Filosofia e società – Il ballo dei filosofi

Prende spunto da un ciclo pittorico di Emilio Tadini il ciclo di incontri che la Casa Museo Spazio Tadini ha voluto svolgere con la cura di Stefano Cardini e Melina Scalise per parlare di società.

La filosofia cosa può darci, quali sono gli sguardi sul contemporaneo che può offrirci? Quali sono i punti critici, i potenziali sviluppi, i punti di forza?

Qui di seguito potete vedere i video che siamo riusciti a realizzare sul ciclo di incontri. Una panoramica con ospiti molto interessanti, un pubblico attento e vivace.

Ringraziamo il pubblico per la partecipazione numerosa, tutti gli esperti che vi hanno partecipato e soprattutto Stefano Cardini per l’attività di coordinamento.

Storie e dipinti di Beppe Mecconi in mostra

Storie e dipinti di Beppe Mecconi alla Casa Museo Spazio Tadini il 21 novembre 2025 con in esposizione i suoi dipinti. Un’occasione per conoscere da vicino un autore che si esprime attraverso l’arte in varie declinazioni dalla scrittura alla pittura, dalla poesia al teatro. Alle 18.30 dialogherà con Melina Scalise per presentare il suo ultimo libro Cinquantadue.

“Cinquantadue sono le settimane in un anno. Cinquantadue sono i rapidi racconti selezionati da varie pubblicazioni e abbinati ad altrettanti dipinti e disegni, virati in bianco e nero per non distrarre. In questo mondo verboso all’eccesso, ridondante in tutti i campi, nella scrittura, nella pittura, nel teatro, nella vita ecco finalmente un poco di sintesi planare con leggerezza su temi del nostro tempo, sul sociale, sull’amore, sull’introspezione. Con leggerezza, che non è superficialità, perché il racconto è questo: essenzialità, insegna a togliere. Il racconto è zen.” da Topffer edizioni.

Alcune opere con i loro HAIKU presentati alla mostra Per capire un quadro ci vuole una sedia

Scrive di lui l’art Advisor Raffaella Monteverde:

La mostra “Per capire un quadro ci vuole una sedia” racchiude la sua ultima produzione pittorica, incredibilmente toccante, poetica e potente. Il titolo della mostra “Per capire un quadro serve una sedia”, frase attribuita al grande Paul Klee, rimanda ad un tema molto caro all’artista, quello del tempo, inteso come invito allo stacco dai ritmi frenetici che la vita contemporanea ci impone. Lo scorrere del tempo e la conseguente riflessione sulla caducità dell’essere umano sono un leitmotiv ricorrente in tutta la storia dell’arte. Beppe Mecconi affronta il tema dello scorrere inesorabile del tempo e della sua conseguente preziosità con grande delicatezza e sensibilità. Bastano piccole tessere figurative, una clessidra, il simbolo dell’infinito, la sedia stessa, incluse con mano sapiente in ogni opera all’interno delle rappresentazioni monocromatiche, a farci calare immediatamente nel reale, nel concreto.

È come se l’artista volesse aiutarci a comprendere i suoi dipinti donandoci piccoli spunti figurativi naïf, facili da decifrare, deliziosi nella loro voluta semplicità. Cambiano negli anni le modalità espressive di Beppe Mecconi, cambiano i supporti sui quali lavora. Non cambia la sua sensibilità, la capacità di avvicinarsi al pubblico adulto con la stessa delicatezza che usa nell’illustrazione e nella scrittura dei libri per l’infanzia. Mecconi realizza le sue opere utilizzando sempre una sola forma geometrica, il quadrato, puro, perfetto, regolare, simbolo del terreno e della dimensione materiale, da sempre collegato al cerchio, quest’ultimo spesso inscritto dentro di lui; l’Uomo Vitruviano di Leonardo Da Vinci ne è un esempio.

Il cerchio è altresì simbolo del divino, dell’infinito, del tempo circolare. Ecco che allora anche il quadrato assume un significato simbolico, come momento di sintesi e di incontro tra il terreno e il divino. Affascinanti, ermetici, potenti, così possono essere definiti questi ultimi lavori di Beppe Mecconi, conosciuto anche come il pittore dei poeti. I dipinti presenti in questa mostra donano all’osservatore attento un meraviglioso coinvolgimento emotivo al pari delle raffinatissime opere precedenti dedicate alla poesia, accompagnate sempre da citazioni in versi, armoniosamente inserite all’interno di ogni opera.

Rimane infatti costante in Beppe Mecconi la continua ricerca di una connessione tra pensiero filosofico e poetico e la resa pittorica degli stessi. Le suggestive opere esposte in questa mostra però non hanno bisogno di parole scritte, parlano attraverso il cromatismo potente delle pennellate e la tensione sempre più’ pronunciata verso l’essenza della composizione, intesa come avvicinamento al sublime e all’assoluto”

“Gli haiku di Mecconi sono impregnati di questo stile che ha il passo di una lirica delicata. Infatti, non è un io romantico quello che si mette in contatto con il ciclo della vita e della natura. Anzi, se una persona compare è un “tu”, assente e altrove. E se da qualche parte è nascosta una tradizione poetica appartiene, piuttosto che al romanticismo, a un primo Novecento intimamente dolente. I suoi haiku parlano di simbolici tempi dell’anno, periodi che passano lasciando una traccia sulla battigia. Il tempo trascorre, scandito in prima e dopo. Dentro al tempo, anche in quello meteorologico, c’è sempre un movimento concreto, un accadimento. È il movimento della vita dentro nel quale si ritrovano il lutto e il pianto, un profumo sentito una volta e per sempre, forse perfino una sottile gioia.” Laura Lepri

Beppe Mecconi

Artista, regista, scrittore, illustratore di libri per l’infanzia, direttore per anni di una Compagnia teatrale, regista, attore, sceneggiatore, direttore editoriale e artistico di un marchio di libri illustrati, collaboratore per oltre vent’anni di Projeto Liberdade, ONG che si batte per i diritti dell’infanzia in una favela di Rio de Janeiro, presidente per dodici anni del Museo Paleontologico nel Castello di Lerici, docente, organizzatore di eventi culturali, rassegne letterarie  e d’arte… Espone in collettive e personali in Italia e all’estero. Nel 2022 riceve l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica per meriti culturali e artistici.

Presentazione libro fotografico SHINJUKU di Angelo Ferrillo con Opificio della Fotografia

SHINJUKU – Il battito visivo di Tokyo nel nuovo libro di Angelo Ferrillo

Presentazione a Milano con Opificio della Fotografia, progetto interno a Casa Museo Spazio Tadini
Federicapaola Capecchi presenta e intervista l’autore

Venerdì 24 ottobre 2025 ore 19

C’è un luogo in cui la fotografia non ritrae, ma respira.
Un luogo dove la luce è vibrazione, il movimento è linguaggio e l’imperfezione diventa verità.
Quel luogo è Shinjuku, cuore pulsante di Tokyo e titolo del nuovo libro di Angelo Ferrillo, edito da SelfSelfBooks.

Dopo anni di viaggi in Giappone e di immersione nella fotografia nipponica, Ferrillo porta a Milano la sua personale visione di Shinjuku: oltre 80 immagini che raccontano la densità umana e la tensione poetica di una città che non dorme mai.
Non una semplice raccolta di fotografie, ma una partitura visiva, costruita su ritmo, caos e silenzio, dove lo sguardo si fa esperienza, anche dei sensi.

Lo stile è quello dell’estetica giapponese are-bure-boke (粗・ぶれ・ボケ) – ruvido, mosso, sfocato – che traduce in immagine ciò che sfugge al controllo: la vita stessa.
Ogni fotografia è una sospensione, un respiro catturato tra le luci al neon, le insegne verticali, i corpi che si sfiorano e si perdono nel flusso urbano.

Il libro è un oggetto d’arte: stampa a pigmenti d’argento, rilegatura artigianale, filo refe rosso a vista, tiratura limitata a 300 copie firmate e numerate.
Una dichiarazione d’amore alla materia e alla fotografia come atto fisico, da toccare, sentire, abitare.

Durante la presentazione, Federicapaola Capecchi dialogherà con l’autore in un incontro dove corpo e immagine, gesto e luce, si muovono come due poli della stessa energia.

Milano, Opificio della Fotografia Progetto interno a Casa Museo Spazio TadiniVia Niccolò Jommelli 24 Milano
Venerdì 24 ottobre 2025 ore 19


Presenta e intervista Federicapaola Capecchi
Libro: 新宿 (Shinjuku) di Angelo Ferrillo
Prefazione di Tadashi Onishi – Ed. SelfSelfBooks

Prezzo speciale di lancio: 35€ fino al 31 ottobre 2025 (anziché 45€)

Un appuntamento imperdibile per chi ama la fotografia come linguaggio vivo, per chi riconosce nella città un corpo in movimento.

Ufficio stampa
Opificio della Fotografia
info@opificiodellafotografia.it
http://www.opificiodellafotografia.it

ANGELO FERRILLO

Direttore Creativo, Fotografo, Photoeditor, Curatore e Docente di fotografia. La sua poliedricità lo porta a realizzare progetti a medio e lungo termine, campagne pubblicitarie, documenti corporate e servizi di moda senza mai perdere il contatto con il proprio linguaggio e la propria visione. Conosciuto in campo internazionale per la sua fotografia di strada, la ricerca antropologica si tramuta in un archivio globale. La sua fotografia è stata definita da Giovanni Gastel “uno sguardo attento su quello che hanno dentro le persone”.

OPIFICIO DELLA FOTOGRAFIA

Un opificio della fotografia, un luogo del fare, un luogo in cui vivere la fotografia ogni giorno. Un fare dedicato alla valorizzazione della fotografia in ogni sua forma e declinazione, dallo storicizzato al nuovo, dai noti agli emergenti. Troverai mostre, workshop, eventi, contest, letture portfolio, eventi, festival e rassegne, archiviazione, realizzazione audiovisivi e libri, book shop, stampa fine art. Nasce da e con le esperienze che Federicapaola Capecchi ha ideato e/o sviluppato negli anni con la fotografia. È un progetto interno a Casa Museo Spazio Tadini, negli spazi studio del Maestro Emilio Tadini. Un progetto e luogo di fruizione della fotografia in linea con il progetto del Museo Spazio Tadini, fondato da Francesco Tadini e Melina Scalise e di cui Federicapaola Capecchi fa parte dal 2008. I visitatori possono così passare dalla fotografia all’arte, dalla storia della vecchia tipografia che ospitava lo spazio nei primi del Novecento ai grandi trittici dell’artista Tadini scomparso nel 2002 con visite guidate e approfondimenti.

Anche questo evento è nella programmazione di Opificio della Fotografia, progetto interno a Casa Museo Spazio Tadini, dove nasce e vive con anche le sue sale espositive e di cui Federicapaola Capecchi fa parte dal 2008

CASA MUSEO in memoria di EMILIO TADINI- arte, cultura, eventi – Milano

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