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PUNTI DI VISTA E SPEAKER’S CORNER

MARTEDI’ 21 GIUGNO ore 21
INCONTRO con rinfresco il rinfresco è offerto dall’Associazione Baobab onlus
Di e con MODOU GUEYE
Interverranno Gabriel Federico Manzanares, argentino e Aliou Diop, seleganese, Leonardo Castiglione dell’Associazione Baobab.

L’evento Punti di Vista fa parte della serie di eventi ospitati da Spazio Tadini dedicati al tema dell’immigrazione e dell’integrazione culturale.

Due persone appartenenti a culture e Paesi differenti, accomunati per lingua, o passato storico, o vicende socio-economiche che li hanno in qualche modo messi in contatto. A confronto due paesi che hanno una relazione tra di loro (es. Francia/Camerun quindi due Paesi legati per 40 anni da un trattato storico e due paesi che parlano la stessa lingua). L’evento mira ad offrire uno spazio di espressione culturale, a promuovere la conoscenza e gli scambi interculturali attraverso il dialogo.—SEGUE

MOSTRA – I muri dopo Berlino si chiamano frontiere

L'opera di Iudice per I muri dopo Berlino

16 giugno, ore 18.30

Una mostra per parlare d’immigrazione fino al 29 luglio

Correlate alla mostra una serie di iniziative.

L’Italia, negli ultimi mesi, è diventata terra d’approdo di migliaia di persone, provenienti da Paesi poveri e in guerra, in cerca di una vita migliore. Loro, quelli che arrivano, sono i profughi, i disperati, noi, quelli che accogliamo e soccorriamo, la “breccia” nel muro dell’Europa. Noi siamo: la spiaggia, l’ultima, la frontiera, la prima, la speranza, sempreverde, il lavoro, nero, il diritto, violato, cercato, preteso, esteso, difeso. La Francia è arrivata a chiedere il blocco dei treni dall’Italia e il nostro Paese si ritrova con “gli ultimi” e come gli ultimi, fuori dalla porta. Mentre il Mar Mediterraneo è diventato il cimitero di centinaia di disperati.

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LIBRO – IL PESCATORE DI TONNI

ore 21-  8 giugno di Raffaele Mangano

In copertina Favignana opera di Giovanni Frangi

«Il pescespada si ammazza da solo. Lui non vuole farsi pescare». Con questa frase Zu Beppe, un pescatore di Favignana, accoglie in casa Nino Pizzuto, giovane turista al quale ha affittato una stanza per l’estate. Dapprima infastidito, poi incuriosito, l’ospite incomincia ad ascoltare i racconti sulla tonnara e decide di tornare l’anno successivo durante il periodo della pesca. Grazie a Zu Beppe, Nino sale a bordo delle barche che formano il quadrato della morte e assiste alla mattanza dal vivo, a contatto coi tonnaroti. Affascinato e turbato da quella esperienza, torna per anni sull’isola, al punto da essere inserito, unico forestiero, nell’equipaggio. Ha così modo di entrare in confidenza coi pescatori, conoscere
le loro storie, i segreti del loro lavoro, la fatiche, i riti, le superstizioni, le dicerie che da più di mille anni circondano la mattanza. Sono gli accadimenti della vita che a un certo
punto tengono Nino lontano dall’isola, ma ciò non gli impedisce di venire a conoscenza della tragedia che colpisce la famiglia di Zu Beppe. Sarà Favignana a riannodare il filo che lega Nino a quei luoghi e, dopo la chiusura della tonnara, toccherà a lui trovare il modo di non lasciare morire il ricordo dei tonnaroti del mar delle Egadi. E tramandare le leggende che da sempre abitano l’isola.

AUTORE

Raffaele Mangano, giornalista e scrittore, è nato a Milano e attualmente vive sulle falde dell’Etna.
Ha pubblicato: Le lumache non bevono vino (2001), Il mio amico Abdul (2003), Andiamo a bere la pioggia (2005) e L’ultimo terrestre (2009).
Quest’ultimo è uscito nella collana Amatea.