

Questa edizione speciale è stata tradotta da Alberto Cristofori e arricchita dalle opere dell’artista salentino Fulvio Tornese che, con le immagini, ci porta in uno spazio senza tempo rispettosa dell’opera classica e confermando l’estrema attualità di un libro che non può mancare nella nostre librerie.

Questa edizione de “Il piccolo principe” rappresenta per I Libri di Icaro un’importante tappa editoriale, che unisce tradizione e innovazione. Siete tutti invitati a scoprire questo capolavoro senza tempo, riletto attraverso lo sguardo contemporaneo di Fulvio Tornese.

Fulvio Tornese nasce a Lecce nel 1956. Nel 1982 si laurea in Architettura all’Università degli Studi di Firenze ed espone le sue opere in mostre individuali e collettive nelle più grandi città d’Europa e del mondo. Nei suoi quadri si possono trovare contaminazioni derivate dalla tradizione del Novecento italiano, dalla Pop Art e dal fumetto, di cui richiama le forme. Le sue ricerche sono incentrate su paesaggi urbani: frammenti di città immaginarie alterate da prospettive oblique e abitate da figure solitarie.
Dal 1984 espone i suoi lavori in mostre personali e collettive. È stato presente a Barcellona, in Kuwait, a Pechino, in numerose città europee  (Strasburgo, Nizza, Lione, Bordeaux, Mulhouse, Aix en Provence), ad Amsterdam, a Stoccolma, a Gand.

Alberto  Cristofori: (1961) collabora come traduttore ed editor con varie case editrici milanesi. Tiene corsi di editoria alla scuola Fenysia di Firenze. Con Bompiani ha pubblicato un romanzo e un libro di racconti. È uno studioso di Dante Alighieri e organizza letture e presentazioni della Divina Commedia in scuole, librerie e biblioteche. Gli ultimi libri che ha firmato sono una riscrittura per ragazzi di Moby Dick per l’editore Eli La Spiga, la traduzione di Voci in fuga del premio Nobel Abdulrazak Gurnah , la traduzione commentata dell’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, entrambe per La nave di Teseo e la traduzione del volume Canto di me stesso di Walt Whitman per le Edizioni Low. Abstract: Il libro che state per leggere è uno dei più famosi di tutti i tempi. Il suo autore, il francese Antoine de Saint-Exupéry, l’ha scritto nel 1943, in un momento molto drammatico della sua vita: era infatti in corso la Seconda guerra mondiale, la Francia era stata sconfitta e occupata dalla Germania. Saint-Exupéry era uno scrittore famoso, ma di mestiere faceva il pilota di aerei e partecipava alla guerra. Pochi mesi dopo l’uscita de Il piccolo principe, durante una missione in mare aperto, il suo aereo viene colpito da un caccia tedesco e precipita. Dello scrittore non si saprà più nulla. Il piccolo principe è dunque l’ultimo libro da lui scritto, oltre che il più famoso. Ma che cos’è questo libro – una fiaba per bambini o un romanzo per adulti? È un’opera di fantasia o nasconde un messaggio più profondo? Forse tutto questo, e altro ancora. E perché è diventato così famoso e così amato in tutto il mondo? Non resta che leggerlo, per scoprirlo.

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Profughi, VIDEO della mostra alla Casa Museo Spazio Tadini

Sessantotto artisti contemporanei hanno cercato di raccontare di cosa siamo profughi oggi in una mostra suggestiva che tocca varie tematiche. Il video e i grandi trittici di Emilio Tadini sono in esposizione fino al 13 luglio presso la Casa Museo Spazio Tadini in via Jommelli, 24 a Milano.

Un percorso emozionante, un viaggio che parte dalla riflessione sulla condizione dell’uomo di Emilio Tadini, dalla sua considerazione che tutti gli uomini sono destinati nella loro vita a diventare prima o poi profughi, a perdere le loro certezze, a dover ricominciare.

FULVIO TORNESE: Profughi a Spazio Tadini

Le immagini delle popolazioni in cammino fanno parte della storia di tutti, così come ne fanno parte le resistenze delle popolazioni che li ricevevano… Sappiamo che chi riceve non è mai felice, ha paura che la sua terra sia depredata, violata. I visitatori hanno avuto appellativi che ne definivano l’aspetto negativo: forestiero che deriva da “essere fuori”, straniero che deriva da estraneo, “strano”: quindi diverso. Lo straniero può essere un portatore di “novità” una risorsa che quasi mai viene riconosciuta dagli ospitanti Lo storico dell’arte Marco Cianchi in uno scritto giovanile parlava dell’energia che viene emessa quando le genti si spostano, viaggiano, emigrano, coniò in quell’occasione la definizione di “entropia del viaggio”. Il veliero dell’Antico Marinaio di Coleridge in balia della grande ala della tempesta poco fuori del porto sicuro, della città protetta è il mio semplice raccontare in questo dipinto.

La differenza dei termini Migrante/Profugo su cui si disserta fino alla nausea, per quanto mi riguarda, non ha un senso se non quello delle burocrazie degli stati del primo mondo…

La Treccani dice “Profugo: Persona costretta ad abbandonare la sua terra, il suo paese, la sua patria in seguito a eventi bellici, a persecuzioni politiche o razziali, oppure a cataclismi… e poi

Emigrante: Chi emigra; in partic., chi espatria, temporaneamente o definitivamente, a scopo di lavoro

E non è forse un cataclisma minore, un disastro piccolo, il vedere i propri figli non poter crescere dignitosamente solo per la colpa di essere nati nella parte sbagliata del pianeta?

Dai primi del 900 in poi intere generazioni hanno abbandonato la propria terra, anche  la mia terra, per cercare una vita migliore o per cercare semplicemente una vita da vivere. Via dalla morsa di quello che li aveva resi schiavi.

Le immagini delle popolazioni in cammino fanno parte della storia di tutti, così come ne fanno parte le resistenze delle popolazioni che li ricevevano…

Sappiamo che chi riceve non è mai felice, ha paura che la sua terra sia depredata, violata .

I visitatori hanno avuto appellativi che ne definivano l’aspetto negativo: forestiero che deriva da “essere fuori”, straniero che deriva da estraneo, “strano” : quindi diverso.

Lo straniero può essere un portatore di “novità” una risorsa che quasi mai viene riconosciuta dagli ospitanti

Lo storico dell’arte Marco Cianchi in uno scritto giovanile parlava dell’energia che viene emessa quando le genti si spostano, viaggiano, emigrano, coniò in quell’occasione la definizione di “entropia del viaggio”.

Il punto in cui si definiva un prima e un dopo.

Il momento dilatato in cui la forza di volontà, l’energia della disperazione dei viaggianti si dispone ad affrontare lo spazio fisico dell’attraversamento.

A quel punto si definisce il muro naturale che può essere il mare da navigare, il valico di montagna da superare, il deserto da attraversare.

A questo punto le esigue forze del viaggiatore devono fare i conti con la forza immane che governa il luogo di passaggio. Il drago messo a guardia può salvarti non degnandoti di uno sguardo, ma può fare di te il suo giocattolo e farti soffrire fino a farti morire… .

Il veliero dell’Antico Marinaio di Coleridge in balia della grande ala della tempesta poco fuori del porto sicuro, della città protetta è il mio semplice raccontare in questo dipinto.

Poi il titolo dell’opera rappresenta la mia voglia di essere sempre e comunque fiducioso negli esseri umani.

Perché io so che le popolazioni di Lampedusa, di Castro, di Brindisi erano sul molo all’arrivo dei primi bastimenti dall’Albania e dalle coste Africane.

Erano lì per aiutare, sfamare, soccorrere quei coraggiosi. E ricordare loro che non sarebbero stati mai abbandonati. “You’ll never stay alone”

Una vita fa rispetto all’infamia che qualcuno, non in mio nome, sta perpetrando impunito in questi oscuri giorni.

Fulvio Tornese

www.fulviotornese.com/pitture