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Mostra aperta a Spazio Tadini: Milano Celeste

soletoroTi piace fotografare? Partecipa alla raccolta fotografica Milano Celeste

illustra Milano e il suo rapporto con i pianeti e le stelle all’interno dell’esposizione “L’Uomo, la Terra e i Pianeti” che vedrà la partecipazione di diversi artisti.

Spazio Tadini, 24 novembre, 24 dicembre 2016

L’invito è rivolto a tutti “fotografi e non” per una chiave di lettura suggestiva della città.

Sapevate che all’interno della Basilica del Duomo c’è una meridiana con il simbolo del Capricorno realizzato dagli astronomi di Brera nel 1786? E che in una Milano in cui tutti vivono di corsa i progettisti della stazione Centrale hanno deciso di ricordarlo inserendo i segni zodiacali nel decoro del salone biglietterie? Esiste poi, in Corso Magenta 65, anche una stanza dello zodiaco nella Casa degli Atellani. E che dire della meraviglia del Planetario che in Porta Venezia apre a tutti una porta per guardare le stelle? E delle torri residenziali di Porta Nuova di cui la più alta si chiama Solaria accompagnata da Solea e Aria? Sono concepite per avere un rapporto ottimale con l’illuminazione naturale seguendo le ultime tendenze dell’architettura moderna.

Questi e altri luoghi o opere d’arte parlano di una Milano che ieri, come oggi, si relazione con il Cosmo, presta attenzione agli astri per i pronostici e i buoni auspici e si rapporta con il Sole nelle sue architetture e piazze.

Per partecipare a Milano Celeste non devi necessariamente essere un fotografo professionista, ma un bravo osservatore.

Puoi inviare i tuoi scatti alla mail: ms@spaziotadini.it con oggetto Milano Celeste.

Indicate nella mail il luogo o i luoghi fotografati, il vostro nome, cognome, telefono, mail e specificate che date autorizzazione all’utilizzo della foto per la pubblicazione su Spazio Tadini, Milanoartexpo e per la proiezione nel corso delle esposizioni di “L’uomo, la Terra e i Pianeti”. E’ preferibile che inseriate “in piccolo” il vostro nome sulla fotografia nel lato destro in basso.

Foto per autore massimo 5 da allegare a risoluzione media. (Melina Scalise e Francesco Tadini, curatori dell’evento, si riservano di selezionare gli scatti più pertinenti al tema).

Per chi volesse si possono utilizzare anche penna e matita.

 

Per ulteriori informazioni: Melina Scalise 3664584532

Due o tre cose che so dell’arte – incontro con Antonio Barrese a Spazio Tadini

Sabato 29 ottobre dalle 15 alle 19 a Spazio Tadini, centro artistico vocato all’arte e all’approfondimento culturale, su idea di Francesco Tadini e Melina Scalise, ospita un evento di approfondimento e dibattito sul tema dell’arte oggi. Antonio Barrese, artista, racconta la sua visione, il suo progetto di vita e la sua scelta di linguaggio calandosi nel contesto contemporaneo, nelle sue sfaccettature fatte di potenzialità, ma anche di tanti lati oscuri. (per informazioni e prenotazioni asso.scholafelix@gmail.com)

“Il Mondo è andato avanti, un passo avanti, due passi indietro: così è sprofondato nella crisi indotta dalle oligarchie economiche e non riesce a delinearsi una Nuova Visione che orienti percorsi e obiettivi.
I cambiamenti di questi anni non mi hanno né sorpreso né spaventato, ero preparato – dice Barrese -. Nel bene e nel male si sono diretti dov’era prevedibile arrivassero: alle soglie della Palingenesi. Una condizione a cui sarebbe stato impossibile giungere con i modi storici abituali, con una rivoluzione, per esempio. Le rivoluzioni si fanno quando tante persone hanno acquisito consapevolezza e desiderano un cambiamento radicale. Oggi, però, questa moltitudine di consapevoli non c’è. Non esistono più configurate classi sociali, masse che si uniscono per abbattere il Palazzo d’Inverno”. segue…..

Finchè suona la campana: a Spazio Tadini il noir di Roberto Robert

Perle di Follia a cura di Samanta Airoldi

Presentazione del libro di Roberto Robert

giovedì 27 ottobre ore 18.30

Silele editore

Libri a Milano – Spazio Tadini, 27 ottobre 2016-  C’è una doppia storia, nel libro scritto da Roberto Robert. La prima ha per protagonisti Ludovico Moro, Giorgio Pozzi, Davide Reali e una serie di altri personaggi tratteggiati con realismo, italiani raccontati a cavallo tra il XX e il XXI secolo – un po’ come la maggior parte di noi – alle prese con una modernità che corre più veloce di quanto potessimo mai  immaginare. L’altra storia, non meno avvincente, è quella   della televisione italiana, sospesa tra la data del suo esordio – nel 1954 – e i tempi nostri.

L’improvvisa scomparsa di un riservato imprenditore milanese proprietario della tv privata Rete Duomo getta nella disperazione tutti i suoi dipendenti e dà l’avvio a una serie di domande: una fuga, un suicidio, un rapimento? Oppure quale altro motivo si cela dietro la mancanza di sue notizie che si protrae ormai da giorni? E ancora:     sarà in grado l’emittente, in crisi da anni,  di sopravvivere in un mondo dove la concorrenza è sempre più spietata? Riuscirà infine un importante network inglese a risollevarne gli ascolti riportandola in  utile? Le indagini dell’ispettore Guglielmo Gui gireranno a vuoto per mesi finché la verità verrà a galla – letteralmente – in modo inaspettato.

 

Breve biografia dello scrittore
Roberto Robert (Bergamo, 1959) dopo la maturità scientifica si laurea in Scienze Politiche presso l’Università Cattolica di Milano. Iscritto all’Albo giornalisti – elenco pubblicisti, fin dai primi anni 80 collabora con organi di informazione locali. Dal 1983 lavora nel settore assicurativo, attualmente è Funzionario di una media Compagnia italiana. Consigliere comunale in città dal 1995 al 1999. Nel 2008 esordisce con Festina lente (Edizioni Junior), romanzo di formazione che riscuote una buona accoglienza da parte dei suoi non ancora numerosi lettori. Il libro è ora disponibile in formato ebook. Nel 2011, sempre con Edizioni Junior, pubblica Rossa la sera dell’avvenire, romanzo ambientato nella Bergamasca degli anni Settanta e collocato all’interno delle tragiche vicende dei cosiddetti ‘anni di piombo’. Nel 2013 è coautore assieme ad altri amici del saggio STUDENTI! Bergamo 1974 – 1981 Cronache e testimonianze dagli anni d’impegno e di piombo (Leviathan Books). Finché suona la campana rappresenta il suo debutto nel genere noir.

 

Spazio Tadini associazione fondata da Melina Scalise e Francesco Tadini