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Emilio Tadini e Milano ne parlano Raccis e Turazzi: Una nuova sintassi per il mondo e Milano di Carta.

Giacomo Raccis autore  di Una nuova sintassi per il mondo. L’opera letteraria di Emilio Tadini, e Michele Turazzi, autore di Milano di Carta, presenteranno i loro due libri giovedì 24 maggio alle ore 19 presso la Casa Museo Spazio Tadini. Si muoveranno per le strade della città, seguendo le tracce di personaggi e scrittori che l’hanno raccontata, attraversando i decenni.

ritratto emilio tadini
Emilio Tadini nel suo studio in via Jommelli, 24

Emilio Tadini è sempre stato legato alla città di Milano. Sfondo decisivo dei suoi romanzi, Milano è stata il palcoscenico della sua lunga attività di artista, ma anche l’oggetto di tante sue riflessioni. D’altra parte Milano è una città che, nel Novecento, ha occupato un ruolo centrale nella letteratura italiana – e non solo – grazie all’attenzione che gli scrittori le hanno dedicato, descrivendola, raccontandola e attraversandola. Da Ernest Hemingway a Elio Vittorini, da Alda Merini a Giorgio Scerbanenco, dall’ingegner Gadda a Giovanni Testori, da Lalla Romano fino, appunto, a Emilio Tadini, tanti sono gli autori che hanno eletto la “città che sale” a scenario dei loro racconti, rendendola spesso protagonista, grazie alle sue vie, ai suoi palazzi e alle sue luci.

 

Giacomo Raccis, autore di Una nuova sintassi per il mondo. L’opera letteraria di Emilio Tadini, e Michele Turazzi, autore di Milano di Carta, si muoveranno per le strade della città, seguendo le tracce di personaggi e scrittori che l’hanno raccontata, attraversando i decenni: si parlerà della Milano di inizio Novecento idealizzata dallo sguardo “forestiero” di Hemingway e di quella della lotta partigiana immortalata da Vittorini; si rievocheranno i tormentati anni del boom economico che affiorano nelle pagine dell’“arrabbiato” Bianciardi e nei drammi degli emarginati di Testori, ma anche le atmosfere luccicanti degli anni Ottanta, tra new age, droghe e night club, attraversate da Prospero nella Tempesta di Tadini. E si arriverà infine a guardare quello che è Milano oggi, città che cambia sempre, obbligando gli scrittori a esercizi di prospettiva di volta in volta più difficili.

Una nuova sintassi per il mondo. L’opera letteraria di Emilio Tadini (Quodlibet 2018) è la prima monografia dedicata all’intera produzione letteraria di Emilio Tadini, scrittore “eccentrico”, ma di sicura attualità nel panorama del secondo Novecento italiano.

Giacomo Raccis è ricercatore all’Università di Bergamo. Ha studiato a lungo l’opera di Emilio Tadini, di cui ha curato una raccolta di testi critici («Quando l’orologio si ferma il tempo ritorna a vivere». Scritti 1958-1970, il Mulino 2017). Si occupa prevalentemente di romanzo storico, di letteratura italiana degli anni Zero e di racconto breve. Ha pubblicato La trama (Carocci 2018). È cofondatore della rivista culturale La Balena Bianca.

Milano di carta (Il Palindromo 2018) è una guida letteraria della città, un reportage narrativo sulle tracce dei grandi scrittori del Novecento. Uno strumento originale per lanciarsi alla scoperta della metropoli meneghina e incontrare gli autori e le autrici che l’hanno raccontata, i personaggi che l’hanno vissuta.

Michele Turazzi vive a Milano e lavora nell’editoria. Cofondatore dell’agenzia letteraria Pastrengo, collabora con studio pym e fa parte della redazione della rivista culturale La Balena Bianca. Ha pubblicato il racconto lungo La voglia (Intermezzi 2014), oltre ad articoli e testi narrativi in varie riviste.

Casa Museo Spazio Tadini via Niccolò Jommelli, 24 Milano fondata da Francesco Tadini e Melina Scalise, per visitare anche la casa museo con visita guidata 5 euro.

Alessandro Trovati: mostra fotografica Olimpiadi dal 3 maggio 2018

Rio 2016 Olympic games – Men’s trampoline Gymnastics. August 2016. Photo by Alessandro Trovati /Pentaphoto/Mate Images

La Mostra Fotografica Olimpiadi di Alessandro Trovati, a cura di Federicapaola Capecchi, apre al pubblico giovedì 3 maggio 2018

In mostra anche Stefano Rellandini, Luca Bruno, Marco Trovati, Giovanni Auletta  e alcune fotografie di Armando Trovati.

Partner e Sponsor della Mostra Bruno Melada Stampa & Fine Art

Apre al pubblico giovedì 3 maggio 2018, ore 18:30, la Mostra Fotografica Olimpiadi di Alessandro Trovati, Canon Ambassador. Una selezione delle fotografie più significative e autoriali fatte alle Olimpiadi, partendo da quelle appena conclusesi – Pyeongchang 2018 – percorrendo poi quasi tutte le 11 Gare Olimpiche, da Atene 2004 a Pechino 2008 a Londra 2012, attraverso i più grandi momenti e protagonisti della storia dello sport.

Dopo la mostra “Lo sport in bianco e nero”, incentrata sulla narrazione che si muove all’interno del bianco e nero di Alessandro Trovati e dell’ intensità e carattere delle sue fotografie,  concentriamo l’attenzione sul colore e sulla sua duplice capacità: quella di dare prima un’assoluta e suggestiva bellezza formale e, un attimo dopo, far accorgere che si sta parlando di sport, anzi della sua anima. Un fotografo sportivo di questo calibro è, in fondo, anche lui un campione olimpico, anche lui in cerca di un record da battere. Nel fotografare. In cerca di nuovi mezzi, o innovativi, per scattare foto spettacolari. Rispetto ad un tempo oggi un fotografo sportivo può fotografare sott’acqua, avvalersi di robotica per comandare a distanza la macchina fotografica in situazioni e posizioni non raggiungibili, eccetera. Ma per quanto il progresso tecnologico sia di reale ausilio nella fotografia sportiva, non è ciò che fa la differenza per Alessandro Trovati. La differenza è data dal fatto che la sua è la fotografia dei grandi. Quella che sa cos’è la luce, e sa giocarvi con maestria, quella che ha l’attitudine di far emergere ombre e dettagli grazie a passaggi chiaroscurali (e avviene anche nel colore), quella che ha ritmo, tempo, le pause. Quella fotografia fatta anche di inquadrature sapienti, sempre molto equilibrate, articolate, che chiedono all’osservatore di essere attivo in ogni senso, muovendosi in ogni spazio e tempo della fotografia, oltre ogni soggetto attivo, passivo o in primo piano. Anche nei coni d’ombra. Perché è lì, in quella formula visiva e narrativa, che si conchiude ogni sfumatura e azione, che si svela il senso della storia che Alessandro Trovati ha scelto di raccontare.

LONDON 2012 Olympic games, August 2 2012, Elisa Di Francisca Fioretto squadre. scherma Pentaphoto, Alessandro Trovati

E così nella mostra Olimpiadi – attraverso gli scatti a Mohammed Farah e Usain Bolt (Rio 2016), Yuri Chechi (Atene 2004), Simone Beals (Rio 2016), Michael Fred Phelps, Sofia Goggia (Pyeongchang 2018), all’Hockey femminile (Londra 2012), al nuoto sincronizzato, solo per citarne alcuni – ci muoviamo tra fotografie che si distinguono subito per la luce, i piani, la tonalità, l’inquadratura, il punto di vista, i soggetti, la struttura e la dinamicità. Dove il movimento è nella sua natura e nella sua testa prima ancora che nel mirino della macchina fotografica. Un movimento che non è mai congelato ma sempre in divenire per ogni secondo del nostro sguardo sulla foto, obbligandoci a vedere e non semplicemente a guardare.

OLYMPIC GAMES PECHINO 2008, Usain Bolt Agosto 2008 Photo by Alessandro Trovati

Tra i molti elementi che caratterizzano una buona foto” – scrive la curatrice Federicapaola Capecchi – “uno tra i più importanti  è probabilmente il mistero. Per dirla come sosteneva Minor White … <cos’altro è?>. Cosa altro è la fotografia di Alessandro Trovati? Una questione di mentalità (è lui stesso l’atleta dell’evento) e l’importanza di raccontare storie da tramandare nel tempo”. E così la mostra Olimpiadi si muove attraverso l’essere immersi nell’azione e il piacere di raccontare storie in tutte le loro sfaccettature. “Le sue fotografie – scrive ancora la curatrice – “hanno la forza e il fascino della capacità di fissare l’attimo così come il gesto atletico, di immortalare gioia, fatica, dolore”.

Rio 2016 Olympic games, August 2016, Syncronised swimming Photo by Alessandro Trovati, Pentaphoto, Mate Images

Nella mostra Olimpiadi sono esposte anche 3 fotografie di 4 colleghi di Alessandro Trovati – Stefano Rellandini, Luca Bruno, Marco Trovati, Giovanni Aulettain una sorta di omaggio alla fotografia sportiva che condividono come mestiere e passione, a concretizzare uno dei più grandi valori dello sport e delle Olimpiadi: lealtà e fratellanza. In fondo i cinque anelli intrecciati su fondo bianco, simbolo e bandiera del Comitato Internazionale Olimpico (Cio) e dei giochi olimpici fin dal 5 aprile 1896, giorno in cui ad Atene furono aperte le prime Olimpiadi dell’era moderna, simboleggiano proprio ciò. A ogni colore corrisponde un continente: blu per l’Oceania, nero per l’Africa, rosso per le Americhe, verde per l’Europa e giallo per l’Asia. Con questo simbolo il barone francese Pierre de Coubertin, che lo aveva ideato insieme ai Giochi olimpici, voleva sottolineare lo spirito di fratellanza che doveva caratterizzare la manifestazione.

A suggello di questo omaggio alla fotografia sportiva, un piccolo omaggio è per Armando Trovati, padre di Alessandro e fondatore di Pentaphoto, del quale quattro fotografie suggestive aprono il percorso della mostra.

Olympic Games ’84, Los Angeles, Photo Armando Trovati

OLIMPIADI di Alessandro Trovati

A cura di Federicapaola Capecchi

In mostra anche Stefano Rellandini, Luca Bruno, Marco Trovati, Giovanni Auletta e Armando Trovati

Dal 3 maggio al 3 giugno 2018 – Opening giovedì 3 maggio ore 18:30

Partner e Sponsor della Mostra Bruno Melada Stampa & Fine Art

Casa Museo Spazio Tadini

Via Niccolò Jommelli 24

20131 Milano

Pellicangeli: mostra fotografica di Roberto Manfredi

Roberto Manfredi

PELLICANGELI

a cura di Francesco Tadini

Apertura al pubblico da giovedì 3 maggio 2018 alle ore 18:30 >> fino a sabato 19 maggio.


Sono angeli? Spiriti evanescenti? Folletti del lago? No, sono grossi grassi uccelli greci, simpatici e un po’ buffi, sono pellicani. L’autore di questi scatti grazie a un uso creativo del mosso e del flash, senza fare ricorso al fotoritocco, ci mostra come sia possibile trasfigurare l’immagine di questi uccelli, usando la fotocamera per ottenere delle immagini quasi pittoriche, superando la visione puramente documentaristica della fotografia naturalistica.

Il lago Kerkini si trova nella macedonia greca, ai confini con la Bulgaria ed è abitato da una popolazione stanziale di pellicani ricci (pelecanus crispus), i più grandi tra tutte le specie di pellicani. Si tratta di uccelli di dimensioni davvero notevoli con cui i pescatori del lago hanno instaurato un rapporto amichevole, ritendoli utili per tenere sotto controllo i voraci cormorani. I pellicani sono diventati così molto confidenti con gli umani senza però rinunciare alla loro natura di animali selvatici.

Spesso si pensa al fotografo della natura superando la visione puramente documentaristica della fotografia naturalistica, che vede il fotografo, armato di lunghi teleobiettivi, appostarsi in capanni o mimetizzarsi nella vegetazione aspettando per ore che appaia un animale per fare clic.Il concetto tradizionale della fotografia naturalistica ha prodotto immagini stupende e di grande importanza scientifica, ma è possibile un approccio diverso a questo genere fotografico, che lascia un maggior spazio alla creatività del fotografo che, come nelle immagini di questa esposizione, può svelarci un modo diverso di interpretare i suoi soggetti.

Testo di Simone Sbaraglia:
Individuare gocce di armonia, riconoscere istanti universali nel martoriato mondo naturale ed isolarli in un delicato equilibrio di realismo ed interpretazione, mostrandone la meravigliosa unicità e fragilità: questo è il compito del fotografo naturalista, in parte giornalista in parte artista. Il mondo è immerso nel caos, eppure in questo caos c’è ordine, eleganza e perfezione. La scoperta di questa perfezione passa per un percorso di ricerca volto ad entrare in simbiosi con la natura stessa. Sentirsi parte del tutto è l’unico modo che conosco di fotografare.

PELLICANGELI – mostra fotografica di Roberto Manfredi
PhotoMilano club fotografico milanese a
Casa Museo Spazio Tadini
via Niccolò Jommelli, 24, Milano

Orari: dal mercoledì al sabato dalle 15:30 alle 19:30 – domenica dalle 15 alle 18:30 — lunedì e martedì: chiuso
Ingresso 5 euro

www.photomilano.org
www.spaziotadini.com –