Spazio, corpo e potere è il nucleo centrale, tematico e di indagine, della nuova edizione di Coreografia d’Arte (novembre 2012) e della programmazione spettacoli 2011/2012 di Spazio Tadini. A partire dalle infinite sollecitazioni nate da questo nucleo tematico, prende anche la forma, a partire dal 29 novembre 2011, di un ciclo di interviste dal vivo, alcune delle quali abbinate a brevi momenti spettacolo, nelle quali affrontare molteplici aspetti dello spazio, del corpo e del potere. La volontà e l’obiettivo, creando uno spazio di dialogo diretto e aperto, è quella di approfondire questi argomenti non solo in chiave teorica e teoretica, ma coinvolgendone e analizzandone le varie implicazioni con il sociale e l’individuo. Per questo motivo nella lista degli intervistati oltre a uomini di teatro, artisti e coreografi vi sono anche cittadini, professionisti che, per mestiere, interesse o vissuto, hanno a che fare con lo spazio, il corpo e il potere: un pilota di aereo, un muratore, un pediatra, solo per citarne alcuni.
Partiamo dal mondo del teatro, della danza e dell’arte perché è il nostro specifico, ne riconosciamo il ruolo civile e sociale, la possibilità di spalancare un orizzonte nuovo, un punto di vista al quale non si giunge da soli e, a volte, il teatro e l’arte catturano, quel quid che prende forma anche nella critica sociale che sposta il “fuoco” (e le parole) del discorso e la visione delle cose. Perché sono anche l’unico sistema linguistico capace di comunicare in tempi brevi e in modi efficaci con tutti e tutta la società.CLICCA [per leggere il comunicato stampa].
INVITO A TUTTE LE REALTA’ CULTURALI ED ARTISTICHE per sostenere la cultura: associazioni, teatri, riviste, scuole, artisti, compagnie di danza etc…
dal 6 dicembre al 21 gennaio – Inaugurazione alle ore 16 via Jommelli, 24 Milano
Soldi D’artista raccoglie sempre più adesioni ed interesse. Sono ormai decine gli artisti interessati a partecipare all’evento. Così Spazio Tadini ha deciso di offrire gratuitamente i suoi spazi a tutte le realtà culturali ed artistiche interessate a fare degli incontri e delle presentazioni delle loro attività. Il ricavato della vendita dei Soldi d’artista compiuto durante gli incontri o ottenuto dalle realtà culturali che vorranno “usare” i Soldi D’artista sarà diviso con loro al fine di sostenere le loro attività.
Infatti, i Soldi D’artista possono essere acquistati per sostenere la cultura di tutti coloro che aderiranno all’iniziativa. Chi vuole può “prelevarli” e “venderli” presso la propria sede per raccogliere fondi.
Pio Tarantini
I Soldi D’artista permetteranno offerte da un minimo di 10 euro. Possono essere una provocatoria ed originale idea regalo anche per un Natale particolare come questo.
Chi fosse interessato a saperne di più ms@spaziotadini.it.
Via Jommelli, 24 Milano (MM2 Piola-MM1 Loreto – bus 62/81) tel.0226829749
I segni e i loro significati, così come le loro simbologie si moltiplicano nell’opera di Fausta Dossi per raccontare una realtà in cui tempo e spazio si annullano per proporre una dimensione onirica che raccoglie in sé la condizione dell’uomo contemporaneo. L’artista ne racconta la presenza attraverso l’icona di un uomo che corre. Sembra fuggire da un continente, da un’area geografica all’altra, dagli attacchi di un aeroplano, dalla terra verso il mare o verso il cielo. Ma da cosa fugge? Dalla guerra? Dalla sua nazione di appartenenza? Dalla realtà? Per andare dove? Per raggiungere quale obiettivo? Quale meta, quale traguardo, quale spiaggia?
Un argomento, quello della fuga, che è tanto d’attualità, che racconta di esodi di popoli, di emigrati clandestini, di uomini che scappano dalla fame, che fuggono dalla povertà. Un movimento perpetuo, un affanno continuo, una corsa che non si trasforma mai in un cammino, in viaggio, in percorso. Per portare in un luogo che non è mai oggettivo, ma solo ed esclusivamente interiore. Trovano allora senso, in questo correre, le sedie scultura che Fausta Dossi propone in seno a questa esposizione. Sono collocate qua e là, sparse tra un’opera e l’altra a creare un invito, forse un’esortazione a fermarsi, a sottrarre tempo alla fuga, a prendere fiato.
La relazione tra le tele esposte e le sedie diventa un dialogo tra due concetti diversi: andare/ fermarsi, fuggire/affrontare. Le sedie esortano: fermati! Siediti! Affronta! Rappresentano l’unica alternativa all’interrogativo del “da cosa fuggo”? Dove vado? Sono, nel contesto espositivo una presenza importante, imponente. Le loro forme squadrate, dagli schienali sontuosi sembrano troni di principi fiabeschi, di paesi delle meraviglie, dove, nella rigida struttura si insinua sempre un elemento mobile. Spesso è un disco che gira e, improvvisamente, cambia aspetto alla sedia, modifica la postura, così come potrebbe modificare il pensiero di chi si siede. Rappresentano dei troni per fuggitivi, delle fantastiche poltrone su cui adagiarsi e lasciar scorrere i pensieri anche se tutto intorno corre e fugge e forse mai ritornerà. Tuttavia non c’è mai niente di triste nel lavoro di Fausta Dossi, c’è sempre una componente ludica e giocosa, un colore che restituisce tono, speranza, atmosfera ed emozione, anche là dove sembra non poter esserci spazio alla fantasia, altro da vedere se non la paura ed il dolore. Il rifugio non si trova mai, ma forse, per Fausta ciò che conta non è questo, ma il senso del divenire che si consuma inevitabile e cambia situazioni e persone trasformando tutto e lasciando, come unico luogo rifugio, la nostra mente in cui trovare riposo ed energia per un nuovo traguardo.
MELINA SCALISE
Mostra personale di
Luciano Mereghetti
S E G N I G E N E R A Z I O N A L I
Inaugurazione 15 novembre ore 18.30
Dal 15 novembre al 3 dicembre 2011
Da Bob Dylan a Malcom X, da Muhammad Ali a Twiggy.
I personaggi o le icone di una generazione in una mostra per porre l’attenzione anche su quelle che stanno segnando l’era contemporanea
La generazione di Luciano Mereghetti ha vissuto a cavallo degli anni 60-70 eventi particolarmente significativi che hanno lasciato un segno, non solo nell’anima. Segni forti e trasversali che si sono offerti a molteplici chiavi di lettura e interpretazioni, segni che continuano a rimbalzare da una generazione
all’altra, da un’epoca all’altra diventando contemporanei e dimostrando ancor oggi la stessa energia di allora. Rintracciare nei quadri di Luciano Mereghetti questi segni e il loro potere evocativo è ciò che si propone la mostra, nient’altro che una personalissima visione di un illustratore convertitosi alla
pittura. O solo, semplicemente, di un osservatore che ha cercato di raccontare un periodo della sua e della nostra storia. Senza nostalgia, offrendo lo spunto per riflettere e capire come mai quel periodo è ancora così attuale nell’immaginario collettivo.
MUSICA, MODA, SPORT
Per l’immaginario di Luciano Mereghetti, confuso nell’immaginario collettivo di un’adolescenza confusa, niente è stato più potente, liberatorio e rivelatore dei cambiamenti che si sono verificati in quegli anni, soprattutto nella musica, nella moda e nello sport. Miti che si sono creati, icone che sono entrate per sempre nel cuore e nella mente, simboli di un viaggio culturale ed emotivo che proprio in quel preciso momento ha cambiato destinazione, concedendosi altri orizzonti, più suggestivi, e inserendosi in scenari e contesti sociali più ampi e internazionali. Il percorso della mostra – che non vuole essere né didascalico, né tantomeno descrittivo o esaustivo di una certa epoca (a questo ci hanno pensato altre mostre specifiche) – si snoda attraverso una serie di opere che reinterpretano alcuni miti e icone di allora (e di oggi), o ne traggono ispirazione. Da Muhammad Ali a Twiggy, da Bob Dylan a Paco Rabanne, uno sguardo sui paesaggi interiori di una generazione che non ha mai
smesso di sognare.
CASA MUSEO in memoria di EMILIO TADINI- arte, cultura, eventi – Milano
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