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Milano è….fuorisalone raccontato da 58 fotografi di PhotoMilano

MILANO È…. FUORISALONE

con 

14 – 22 aprile 2018

a cura di Francesco Tadini e Melina Scalise

Casa Museo Spazio Tadini, via Jommelli, 24 Milano

da  martedì a  giovedì 15.30 – 19,30 /   venerdì, sabato e domenica 15:30 – 22:00

Selezione di alcune immagini della mostra

PhotoMilano, il club fotografico che racconta Milano per immagini è pronto per l’evento più atteso dell’anno a Milano: il Fuorisalone.

Presso la sua sede, Casa Museo Spazio Tadini, una mostra di 58 fotografi vi propone una visione della città contemporanea dove gli spazi urbani acquisiscono nuove dimensioni e geometrie con strade per pedoni e biciclette, dove l’arte e la pubblicità giocano con le architetture, dove i colori e la comunicazione luminosa entrano di prepotenza nel grigiore della vecchia Milano e i “boschi orizzontali” (le vecchie case di ringhiera) rifioriscono omaggiando i “boschi verticali”.

Sempre presso la Casa Museo Spazio Tadini si propone una diretta fotografica di quanto c’è in giro per la città durante il Fuorisalone 2018 grazie alle decine di fotografi che si sono ripartiti per zone la città e i distretti.

Il pubblico potrà vedere giorno per giorno una selezione di immagini in tempo reale per selezionare luoghi ed eventi a cui partecipare o anche solo per vedere cosa propone il Salone del mobile di quest’anno.  Milano è …Fuorisalone  apre al pubblico sabato 14 aprile alle ore 18.30 e termina il 22 aprile.

Alberto Scibona, Andrea Mele, Gianpaolo Tampoia, Antonella Fiocchi, Antonello Cirani, Antonia Rana, Antonini Alessandra, Antonio Quadroni, Armando Melocchi, Bianca Maria Vitali Rosati, Cesare Augello, Claudio Pavesi, Cristina Risciglione, Daniele Rossi, Dario Cappellani, Davide Casella, Diego Bardone, Donatella Sarchini, Elena Galimberti, Elisa Santoro Uccello, Elisabetta Gatti Biggì, Elvira Pavesi, Emiliano S Verga, Fabiana Baccinello, Fabio Natta, Francesca Gernetti, Francesco Falciola, Franco De Luca, Gabriele Ghinelli, Gianfranco Bellini, Gianpaolo Grignani, Giorgio Marra, Giovanni Paolini, Laura A. Federica Caligiuri, Loredana Francesca Genna, Lorena Tortora, Luca Barovier, Luigi Alloni, Marco Parenti, Maria Cristina Pasotti, Maria Luisa Paolillo, Mario Giordano, Massimo Lizzi, Mauro Lazzari, Melania Siracusano, Riccardo Russo, Roberto Crepaldi, Roberto Manfredi, Roberto Zaninelli, Rodolfo Cammarata, Rosario Mignemi, Sergio Picenti, Simone Cristiani, Stefania Lazzari, Titus Minor, Tiziana Granata, Umberto Millefanti, Valeria Borgese.

 

Orari: da  martedì a  giovedì 15.30 – 19,30 /   venerdì, sabato e domenica 15:30 – 22:00 – Ingresso 5 euro -Casa Museo Spazio Tadini, via Niccolò Jommelli, 24, 20131 Milano.www.spaziotadini.com

 

Mostra di Renzo Ferrari: Cose figure luoghi- Casa Museo Spazio Tadini

COSE FIGURE LUOGHI – OPERE 2017-2018 

Casa Museo Spazio Tadini, via Niccolò Jommelli, Milano

23 marzo- 22 aprile 2018

Apertura al pubblico venerdì 23 marzo 2018, ore 18.30

 Figure e luoghi testimoni del tempo presente, dei flussi migratori e delle belligeranze completano la rassegna, corredata da un catalogo con testi di Flaminio Gualdoni e Luca Pietro Nicoletti.

Dopo la grande antologica allestita nel 2016 alla Fondazione Stelline, Renzo Ferrari (Cadro, 1939) torna a Milano con un’importante personale alla Casa Museo Spazio Tadini.

 

Dal 23 marzo al 22 aprile 2018, sarà possibile ammirare l’opera su tela e su carta che il maestro ticinese ha realizzato negli ultimi due anni. Una quarantina di acquerelli, disegni e oli di varie dimensioni che trovano la loro sintesi nell’impressionante progressione dei grandi quadri esposti in importanti musei italiani, svizzeri e stranieri.

Punto persistente di questo corpus di lavori la natura morta (o “Stilleben”, come titolano molti quadri di Ferrari) che, con l’avvicendarsi dei linguaggi e delle tendenze, trova nuova vita e nuove vie di rappresentazione. Questo tema vede il suo primo movente nella dimensione “retinica” dei Taccuini, realizzati copiosamente durante un ventennio a partire dagli anni Novanta. Nel corso tempo si trasforma linguisticamente fino ai lavori più recenti, caratterizzati dal piccolo formato e da una sorta di “personale minimalismo” reattivo alla proliferazione insulsa delle grandi opere con “effetti speciali” dell’attuale scena artistica.

Partendo da una presa di coscienza della condizione umana, Renzo Ferrari si lascia attraversare dalla realtà storica, “si fa impregnare dei suoi umori e la rielabora nelle sue pitture di immagini” in cui si coagulano suggestioni televisive, letterarie ad autobiografiche. In questi “appunti visivi” l’artista elimina lo “scenario”, cioè la densità dello “spazio-ambiente” (e “spazio-tempo”), per soffermarsi su (s)oggetti scarni e scarnificati, su presenze inquiete, a cui tuttavia non manca una sottile ironia. Ne sono un esempio i suoi teschi che, simili a delle macabre maschere africane, evocano una memoria ancestrale contaminata dal quotidiano e dalla squillante materia cromatica.

 

Note biografiche

Renzo Ferrari nasce l’8 febbraio 1939 a Cadro  (Lugano), nel Canton Ticino. Si forma a Milano, dove frequenta il liceo artistico e successivamente l’Accademia di Belle Arti di Brera. Fra i suoi insegnanti figurano Luigi Santucci, Guido Ballo, Pompeo Borra, Luciano De Vita e Gianfilippo Usellini. Le sue prime opere sono ancora legate alla stagione dell’informale, evolvendo, poi, verso un tentativo di amalgamare la figura – matrice inconfondibile del suo iter creativo – con lo spazio reale e mentale. La Civica Galleria d’Arte Villa dei Cedri di Bellinzona presenta nel 1990 un’ampia antologica comprendente la produzione del ventennio tra il 1970 e il 1990; nel 1999 presso la stessa sede è inaugurato il Fondo Ferrari. La recente produzione dell’artista è oggetto di numerose esposizioni presso il Museo Epper di Ascona (1993), Palazzo Sarcinelli di Conegliano (1995 e 1998), il Broletto di Como (2003) e il Museo Civico di Belle Arti di Lugano (2004), oltre all’importante retrospettiva “Renzo Ferrari. Visioni nomadi”, realizzata tra il 2014 e il 2015 al Musée d’art e d’histoire di Neuchâtel e al Museo Cantonale d’Arte di Lugano. Tra il 2016 e il 2017 ha esposto alla Fondazione Stelline di Milano, alla mostra Swiss Pop Art al Kunstmuseum di Aarau e alla galleria Wolf di Ascona. Nel 2009 ha ricevuto il Premio Morlotti alla carriera. Le opere di Renzo Ferrari figurano in raccolte pubbliche (Civica Raccolta Bertarelli e Museo della Permanente di Milano; Museo Civico di Belle Arti e Museo Cantonale d’Arte di Lugano; Civica Galleria d’Arte Villa dei Cedri di Bellinzona; Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma) e in collezioni private sia in Svizzera che all’estero.

 

Adamo e la Nuvola per un nuovo manifesto per l’arte

Spazio Tadini comincia l’anno 2018 con una mostra che propone una riflessione sull’arte contemporanea con una proposta che vede protagonisti 26 artisti e l’associazione romana in tempo.

Adamo e la nuvola è un progetto promosso e realizzato dall’Associazione, in tempo di Roma, il cui titolo identifica anche il libro-catalogo e la mostra a cura di Ida Mitrano e Rita Pedonesi. E’ una densa metafora dell’attuale stato delle cose e nel contempo, un modo per suggerire nuove relazioni tra i cambiamenti che vedono da un lato l’Uomo e dall’altro gli sviluppi, sempre più invasivi, delle nuove tecnologie.

La mostra Adamo e la Nuvola apre presso la Casa Museo Spazio Tadini il 17 gennaio alle 18 e alle 19.30 si terrà la presentazione pubblica del Manifesto per l’arte. Pittura e scultura dell’Associazione Culturale in tempo, alla presenza di Giorgio Seveso, il Presidente Onorario dell’Associazione Ennio Calabria, l’artista e giornalista Danilo Maestosi, la gallerista e critica d’arte Carla Mazzoni, la storica dell’arte Ida Mitrano e il Presidente dell’Associazione Rita Pedonesi.

Il titolo della mostra è un riferimento alla nuvola come cloud ma, al tempo stesso, come continuo metamorfico divenire delle cose, perdita del senso e di relazione con la realtà. La mostra si presenta da un lato come work in progress tra gli artisti dell’Associazione che condividono, pur nella diversità, per generazione e per percorso artistico, un comune sentire, un comune orientamento, di cui le loro opere sono espressione diretta e fortemente autentica, dall’altro si propone come dialogo aperto con altri artisti, non sulle ragioni momentanee, e troppo spesso casuali, di tante collettive che oggi si vedono, quanto invece sulla necessità dell’arte intesa come processo dell’essere e dell’opera come realtà viva di quell’essere, che è ben altra cosa da “tanto fare arte”, e “tanto per fare”, che connota il nostro tempo.

 Cercare le connessioni tra un’opera e l’altra, tra un artista e l’altro, consente di cogliere sensibilità e affinità che, a prescindere dalle scelte del singolo, dai caratteri linguistici e tecnici della sua ricerca, restituiscono l’impegno di questa iniziativa e di questa collettività – non collettiva – di artisti: Nunzio Bibbò, Ennio Calabria, Antonella Cappuccio, Antonella Catini, Giovambattista Cuocolo, Dario Falasca, Franco Ferrari, Antonio Bernardo Fraddosio, Carlo Frisardi, Simonetta Gagliano, Alessandra Giovannoni, Alessandro Kokocinski, Ernesto Lamagna, Stefania Lubrani, Danilo Maestosi, Ferruccio Maierna, Giuseppe Modica, Alfio Mongelli, Mario Moretti, Franco Mulas, Alessandra Pedonesi, Marilisa Pizzorno, Nino Pollini, Pino Reggiani, Nicola Santarelli  Tito.

Nel libro, edito dalla Nemapress, scritti e opere, più voci, più punti di vista dialogano tra loro spaesati e diversi, interrogandosi sul senso stesso della vita e dell’arte. Su questi contenuti intervengono esperti di varie discipline, dall’arte alla musica, ai linguaggi multimediali, e pittori, scultori, fotografi. All’interno, il testo critico di Ida Mitrano, i contributi di Rita Pedonesi, Presidente dell’Associazione, Ennio Calabria, Alberto Gianquinto, Roberto Gramiccia, Giulio Latini, Alessandro Sbordoni, Gabriele Simongini, le riflessioni degli artisti partecipanti al work in progress, di Tiziana Caroselli, psicologa, Carla Mazzoni, gallerista, Angelo Sagnelli, poeta.

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Manifesto per l’arte. Pittura e scultura dell’Associazione in tempo. Dopo il Manifesto fondativo, l’Associazione presenta un nuovo Manifesto con il quale prende una netta posizione sull’arte, in particolare sulla pittura e scultura. Sulle problematiche attuali che riguardano non solo l’arte, in rapporto ai grandi mutamenti della nostra epoca, si è confrontata sin dall’inizio della sua costituzione l’Associazione in tempo, dalle cui riflessioni emerge la necessità di rifondare le ragioni dell’arte e di dare centralità alla potenza “rivoluzionaria” dei processi creativi dell’essere, perché è là che si manifesta il “non conosciuto”, input generativo della vita.

Nella premessa si legge: “Muoviamo da uno specifico riferimento alla pittura e alla scultura in quanto, per loro natura, si pongono potenzialmente come l’antitesi più profonda nei confronti della società della “superficie”, che esclude il valore fondante della soggettività. Nella pittura e nella scultura la forza conoscitiva dell’inconsapevolezza ha un ruolo decisivo nel sottrarle a quel frequente sostituire la verità dell’autore con una presunta verità e, come tale, opinione. Intendiamo iniziare a definire un processo creativo il cui spirito riteniamo contenga un orientamento nuovo e vitale estensibile agli altri ambiti disciplinari […] Intendiamo promuovere un futuro Manifesto sulle arti e sulla cultura in rapporto alle grandi mutazioni del tempo, che dovrà derivare dalla coesistenza dei Manifesti generati dai diversi punti di vista disciplinari.”

 In alcuni passi del Manifesto si dichiara: “Sosteniamo l’originale, unicità creativa come antitesi allo spirito di un’epoca che vive la norma della riproducibilità dei processi mentali”.

“Muoviamo dalla pittura e dalla scultura, perché ci consentono una prima occasione per esemplificare l’ipotesi di un processo creativo agito dall’inedito ingresso della soggettività dellessere nella storia.“

IL MANIFESTO

Associazione culturale in tempo

 

 MANIFESTO PER L’ARTE

Pittura e Scultura

Per  aderire  al  Manifesto  scrivere  a  intempo@live.it