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Milano Bici Festival: presentazione del libro Il Centogiro 99 storie più una dal Giro d’Italia

il Centogiro - 99 storie (più una) dal Giro d'Italia

Domenica 18 giugno 2017 alle ore 18, per la chiusura della prima edizione del Milano Bici Festival, Bidon ed Ediciclo Editore presentano il Centogiro – 99 storie (più una) dal Giro d’Italia, nato dall’idea di lavorare a una raccolta di storie e visioni sulla storia del Giro d’Italia, e quindi di ripescare consistenti pezzi di passato. Non nasce in contraddizione con l’impegno anti-nostalgico di Bidon, anzi prova a rafforzarlo. È la risposta che ci siamo dati alla domanda sulle origini della nostra passione. È una presa di coscienza, la consapevolezza che estendere un ricamo presupponga la conoscenza della trama. Non è un compendio storico, ma una vivace pedalata attraverso 99 «domeniche», un concentrato di fatti noti e ricordi ritrovati per ciascuna delle edizioni fin qui disputate della Corsa Rosa.

il Centogiro: 99 storie dal Giro d’Italia è scritto dalle firme di Bidon e da un “parterre de rois” di ospiti, come lo avrebbe definito Adriano De Zan: Claudio Gregori, Marco Pastonesi, Alessandra Giardini, Marco Ballestracci, Silvio Martinello, Marco Pinotti, Maurizio Ricci, Gino Cervi, Giorgio Burreddu e Oscar Cini.

Bidon Ciclismo allo stato liquido

Bidon Ciclismo allo stato liquido nasce dall’esperienza della Redazione Ciclismo di Crampi Sportivi che – rafforzata per l’occasione – si toglie le rotelline e prova a pedalare sul pavé, col manubrio che già trema; nasce inizialmente come semplice officina che produce contenuti originali e che raccoglie quello che la redazione propone altrove; vuole essere, ora e finché ne avremo, un luogo con poche news e nessuna classifica, senza l’assillo dei clic, il conteggio delle battute, la ricerca del virale e il richiamo dell’hype. Un posto per storie e visioni, per raccontare di biciclette senza scadenze fisse, ma soltanto quando vien voglia di un sorso fresco. Per la sete, o anche solo per il gusto.  http://www.bidonmagazine.org/bidonmagazine  

Terminata la presentazione del libro, alle ore 20, Roberto Lun & Federicapaola Capecchi – Contact Improvisation

La prima edizione del Milano Bici Festival termina qui. Ci rivediamo l’anno prossimo. Intanto ringraziamo ancora i nostri Partner: Rossignoli – Giovanna e Mattia Rossignli -, La Ciclistica Milano – Alberto Biraghi -, Ediciclo Editore, Upcycle Café, Museo della Madonna del Ghisallo.

E ringraziamo i giornalisti, gli sportivi e i fotografi che hanno animato gli appuntamenti serali del Milano Bici Festival: Andrea Berton, Alessandro Trovati,  Simone Lunghi, Roberto Peia, Filippo Cauz, Francesco Bozzi, Milena Morena Tartagni, Riccardo Barlaam, Stefano Scacchi, Paolo Ciaberta, Marco di Bici E Radici.

Milano Bici Festival

un’idea di Francesco Tadini

Organizzazione: Federicapaola Capecchi, Maria Zizza

Spazio Tadini Casa Museo

Tanka giapponesi e italiani – Cinquanta foglie

Spazio Tadini mercoledì 8 febbraio 2017 alle ore 18.30 Paolo Lagazzi, saggista, scrittore e tra i maggiori esperti di poesia nel panorama letterario nazionale presenta in anteprima assoluta il suo ultimo libro: Cinquanta foglie (五十枚の葉) : Tanka giapponesi e italiani in dialogo – casa editrice Moretti e Vitali (ingresso libero).

L’autore, ispirandosi a quell’antico cerimoniale per cui il tanka era veicolo di messaggi amorosi, o di scambi di pensieri tra amici nel libro raccoglie venticinque tanka giapponesi recenti proposti a venticinque poeti italiani invitandoli a rispondere con un loro tanka. Un vero e proprio dialogo.

LA MOSTRA

La presentazione del libro sarà accompagnata da una mostra di opere di Satoshi Hirose e Daniela Tomerini dall’8 al 19 febbraio .

Anch’essa un dialogo tra un artista giapponese e un’artista italiana.  Secondo Paolo Lagazzi la libertà intima della poesia è la via più vera per ritrovare ciò che unisce gli uomini, ciò che li fa sentire, anche nei momenti più oscuri della storia, partecipi della stessa magia, dello stesso mistero del mondo.

Alla serata inaugurale, ad ingresso gratuito, parteciperanno, insieme al curatore, Yasuko Tatsumura (traduttrice), Alberto Moro (presidente dell’Associazione Culturale “Giappone in Italia”), i poeti Giancarlo Consonni, Adele Desideri, Umberto Fiori, Tomaso Kemeny e il maestro zen Fausto Taiten Guareschi.

Durante la serata brani di musica giapponese saranno interpretati all’arpa da Floraleda Sacchi.

LA CONFERENZA SULLA POESIA GIAPPONESE

Paolo Lagazzi

Come appendice di questo evento, sabato 11 febbraio, a partire dalle ore 18, Paolo Lagazzi terrà presso lo Spazio Tadini una conferenza sulla poesia giapponese antica e moderna. (ingresso 5 euro)

Stralcio dal libro Cinquanta foglie: Tanka giapponesi e italiani in dialogo – casa editrice Moretti e Vitali :

“Ciò che più mi affascina del tanka è la plasticità, il carattere
insieme sciolto e concreto, la schietta vocazione metamorfica. Se,
da un lato, ha resistito nei secoli senza modificare il suo impianto
metrico, dall’altro si è dischiuso ai contenuti più disparati, da quelli
tipicamente “cortesi” (l’amore e la natura, le galanterie, i sospiri,
le lacrime, le lune, i fiori di ciliegio, le brezze che increspano i momenti…) fino a quelli peculiari dei tempi moderni (treni, metropoli, luci artificiali, malattie o ansie di nuovo genere…) scivolando in souplesse attraverso le innumerevoli pieghe dell’umana esperienza, nutrendosi di tutto e spostandosi senza tregua verso altre prospettive, occasioni, visioni.
Mentre lo haiku richiede un esercizio tagliente, vertiginoso dello
sguardo che solo, forse, chi si sia nutrito in modo radicale dell’insegnamento zen può liberare dal fondo del suo essere, il tanka si offre alla pratica artigiana dei poeti come uno strumento duttile,
come un oggetto agile e discreto. Rispetto alla brevità lirica, assoluta
e fiammante dello haiku, il tanka porta in sé un germe narrativo o
discorsivo, è sensibile a temi che sono, in nuce, racconti, ma, come
10 un ventaglio aperto e subito richiuso, li contiene in uno stringato e vibrante intarsio contrappuntistico, in un disegno circoscritto, allusivo. Proprio per questa sua natura disponibile al dialogo e insieme protetta dagli dèi della forma, al tanka fu, per molto tempo, affidato il compito di messaggero, di confidente, di postino dell’anima”.

IL TANKA

Il tanka è una forma lirica giapponese molto antica, precedente il celebre haiku di tre versi; il suo ruolo-chiave nella storia della poesia nipponica comincia nell’ottavo secolo d.C. (allora si chiamava waka) e si protrae fino ai nostri giorni. La struttura metrica del tanka è di cinque versi privi di rime: quinario / settenario / quinario / settenario / settenario.

Si legge nel libro  Cinquanta foglie: Tanka giapponesi e italiani in dialogo – casa editrice Moretti e Vitali

“il tanka fu per secoli inteso come la forma lirica per eccellenza del
Sol Levante, tanto da essere battezzato in un primo tempo waka,
che significa semplicemente “poesia giapponese” (il termine tanka,
“poesia breve”, sarebbe stato introdotto solo nella modernità).
A partire dal Man’yoshu, la “Raccolta di diecimila foglie” (mitica,
vastissima antologia realizzata nell’ottavo secolo dopo Cristo), e
poi attraverso le ventuno antologie allestite per ordine imperiale, il
tanka si impose rispetto ad altre forme metriche in quanto strumento
asciutto e flessibile per rêveries innervate dallo spirito dell’allusione,
dal piacere dell’evocazione rapida e palpitante, dal gusto
leggero della toccata e fuga delle immagini. Soltanto assai più tardi
dal tanka si sarebbe staccato, come per un processo di gemmazione
o per un bisogno di condensazione lirica portato al grado estremo
d’incandescenza, lo haiku di tre versi (quinario, settenario, quinario);
ma questa è un’altra storia, una storia che è già stata raccontata
molte volte e che qui non ripeterò”.

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Libri-Sofia nel paese dei nuovi mostri di Samanta Airoldi

E rieccola Samanta Airoldi, la  filosofa che propone pillole di filosofia alla portata di tutti . A Spazio Tadini presenta venerdì 16 dicembre alle ore 19 il suo ultimo libro: Sofia nel paese dei nuovi mostri – Silele editore.

“Un breve saggio in chiave Pop giocato sui toni ironici – spiega Samanta -per far emergere, con tagliente leggerezza e serenissima irriverenza le contraddizioni e le perversioni della nostra epoca dove la Politica si fa su Twitter e gli Slogano hanno sostituito i ragionamenti, dove unghie finte vengono prima dei diritti civili e i centri commerciali hanno invaso le piazze per impedirci di discutere”.

Sarà davvero così?

A completare la serata di presentazione l’artista Magda Chiarelli.