Archivi tag: federicapaola capecchi

Pachamama La natura si riprende i suoi spazi

PHOTO POCKET EXHIBIT – Pachamama La natura si riprende i suoi spazi

Mostra fotografica del Collettivo Manicomio Fotografico – A cura di Federicapaola Capecchi – DAL 20 al 29  OTTOBRE 2017 –apertura al pubblico venerdì 20 ottobre ore 18:30

 In mostra una selezione di 28 fotografie (di 60) che rivolgono l’attenzione ad un tema di grande attualità e di stampo ecologista che riguarda la salvaguardia dell’ambiente. Le fotografie rappresentano infatti luoghi abbandonati dall’uomo dove la natura si sta riprendendo i propri spazi arrivando letteralmente ad inghiottire e distruggere quanto è stato costruito e almeno momentaneamente dimenticato. I luoghi abbandonati dall’uomo sono il terreno di indagine dei fotografi esposti che, però, non si concentrano sugli spazi in sé, bensì sui vuoti che lentamente vengono riconquistati dalla natura.

Secondo le credenze degli Incas Pachamama è la madre terra che con generosità infinita offre nutrimento e vita al pianeta, ma che può anche mostrare un volto crudele nel momento in cui non viene rispettata.

La mostra non è una critica gratuita al crescente fenomeno di urbanizzazione né tanto meno all’abbandono di determinate aree ed al loro mancato recupero. L’obiettivo è, però, sollevare una riflessione volta a comprendere i motivi che stanno dietro al fenomeno della cementificazione del pianeta e al mancato riutilizzo/riconversione di spazi già urbanizzati. Tutto ciò nella speranza che arrivino soluzioni e proposte, ma soprattutto nella speranza di modificare l’abito mentale attuale rendendo tutti più consapevoli del valore della natura.

Rappresentare il vuoto per raccontare il pieno della storia di uno spazio” scrive Federicapaola Capecchi -”è compito tanto ardito quanto affascinante ed eccitante. Luoghi abbandonati e rovine sono soggetti fotografici molto ricchi, e hanno la magia di raccontare  nel silenzio e costruire storie dalle macerie […] Sono narratori naturali, in un dialogo complesso e articolato con tutto ciò che è loro intorno. Narratori naturali, come la fotografia!”

Manicomio Fotografico è un gruppo Facebook nato nel 2014 con la volontà di riunire gli appassionati di fotografia che si occupano di esplorazione e documentazione dei posti abbandonati. Non esistono regole nel “Manicomio” se non quella dell’assoluto rispetto e tutela dei luoghi visitati. “Manicomio Fotografico” è tutto questo ed anche di più.  Il resto è nascosto nelle fotografie, nel racconto di una vita che non vuole cedere alla dimenticanza.

 

 

SPAZIO TADINI CASA MUSEO

Via Niccolò Jommelli 24

20131 Milano

http://www.spaziotadini.com

Pachamama La natura si riprende i suoi spazi

DAL 20 AL 29 OTTOBRE 2017

Orari: dal mercoledì al sabato 15:30/19:30 – domenica 15:00/18:30

tel +39 02 26 11 04 81

 

WOMEN Survivors – India & Myanmar Mostra fotografica di Fabrizio Crippa

Una mostra da vedere e rivedere. Fabrizio Crippa racconta paesi lontani e documenta le ultime donne costrette a tatuarsi il volto per sfuggire a violenze e soprusi.

 

A cura di Federicapaola Capecchi e Francesco Tadini

DAL 20 OTTOBRE AL 19 NOVEMBRE 2017-

WOMEN Survivors – India & Myanmar di Fabrizio Crippa. Un viaggio insolito nei territori dell’India e della Birmania.

Quando il tema è India o Birmania, come Vietnam o altri territori asiatici, ci si aspetta di vedere un po’ solo fotografie di viaggio. In questa mostra, invece, un reportage incentrato su un focus di indagine preciso e particolare: i ritratti delle donne dello stato del Chin (Birmania) e di alcune della tribu dei Kondha – come di altre – (India), caratterizzate dall’avere il volto completamente tatuato. Tatuaggi, oggi, vietati e osteggiati dal Governo. In mostra 30 fotografie per addentrarci nelle tradizioni, nelle leggende, nell’antropologia del simbolo/segno, in un viaggio tra volti e storie; in un racconto dalle molte verità dove “sfigurare” il proprio volto era l’unica via di salvezza.

 

Ogni realtà sociale è, per prima cosa, spazio”. Fernand Paul Achille Braudel

 

Insieme ai ritratti delle donne, la selezione della mostra presenta anche alcune fotografie concentrate sul paesaggio ma non nel senso estetico o didascalico del viaggio, bensì come territorio di una comunità, spazio di relazioni e di vissuti, luogo del gruppo etnico – un’entità ben precisa e con precisi confini riconosciuti e stabiliti -, come spazio antropizzato: non un contenitore fisico ma un laboratorio di articolate e complesse relazioni interne ed esterne. Vediamo così fotografie dei luoghi dove si cremano i morti, come della cerimonia della cremazione, ambienti e paesaggi dei monaci, camminamenti su ponti di legno sospesi sull’acqua, i mercati.

Si dice spesso che la fotografia di viaggio ci porta in mondi così lontani da non sembrare, a volte, reali. In questa mostra conosceremo invece la realtà delle storie di Daw Yan Shen (91 anni) Tribù M’kaan, come di Le Ye (72 anni) Tribù M’kaan, come di tutte le women survivors che Fabrizio Crippa ha incontrato e ritratto in India e in Birmania.

Se vuoi approfondire sul tatuaggio e il suo significato nell’era contemporanea e nei paesi occidentali (clicca)

Fabrizio Crippa

Fabrizio Crippa nasce a Milano nel 1972.
Si avvicina al mondo della fotografia fin da giovane grazie al padre dal quale riceve la stessa passione.
Vedere le foto in casa appena stampate e appese ad un filo stese ad asciugare, il tutto in una luce rossastra e tenue, gli fa capire che la fotografia non è soltanto l’immortalare un momento da ricordare ma che in realtà nasconde tutto un mondo creativo e molto più ampio che lo incuriosisce.
La sua prima macchina fotografica è una Polaroid, una di quelle che dovevi sventolare la foto per farla asciugare, per poi passare ad una Kodak tascabile e ad una Yashica. L’avvento del digitale lo ha vissuto con molta diffidenza.
Gli sembrava impossibile equiparare la qualità di una reflex analogica a quella di una digitale.
Iniziando con una Olimpus ha capito che la possibilità di scattare foto senza rimanere legato al numero limitato di scatti di una pellicola non era l’unico grande vantaggio.
La semplice passione per la fotografia diviene una vera e propria sfida il cui obiettivo è quello di riuscire a trasformare in immagine digitale quello che si concretizza nella sua mente alla visione di tutto ciò che lo attrae.
Quando capisce che ormai ciò che i suoi occhi vedono viene convertito in luci e ombre, stop e diaframmi, si iscrive ad un corso di fotografia digitale tenuto dal fotografo professionista milanese Enrico Magri il quale conferma le sue pulsioni e rafforza ancor più la sua sfida alla ricerca dello scatto in grado di trasformare la sua visione in messaggio fotografico artistico e comunicativo.
La sua idea di fotografia non si limita al preservare dal passare degli anni un volto, un paesaggio, un ricordo ma è anche il far vedere ciò che l’occhio umano non arriva a cogliere nei dettagli o che non è abituato a interpretare.
Ha partecipato con successo a diversi concorsi fotografici e realizzato diverse esposizioni.
Le sue foto di viaggio, in particolare in India nei distretti del Rajasthan, Madhya Pradesh, Uttar Pradesh, e nelle zone tribali del Chhattisgarh e dell’Odisha sono state esposte nel 2016 in tutte le date italiane del noto Festival dell’Oriente e hanno riscosso notevole successo anche nelle mostre fotografiche organizzate.
Si occupa personalmente della fase di post-produzione e tiene corsi di fotografia e dei più diffusi software fotografici.
Ha realizzato due libri fotografici illustrati intitolati “La mia India” (2014) e “Tribal India” (2016)
ESPOSIZIONI FOTOGRAFICHE
3 Maggio – 26 Agosto 2011, Milano:  Centro Medico Santagostino  – “In Luce”
Esposizione fotografica collettiva; le 30 fotografie in mostra interpretano la luce, elemento fondamentale della fotografia stessa che, pur non avendo forma, ne dona una sempre diversa a tutto ciò su cui si posa
31 maggio – 12 luglio 2013, Milano:  Centro Medico Santagostino – “Il mondo nelle mani”
Attraverso i gesti e le azioni delle mani si può agire sulla vita, costruire la propria storia ed esprimere la propria identità, recuperando un destino sociale, psicologico e materiale che sembra essere sfuggito dalle mani dell’uomo, sempre più dominato da eventi che dipendono meno dal suo controllo manuale che da quello intellettivo
26 Settembre – 6 Ottobre 2014, Milano: Le Biciclette Art Bar & Bistrot – “La mia India”
Oltre 50 fotografie raccontano il viaggio nel nord India, dalle cremazioni nei Burning gath alle abluzioni in riva al Gange, dall’oziare ai lavori più stravaganti, dai sari colorati ai sorrisi dei bambini
2016: In tutte le sue date italiane, il Festival dell’Oriente ha dedicato uno spazio espositivo alle le oltre 50 fotografie relative alla mostra “La mia India”. 16 Stampe  su forex in formato 70×100, più di 50 stampe su forex in formato 40×30, 3 stampe in formato 3×2 metri su Comunication e 2 tele formato 3×2 metri
26-26-28 Febbraio e 4-5-6 Marzo 2016, Bologna: Festival dell’Oriente – “La mia India”
11-12-13 e 18-19-20 Marzo 2016, Torino: Festival dell’Oriente – “La mia India”
27-28-29 Maggio e 1-2-3-4-5 Giugno 2016, Milano: Festival dell’Oriente – “La mia India”
22, 23, 24, 25, 29, 30 Aprile e 1, 6, 7, 8 Maggio 2016, Roma: Festival dell’Oriente – “La mia India”
23-24-25 Settembre 2016, Napoli: Festival dell’Oriente – “La mia India”
28, 29, 30, 31 Ottobre e il 1 Novembre 2016, Carrara: Festival dell’Oriente – “La mia India”
2-3-4, 8-9-10-11 e 16-17-18 Dicembre 2016, Padova: Festival dell’Oriente – “La mia India”
 27 Maggio 2016 pubblicazione su Panorama online: 17 foto “La magia dell’India al Festival dell’Oriente”
5 Luglio 2016 pubblicazione Panorama online : 12 foto Categoria “Le foto più belle” Il viaggio fotografico tra le Etnie tribali dell’Odisha e del Chhattisgarh
25 ottobre – 7 Novembre 2016, Loretoprint Milano: “Tribal India” un viaggio tra le popolazioni tribali del Chhattisgarh e dell’Odisha
Loretoprint, il noto Centro stampa di Milano si è trasformato per l’occasione in Galleria d’arte  ospitando la mostra “Tribal India” sponsorizzata dal Festival dell’Oriente e da Incredible India, Ente del Turismo indiano: 30 Ritratti formato 30×30 e 12 Stampe formato 70×100 tutte stampate su carta e tela Fine Art. E’ stata inoltre allestita l’area di stampa con opere prodotte in grande formato 3×2 metri su Forex e Comunication
7-11 Dicembre 2016, Milano: Auditorium JOY, evento organizzato da Milano Peperoncino Sud Festival – “Tribal India”
2017: Il Festival dell’Oriente continua a dedicare uno spazio espositivo a “Tribal India” iniziando con la data di Milano a Febbraio ed esponendo stampe in formato 3×2 metri su comunication, tela e forex
Gennaio 2017: pubblicazione sulla rivista leader in Italia “Il fotografo”
Aprile 2017: pubblicazione sulla rivista “Latitudes life – Travel Magazine”, leader in Italia,  del reportage “Orissa, India. Romanzo etnico”
Settembre 2017: mostra collettiva Numero 1 di “PhotoMilano”, progetto inedito di Spazio Tadini e curato da Francesco Tadini, Melina Scalise e Federica Paola Capecchi
Docente di fotografia (corsi di primo e secondo livello) presso la sede di Arnoldo Mondadori editore
Riconoscimenti in diversi concorsi locali e a livello nazionale

 

 

SPAZIO TADINI CASA MUSEO

Via Niccolò Jommelli 24

20131 Milano

http://www.spaziotadini.com

WOMEN Survivors – India & Myanmar

DAL 20 OTTOBRE AL 19 NOVEMBRE 2017

Orari: dal mercoledì al sabato 15:30/19:30 – domenica 15:00/18:30

tel +39 02 26 11 04 81

Ingresso 5 euro

 

Virgilio Carnisio: Milano negli anni 60 e la fotografia di documento

 Progetto di Francesco Tadini

Mostra a cura di Federicapaola Capecchi

e Lucia Laura Esposto

in collaborazione con Circolo Fotografico Milanese

19 settembre – 15 ottobre 2017

Spazio Tadini via Niccolò Jommelli 24

apertura al pubblico 19 settembre ore 18.30

Martedì 19 settembre 2017 apre al pubblico, alle ore 18,30 la mostra fotografica personale Virgilio Carnisio, per la serie MILANO NEGLI ANNI ’60 E LA FOTOGRAFIA DI DOCUMENTO. Da un’idea di Francesco Tadini, a cura di Federicapaola Capecchi e Lucia Laura Esposto, in collaborazione con Circolo Fotografico Milanese, presenta 25 fotografie della Milano di Virgilio Carnisio (acquista on line il biglietto per visitare tutte le mostre presso la Casa Museo Spazio Tadini)

La mostra inaugura parallelamente alla PHOTOMILANO Collettiva N°1 (con 90 autori presenti) – a cura di Francesco Tadini, a segnare l’atto di nascita del club fotografico milanese da lui ideato e fondato attraverso l’omonimo gruppo Facebook. Il fil rouge che unisce questa mostra a Photo Milano è l’indagare la Milano di oggi e la Milano degli anni ’60 attraverso il reportage ed una delle funzioni della fotografia, quella di fonte storica.

Virgilio Carnisio si è sempre definito fotografo di strada e le strade che più ha percorso – e ancora oggi percorre – sono quelle della sua città, Milano: metropoli e anima con la quale Virgilio Carnisio ha un legame profondo e sentito. Gli piace molto Milano, e nel percorso delle 25 fotografie in mostra questa cosa si evince in modo importante; come gli piace molto testimoniarne i cambiamenti nel corso dei decenni attraverso l’obiettivo della sua macchina fotografica. Degli anni ’60, ha documentato le metamorfosi di Milano e delle sue persone in un periodo culturale e storico intenso e produttivo, in cui la città lombarda era laboratorio internazionale di idee e saperi, ma anche città del terziario e dei distretti industriali, città della politica, del boom economico e dei movimenti studenteschi. E lo ha fatto con una predilezione visiva: “I soggetti preferiti sono vecchi cortili, case di ringhiera, osterie e antiche botteghe – precisa Lucia Laura Esposto, presidente del Circolo Fotografico Milaneseattraverso cui rivediamo la cosiddetta “vecchia Milano”.

Virgilio Carnisio – aggiunge Federicapaola Capecchice la racconta in un bianco e nero di estrema eleganza che ci riporta la normalità, senza costruzione; nessuna fotografia costruita, spettacolare, ricercata. Insieme al suo sguardo e alla sua macchina fotografica, scatto dopo scatto, inquadratura dopo inquadratura, solo una delle tante proprietà della fotografia, per lui la più autentica, che è quella di esserelo strumento di testimonianza vero”.

In questa mostra si cammina per tutta Milano, dal caffè trattoria di Via Bardolino all’antica osteria di Ronchettino, dalla trattoria della Briosca alla posteria M. Gendotti, dai Navigli a Via del Bollo, da Via del Torchio a Via San Maurillo, dalla Taverna Monferrina a Corso San Gottardo, e chilometri ancora, e mestieri ancora, e volti ancora. “In questa mostraprosegue Federicapaola Capecchiun quadro della città di Milano in bianco e nero intimo, rigoroso, autentico, intensamente narrativo. Un vero e proprio ritratto, attento e consapevole, del tessuto sociale e umano di questa grande città che è Milano”.

Breve Biografia

VIRGILIO CARNISIO si avvicina al mondo fotografico nel 1961-62 frequentando un corso di fotografia pubblicitaria presso l’Enalc (Ente nazionale addestramento lavoratori commercio). Socio storico del Circolo Fotografico Milanese , negli anni ‘60 inizia un lavoro di documentazione analitica del capoluogo lombardo, mosso dall’esigenza di immortalare quegli aspetti della città destinati a scomparire. Nel corso degli anni affina sempre più la sua ricerca, finalizzando il proprio linguaggio espressivo nell’ambito del reportage in bianconero di impostazione prevalentemente sociale, con cui affronta con successo anche altre realtà significative.

Numerose sue fotografie sono apparse su giornali e riviste, libri e enciclopedie e fanno parte di collezioni pubbliche e private; di lui hanno scritto alcuni tra i più importanti giornalisti, critici ed esperti del settore, pubblicando redazionali su prestigiose testate.

Carnisio prosegue ancora oggi, instancabilmente, la sua indagine fotografica e negli ultimi anni si è dedicato a osservare le radicali trasformazioni del quartiere Isola di Milano.

Tra i numerosi riconoscimenti ricevuti, nel 1981 è nominato BFI (Benemerito della Fotografia Italiana), nel 1982 AFIAP (Artiste de la Federation Internationale de l’Art Photographique), e nel 1992 BFA (Benemerito della Fotografia Artistica); nel 2006 riceve il Premio Nazionale di Fotografia Pino Fantini e nel 2007 l’Onoreficenza di M.F.A. (Maestro della Fotografia Artistica). L’archivio di Carnisio è gestito dall’AFI.