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Giornata internazionale degli abbracci a Spazio Tadini con Beppe Mecconi

Era il 1986 e il reverendo Kevin a Clio, nel Michigan (USA), propone l’abbraccio per allontanare la malinconia post-festivitá natalizie. Il 19 gennaio però viene individuato come Blue monday ovvero giorno più triste (buio freddo, tutto l’anno da affrontare)….ebbene alla Casa Museo vi aspettiamo il 21 gennaio alle 17.30 per scaldarci di storie d’abbracci, d’arte e anche di sorrisi. Parleremo della poetica dell’abbraccio con Beppe Mecconi e Melina Scalise con letture, riflessioni, condivisioni, opere d’arte..

Avete mai pensato che l’abbraccio può impedirci di guardarci negli occhi? Parleremo di sentimenti…con Beppe Mecconi autore di Cinquantadue e Melina Scalise scrittrice di favole.

A seguire finissage della mostra per Guardare un quadro ci vuole una sedia di Beppe Mecconi e alle 19 nuove mostre di fotografia e visita al museo.

Finissage mostra Beppe Mecconi

Ingresso libero

Svevo tra fotografia, disegno e letteratura. Elena D’Alessandro mostra fotografica personale

Mercoledì 18 giugno 2025 alle ore 19 Opificio della Fotografia inaugura la mostra fotografica personale “Da Svevo a me”, di Elena D’Alessandro che reinterpreta La novella del buon vecchio e della bella fanciulla di Italo Svevo attraverso un inedito linguaggio visivo. Un ponte tra parola e immagine.

Curata da Federicapaola Capecchi, la mostra si articola in una serie di piccole installazioni di libri e disegni sospesi tra fotografia e opera grafica, ciascuna accompagnata dal lavoro che Elena D’Alessandro ha fatto sul testo di Svevo, su quella particolare – anche nel formato – edizione. Il visitatore è invitato a compiere un vero e proprio “dialogo” con Italo Svevo: scoprire e riscoprire sentimenti d’un tempo, ripensati dalla lente intima e contemporanea di Elena D’Alessandro.

L’operazione artistica fonde fotografia, disegno e letteratura: le pagine del testo di Svevo diventano supporto e spunto creativo. Attraverso autoscatti e disegni, la fotografa seleziona parole dal testo originale, le mette in evidenza e costruisce nuove frasi che risuonano con il momento personale, dando vita a un duplice piano narrativo dove immagine e parola si rincorrono e si completano.

Nel trasformare le pagine di Svevo in quinte di luce e ombra” – scrive la curatrice Federicapaola Capecchi – “la fotografia diventa come una voce fuori campo, sussurra la disillusione del desiderio e il fluire inesorabile del tempo, tracciando sul corpo dell’immagine il solco di un dialogo segreto tra parola e sguardo.

“Da Svevo a me” è anche un invito a riscoprire un grande classico della letteratura italiana attraverso uno sguardo intimo e contemporaneo, dove ogni parola diventa immagine e ogni immagine racconta una storia.

La mostra è in collaborazione con Casa Museo Spazio Tadini all’interno della quale nasce e vive il progetto Opificio della Fotografia e di cui Federicapaola Capecchi fa parte dal 2008

COMUNICATO STAMPA – QUI

CORPO CON – TATTO Dialoghi, visioni e presentazione del libro di Riccarda Montenero

Sabato 24 maggio alle ore 18:30, Opificio della Fotografia presentaCorpo con – tatto”, un incontro con Federicapaola Capecchi e Melina Scalise che parlano del corpo come fragilità, simbolo e strumento di narrazione contemporanea, in dialogo con Riccarda Montenero autrice del libro Danse du corps sacral dans l’ombre et la lumièreche ha fatto del corpo il suo soggetto privilegiato di ricerca sia pittorica, scultorea e fotografica.

L’appuntamento sarà l’occasione per interrogarsi sul corpo come territorio di tensioni e possibilità: fragile e potente, simbolico e reale, luogo di disciplina e abbandono. Un corpo che, come emerge dalle fotografie di Riccarda Montenero, si fa palcoscenico di una dialettica tra luce e ombra, desiderio e controllo, intimità e resistenza. Le immagini di Montenero, raccolte nel libro che verrà presentato durante la serata, raccontano il corpo come confine e oltrepassamento, evocando una dimensione filosofica e sensoriale che rimanda tanto alla biopolitica di Foucault quanto all’erotismo di Bataille e alla forza vitale di una danza dionisiaca.

Nel dialogo tra Federicapaola Capecchi e Melina Scalise si esplorerà il modo in cui Riccarda Montenero indaga la corporeità come luogo di trasformazione, memoria e desiderio. Le sue fotografie e sculture sono il risultato di una continua sperimentazione tra tecniche e linguaggi: dal disegno alla fotografia, dalla lavorazione digitale alle installazioni tridimensionali. In particolare, la serie “Danse du corps sacral dans l’ombre et la lumière” pone il corpo – e soprattutto il corpo femminile – al centro di una narrazione che oscilla tra sacro e profano, materialità e visione, presenza e assenza.

Corpo, con – tatto” invita il pubblico a considerare il corpo che si fa racconto, paradosso e luogo di senso.