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Concerto d’arpa di Sangineto: Synantys

Domenica 26 novembre, alle ore 18, Adriano Sangineto presenta il suo lavoro: SYNANTYS. Ingresso 5 euro.

Adriano Sangineto - Official_previewEnergia e dolcezza, goliardia ed eleganza, il tutto confezionato in una performance spumeggiante, guidata dall’imprevedibilità della musica. L’arpa si manifesta in tutte le sue variabili ritmiche e melodiche, eludendo qualsiasi connotazione ed esplorando delle sonorità innovative. Le composizioni originali di Adriano Sangineto attingono da molteplici repertori musicali e convergono in uno stile perennemente improvvisato, in cui il sentimento diventa guida di tutta la performance. Nessuno spettacolo sarà uguale ai precedenti.

Presentazione del CD

“Synantys è la colonna sonora della vita di un musicista”. Il CD è una fotografia di una creatività musicale condivisa poiché mette in mostra come musicisti di grande classe possano creare dei ricami, alcuni improvvisati, sulle melodie originali di Adriano Sangineto. Ogni brano reca in sé un’ambientazione differente, un colore ben marcato ma in costante divenire, con l’intenzione di creare uno spettacolo di immagini sonore. Il timbro dell’arpa celtica si completa con i lunghi periodi musicali dell’organetto, si contrappone alla goliardia degli ottoni, dialoga in maniera serrata con le percussioni, e si amplifica con la magia classica di un quartetto d’archi.

 

Sono intervenuti:

Caterina Sangineto – salterio ad arco e voce

Marco e Angela Ambrosini – Nickelharpa

Riccardo Tesi – organetto diatonico

Jacopo Ventura – chitarra acustica e bouzouki

Matteo Luraghi – basso elettrico

Feyzi Brera – violini e viola

Irina Solinas – Violoncello

Raffaele Kohler – tromba

Luciano Macchia – trombone

Domenico Mamone – sax baritono

Daithì O Cearùill – flauto irlandese

Federico Sanesi – zarb e tabla

Stefano Corsi – armonica a bocca

Nadio Marenco – fisarmoniche e fischio melodico

Adalberto Ferrari – clarinetto e clarinetto basso

 

Il CD è stato inciso presso lo studio “Registrazioni Moderne” di Roberto Colombo.

Registrato, editato, mixato e masterizzato da Massimo Faggioni.

 

Adriano Sangineto

Nato e cresciuto nell’ambiente della liuteria paterna, Adriano si forma come musicista venendo a contatto con personalità di spicco della cultura popolare internazionale, come Alan Stivell, Carlos Nunez, i Chieftains e altri. Appassionato degli strumenti popolari in generale, esprime un eclettismo in svariati ambiti musicali, dalla musica antica a quella moderna, passando per la musica classica, il new age, il pop, e rivalutando la musica popolare italiana ed europea con arrangiamenti originali. Adriano suona numerosi strumenti a fiato e a corda e si specializza in clarinetto al conservatorio di Milano e in arpa celtica compiendo degli studi da autodidatta. Impegnato nella costante ricerca di nuove sonorità, ha sviluppato una tecnica personalizzata che trasforma l’arpa celtica in uno strumento di grande coinvolgimento stravolgendo ogni connotazione. Grazie all’approfondimento della composizione classica in conservatorio a Milano e alla sua coniugazione con la cultura musicale popolare, ha composto brani per numerose destinazioni, colonne sonore, attività teatrali, pubblicità.

Nel 2012 ottiene un riconoscimento al “Golfo dei Poeti film festival” di Lerici come compositore della migliore colonna sonora tra i cortometraggi in gara.

Insieme alla sorella gemella, Caterina, fonda il nucleo principale di alcuni gruppi musicali, quali Ensemble Sangineto (dedicato alla musica popolare italiana e celtica), Antica Liuteria Sangineto (incentrato sugli strumenti che il padre ha realizzato a partire da quadri di pittori rinascimentali) e LyraDanz (dal repertorio originale destinato al ballo).

Con l’uscita dell’album “Arpa Creativa” Adriano inaugura la carriera solistica in Italia e all’estero, dove viene chiamato a tenere workshop e approfondimenti sulla versatilità del proprio stile. Ha tenuto masterclass presso l’Edinburgh International Harp Festival (Scozia), Swiss Harp Festival (Svizzera), Glasbury Harp Summer School (Galles), Arfavita (Mosca), Cadansa (Olanda) ed è attualmente tra gli insegnanti fondatori della prima Scuola d’Arpa Internazionale Online.

 

Centesimi, C’era una volta la piccola economia, mostra storica e d’arte

Dal 24 novembre al 21 dicembre 2017, la Casa Museo Spazio Tadini via Niccolò Jommelli, 24 ospita una mostra particolare che riguarda i manuali di educazione economica e morale degli anni 20 stampati, ideati ed editati da Ugolino Marucelli e una mostra sul denaro. L’esposizione e vendita di riproduzioni grafiche dell’epoca è a cura di Melina Scalise.

Apertura al pubblico 24 novembre dalle ore 18.30 ingresso al museo e alle mostre in corso 5 euro.

La storia economica di Milano e anche dell’Italia è passata da un’antica tipografia e casa editrice della città che aveva sede in via Jommelli, 24, Grafiche U.Marucelli & Co, dove oggi si trova la Casa Museo Spazio Tadini in omaggio al pittore e scrittore milanese Emilio Tadini. Presso questa azienda mosse i primi passi nell’editoria Angelo Rizzoli nel 1902, come apprendista. Lì vennero stampati i primi giornali economici come L’esercente (1896-1987), Il Corriere Agricolo (1894 – 1934) e L’impresa moderna (1912-1923) e si conserva ancora un torchio da stampa del 1847 di Amos dell’Orto di Monza. Ma soprattutto, Ugolino Marucelli fondatore nel 1915 della storica tipografia e casa editrice Grafiche Marucelli & Co ideò e scrisse le uniche tabelle di educazione economica e morale (anni 20) e  si inventò le “marche nazionaliste”  da applicare su fatture, buste etc. per far conoscere l’impegno delle associazioni durante la guerra e il valore dell’industria italiana.

“La pubblicazione (si intende delle tabelle educative), ebbene inizio nell’anno 1913scrisse Ugolino Marucelli  nel presentare i suoi manualicon le massime delle prima quattro serie il cui testo dimostra come lo scrivente, nel dettarle, mirasse allo scopo di offrire agli industriali un prudente suggestivo indiretto contravveleno da propiziare alle masse operaie sovvertite da errori economico-sociali.(…) Sul finire del 1929 notavasi una grande depressione morale nel gran pubblico e più specialmente fra le massaie per “il caro vita”. Ed era veramente difficile per le piccole borse bilanciare l’entrata con l’uscita, ma sapevano poi le massaie spendere bene i loro soldarelli, alimentare razionalmente la loro famiglia, escogitare correttivi atti ad attenuare la crisi? Con l’opuscoletto Il tesoro della massaia lo scrivente cercò di mettere a nudo gli errori economici delle massaie, additando loro nel contempo il modo di eliminarli”. Questo manuale e tanti altri saranno in mostra presso la Casa Museo Spazio Tadini dal 24 novembre al 21 dicembre 2017.

In visione le tre raccolte di educazione morale, sociale economica e patriottica contenenti libretti come La vispa Teresa, La vanga dalla punta d’oro, La fabbrica domestica di Nichelini, La spiga-calendario delle faccende agricole, Il riso -almanacco dei risaioli, Lo spettro-teatro per piccoli, L’operaio del 900 e altri dati ed elementi storici che offrono uno spaccato dell’educazione economica al risparmio che ha contraddistinto l’approccio italiano all’economia familiare, quella che molti ritengono abbia aiutato oggi molte famiglie ad affrontare la crisi economica contemporanea. Saranno esposti e messi in vendita riproduzioni di manifesti, stralci di opuscoli e cartelloni pubblicitari dell’epoca.

Dall’analisi dei contenuti emerge un’Italia analfabeta retta da un’economia agricola e industriale e artigiana dove l’educazione igienica e comportamentale viaggiava di pari passo con la propaganda economica. L’emancipazione dell’operaio e del contadino passava dall’apprendimento delle “buone maniere”  elargite in motti, tabelle da affiggere nei luoghi di lavoro, brevi racconti e storielle. Così se l’uomo doveva smettere di bere e di frequentare bettole sciupando denari e mettendo a rischio la sua salute, la donna, nel ruolo di massaia, era eletta economa della famiglia e tutrice della salute adottando un’equilibrata dieta alimentare.

LA MOSTRA D’ARTE – Yuri Olegovic e Peter Hide – Soldi d’artista

A completare l’esposizione una mostra sul denaro con artisti che usano come fonte d’ispirazione proprio le banconote. In particolare una bipersonale di Peter Hide e Yuri Olegovic e una selezione dedicata ai Soldi D’artista (selezione di opere di una mostra organizzata nel 2010 con l’esplosione della crisi economica contemporanea dove artisti vari hanno ideato banconote da mettere provocatoriamente in vendita). Questa mostra è esempio di come il denaro abbia assunto un ruolo nuovo nell’immaginario collettivo: non più fonte solo di arricchimento e di emancipazione sociale, ma  simbolo di prigionia, di falsi miti, di umiliazione della dignità dell’Uomo. Tra nostalgie delle vecchie lire (Yuri Olevogic) e denuncia ed ironia sul nuovo rapporto tra l’uomo e il denaro (Peter Hide).

Breve storia di Grafiche Marucelli

La casa editrice e tipografia  fu fondata nel 1915 da Ugolino Marucelli a Milano. Ha sede prima in via Manuzio, 2 e poi si trasferisce in via Jommelli, 24. Ugolino Marucelli muore relativamente giovani e i suoi eredi vendono a Giuseppe Tadini, e C. Origgi. A condurre la tipografia durante la seconda guerra mondiale è Giuseppe Tadini. Presso la tipografia vennero stampati i quotidiani durante la grande guerra e i volumi sono attualmente conservati presso la Casa Museo Spazio Tadini. Anche Giuseppe Tadini muove precocemente in un incidente e nel 1946 subentra all’attività paterna uno dei due figli Giovanni Tadini, mentre Emilio Tadini sceglie di intraprendere l’attività di scrittore e pittore. Nel 1972 l’attività ormai solo tipografica passa a Paolo Tadini.

Oggi la tipografia e casa editrice è definitivamente chiusa e la sua sede, dal 2003 è una proprietà privata che ospita la Casa Museo Spazio Tadini in omaggio a Emilio Tadini. In un’ala dello stabile l’artista ricavò il suo atelier e vi lavorò fino alla sua morte 2002, anno in cui morì anche suo fratello Giovanni Tadini.

Attualmente lo spazio, che conserva ancora un sapore  industriale, custodisce alcuni beni della vecchia attività tipografica e l’archivio delle opere di Emilio Tadini. La documentazione viene gestita dall’associazione culturale fondata nel 2008 da Francesco Tadini (figlio di Emilio), regista ed esperto in comunicazione e Melina Scalise, giornalista e psicologa.

SALONE

 

Pachamama La natura si riprende i suoi spazi

PHOTO POCKET EXHIBIT – Pachamama La natura si riprende i suoi spazi

Mostra fotografica del Collettivo Manicomio Fotografico – A cura di Federicapaola Capecchi – DAL 20 al 29  OTTOBRE 2017 –apertura al pubblico venerdì 20 ottobre ore 18:30

 In mostra una selezione di 28 fotografie (di 60) che rivolgono l’attenzione ad un tema di grande attualità e di stampo ecologista che riguarda la salvaguardia dell’ambiente. Le fotografie rappresentano infatti luoghi abbandonati dall’uomo dove la natura si sta riprendendo i propri spazi arrivando letteralmente ad inghiottire e distruggere quanto è stato costruito e almeno momentaneamente dimenticato. I luoghi abbandonati dall’uomo sono il terreno di indagine dei fotografi esposti che, però, non si concentrano sugli spazi in sé, bensì sui vuoti che lentamente vengono riconquistati dalla natura.

Secondo le credenze degli Incas Pachamama è la madre terra che con generosità infinita offre nutrimento e vita al pianeta, ma che può anche mostrare un volto crudele nel momento in cui non viene rispettata.

La mostra non è una critica gratuita al crescente fenomeno di urbanizzazione né tanto meno all’abbandono di determinate aree ed al loro mancato recupero. L’obiettivo è, però, sollevare una riflessione volta a comprendere i motivi che stanno dietro al fenomeno della cementificazione del pianeta e al mancato riutilizzo/riconversione di spazi già urbanizzati. Tutto ciò nella speranza che arrivino soluzioni e proposte, ma soprattutto nella speranza di modificare l’abito mentale attuale rendendo tutti più consapevoli del valore della natura.

Rappresentare il vuoto per raccontare il pieno della storia di uno spazio” scrive Federicapaola Capecchi -”è compito tanto ardito quanto affascinante ed eccitante. Luoghi abbandonati e rovine sono soggetti fotografici molto ricchi, e hanno la magia di raccontare  nel silenzio e costruire storie dalle macerie […] Sono narratori naturali, in un dialogo complesso e articolato con tutto ciò che è loro intorno. Narratori naturali, come la fotografia!”

Manicomio Fotografico è un gruppo Facebook nato nel 2014 con la volontà di riunire gli appassionati di fotografia che si occupano di esplorazione e documentazione dei posti abbandonati. Non esistono regole nel “Manicomio” se non quella dell’assoluto rispetto e tutela dei luoghi visitati. “Manicomio Fotografico” è tutto questo ed anche di più.  Il resto è nascosto nelle fotografie, nel racconto di una vita che non vuole cedere alla dimenticanza.

 

 

SPAZIO TADINI CASA MUSEO

Via Niccolò Jommelli 24

20131 Milano

http://www.spaziotadini.com

Pachamama La natura si riprende i suoi spazi

DAL 20 AL 29 OTTOBRE 2017

Orari: dal mercoledì al sabato 15:30/19:30 – domenica 15:00/18:30

tel +39 02 26 11 04 81