Tutti gli articoli di melina scalise

giornalista professionista, psicologa, curatrice d'arte, scrittrice

Stucco Marmo tecnica tutelata dall’Unesco alla Casa Museo Spazio Tadini

Si avvicina il Fuorisalone e si parlerà, anche quest’anno di design, di casa e arredo così, la Casa Museo Spazio Tadini vi propone sabato 15 aprile 2023 un workshop dimostrativo sulla lavorazione dello stucco marmo secondo un metodo protetto dall’Unesco a cura del Maestro d’arte Mauro Patrini insieme all’associazione Dartefatti. Il workshop, rivolto a designer, artisti, professionisti etc. si terrà sabato 15 aprile dalle 14,00 alle 18,00 in via Niccolò Jommelli 24 a Milano dalle 14 alle 18. Il costo per partecipante è di 40 €. Durante il corso sarà possibile visitare il museo e i manufatti di Mauro Patrini.

Il format proposto è un Workshop dimostrativo, pensato in modo particolare per professionisti del settore: architetti, designer, restauratori, stuccatori, decoratori, arredatori, studenti delle Accademie di Belle arti e tutti gli artisti e artigiani interessati.

I partecipanti conosceranno queste tecniche grazie al Maestro d’arte e artista Mauro Patrini, noto in Italia e all’estero sia come artigiano e artista di altissimo livello, che come insegnante presso il Centro Europeo di formazione degli artigiani per la conservazione del patrimonio architettonico di San Servolo-Venezia e poi in provincia di Vicenza, con il trasferimento del Centro a Villa Fabris, Thiene.

Il Centro di San Servolo a Venezia è stato fondato nel 1977 sotto l’impulso dell’assemblea parlamentare europea, il consiglio d’Europa, la Commissione europea, l’Unesco, il Governo italiano e organizzazioni economiche e culturali internazionali, presenta una storia importantissima per la formazione sulle tecniche di conservazione riferite ai mestieri tradizionali dell’architettura. Il Centro raggiunge un status tale da effettuare corsi per altri enti di formazione nazionali ed esteri corsi di formazione iniziale e su incarico dell’Unione Europea, dell’Unesco, di organizzazioni internazionali per la cooperazione e di Paesi europei, partecipa a programmi di partenariato nazionale e internazionale e a progetti di sviluppo per i Paesi extraeuropei come Brasile, Iran, Albania e quelli dell’America Latina e dell’Africa mediterranea.

il Maestro di Scagliola Mauro Patrini

Il Maestro Mauro Patrini metterà a disposizione la propria competenza illustrando metodi, materiali, strumenti e tempistiche, per far sì che il percorso possa costituire un momento iniziale nella visione di questa tecnica, per tutti i partecipanti iscritti al Workshop. L’obiettivo di questa proposta apripista è quello di avvicinare i professionisti ad un nuovo mezzo di espressione artigianale ed artistica che sarà approfondita grazie ad una proposta formativa già in cantiere con Dartefatti.

Questa preziosa occasione divulgativa si avvalora dell’ospitalità di Spazio Tadini – Casa Museo, noto per la programmazione di eventi culturali di rilievo per la società milanese e non solo, all’interno di una cornice dal respiro artistico e creativo, che renderà questa occasione ancora più unica e affascinante.

Il workshop si terrà sabato 15 aprile 2023, dalle 14,00 alle 18,00 in via Niccolò Jommelli 24 a Milano. Il costo per partecipante è di 40 €. Per iscrizioni e informazioni scrivere a: dartefattioriginali@gmail.com

Pensando ad un pubblico più eterogeno, è prevista anche la possibilità di poter assistere alla dimostrazione con un breve transito nello Spazio, in modo tale da fornire una possibilità di accesso ancor più ampia.

In occasione della settimana del Fuori Salone, presso Spazio Tadini – Casa Museo, dal 15 al 23 aprile, sarà allestita una cornice con artefatti rappresentativi delle tecniche proposte durane il Workshop, così da fornire ancor più continuità e visibilità a questa proposta conoscitiva. Si consiglia a tutti una visita!

Con questa esperienza Dartefatti e Spazio Tadini – Casa Museo inaugurano una collaborazione che nei prossimi mesi proseguirà con altri contributi connotati per qualità e originalità, la cui cifra ci contraddistinguerà per l’alto livello dei Maestri e per la possibilità espressiva di tutti i partecipanti coinvolti.

L’Associazione Dartefatti pone come proprio l’obiettivo di promuovere il recupero e la trasmissione della conoscenza di saperi artigianali, espressione di una manualità raffinata, dalle origini antiche – e in alcuni casi in via d’estinzione – per renderli fruibili e fonte di nuove interpretazioni, attraverso esperienze formative rivolte ad un pubblico eterogeneo: dallo specialista al curioso, a seconda della modalità utilizzata.

John Bacon in mostra a Milano

In mostra a Milano dal 23 marzo al 9 aprile l’artista americano John Bacon presentato da Monteoliveto Gallery e con testo a cura di Melina Scalise. Inaugurazione il 23 marzo alle ore 18.30 alla Casa Museo Spazio Tadini in via Jommelli, 24 Milano. Per l’occasione apertura fino alle 21.

“L’opera di John Bacon nasce innanzi tutto da un occhio allenato a vedere l’arte della seconda metà del Novecento. Collezionista di quadri, subisce l’influenza della libertà espressiva del Surrealismo, dell’astrattismo, dell’action painting. Con il tempo, passa dall’osservazione all’azione ed elabora un suo linguaggio espressivo e comincia a dipingere.

Dal flusso di coscienza all’azione, dal segno al colore, dalla forma geometrica alla figura, la pittura di John Bacon porta l’osservatore a scoprire percorsi visivi che partono da contesti geometrici per giungere alla ricerca di figure riconoscibili attraverso il supporto emozionale del colore. La Gestalt ha insegnato quanto l’occhio sia portato alla riconoscibilità della forma e le sue tele danno ampio spazio a questa ricerca e gioco del perdere e ritrovare la rassicurante presenza della figura. Non dimentichiamo che la parola figura, etimologicamente, ha a che fare con il plasmare, con il dare consistenza a qualcosa e quindi non può prescindere da chi guarda, ovvero da colui che dà senso.

Le opere di John Bacon presentano temperature prevalentemente calde, come le crete, accolgono chi guarda in un’atmosfera riconoscibile e rassicurante che è quella della natura espressa nei colori tipici delle stagioni. Il paesaggio, il contesto, in cui sono riconoscibili le figure, in particolare volti, è totalmente astratto.

La figura umana emerge dalla trama fluida di forme geometriche dominate da linee curve come un’apparizione. Il corpo o la testa di chi si manifesta non è mai chiuso in un contorno definito. L’Essere entra ed esce dal paesaggio in un continuo scambio tra un dentro e fuori che tanto fa pensare all’impossibilità dell’Uomo di “essere” a prescindere dal contesto.

Chi siamo? Forse semplicemente incidenti di un caso e di un apparente caos, come parti di un flusso. E’ proprio il flusso ciò che segue l’artista stesso che non parte mai da un progetto predefinito di composizione, da un piano razionale, da un obiettivo prefissato, ma usa – per l’appunto – lo stream of consciousness.

Il quadro è dentro di lui senza una riconoscibilità razionale che lo ordina, esce e si compone man mano come in una visione mistica e si rivela a lui e al mondo destando lo stupore che merita ogni nascita.

Ciò che prima non c’era all’improvviso c’è, diventa oggetto e soggetto del nostro guardare. Il pittore è come un vaso che svuota la sua visione emozionale e si confronta con l’estraneo che esce da lui.

Nei suoi quadri scopriamo un’umanità popolosa e spesso dai grandi occhi increduli e melanconici.

Come potrebbe del resto un pittore non confrontarsi con la melanconia intesa come una sorta di nostalgia e stupore che è, necessariamente, il risultato del tempo che passa e che ci costringe a lasciare delle cose e a trovarne di nuove. Il fluire inarrestabile del mondo va oltre la nostra volontà e, di fronte a questo, ci sorprendiamo, ci troviamo increduli, ci scopriamo nostalgici, ma a volte, anche semplicemente felici del cambiamento. E’ forse per questo che i volti dei personaggi delle opere di John Bacon hanno spesso grandi occhi, come immobilizzati, a differenza delle bocche che raffigura a volte schiuse, a volte imbronciate o pronte a sorridere. La parola sembra arrivare attraverso il colore e abbandona il suono perché, forse, per John Bacon ciò che conta è far vibrare le corde dell’intero corpo, far entrare lo spettatore in un paesaggio emozionale nella sua interezza, con tutta la sua presenza.

Queste vibrazioni arrivano anche attraverso il social. Su Instagram John Bacon ha 17.300 followers e ciò che sorprende è che ogni opera non ha alcuna descrizione, né titolo. L’artista si affida totalmente alle immagini, alle opere tal quali e la loro potenza espressiva riesce ad arrivare anche attraverso la piccola visione di un mezzo informatico”.

Melina Scalise

BIOGRAFIA

John Bacon è nato nel 1951. E’ un appassionato collezionista di arte astratta fin dai primi anni 1990 e questa sua passione lo porta a diventare pittore. I suoi lavori sono in gran parte astratti e caratterizzati da un uso istintivo del colore e della forma con un gusto particolare per la sperimentazione. Per Bacon l’arte non è solo visiva ma soprattutto emotiva.

Ha esposto a livello internazionale attraverso diverse gallerie d’arte.

Nasce l’Epistocratico

La politica e la cultura viaggiano sempre di pari passo insieme alle arti tutte e in quest’epoca di cambiamenti, di necessità il sabato 18 marzo allo Spazio Tadini a Milano, in via Jommelli 24 alle ore 10,30 si ospita la presentazione dell’Epistocratico che vuole proporre un nuovo modo di parlare, pensare e fare politica.

“C’è ancora un modo per comunicare che non siano i social e lo scorrere di un dito su uno smartphone? Sì. Sono i giornali. Giornali online, compromesso e frontiera indispensabile per raggiungere nuovi lettori.
Informare e “fermare” il lettore a riflettere, pensare, ragionare, scegliere. Il giornalismo è questo mestiere artigiano.
Dunque, nasce L’Epistocratico
. E’ il frutto di una pianta che si chiama Associazione L’Epistocrazia (in parole semplici, un governo di competenti, una popolazione competente, più informata che divisa per tifoserie).
Non è nulla di elitario e per pochi. Anzi. E’ la forma giornalistica di uno spazio in cui raccontare,
commentare e osservare dal punto di vista delle competenze l’azione di chi governa, amministra, decide e sceglie per noi. Con quali requisiti? Con quali conseguenze?
Il giornale, un periodico diretto da una giornalista professionista, Stefania Piazzo, sarà la voce fuori onda, per dare letture originali ai fatti della politica, della vita quotidiana. Abbiamo bisogno di una democrazia dove il voto sia consapevole, per scegliere il migliore, non il meno peggio.
Alla presentazione saranno presenti il presidente dell’associazione, Niccolò Gallinari e Luigi Negri,
fondatore.

Ingresso libero.