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Gian Maria Zapelli, Frammenti di strada, Mostra fotografica

Giovedì 23 marzo 2023 inaugura la Mostra fotografica “Frammenti di strada” di Gian Maria Zapelli, parte del focus di marzo 2023 ‘l’uomo nel viaggio fotografico, gli incontri, le storie‘, che vede in corso anche la mostra Trace of Humanity” di Gualtiero Fergnani, inaugurata il 9 marzo.

Trenta fotografie che raccontano di un posto dove tutti siamo uguali, dove la vita si fa strada tra vicinanze e resistenze; di quel pezzo di asfalto, o di terra e polvere, che ci porta da un punto all’altro, dove la vita scorre in modo frenetico e che spesso resta invisibile ai nostri occhi. É proprio questo il tema della mostra fotografica “Frammenti di strada”. Un’esperienza che ci avvicina all’umanità marginale, periferica e fragile delle grandi città così come alla marginalità, fragilità, perifericità dei territori in cui vivono le persone. Realtà, entrambe – persone e luoghi – spesso invisibili, ma che rappresentano una parte importante del tessuto sociale, del vivere quotidiano. Qui o altrove nel Mondo.

Le immagini in mostra conducono in un viaggio nella vita quotidiana che avviene, passa, si ferma, scappa o corre, piange o ride per strada. Potrai incontrare persone che lottano ogni giorno per sopravvivere, ma che non si arrendono di fronte alle difficoltà. Potrai vedere come la strada diventa il loro punto di riferimento, il loro luogo di incontro e di scambio. Potrai vedere anche la bellezza e la vitalità di questi luoghi, vedere luoghi brutti che si fanno belli perché le persone vi si uniscono per creare comunità, solidarietà e condivisione.

I rifiuti, i graffiti, le scritte sui muri, le porte chiuse e le finestre sbarrate;” – scrive la curatrice – “c’è tutto questo e un invito a scoprire la bellezza che si nasconde anche nei luoghi più inaspettati. La semplicità delle inquadrature al limite del ‘non bello’ è una scelta consapevole, che cerca di evidenziare la bellezza nascosta nelle cose semplici e quotidiane, spesso trascurate o ignorate. Infatti, le immagini sono caratterizzate da un colore non colore, che enfatizza l’essenzialità della realtà rappresentata, senza sovrastrutture. L’illuminazione giusta, in questa mostra, non è l’attesa della luce come intendono i fotografi, ma è l’illuminazione che riesce a penetrare nelle pieghe dell’anima, lasciando spazio alle ombre e ai contrasti, ma quelli nelle nostre riflessioni”.

“Frammenti di strada” è una mostra che invita a guardare oltre la superficie, a scoprire la bellezza nascosta tra le crepe dell’asfalto. È un invito a riconoscere l’umanità di chi e di ciò che spesso viene ignorato, a comprendere la lotta quotidiana di ogni solitudine, anche quella di chi corre in giacca e cravatta e a scoprire come, nonostante tutto, la vita continua a fiorire.

La mostra rimarrà aperta fino al 8 aprile 2023. Visitabile il Venerdì e il Sabato dalle 15:30 alle 19:30, gli altri giorni su prenotazione. Il Sabato possibili le visite guidate con il curatore su prenotazione.

FRAMMENTI DI STRADA

Mostra fotografica di Gian Maria Zapelli

Opificio della Fotografia

Via Niccolò Jommelli n° 24, Milano

MM Loreto, MM Piola

Info per la stampa e prenotazione visite guidate: federicapaola@gmail.com

Gualtiero Fergnani Mostra Fotografica Trace of Humanity

Giovedì 9 marzo 2023 inaugura la Mostra fotografica “Trace of Humanity” di Gualtiero Fergnani, a cura di Federicapaola Capecchi, parte del focus di marzo 2023 “L’uomo nel viaggio fotografico, gli incontri, le storie”.

Trentaquattro fotografie di un’energia vibrante anche dove raccontano povertà e fatica. Un bianco e nero che trasforma ogni volto, sguardo e situazione in vere e proprie epifanie, dove si manifesta il senso e la forza dell’umanità come della poetica delle piccole cose e delle piccole gioie.

Ogni viaggio di Gualtiero Fergnani si è trasformato in uno studio del paesaggio dell’uomo, in un’interpretazione della società attraverso le singole persone e le singole storie, o meglio, in un’interpretazione dell’umanità. Ci muoviamo tra Eritrea, Siria Aleppo, Lago Titicaca Perù, Birmania, Mali, Bhutan, India Varanasi, Madagascar e Cuba. Rimbalziamo tra tanti bambini, piccoli e adolescenti, tra la loro gioia come le loro fragilità, i loro sorrisi e la loro carica vitale anche quando la casa è una baracca e il “giardino” in cui giocare una fogna a cielo aperto. “Vediamo l’ambiente, il territorio, anche il paesaggio inteso come natura” – scrive la curatrice della mostra – “ma le fotografie di Gualtiero Fergnani quando catturano il contesto lo fanno diagonalmente in un certo senso, perché è uno sfondo distratto; l’interesse è l’umanità e le tracce che lascia negli occhi, nel cuore, nel pensiero. In ogni fotografia, in ogni storia, incontro, volto che ci offre di vedere e ricordare, è come se replicasse quanto William Faulkner disse alla consegna del Nobel nel 1949 e cioè ‘mi rifiuto di ammettere la fine dell’uomo’. Nel senso che queste fotografie non possiamo vederle come foto di viaggio ma come una dichiarazione – in forma di richiesta d’aiuto – dell’urgenza di trovare una risposta al dramma della dignità dell’uomo, dell’umano, signore o schiavo senza nessun tipo di via di mezzo”.

Le fotografie in mostra ci chiedono di concentrarsi soprattutto sui volti, sui piccoli dettagli che ne scandiscono la quotidianità o le espressioni. Ritraggono momenti sui cui riflettere a lungo, in cui si vende la libertà di un uccellino per mangiare … e quell’uccellino poi tornerà nel cesto da cui è stato preso (abituato a trovare lì il cibo) altrimenti la venditrice di ‘libertà di volo’ non avrebbe più di che sostentarsi.

Gualtiero Fergnani ha anche tecnica, confidenza con la luce e grande capacità di interagire con i soggetti fotografati; lo dimostra una foto in cui l’intimità con la famiglia, che gli ha permesso di varcare la soglia della capanna e di condividere il pasto, si manifesta nell’inquadratura e nel punto di vista di una culla improvvisata alla meno peggio ma così amorevole.

La mostra rimarrà aperta fino al 8 aprile 2023. Visitabile il Venerdì e il Sabato dalle 15:30 alle 19:30, gli altri giorni su prenotazione. Il Sabato sono possibili le visite guidate con il curatore su prenotazione.

TRACE OF HUMANITY

Mostra fotografica di Gualtiero Fergnani

Via Niccolò Jommelli n° 24, Milano

MM Loreto, MM Piola

Info per la stampa e prenotazione visite guidate: federicapaola@gmail.com

La città in scena – Mostra fotografica

Sabato 24 settembre 2022 Casa Museo Spazio Tadini – contemporaneamente alla Mostra Tadini & Co.” a cura di Melina Scalise inaugura la Mostra fotografica collettiva “La città in scena a cura di Federicapaola Capecchi.

In mostra: Alessandro Accordini, Ludovico Balena, Stefano Barattini, Giada Calamida, Corrado Formenti, Antonio Fumagalli, Gianni Grattacaso, Luigi Grieco, Roberto Manfredi, Guia Medolla, Catia Mencacci, Giovanni Paolini, Ida Marinella Rigo, Patrizia Riviera, Ruggero Ruggeri, Flavio Savio, Anna Signorini, Domenico Summa, Francesco Tadini, Nella Tarantino.

Venti autori, quarantasei fotografie a raccontare la molteplicità vitale che va in scena ogni giorno nella città, che fa dell’apparente vuoto delle distanze un pieno. Venti cifre stilistiche a scandire un racconto sempre al confine tra visibile e visionario, in omaggio alla vittoria dell’onirica visionarietà delle opere pittoriche e di alcuni testi (La Tempesta per esempio) di Emilio Tadini. “La città in scena” è palcoscenico del teatro della vita: ha presa sul reale e sa camminare nel sogno, riconosce il tragico e pensa l’utopia, sente l’angoscia ma sa sorridere al niente.

Le figure sono ombre,le ombre delle coseportate dalla luce dello sguardo.Dev’essere cosìche si fanno i dipinti: guardandodi lato – come i ciechi,che guardano sempre altrove,senza fretta, convintie sorridono al niente”. Emilio Tadini da L’insieme delle cose”

Il lato emotivo della realtà di Patrizia Riviera, la trasfigurazione, creazione e immaginazione densa di bruciante presa sul reale di Francesco Tadini, il silenzio e mistero di Nella Tarantino, le figure e simboli malinconici di Catia Mencacci, la grammatica visiva di Ida Marinella Rigo immersa a cercare l’indefinitino nel finito, gli interrogativi e le vertigini di Ruggero Ruggieri, i pretesti di Giovanni Paolini – in bianco e nero e a colori – in cui personaggi muti reinventano la metropoli, la leggerezza di un ultimo giro di giostra di Flavio Savio, gli schermi/confine di Gianni Grattacaso da oltrepassare per proseguire il cammino, la selettività, atemporalità, e, a volte, tendenza ad estetizzare di Stefano Barattini, il punto di vista “freddo” per sottolineare gli aspetti sublimi delle cose di tutti i giorni di Ludovico Balena – solo per citarne alcuni – disegnano momenti di vita quotidiana in un complesso di particolari che liberano passante, soggetto, oggetto e architettura dall’anonimato. E ne fanno molteplicità vitale.

Una mostra fotografica con una precisa visione dello spazio della città, di cui vuole parlare quando si fa luogo: “quando si dà un senso, un valore, una funzione allo spazio lo si trasforma in un luogo” – afferma la curatrice Federicapaola Capecchi – “qui entrano in scena, individui, relazioni, comportamenti. Gli uomini. Molte opere di Emilio Tadini sono forma e sintesi, equilibrio e maestria affabulatoria e pittorica. Una continua discussione della forma d’arte per eccellenza: la vita. Dunque ‘La città in scena’ parla della vita, delle persone, delle maglie della vita, dei corpi, degli individui, dei rapporti, come dei silenzi e delle voci troppo alte”.

La città in scena”, attraverso lo stile peculiare di ogni autore, indaga la città come in una sorta di collage, spesso fatto di pieni e di vuoti. Il pecorso vuole porre l’accento sul valore etico dell’immaginazione, come del gioco, della semplicità come della poetica delle piccole cose, quelle di tutti i giorni e quelle visionarie. Una narrazione che vuole lasciare ampio spazio all’osservatore.

Lo stesso spazio infinito che Emilio Tadini, ho sempre pensato, lasciasse al lettore dei suoi testi e all’osservatore dei suoi quadri”– prosegue Federicapaola Capecchi – “Così, grazie allo spessore degli autori selezionati, ‘La città in scena’ lascia uno spazio vuoto (positivo) per muoversi tra differenti versioni, visioni e racconti. Dove visibile e invisibile, detto e non detto si contendono lo spazio, che non riesce a contenere la narrazione. Dove non si riesce a prescindere dalle persone: chi sono, il loro soggettivo, il carattere, la natura; dove il corpo immerso in ciò che chiamiamo mondo, conduce in un luogo da abitare, in un immaginario che manifesta presenze concrete, in un sapere sensibile che risponde al desiderio e che, al tempo stesso, lo suscita. Dove infanzia ed età adulta sono legate da un filo che tesse domande e trame all’infinito, senza mai riuscire a colmarle. Proprio come succede per esempio nel quadro di Tadini <L’occhio della pittura>. Dove in un mondo in cui tutto procede per significati indotti, la semplicità è una delle cose più difficili da ottenere, da riconquistare, insieme alla propria identità”.

Quando la vita reale e la fotografia sanno contenere e contemplare immaginario, visioni e sogni, una città-mondo capace di cogliere immagini al di là del presente è possibile.

LA CITTÀ IN SCENA

Mostra Fotografica Collettiva – AA.VV.

A Cura di Federicapaola Capecchi

OPENING 24 SETTEMBRE 2022ore 18:30

dal 24 settembre al 26 ottobre 2022

Ingresso: mercoledì / sabato 15.30/19:30

visite guidate (€ 8) su prenotazione federicapaola@gmail.com