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Patrizio Cipollini Mostra Fotografica Ai lembi dell’assenza

Sabato 18 maggio 2024 alle ore 19, in collaborazione con Casa Museo Spazio Tadini, nelle sale dedicate al progetto Opificio della Fotografia, inaugura una mostra fotografica dedicata alla polaroid. “Ai lembi dell’assenza” di Patrizio Cipollini, polaroider e fotografo romano, a cura di Federicapaola Capecchi

Un percorso attraverso 140 polaroid, offrendo al pubblico uno sguardo intimo e riflessivo sul tema dell’assenza. La mostra si propone di stimolare anche una riflessione critica sulla relazione tra la fotografia istantanea e il concetto stesso di assenza… l’immagine istantanea si deteriora nel tempo e i soggetti possono addirittura scomparire, risultare completamente assenti. La Polaroid piace per la sua istantanea (ma lenta rispetto al digitale) matericità e, nel tempo, può trasformarsi invece in una concreta mancanza.

L’assenza in questa mostra a volte è giocata come negazione della presenza umana, come per esempio nella serie sui sex toys, i papaveri, i pontili e i dittici architettonici o naturali; a volte si muove tra soggetti viventi in spazi quasi astratti o vuoti; altre si veste di forme e posizioni erotiche mancanti della figura completa; altre ancora abita polaroid deteriorate nel tempo in cui quasi tutto o tutto è scomparso. Si propone di esplorare narrazioni personali quanto sociali, ricordando la complessità e la profondità delle relazioni umane. “Ai lembi dell’assenza” si inserisce in un contesto ampio di riflessione, che permea il tessuto della nostra esistenza. Come evidenziato da alcuni teorici come Rosalind Krauss e Geoffrey Batchen, l’assenza nelle immagini fotografiche si trasforma in una sorta di presenza silenziosa, che parla delle nostre esperienze umane con un’intensità senza tempo.

Molti lavori di fotografi americani del XX secolo, come Robert Mapplethorpe, Nan Goldin o Sally Mann solo per citarne alcuni, hanno aperto nuove prospettive sull’espressione emotiva, l’utilizzo della bellezza come strumento estetico ed emotivo e l’enfasi sulla fotografia come oggetto fisico. Questi elementi hanno influenzato profondamente la fotografia contemporanea, aprendo spazi di riflessione sul tempo, l’erotismo, la mortalità, l’intimità, la bellezza, l’assenza”. – scrive l’ideatrice e curatrice della mostra Federicapaola Capecchi – “ Da qui siamo partiti io e Patrizio Cipollini. Per mesi abbiamo indagato e navigato insieme la mia idea, ispirata dal suo corpo di lavoro di 30 anni e abbiamo trovato molte strade da percorrere … infatti credo questa sarà la prima mostra di una serie”.

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Marco Coniglione Mostra fotografica sulla street dance

Martedì 23 maggio 2023, alle ore 19 inaugura, con la curatela di Federicapaola Capecchi, la mostra “Libera, la città” mostra fotografica personale di Marco Coniglione . L’esposizione è realizzata da Sport Photography Museum in collaborazione con Casa Museo Spazio Tadini e con Opificio della Fotografia. Per l’opening del 23 maggio 2023 live DJ Set e performance di street dance.

Una mostra fotografica sulla street dance. Il suo senso, la sua forza, la sua rivoluzione ancora oggi. Marco Coniglione è un giovanissimo fotografo che ha scelto di dedicarsi a raccontare il mondo della danza urbana e di tutto ciò che le gravita attorno in termini di significato e opportunità per i giovani. Trenta fotografie e città libere, di essere.

Un vero e proprio omaggio all’energia, alla forza e alla bellezza di questa forma d’arte urbana. Non si limita a mostrare il fascino della danza urbana, bensì cerca di raccontare anche il suo senso e il suo essere ancora oggi in qualche modo una rivoluzione possibile. La street dance, infatti, è molto più di una semplice forma di espressione artistica: rappresenta un modo per i giovani di esprimersi, di trovare una propria identità e di sentirsi parte di una comunità.

Attraverso le sue fotografie, Marco Coniglione ci mostra come la street dance sia un’opportunità per i giovani di fare qualcosa di positivo, di coltivare i propri sogni e desideri e di raggiungere obiettivi. E lo fa in modo delicato e grintoso al tempo stesso, senza mai perdere di vista il lato umano della danza urbana.

La street dance è la figlia dimenticata della danza, troppo spesso” – scrive la curatrice della Mostra Federicapaola Capecchi, che è anche una coreografa oltre che curatrice di fotografia – “nonostante nutra, invece, altissimi livelli di qualità, tecnica e ricerca coreografica. Nonostante si possa dire che i vari stili annoverabili oggi sotto la categoria street dance siano un po’ tutti figli diretti dell’hip hop, che ha in sé il plus valore di nascere come espressione culturale e stile di vita prima che come danza in sé. Ho voluto dare questa opportunità a Marco Coniglione, gen Z, per premiare il suo impegno fotografico e il suo modo delicato e grintoso di dare voce alla street dance. Per dare visibilità al suo fotografare, certo in piena evoluzione e crescita, ma con già un discreto carattere. Per riaccendere il dibattito sul tema degli spazi e dei riconoscimenti che questa forma di espressione artistica meriterebbe. Come per chiedere attenzione sul fatto che anche questa fotografia meriti spazio”.

In mostra fotografie oniriche, in bilico tra amarcord circensi, acrobatica ed elementi di teatralità, altre evocative, altre studiate nel trasformare uno spazio sconosciuto in qualcosa di bello o familiare oppure in qualcosa di simbolico e immaginifico. Tutte combinano la bellezza del corpo umano, l’energia del movimento e la passione del soggetto. I movimenti live quanto le pose combinano, in ogni fotografia in mostra, eleganza, forza e interazione con gli elementi ambientali. Dal colore al bianco e nero l’esposizione offre, per ogni soggetto con cui Marco Coniglione ha danzato con la macchina fotografica, non solo e non tanto un momento di una performance quanto il racconto di un modo di essere, creativi e liberi.

Il mese di esposizione vede svolgersi tre appuntamenti di approfondimento e celebrazione della street dance:

Sabato 10 giugno 2023 alle ore 19:30 si svolge una battle – “Cypher King Mix Style” – con live dj set

Venerdì 16 giugno 2023 alle ore 19:00 incontro sul tema “Street dance, la figlia dimenticata della danza”

Sabato 24 giugno 2023, dalle ore 17 alle ore 19:30, per il finissage della Mostra sarà possibile acquistare le fotografie esposte con il meccanismo del GAF Gruppo Acquisto Fotografia.

LIBERA, LA CITTÀ

Mostra Fotografica personale di Marco Coniglione

A Cura di Federicapaola Capecchi

Sport Photography Museum

in collaborazione con Spazio Tadini Casa Museo e Opificio della Fotografia

c/o Casa Museo Spazio Tadini

Via Niccolò Jommelli 24, 20131, Milano

Info per la stampa: federicapaola@gmail.com +39 347 71 34 066

Info per il pubblico: pubblicherelazioni@sportphotographymuseum.eu

Travelling through dreams – Megan Janine Harmer

In mostra alla Casa Museo Spazio Tadini a cura di Monteoliveto gallery dal 15 – 27 giugno 2022 la personale di Megan Janine Harmer : Travelling through dreams.

Parlando del suo lavoro: “In primo luogo, per chiarire, la gente può avere molte interpretazioni della parola ‘sogno’, in questa mostra mi riferisco ai sogni del genere che si fanno durante il sonno.  Quando il corpo è a riposo, gli occhi sono chiusi e il tuo spirito è libero di vedere e vagare attraverso il tempo, il luogo e le circostanze.

I sogni possono apparire in molte forme diverse e sono pieni di molte diverse emozioni.  Possono apparire reali come la vita stessa o simbolici, stilizzati e astratti.

 Essi possono essere un avvertimento, oppure possono lasciare entrare l’amore. Essi possono rivelare la verità, aiutare a vedere ciò che ci aspetta.  I sogni possono ispirare, eliminare la paura, darvi il coraggio di andare avanti.  Nella vita reale, la distanza può tenerci divisi, i sogni possono riunirci.

 Nel 2009, ho finito la mia prima serie di dipinti in Australia.  Dopo la scomparsa di mio padre e ispirato la citazione di Mark Twain, “Tra vent’anni sarai più deluso dalle cose che non hai fatto che da quelle che hai fatto. Perciò molla gli ormeggi, esci dal porto sicuro e lascia che il vento gonfi le tue vele. Esplora. Sogna. Scopri”, ho deciso che era tempo di vedere la vita da una lente diversa e la Spagna è stata la mia scelta.

Lì ho immerso il mio io creativo in una nuova cultura, tradizione e lingua.

Sono tornata a Madrid nel 2010, lì ho imparato a parlare e pensare in Spagnolo, fare nuove amicizie e incontrare un nuovo tipo di amore.

I sogni, le visioni e l’esperienza sono stati significativi e d’ispirazione.  Ho iniziato a catturare il mio viaggio spagnolo in un diario visivo. Sono stata a Malaga per vedere la casa del mio eroe creativo : Picasso e per connettermi con l’oceano spagnolo.  Mi sono innamorata dell’essenza della Spagna. Al ritorno in Australia ho continuato a illustrare le mie esperienze e li ho trasformati in una collezione di dipinti che ora formano questa mostra personale “in viaggio attraverso i sogni”.  Racconta una storia sull’avere il coraggio di seguire il proprio cuore e di condividere i tuoi sogni e le tue visioni.

“Firstly, to clarify, people can have many interpretations of the word ‘dream’, in this exhibition I am referring to dreams of the sleeping kind. When your body is at rest, your eyes are closed and your spirit is free to see and wander through time, place and circumstances. Dreams can appear in many different forms and be filled with many different
emotions. They can appear as real as life itself or symbolic, stylised and abstract. They can be a warning sign, or they can let love in. They can reveal the truth, help see what is ahead. Dreams can inspire, eliminate fear, give you the courage to move forward. In real life distance can keep us apart, dreams can bring us together.

In 2009, I finished my first series of paintings in Australia. After the passing of my father and inspired by the Mark Twain quote, “20 years from now you will be more disappointed by the things you didn’t do than by the ones you did. So throw off the bowlines. Sail away from the safe harbour. Catch the trade winds in your sails. Explore. Dream Discover”, I decided it was time to view life from a different lens and Spain was my choice.

There I immersed my creative self into a new culture, tradition and language. I returned to Madrid in 2010, there I learnt how to speak and think in the Spanish language, make new friends and meet a new kind of love.

The dreams, visions and experience were significant and inspirational. I began capturing my Spanish journey in a visual diary. I travelled to Malaga to see the home of my creative hero Picasso and connect with the Spanish ocean. I fell in love with the essence of Spain.

On returning to Australia I continued to illustrate my experiences and transformed them into a collection paintings which now form this solo exhibition “travelling through dreams”. It portrays a story about having the courage to follow your heart and to share your dreams and visions”.