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Casa Museo Spazio Tadini è il museo dedicato a Emilio Tadini, pittore e scrittore milanese. Il museo è luogo anche di esposizioni d’arte ed eventi culturali

Corsi di tango Milano con la Clè de l’Art

Riprendono i corsi di tango argentino presso la Casa Museo Spazio Tadini tutti i lunedì sera a cura di La Clè de l’Art.

IL 17 la prova gratuita a partire dalle 19.30.

Il Tango Argentino, patrimonio dell’umanità per la sua storia intrigata e ricca di stili comunicativi si sviluppa attraverso il desiderio di un movimento d’insieme guidato dall’intesa di un abbraccio.

Durante il corso si studieranno le tecniche dei passi, la musicalità sulla quale ci si muove, la relazione con lo spazio e con le altre coppie in sala, cercando di dare valore allo sviluppo personale del proprio tango, base unica e speciale per poter ballare bene divertendosi insieme.

La Casa Museo “Spazio Tadini” ormai al terzo anno, apre le porte al Tango, ospitando i corsi tenuti da Clelia Fumanelli.
La bellissima sala in parquet con lucernario, immersa sempre in una collezione di quadri diversa, di artisti di fama nazionale e internazionale, ci accoglierà durante l’anno ad iniziative ed eventi quali: stage, pratiche di Tango e piccole Milonghe in arte.

Lezioni prova a partire da Lunedì 17 settembre orari di prova.

• Lunedì •

Ore 19.30 ≤ 20.30 Tecnica

Ore 20.30 ≤ 21.30 Principianti

Ore 21.30 ≤ 22.30 Intermedi

Per informazioni ulteriori

lacle.tango@gmail.com
www.cleliafumanelli.com

Mostra fotografica antologica di Giuliana Traverso: dal 18 settembre 2018

Francisco Copello, Foto Giuliana Traverso

Spazio Tadini Casa Museo apre la stagione 2018/2019 con la mostra fotografica antologica di Giuliana Traverso,  una delle figure più rappresentative della fotografia contemporanea. A cura di Fondazione 3M.

Dal 18 settembre fino al 15 ottobre 2018. Una selezione di 80 fotografie a documentare l’impegno e il carattere di una fotografa interessata alle idee, all’identità, alla società domestica e al quotidiano tanto quanto al suo mondo di sentimenti interiori. Attenta e determinata nell’affermare il ruolo della donna come protagonista della società, e a sollecitare la coscienza pubblica.

La mostra antologica propone un percorso che muove attraverso i ritratti di personaggi più o meno famosi, indagini su luoghi lontani (come Chicago e la Cina) e vicini come la sua Genova, ricerche sul teatro, per evidenziare l’eclettismo caratteristico di Giuliana Traverso, e che invita a soffermarsi sulla sua capacità di documentazione che va oltre gli accadimenti e il sociale, per comporsi anche in una profonda ricerca introspettiva quanto estetica.

Ci sono autori che si specializzano in un genere e risultano così ritrattisti, reporter, paesaggisti, ricercatori” – scrive Roberto Mutti – “Giuliana Traverso ha preferito la strada dell’eclettismo: questa è la ragione per cui questa sua antologica indaga sulle più diverse direzioni privilegiando il bianconero ma concedendosi digressioni nel colore, usando un linguaggio classico non privo di qualche audacia, dando altrettanto valore alle persone e ai segni.

< Con la fotografia si indaga e si interpreta la realtà esteriore, ma ciò che più conta è quello che si scopre di noi stessi – Giuliana Traverso >

Il percorso qui offerto, dunque, non scorre su una sola linea ma chieda all’osservatore di soffermarsi su diversi temi che appaiono come capitoli di un unico discorso”. – continua Roberto Mutti – “L’interesse per le persone che l’ha indotta a dedicare una parte considerevole del suo lavoro ai ritratti di persone famose e non è frutto di un’attenzione rivolta agli altri che si ritrova in una parte importante della sua attività, quella didattica. Con le sue allieve di “Donna fotografa”, il corso tenuto per un lungo periodo, addirittura cinquant’anni, rivolto al solo mondo femminile, Giuliana Traverso ha stabilito un rapporto empatico di grande intensità e il suo eclettismo è stato la chiave di volta per far emergere le potenzialità di tutte, per dare loro consapevolezza (il famoso progetto sull’autoritratto a questo mirava), per lanciare proposte mai costrette in confini troppo netti né espressivi né tanto meno tecnici. E’ la stessa filosofia che l’ha guidata nel suo cercare sempre qualcosa o qualcuno che valesse la pena di fermare in un fotogramma per farlo diventare un istante di vita”.

Giuliana Traverso, con AFI Archivio Fotografico Italiano, lo scorso maggio 2018 ha presentato alla Biblioteca Sormani di Milano la sua autobiografia – “Io sono qui” – frutto del lavoro di Giuliana Calvenzi e Orietta Bay, e sarà disponibile per tutto il periodo della mostra antologica, sia in visione che per l’acquisto.

Il giorno di apertura al pubblico della mostra, martedì 18 settembre ore 18:30, saranno presenti Roberto Mutti e Claudio Argentiero. Giovedì 20 settembre, alle ore 18, ci sarà invece l’incontro con l’autrice Giuliana Traverso.

BIOGRAFIA GIULIANA TRAVERSO

Genovese di nascita ha saputo coniugare la sobrietà e l’educata tolleranza delle sue origini con gli aneliti di libertà e il desiderio di rottura degli schemi tradizionali di fine novecento, di cui è stata testimone ma soprattutto protagonista.

Con il corso “Donna Fotografa” creato nel 1968 ha dato un sostanziale impulso alla creatività femminile, formando negli anni centinaia di professioniste e di fotografe amatoriali. Il corso ha avuto un successo straordinario: dal 1979 è stato istituito anche a Milano ed è a tutt’oggi una pietra miliare e un’isola a sé nell’ormai vasto panorama dei tanti percorsi formativi legati alla fotografia.

Nel 2003 ha deciso di offrire i suoi forti stimoli e le sue “dolci provocazioni” anche all’universo maschile: il corso “il galateo della fotografia” è stato un altro successo.

L’interesse costante riscosso dai suoi corsi l’ha portata a tenere seminari e workshops in Italia e all’estero; restano memorabili le sue presenze ad Arles, Roma, Milano, Torino, Venezia e in molte altre città. Sulla sua attività di insegnante si sono espressi i più importanti quotidiani e periodici di tutto il mondo. Centinaia di mostre in Europa, in America, in Asia, la presenza delle sue opere nelle più importanti collezioni del mondo, quindici volumi dedicati al suo lavoro da diversi editori e una lunga serie di premi e onoreficienze testimoniano una carriera di continui consensi di pubblico e di critica. Gli articoli e i servizi che le hanno dedicato le riviste specializzate di fotografia sono innumerevoli e quasi sempre lusinghieri.

Le sue fotografie sono state inserite a Parigi nella Collezione “Cabinet des Estampes de la Bibliothéque National”; nella Collezione Internazionale Polaroid; a Pechino nella “Galleria Arti Estetiche”; Gala di Barcellona “Epicentro”, Centro Culturale Polivalente; nella Fondazione Puebla, in Messico – Universidad Popular e Casa de Cultura; a Bergamo nella “Galleria d’Arte Moderna” a Cinisello Balsamo (Mi) nel Museo della Fotografia contemporanea grazie alla fondazione Lanfranco Colombo.

Vincitrice di numerosi premi e con all’attivo molteplici mostre personali e collettive nazionali e internazionali.

 

SPAZIO TADINI CASA MUSEO

GIULIANA TRAVERSO

Mostra Antologica

A cura di Fondazione 3M

Apertura al pubblico martedì 18 settembre 2018 ore 18:30

Apertura Spazio Tadini Casa Museo

Dal mercoledì al sabato dalle 15:30 alle 19:30 – domenica dalle 15:00 alle 18:30

Posibili visite guidate e su appuntamento

Ingresso € 5

Via Niccolò Jommelli 24

20131 Milano

Tel +39 26 11 04 81

 

Spazio Tadini è anche Sede di PHOTOMILANo Club Fotografico Milanese, fondato e diretto da Francesco Tadini,  www.photomilano.org

Tadini e la Valsesia: riaperta la casa dell’artista

Emilio Tadini ha frequentato dagli anni ’70 la Valsesia, amante della montagna scelse questa valle come luogo di vacanza dopo un viaggio con Guido Perazzi, giornalista, cognato di Oriana Fallaci. Insieme acquistarono l’antica casa di un fabbro nel comune di Campertogno a circa 10 minuti da Alagna Valsesia, ai piedi del Monte Rosa. La casa, nell’800, era officina e abitazione in prossimità del fiume Sesia, oggi meta di canoisti da tutta Europa.

Per diversi anni la famiglia Perazzi-Fallaci e Tadini-Perazzoli dividettero la casa in cui, Emilio, ricavò anche uno studio tutto per sè nella dependance, probabilmente una volta utilizzata come ricovero per animali e fienile.

Successivamente i Perazzi- Fallaci vendettero il piano inferiore a Tadini ed oggi lo stabile si presenta come una casa dall’architettura Valsesiana con interventi strutturali, architettonici e di arredo curati dall’architetto Giandomenico Belotti, amico di Emilio Tadini. La progettazione di Belotti fa di questa casa un esempio interessante di riqualificazione secondo i principi di design del noto architetto famoso anche per la progettazione della “spaghetti chair” oggi esposta al MOMA a New York. Il cemento che consolida la struttura dell’abitazione si confonde con la pietra dell’architttura Walser e il legno massello dei mobili di Belotti si sposa con i soffitti, gli infissi e le pareti di legno che ancora conservano le impronte dell’antica attività del fabbro ferraio.

Dettagli

 

La casa Tadini, infatti, è circondata da un prato che arriva fino al fiume e, un tempo, attorno alla casa c’era una roggia che alimentava un mulino utilizzato a lavorare il metallo nella fucina al piano terreno dove sono conservati segni evidenti dell’antica attività.

La casa è stata riaperta dopo un lavoro di restyling a cura di Francesco Tadini e Melina Scalise, fondatori della Casa Museo Spazio Tadini di Milano in memoria di Emilio Tadini e da anni curatori dell’archivio e della conservazione delle opere di Emilio.

Immagini dall’appartamento al piano terra.

La casa Valsesiana di Tadini ora è di nuovo visitabile e si prospetta come un nuovo luogo di eventi culturali, aziendali e privati, al tempo stesso sarà disponibile per vacanze in relax, tra arte, cultura e natura per tutti coloro che vorranno una vacanza in un luogo di memoria, di storia e carico di suggestioni.

Immagini dal piano secondo

Saranno in particolar modo benvenuti artisti, scrittori, pittori, fotografi etc che, se vorranno, potranno richiedere di usufruire proprio dello studio di Emilio Tadini dove scrisse tutti i suoi romanzi dalla Lunga Notte in poi.

La dependance ex studio e luogo di lavoro di Emilio Tadini.

 

Dintorni

Informazioni turistiche sulla valle

Mappa

Per visite alla Casa Tadini in Valsesia e per informazioni per eventi e soggiorni/vacanze

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