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Mostra sulla Resistenza Europea: Arte e Memoria

In occasione degli 80 anni dalla liberazione dai regimi nazifascisti e dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, la Casa Museo Spazio Tadini ha scelto di dedicare un intero percorso espositivo al tema con due percorsi complementari: un omaggio alla Resistenza Europea mettendo in esposizione una cartella d’arte realizzata nel 1983 in occasione dell’inaugurazione del monumento dedicato alla Resistenza Europea realizzato su progetto (1978) dell’artista Gianni Colombo a Como e inaugurato dal presidente Sandro Pertini nel 1983 e un percorso sulla fotografia con racconti di ritratti di partigiani e sulla costituzione italiana con Opificio della Fotografia.

In mostra nove multipli con tiratura XV/XXV di: Gianni Colombo– Progetto, Giuliano Collina – La porta la notte, Nicola Salvatore – L’uomo cammina, Angelo Tenchio – Il muro, Luigi Veronesi – Costruzione 1983, Giovanni Cappelli – L’uomo che si rialza, Gianfranco Arlandi – Su cinque modi di fare la Resistenza, Alik Cavaliere – Per la resistenza ed Emilio Tadini – Fiori Rossi. La cartella è corredata da stralci di testi poetici di Marco Loi, Tomaso Kemeny, Giancarlo Majorino e Nino Majellaro.

La mostra apre il 23 aprile alle ore 18.30 e termina il 14 settembre 2025. Apertura da mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19.30 visite guidate su prenotazione.

Il monumento realizzato da Gianni Colombo in memoria della Resistenza Europea 1983 a Como (ph Freee Commons Wikipedia)

A completare la mostra un’opera di Fernando De Filippi, una raccolta di quotidiani del 1945  e una lettura simbolica dell’opera Saggio sul Nazismo degli anni 60 di Emilio Tadini a cura di Melina Scalise, curatore dell’archivio Emilio Tadini e della mostra.

“Parlare di Resistenza oggi richiede un’attenzione a livello globale in relazione anche al nuovo assetto socio-politico ed economico – dice Melina Scalise curatore della mostra – Questa cartella dedicata alla Resistenza europea è un omaggio alla forza con cui l’Uomo, a prescindere da ogni confine – Stato, sia capace di organizzarsi per difendere i diritti fondamentali di pace, libertà e dignità. Lo stesso monumento alla Resistenza Europea realizzato da Gianni Colombo a Como, per cui altri 8 pittori e tre poeti hanno voluto dare il loro contributo, rimarca questo concetto. Il monumento è costituito da 3 scale lungo le quali ci sono delle lastre con i nomi di alcuni condannati a morte durante la Seconda Guerra Mondiale e contiene pietre dei campi di concentramento e della città di Hiroshima. Un elevarsi simbolico per prendere coscienza dei sacrifici, delle morti, del dolore su cui si regge l’”edificio umano”.

Dettaglio opera Cappelli, L’Uomo che si rialza – 1983

Ricordiamo che la Resistenza Europea ebbe un ruolo chiave per salvare vite umane. I nomi della Resistenza, come si evidenzia dalla grafica della cartella d’arte realizzata per l’inaugurazione del monumento a Como sono declinati in varie lingue e vari furono i nomi con cui i movimenti popolari e anche militari lottarono contro il nazifascismo.

In Germania si formano gruppi come La Rosa Bianca costituita in gran parte da studenti e la Stella Alpina, in Francia si organizzarono i Maquis che erano anche spagnoli, polacchi e italiani, in Belgio si chiamarono l’Esercito Segreto”, in Italia partigiani, in Grecia gli Andares e così via. Ma non ha molto importanza il nome quanto la sostanza, l’obiettivo comune aveva creato una rete di uomini pronta a morire per la libertà.

Il 25 aprile del 1945 non segnò solo la Liberazione dal passato oppressore, ma nel nostro Paese si gettarono le basi per un governo democratico e si scrisse la nostra Costituzione ufficialmente promulgata nel dicembre del 1947 ed entrata in vigore il 1dicembre del 1948: un grande atto di mediazione, democrazia e responsabilità che dava finalmente un senso al sacrificio di milioni di persone a cui fu tolto il futuro.

POST HITLER

“Tu come ti chiami?” si urla tra le baracche;

hanno appena bruciato novanta figure

poi hanno bruciato chi ha bruciato le figure

poi chi ha bruciato chi ha bruciato;

“e tu come ti chiami?

Le figure rimaste nelle tenebre parlano.

Niente pensa a niente

si vivacchia.

Ma dell’uomo che torna pietra l’uomo che torna bestia avrà il sopravvento

sempre.

Giancarlo Majorino

Museo City all’archivio Emilio Tadini: il Museo scende in strada

Per l’edizione 2025 di Museo City, la Casa Museo Spazio Tadini propone un percorso di visita all’archivio di Emilio Tadini e alla Casa Museo Spazio Tadini partendo dalla strada: IL MUSEO SCENDE IN STRADA. Il 2 marzo 2025 alle 11 e alle 15 vi accompagneremo fino alla galleria di Lambrate Art Noble. (percorso gratuito). Il tema dell’anno di Museo City ha infatti come obiettivo quello di offrire più visibilità per la città al valore custodito nei musei e negli archivi della città. Il percorso si ripeterà in forma ridotta e a pagamento i giorni 7 e 8 marzo alle ore 15 al costo di 10 euro a persona con un tragitto da via Sacchini a via Jommelli, 24. Per prenotazioni melina@spaziotadini.com

Vi racconteremo dei personaggi del quartiere, di quelli della realtà e della fantasia tratti dai romanzi di Tadini permettendovi di scoprire il museo come parte narrante del vissuto di un territorio e di una città.

L’archivio Emilio Tadini, a cura di Melina Scalise, vi propone un percorso insolito: incontreremo il pubblico (obbligatoria la prenotazione) in via Sacchini nell’area pedonale e insieme ci muoveremo verso la Casa Museo Spazio Tadini a piedi (10 minuti circa da Sacchini a via Jommelli) ascoltando la storia di Tadini e del suo rapporto con il quartiere e i personaggi che nella seconda metà del Novecento lo hanno abitato. Al Museo ci svolgerà la visita guidata all’archivio, si scoprirà anche l’archivio Casolaro Marotta in mostra presso la Casa Museo con un’esposizione dei materiali d’archivio che permettono un approfondimento verso anche Giuseppe Marotta, autore dell’oro dei Napoli e cui è dedicata una via al Parco Lambro . Terminata la visita il gruppo, il giorno 2 marzo si sposterà fino alla sede della galleria Art Noble in via Ponte di Legno 9 (10/15 minuti a piedi da via Jommelli, a via Ponte di Legno) dove sono esposte due sculture di Emilio Tadini e potrete visitare la mostra C’era una mosca di un artista contemporaneo, Filippo Mazza, che propone un’esposizione “enigmatica” che stimola una riflessione sul senso della figura.

Sculture di Emilio Tadini serie Fiore

L’arte della ricostruzione – Tadini & Co

In occasione di MuseoCity che, per l’edizione 2024 propone il tema Monti a Milano la Casa Museo Spazio Tadini propone una mostra per raccontare l’Arte della ricostruzione a cura di Melina Scalise, curatore dell’archivio Emilio Tadini e della Casa Museo. Un percorso di opere pittore, ma anche di libri rappresentativi di un periodo storico che si è ritrovato con un mondo distrutto e da ricostruire: il dopoguerra.

Emilio Tadini, nato nel 1927, aveva appena compiuto 18 anni alla fine della Seconda Guerra Mondiale e, come tanti giovani del tempo, guardava al suo futuro pensando ad un mondo da ricostruire. Come? Con quali valori?

Gli artisti e gli intellettuali di quel tempo si trovavano di fronte ad un duro compito, con un assetto geopolitico completamente nuovo, con le rovine della guerra, con un’Europa divisa e con ferite da curare.

I giovani che erano riusciti a sopravvivere alle due guerre di inizio Novecento avevano un compito importante e si misero subito al lavoro.

A Milano, attorno a Brera e ai locali della zona, tra cui il famoso Giamaica, si ritrovavano artisti, attori, scrittori, filosofi tutti alimentati dal fuoco di guardare al futuro in modo nuovo e tutte le arti si apprestano a raccontare -o meglio – a cercare di delineare quest’uomo nuovo.

Le città in ricostruzione e così anche le idee. Le nuove tecnologie trovano sempre più applicazione nella rivoluzione della vita domestica tanto quanto nell’arte. L’arte finisce con l’assorbire il fascino di tutto ciò e comincia a delinearsi qualcosa di nuovo: lo spreco, l’eccesso.

Un’arte non più al servizio della religione, ma dell’uomo, alla scoperta del suo mondo interiore, del suo guardare, del suo porsi la questione sociale e ambientale.

In mostra opere di Baj, Guttuso, Beuys, Hamilton, De Filippi, Colombo, Varisco, Pardi, Ceretti, Romagnoni, Di Bello, Pardi, Chighine, Bergolli, Vedova, Scanavino, ma saranno esposti anche libri, riviste d’epoca.

La mostra sarà visibile in anteprima il 23 febbraio alle ore 18.30. Dal 1 al 3 marzo sarà possibile accedere con visite guidate (10 euro) tutti i pomeriggi alle 15.30. L’ingresso sarà libero dalle 16.30 alle 19.30. Martedì 5 sarà possibile prenotare visite guidate per gruppi e scuole solo al mattino.

Per info e prenotazioni melina@melinascalise