Sabato 24 maggio alle ore 18:30, Opificio della Fotografia presenta “Corpo con – tatto”, un incontro con Federicapaola Capecchie Melina Scalise che parlano del corpo come fragilità, simbolo e strumento di narrazione contemporanea, in dialogo con Riccarda Montenero autrice del libro “Danse du corps sacral dans l’ombre et la lumière” che ha fatto del corpo il suo soggetto privilegiato di ricerca sia pittorica, scultorea e fotografica.
L’appuntamento sarà l’occasione per interrogarsi sul corpo come territorio di tensioni e possibilità: fragile e potente, simbolico e reale, luogo di disciplina e abbandono. Un corpo che, come emerge dalle fotografie diRiccarda Montenero, si fa palcoscenico di una dialettica tra luce e ombra, desiderio e controllo, intimità e resistenza. Le immagini di Montenero, raccolte nel libro che verrà presentato durante la serata, raccontano il corpo come confine e oltrepassamento, evocando una dimensione filosofica e sensoriale che rimanda tanto alla biopolitica di Foucault quanto all’erotismo di Bataille e alla forza vitale di una danza dionisiaca.
Nel dialogo tra Federicapaola Capecchi e Melina Scalise si esplorerà il modo in cui Riccarda Montenero indaga la corporeità come luogo di trasformazione, memoria e desiderio. Le sue fotografie e sculture sono il risultato di una continua sperimentazione tra tecniche e linguaggi: dal disegno alla fotografia, dalla lavorazione digitale alle installazioni tridimensionali. In particolare, la serie “Danse du corps sacral dans l’ombre et la lumière” pone il corpo – e soprattutto il corpo femminile – al centro di una narrazione che oscilla tra sacro e profano, materialità e visione, presenza e assenza.
“Corpo, con – tatto” invita il pubblico a considerare il corpo che si fa racconto, paradosso e luogo di senso.
In occasione degli 80 anni dalla liberazione dai regimi nazifascisti e dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, la Casa Museo Spazio Tadini ha scelto di dedicare un intero percorso espositivo al tema con due percorsi complementari: un omaggio alla Resistenza Europea mettendo in esposizione una cartella d’arte realizzata nel 1983 in occasione dell’inaugurazione del monumento dedicato alla Resistenza Europea realizzato su progetto (1978) dell’artista Gianni Colombo a Como e inaugurato dal presidente Sandro Pertini nel 1983 e un percorso sulla fotografia con racconti di ritratti di partigiani e sulla costituzione italiana con Opificio della Fotografia.
In mostra nove multipli con tiratura XV/XXV di: Gianni Colombo– Progetto, Giuliano Collina – La porta la notte, Nicola Salvatore – L’uomo cammina, Angelo Tenchio – Il muro, Luigi Veronesi – Costruzione 1983, Giovanni Cappelli – L’uomo che si rialza, Gianfranco Arlandi – Su cinque modi di fare la Resistenza, Alik Cavaliere – Per la resistenza ed Emilio Tadini – Fiori Rossi. La cartella è corredata da stralci di testi poetici di Marco Loi, Tomaso Kemeny, Giancarlo Majorino e Nino Majellaro.
La mostra apre il 23 aprile alle ore 18.30 e termina il 14 settembre 2025. Apertura da mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19.30 visite guidate su prenotazione.
Il monumento realizzato da Gianni Colombo in memoria della Resistenza Europea 1983 a Como (ph Freee Commons Wikipedia)
A completare la mostra un’opera di Fernando De Filippi, una raccolta di quotidiani del 1945 e una lettura simbolica dell’opera Saggio sul Nazismo degli anni 60 di Emilio Tadini a cura di Melina Scalise, curatore dell’archivio Emilio Tadini e della mostra.
“Parlare di Resistenza oggi richiede un’attenzione a livello globale in relazione anche al nuovo assetto socio-politico ed economico – dice Melina Scalise curatore della mostra – Questa cartella dedicata alla Resistenza europea è un omaggio alla forza con cui l’Uomo, a prescindere da ogni confine – Stato, sia capace di organizzarsi per difendere i diritti fondamentali di pace, libertà e dignità. Lo stesso monumento alla Resistenza Europea realizzato da Gianni Colombo a Como, per cui altri 8 pittori e tre poeti hanno voluto dare il loro contributo, rimarca questo concetto. Il monumento è costituito da 3 scale lungo le quali ci sono delle lastre con i nomi di alcuni condannati a morte durante la Seconda Guerra Mondiale e contiene pietre dei campi di concentramento e della città di Hiroshima. Un elevarsi simbolico per prendere coscienza dei sacrifici, delle morti, del dolore su cui si regge l’”edificio umano”.
Dettaglio opera Cappelli, L’Uomo che si rialza – 1983
Ricordiamo che la Resistenza Europea ebbe un ruolo chiave per salvare vite umane. I nomi della Resistenza, come si evidenzia dalla grafica della cartella d’arte realizzata per l’inaugurazione del monumento a Como sono declinati in varie lingue e vari furono i nomi con cui i movimenti popolari e anche militari lottarono contro il nazifascismo.
In Germania si formano gruppi come La Rosa Bianca costituita in gran parte da studenti e la Stella Alpina, in Francia si organizzarono i Maquis che erano anche spagnoli, polacchi e italiani, in Belgio si chiamarono l’Esercito Segreto”, in Italia partigiani, in Grecia gli Andares e così via. Ma non ha molto importanza il nome quanto la sostanza, l’obiettivo comune aveva creato una rete di uomini pronta a morire per la libertà.
Il 25 aprile del 1945 non segnò solo la Liberazione dal passato oppressore, ma nel nostro Paese si gettarono le basi per un governo democratico e si scrisse la nostra Costituzione ufficialmente promulgata nel dicembre del 1947 ed entrata in vigore il 1dicembre del 1948: un grande atto di mediazione, democrazia e responsabilità che dava finalmente un senso al sacrificio di milioni di persone a cui fu tolto il futuro.
POST HITLER
“Tu come ti chiami?” si urla tra le baracche;
hanno appena bruciato novanta figure
poi hanno bruciato chi ha bruciato le figure
poi chi ha bruciato chi ha bruciato;
“e tu come ti chiami?
Le figure rimaste nelle tenebre parlano.
Niente pensa a niente
si vivacchia.
Ma dell’uomo che torna pietra l’uomo che torna bestia avrà il sopravvento
Dal 1 al 6 aprile 2025 alla Casa Museo Spazio Tadini vi proponiamo in occasione del Miart e Milano Art Week i seguenti eventi: “Lettura de Il Profugo di Emilio Tadini” a cura di Melina Scalise alle 18,30 e Visite guidate “Focus sulla fotografia tra riflessioni sull’oggi, luce e movimento”sulla fotografia di Francesco Tadini a cura di Federicapaola Capecchi su prenotazione e a richiesta. Sabato 5 Aprile ore 19 Talk gratuito con prenotazione obbligatoria “Loïe Fuller luce e movimento” .
Per una settimana, la città si trasformerà in un grande palcoscenico dedicato all’arte in tutte le sue espressioni, celebrando i linguaggi e le visioni capaci di raccontare la complessità del nostro tempo. Chi siamo? Dove andiamo? Quali prospettive e qual’è il nostro rapporto con la realtà? Oggi passa tutto attraverso la luce? Noi ne parleremo con i temi trattati nelle opere di Emilio Tadini titolate “Il Profugo”, con le riflessioni sull’oggi e la trasfigurazione delle fotografie di Francesco Tadini e con la ricerca di Loïe Fuller, coreografa e danzatrice che ha rivoluzionato il mondo dello spettacolo con la sua danza innovativa che integrava movimento, luce e tessuti, anticipando le avanguardie artistiche e influenzando l’arte visiva, il cinema e la percezione del corpo femminile. Fil rouge, tra gli altri, come la luce e il movimento possano trasmutare la percezione della realtà, creando spazi di espressione innovativi e come, attraverso le loro opere, offrano nuove modalità di rappresentazione, di riflessione sul mondo e anche di percezione del corpo umano, in relazione allo spazio e alla luce. ECCO GLI APPUNTAMENTI IN DETTAGLIO
Pittura Dal 1 al 6 aprile 2025, unico turno alle ore 18:30 da martedì a sabato; domenica unico turno alle ore 15:30, su prenotazione a pagamento 10 euro: melina@spaziotadini.com “Lettura de Il Profugo di Emilio Tadini” A cura di Melina Scalise, responsabile Archivio Emilio Tadini, giornalista, curatrice d’arte e psicologa. Un’esperienza immersiva nella pittura di Emilio Tadini con la lettura simbolica dell’opera “Il Profugo”. Melina Scalise guiderà il pubblico nell’analisi di due dipinti dell’artista, rivelandone la stratificazione simbolica. Con una formazione che spazia dall’arte alla psicologia, e affinata con una tesi su Van Gogh, Melina Scalise offre una chiave di lettura unica per decifrare e comprendere il linguaggio visivo di Emilio Tadini. Come un moderno archeologo, Melina Scalise rivela nei suoi lavori un universo di segni, lettere e numeri, un vero e proprio rebus che invita a una riflessione profonda sulla condizione umana e sul mondo che ci circonda. “Il Profugo” diventa così il punto di partenza per un viaggio tra arte e significati nascosti, un’occasione per interrogarsi sul presente e sul futuro attraverso l’arte di Emilio Tadini. I partecipanti saranno invitati a esplorare i temi della solitudine, della perdita e della ricerca di senso in un mondo caotico e complesso, scoprendo come l’artista affronta queste tematiche con una profondità emotiva e intellettuale. Un’esperienza che stimola l’ immaginazione e offre nuove prospettive sulla realtà che ci circonda.
Fotografia Dal 1 al 12 aprile 2025 su prenotazione, a pagamento: federicapaola@gmail.com – info@opificiodellafotografia.it Visita guidata con focus sulla ricerca fotografica di Francesco Tadini: un’immersione nel lavoro di Francesco Tadini, esplorando la sua ricerca unica e portando i visitatori nelle sue narrazioni, fantasie, invenzioni, fughe dalla realtà, magie, riflessioni sull’oggi, temi come il dolore, l’amore, la politica, sogni, luoghi e trasformazioni visionarie. Un focus su un’arte visiva che nasce dalla potenza della creatività, disegnata attraverso il movimento del corpo del fotografo e della macchina fotografica. Non si tratterà solo di osservare ma di vivere un viaggio temporale ed esplorare la luce, diventando parte integrante delle immagini. Federicapaola Capecchi accompagnerà i visitatori in visioni enigmatiche e ammalianti che rimettono in discussione lo spazio, il tempo e persino la morte; che esplorano la realtà e stimolano l’inconscio dell’osservatore. Dal 15 marzo al 19 aprile 2025, ingresso gratuito dal mercoledì al sabato dalle 15:30 alle 19:30 Si potranno visitare le altre mostre di fotografia in corso tra cui “L’arte della fotografia sportiva” che espone opere del progetto Sport Photography Museum tra le quali anche 4 immagini storiche – di Tommie Smith John Carlos, Felice Gimondi e Eddy Merckx di Cesare Galimberti; Kristian Ghedina di Armando Trovati.
Talk Sabato 5 aprile 2025, ore 19, ingresso gratuito con prenotazione: federicapaola@gmail.com – info@opificiodellafotografia.it “Loïe Fuller luce e movimento”. Federicapaola Capecchi, nella sua duplice veste di curatrice di fotografia e di coreografa-danzatrice, mette in relazione la ricerca di Loïe Fuller con la ricerca fotografica di Francesco Tadini. Con lei Francesco Tadini a dialogare sul ruolo di luce e movimento nelle due ricerche e nella percezione della realtà e Melina Scalise ad approfondire alcune delle avanguardie artistiche con cui Loïe ebbe a che fare: simbolismo, Art Nouveau, Futurismo. Loïe Fuller coreografa e danzatrice rivoluzionaria, “la maga della luce”, che ha avuto un impatto significativo sulle avanguardie artistiche del suo tempo, contribuendo a una rivoluzione culturale che ha ridefinito la danza e l’arte visiva; Francesco Tadini, regista e fotografo, che svela la dimensione viscerale nel movimento, che crea e disegna qualcosa che fornisce un’illusione simile alla combustione. Entrambi si muovono tra la memoria della luce e la creazione. Entrambi esplorano la complessità del movimento e della luce, offrendo forme infinite di trasfigurazione, creazione e immaginazione.
MILANO ART WEEK 2025 PITTURA, FOTOGRAFIA E DANZA PER PARLARE DELL’OGGI FOCUS AL MUSEO SUGLI AUTORI: EMILIO TADINI, FRANCESCO TADINI E LOÏE FULLER CASA MUSEO SPAZIO TADINI Via Niccolò Jommelli 24 – 20131 – Milano federicapaola@gmail.com melina@spaziotadini.com
SPAZIO TADINI CASA MUSEO Fondatori Francesco Tadini, fotografo e regista; Melina Scalise, curatrice d’arte, giornalista, psicologa Il museo Spazio Tadini ha iniziato a svolgere i suoi primi eventi nel 2006, nel 2008 e stata fondata una associazione culturale che ha visto tra i soci soprattutto artisti, fotografi e appassionati o operatori in ambito artistico. La finalità dell’associazione è stata lavorare sul patrimonio culturale di Emilio Tadini e promuovere arte e cultura. Oggi è una casa museo privata gestita direttamente dai proprietari che condividono il loro spazio lavorativo e abitativo con il pubblico per continuare a rendere fruibile al pubblico il patrimonio culturale che custodiscono. Pertanto hanno mantenuto degli orari di apertura dove è possibile visitare la collezione Tadini, il materiale dell’antica tipografia e mostre temporanee, nonché partecipare ad eventi. È un luogo culturale che promuove l’arte, la cultura e l’espressione creativa in tutte le sue forme. Offre spazi e opportunità anche per artisti emergenti, celebrando la diversità culturale attraverso mostre, eventi e iniziative coinvolgenti. http://www.spaziotadini.com OPIFICIO DELLA FOTOGRAFIA Un opificio della fotografia, un luogo del fare, un luogo in cui vivere la fotografia ogni giorno. Un fare dedicato alla valorizzazione della fotografia in ogni sua forma e declinazione, dallo storicizzato al nuovo, dai noti agli emergenti. È un progetto interno a Casa Museo Spazio Tadini , negli spazi studio del Maestro Emilio Tadini. Troverai mostre, workshop, eventi, contest, letture portfolio, eventi, festival e rassegne, archiviazione, realizzazione audiovisivi e libri, book shop, stampa fine art. Nasce da e con le esperienze che Federicapaola Capecchi ha ideato e/o sviluppato negli anni. Un progetto e luogo di fruizione della fotografia in linea con il progetto del Museo Spazio Tadini, fondato da Francesco Tadini e Melina Scalise e di cui Federicapaola Capecchi fa parte dal 2008. I visitatori possono così passare dalla fotografia all’arte, dalla storia della vecchia tipografia che ospitava lo spazio nei primi del Novecento ai grandi trittici dell’artista Tadini scomparso nel 2002 con visite guidate e approfondimenti. https://www.opificiodellafotografia.it
CASA MUSEO in memoria di EMILIO TADINI- arte, cultura, eventi – Milano
Privacy e cookie: questo sito utilizza i cookie. Continuando a utilizzare questo sito web, acconsenti al loro utilizzo.