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Mostra di Renzo Ferrari: Cose figure luoghi- Casa Museo Spazio Tadini

COSE FIGURE LUOGHI – OPERE 2017-2018 

Casa Museo Spazio Tadini, via Niccolò Jommelli, Milano

23 marzo- 22 aprile 2018

Apertura al pubblico venerdì 23 marzo 2018, ore 18.30

 Figure e luoghi testimoni del tempo presente, dei flussi migratori e delle belligeranze completano la rassegna, corredata da un catalogo con testi di Flaminio Gualdoni e Luca Pietro Nicoletti.

Dopo la grande antologica allestita nel 2016 alla Fondazione Stelline, Renzo Ferrari (Cadro, 1939) torna a Milano con un’importante personale alla Casa Museo Spazio Tadini.

 

Dal 23 marzo al 22 aprile 2018, sarà possibile ammirare l’opera su tela e su carta che il maestro ticinese ha realizzato negli ultimi due anni. Una quarantina di acquerelli, disegni e oli di varie dimensioni che trovano la loro sintesi nell’impressionante progressione dei grandi quadri esposti in importanti musei italiani, svizzeri e stranieri.

Punto persistente di questo corpus di lavori la natura morta (o “Stilleben”, come titolano molti quadri di Ferrari) che, con l’avvicendarsi dei linguaggi e delle tendenze, trova nuova vita e nuove vie di rappresentazione. Questo tema vede il suo primo movente nella dimensione “retinica” dei Taccuini, realizzati copiosamente durante un ventennio a partire dagli anni Novanta. Nel corso tempo si trasforma linguisticamente fino ai lavori più recenti, caratterizzati dal piccolo formato e da una sorta di “personale minimalismo” reattivo alla proliferazione insulsa delle grandi opere con “effetti speciali” dell’attuale scena artistica.

Partendo da una presa di coscienza della condizione umana, Renzo Ferrari si lascia attraversare dalla realtà storica, “si fa impregnare dei suoi umori e la rielabora nelle sue pitture di immagini” in cui si coagulano suggestioni televisive, letterarie ad autobiografiche. In questi “appunti visivi” l’artista elimina lo “scenario”, cioè la densità dello “spazio-ambiente” (e “spazio-tempo”), per soffermarsi su (s)oggetti scarni e scarnificati, su presenze inquiete, a cui tuttavia non manca una sottile ironia. Ne sono un esempio i suoi teschi che, simili a delle macabre maschere africane, evocano una memoria ancestrale contaminata dal quotidiano e dalla squillante materia cromatica.

 

Note biografiche

Renzo Ferrari nasce l’8 febbraio 1939 a Cadro  (Lugano), nel Canton Ticino. Si forma a Milano, dove frequenta il liceo artistico e successivamente l’Accademia di Belle Arti di Brera. Fra i suoi insegnanti figurano Luigi Santucci, Guido Ballo, Pompeo Borra, Luciano De Vita e Gianfilippo Usellini. Le sue prime opere sono ancora legate alla stagione dell’informale, evolvendo, poi, verso un tentativo di amalgamare la figura – matrice inconfondibile del suo iter creativo – con lo spazio reale e mentale. La Civica Galleria d’Arte Villa dei Cedri di Bellinzona presenta nel 1990 un’ampia antologica comprendente la produzione del ventennio tra il 1970 e il 1990; nel 1999 presso la stessa sede è inaugurato il Fondo Ferrari. La recente produzione dell’artista è oggetto di numerose esposizioni presso il Museo Epper di Ascona (1993), Palazzo Sarcinelli di Conegliano (1995 e 1998), il Broletto di Como (2003) e il Museo Civico di Belle Arti di Lugano (2004), oltre all’importante retrospettiva “Renzo Ferrari. Visioni nomadi”, realizzata tra il 2014 e il 2015 al Musée d’art e d’histoire di Neuchâtel e al Museo Cantonale d’Arte di Lugano. Tra il 2016 e il 2017 ha esposto alla Fondazione Stelline di Milano, alla mostra Swiss Pop Art al Kunstmuseum di Aarau e alla galleria Wolf di Ascona. Nel 2009 ha ricevuto il Premio Morlotti alla carriera. Le opere di Renzo Ferrari figurano in raccolte pubbliche (Civica Raccolta Bertarelli e Museo della Permanente di Milano; Museo Civico di Belle Arti e Museo Cantonale d’Arte di Lugano; Civica Galleria d’Arte Villa dei Cedri di Bellinzona; Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma) e in collezioni private sia in Svizzera che all’estero.

 

Teatro a Milano: “Chiedici chi sei” di Danilo Reschigna

Casa Museo Spazio Tadini: Chiedici chi sei, 17 marzo ore 21, spettacolo teatrale

di e con Danilo Reschigna e Ciro Cipriano

Regia di Circo Cipriano

 

L’handicap raccontato in modo nuovo, i piani si ribaltano: la storia ordinaria di un disabile, in scena, viene raccontata da un disabile vero nella vita. Un racconto che mette a nudo senza riserve la difficoltà di vivere con delle disabilità, ma anche il bisogno, qualche volta, di esserlo per ricevere attenzione.

“Due fratelli, Pietro e Paolo, da quando i loro genitori sono morti convivono reclusi in una stanza al quinto piano di una casa popolare a Milano e con un ascensore che è quasi sempre guasto – spiega Danilo – Pietro è il meno ingenuo, è il più smaliziato, non è credente, ha un rapporto emotivo superiore e per questo riesce a sfruttare il fratello. Infatti Pietro, da anni, fa finta di essere un grave disabile in carrozzina impedito a camminare e a muovere le braccia. Paolo è il più ingenuo, è sempre distratto, molto credente e succube del fratello e crede alla sua invalidità e per questo lo serve in ogni sua necessità: fare la spesa, lavarlo, tagliare barba e capelli, portarlo al gabinetto, i lavori domestici, ecc. ecc. I due fratelli non hanno un vero rapporto: sono assenti in se stessi, soprattutto Paolo che a volte ha dei vuoti di memoria, sono chiusi nel loro egocentrico egoismo. Non hanno il coraggio di dirsi che si vogliono bene ma neppure che si odiano. La commedia si sviluppa nel continuo confronto tra un falso ammalato e probabilmente un falso sano che crede di essere un valido aiuto al fratello in carrozzina ma in realtà ha bisogno costantemente del suo aiuto.

In questa storia intervengono tre personaggi: una prostituta, vegana e comunista che dovrebbe essere il regalo di Paolo per il compleanno di Pietro, ma che in realtà andrà a letto con Paolo. Un crocifisso parlante che a un certo punto si intromette dando ragione a Paolo. L’ispettore sanitario che deve verificare il miglioramento o il peggioramento della falsa invalidità di Pietro. L’ ispettore sanitario interviene nella chiusura della storia e, inconsapevolmente e senza accorgersi di niente, farà emergere la verità e soddisfatto se ne andrà promettendo che ci sarà un’ altra visita medica per far aumentare la pensione al nuovo disabile Paolo. Pietro diventa un vero sano, confessando la verità e che accudirà amorevolmente il povero fratello Paolo, il quale esasperato da anni di sottomissione e dalla nuova cruda realtà; diventa un vero disabile in carrozzina.”

Questa commedia è molto ironica ma vuol far riflettere sui temi della disabilità come la miseria economica che un disabile deve sopportare; la relazione emotiva di un disabile con i genitori che possono accettare o non accettare un figlio in cosiddette condizioni o viziarlo troppo; la credenza popolale che un disabile non possa avere stimoli sessuali o rapporti d’amore. Il rapporto con la religione che in questo caso è di egoismo e di contraddizione: Pietro è ateo e prende in giro il fratello che ci crede ciecamente ma non disdegna di chiedere aiuto a Dio per diventare una persona sana; Paolo afferma di essere un grande credente ma, a un certo punto, la sua fede vacilla. Il sacrificio totale, e a volte per tutta la vita, dei parenti del disabile: abbandonati dalle istituzioni. Le barriere architettoniche e culturali, il pietismo ma anche il fatto che il disabile è simile anche nella cattiveria e non esistono disabili solo buoni; infatti a un certo punto Pietro afferma: “… Anche noi siamo esseri cattivi e crudeli come voi e siamo anche furbi come voi: nella bontà e nella cattiveria siamo umani come voi e cioè dobbiamo fare i conti con la nostra maledetta mediocrità terrena…”

Biografia Danilo Reschigna

Drammaturgo regista attore scrittore

Ha frequentato le scuole: Quelli di Grok, l’ Arsenale,  l’ Actor playhouse baires international. Socio dell’ associazione culturale: la Casa Zoiosa. Corsi culturali e filosofici con: Antonello Nociti, j. Petitot, Carlo Sini, Corrado Mangioni, Elda Cerchiari, Emanuele Severino, Elio Franzini, Giuseppe Pontiggia, Marco Vallora, Roberto Escobar.

  • 1988/93   spettacolo cabarettistico/ teatrale  “ a sinistra non si svolta”
  • 1994:   “ l’ odissea” con la compagnia teatro di nascosto di volterra diretta da annet henneman.
  • 1999:    spettacolo teatrale: “ prove aperte di documentazione psichiatrica”
  • 2000:   protagonista del film  “ mario il cavallo”  di sergio papalettera, musiche di pino daniele.
  • 2003:   pubblicazione del libro “ con/fusioni”   ( edizione ibis)
  • 2003:   partecipazione al film   “ pavimento a mattonelle” Di umberto lucarelli.
  • 2004:   protagonista per l’ emmitente televisiva di como espansione tv Nel progamma “ c’e’ dell’ altro”
  • 2004:   spettacolo teatralee: “ io ti amo”
  • 2004/06       testi drammaturgici messi in scena da altri registi:
  • “ il segno del comando”  “l’ innamorato” “ donna moderna”
  • “ l’ arcobaleno spento!” “ niente di nuovo”
  • 2007/09       interprete di trufaldino nel “ re cervo” di c. Gozzi,
  • Il cuoco congrione ne “ la pentola del tesoro” tratto da plauto
  • Il sicario in “ macbeth” di shakespeare, con la regia di rino cacciola.
  • 2009:   pubblicazione del libro   “ aliseo che cammina contro vento”
  • Scritto a due mani con claudio bianchi   ( edizione excogita)
  • 2010:   protagonista del documentario  “ cerco lavoro”
  • Di umberto lucarelli.
  • 2010: partecipazione alla realizzazione del documentario “ il valore di esistere” di umberto  lucarelli
  • 2011:   testo drammaturgico  “ due voci” messo in scena dal regista
  • Rino cacciola.
  • 2014:   pubblicazione del libro  “ non mi ricordo il titolo”  edizione propria
  • 2015:   protagonista nel film: “ cose’ l’amor” con il regista fabio martina
  • 2016:   protagonista, con giovanni sansone, nel film: “ rivotril” regia di umberto lucarelli

E Ancora, spettacolo dedicato ad Emilio Tadini, replica venerdi 9 marzo 2018

Danza e teatro per Emilio Tadini all’interno della mostra  “Il ‘900 di Emilio Tadini”, a cura di Francesco Tadini e Melina Scalise, accompagnata da un omaggio fatto da 77 fotografi di PhotoMilano, e da opere di Maria Mulas, Graziano Perotti, Francesco Cito e Joe Oppedisano. Visto il successo, anche di pubblico, e le richieste di coloro che non sono riusciti a venire mercoledì, vi informiamo che lo spettacolo “E Ancora” replicherà eccezionalmente VENERDI’ 9 MARZO 2018 alle ore 21. Vi ricordiamo che la prenotazione è obbligatoria.

opificiotrame@opificiotrame.org – Prenotazioni aperte da oggi – 

Qui alcuni scatti della serata di mercoledì 28 febbraio 2018 di Laura Federica Caligiuri di Photo Milano Club Fotografico Milanese fondato e diretto da Francesco Tadini.

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Qui alcuni scatti della serata di mercoledì 28 febbraio 2018 di Francesco Falciola di Photo Milano Club Fotografico Milanese fondato e diretto da Francesco Tadini.

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