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Mostre Milano: per la serie Pocket Exhibit mostra di MARCO BAJ: Meduse dal 1 al 7 marzo

 

Per la serie a cura di Francesco Tadini Sabato 1 marzo

MEDUSE di marco baj

inaugurazione 1 marzo ore 18.30 (mappa)

Il 7 marzo, in occasione della mostra di Marco Baj si svolgerà la presentazione del libro Nuova Vandea, di cui è coautore, alle 18.30 con Gian Ruggero Manzoni, Sebastiano Adernò, Simone Zanin.

Testo e curatela di Nadja Perilli (scarica pieghevole)

Le Meduse di Baj toccano la letteratura con uno slancio di percezione, fluttuano nell’astrazione e cercano una metrica: giocano tra derivazioni scientifiche e suggestive mitologie. Esse scherzano con il serio, navigando in un mare di leggerezza; parlano con ironia, con un lessico seriamente dislessico. Il gioco tra curve e rette determina territori invisibili, trame impercettibili, aree aeree, intrecci posticci. Meduse movibili, mobili: si trasgendono, si gonfiano, si appiattiscono, si ripiegano su stesse, dentro se stesse, fuori da se stesse; cercano trasparenza smisurata. La scienza è un aggettivo dove si può correre strade periodiche, creare periodi senza punteggiatura, liberare il salto, tra naturale e artificiale, tra sapere e simboli. Il dialogo tra carne e disfatto duetta allegramente nell’assurdo, salti, balzi, piroette: rendono impalpabile. Graffiano, rigano, scalfiscono la natura, il loro ambiente. Le meduse di Baj, non sono solo Cnidarie, anche, sono suggestioni di forme archetipe, evanescenti sagome di conoscenza, libere interpretazioni di una dicotomia, tra la rarefazione e la moltiplicazione, tra la dilatazione e la semplificazione, tra l’estensione e la deduzione.  

Biografia

Nato a Magenta nel 1978, Marco Baj è pittore, ceramista, incisore e studioso specializzato in ricerche nell’ambito della ‘Patafisica. Dopo aver conseguito la maturità artistica frequenta un Master in Visual Design presso la Scuola Politecnica di Design diretta da Nino Di Salvatore, a Milano, dove studia con Carlo Nangeroni che diverrà amico e guida. A metà degli anni ’90 stringe amicizia con l’omonimo artista Enrico Baj, frequenta il suo atelier di Vergiate e corrisponde con lui Nel 2000 apre il suo atelier di Milano ed intensifica l’attività pittorica ed espositiva con numerose collettive in Italia ed all’estero.  Firma il suo primo manifesto, contro la guerra, nel 2002 a fianco di Enrico Baj, Mimmo Rotella, Ugo Nespolo, Harald Szeemann e molti altri. Nel 2007 incontra sull’isola greca di Santorini la ceramista Galatea Papageorgiou con cui collabora a tutt’oggi regolarmente per la realizzazione delle proprie ceramiche. Lo stesso anno riprende lo studio e gli interessi nell’ambito della ‘Patafisica, Scienza delle Soluzioni Immaginarie, a cui fu introdotto da Enrico Baj. Aderisce al Gruppo Ultranovecento, nato sotto l’egida di Gian Ruggero Manzoni, che radica proprio nella lungimiranza di Simone Zanin e Marco Baj. Dunque la firma di un secondo manifesto, quello del gruppo, aperto appunto da una corposa e profonda premessa di G.R. Manzoni. Dal 2009 il riproporsi della necessità del disegno lo conduce alla realizzazione di collage articolati in complesse tecniche miste che, tuttavia, non dimenticano il percorso pittorico precedentemente svolto integrando i due aspetti formali. Nel 2010 viene diplomato presso il Collage de ‘Pataphysique di Lovere (uno dei più eminenti centri di studio in materia al mondo) e lo stesso anno ne diventa Provveditore Co-Rettore. Amante della poesia e dell’editoria raffinata realizza numerosi libri d’artista e plaquette con Simone Zanin, Sebastiano Adernò, Tania Lorandi, Luca Ariano e Sandro Montalto,  pubblicando con le edizioni del Collage de ‘Pataphysique, le Edizioni Pulcinoelefante, le Officine Ultranovecento e per I Quaderni del Platipo.
Tra personali possiamo ricordare:
“Contrasti: Amat/Baj/Ricardi” Circolo Bertoldt Brecht, Milano, 2001;
 “La vertigine della miriade”, Casa di Tolleranza, Milano, 2003;
“Baj /Del Basso: della divisione come possibilità di indagine”, Galleria Arte e Pensieri, Roma, 2004;
“Marco Baj / Sergio Sansevrino”, Galleria Andrè, Roma, 2007;
“Marco Baj: Opere 1997-2007”, Università Bocconi, Milano, 2007;
“Semibischromie”, Banca Sella, Milano 2008.
Tre le principali mostre collettive e premi:
Nel 2004: “Frequentazioni”, Galleria Arte e Pensieri, Roma;
“Premio Giovani”, Accademia di San Luca, Roma
“Il Sacro”, Galleria San Fedele, Milano.
Nel 2005 è vincitore del “Premio B.A.RT.”, Fondazione Bandera, Busto Arsizio.
Nel 2006  “Il Viaggio: Essere In/Moto”, Galleria San Fedele, Milano.
Nel 2008 è invitato a partecipare all’omaggio a Pippa Bacca “The Bride to Peace / Barışın Gelini”, Istanbul, Turchia.
Nel 2009 “A6”, Artspace K2, Remagen, Germania;
“Opere su carta: Artisti Italiani ed Americani” Thaddeus C. Gallery, La Porte IN, USA.
“I Muri dopo Berlino”, Spazio Tadini, Milano.
Nel 2010 “Baj, Borghi, Delhove, Nenciulescu, Nitti Sotres” 68metriquadri, Milano; “Ultranovecento – percorsi di ricerca oltre il secolo breve”, Loggetta del Trentanove, Faenza;
“Acquisizioni 2010”, Museo Parisi-Valle, Maccagno.
Nel 2011 “Ubu sous la dalle” , omaggio ad André Blavier, Archeoforum, Liegi (Belgio).
Nel 2012 Premio ad invito Maccagno, Museo Parisi-Valle, Maccagno.
Nel 2013 Sintassi Contemporanee”, Museo Parisi-Valle, Maccagno.

Arte Milano: perfomance di Franco Scepi: “La Spogliazione del Tempo” 25 febbraio a Spazio Tadini

FRANCO SCEPI: CANCELLATO # EMILIO TADINI

“La Spogliazione del Tempo”

Martedì 25 Febbraio ore 18,30

Performance in clima Fluxus con:   l’Organo Meccanico di Scepi, Xena in Scena, Nik Gentile al Mega Fono

Il Regista Francesco Paladino, premio Film Festival New York 2009 userà la mostra di Scepi per le riprese del nuovo film # Cancellato ispirato all’artista.

Gli hashtag # CANCELLATO che Franco Scepi sovrappone,  sono etichette non invasive,  segnali che evidenziano e non cancellano, cortocircuito con il significato letterario della parola cancellato. Le azioni # Cancellato di Scepi sono avvenute su Marco Aurelio in Campidoglio e su altri 21 monumenti nelle piazze Italiane.                                                                      In questa mostra che si chiuderà il 26 febbraio, da considerarsi in qualche modo storica, le opere del grande artista Emilio Tadini, sono state cancellate  da Franco Scepi  secondo una modalità che quest’ultimo definì negli anni 60                           Over Ad’ Art, ovvero il capovolgimento del senso dell’arte Pop di Warhol  che Scepi  frequentò,  dove l’artista Over riutilizza le immagini pubblicitarie da lui stesso create per restituirle ad una nuova fruizione fatta di cancellature over pitture.                                       La performance finissage,  “La spogliazione del Tempo”, ci riporta al clima Fluxus amato da Scepi e alle sue collaborazioni con Gianni Sassi , ma anche ai suoi surreali  film d’autore, alla frequentazione di Bunuel  e alle utopie dell’arte  inizio 900.                           Si tratta di una sorta di triangolazione del cerchio, la bambola rococò vive sul carillon (strumento musicale automatico del diciassettesimo secolo) avvolta nel suo immaginifico strabordante vestito, lusingata dalla sua stessa vocalità, mentre l’organo meccanico stridulante e grazioso si fonde all’effetto contrastante ed urlato di un megafono sindacale. Il tempo si spoglia della sua logica matematica la consequenzialità  si confonde in un momento orchestrato dalla casualità, affatto casuale, che trae dalla imperfezione la sua ragione di essere Fluxus : arte e vita! #cancellato Tadini vivo Tadini.

MOSTRE MILANO: Pardo Kickhoeffel torna a Milano l’ecclettica artista berlinese sabato 15 febbraio a Spazio Tadini

SPAZIO TADINI INAUGURAZIONE SABATO ORE 16 di LUCE SUL CAMMINO

Pardo Kickhoeffel espose per la prima volta a Milano negli anni 90 approdando alla pittura da professionista portando sulle tele la complessità e della sua vita intensa e anche ribelle. Berlinese di nascita e cittadina del mondo visse in Spagna, Inghilterra, in Svizzera per poi approdare in Italia in Toscana, per molti anni ed ora nuovamente a Milano. Molti la ricorderanno per il suo passato da indossatrice e modella, qualcuno come danzatrice e coreografa, qualcun altro come musicista nel gruppo Sin Frontiers e cantante mezzo soprano drammatico, nell’interpretare Kurd Weill, Gospel e Spiritual. Certamente più nota come attrice coprotagonista con Maurizio Nichetti del cortometraggio “La Cabina” per la regia di Bruno Bozzetto (1973).

Non mancò, nella sua carriera artistica la presenza in diverse pubblicità del carosello come interprete e danzatrice. Scrisse novelle, ma non perse mai la passione del racconto tramite il disegno. Con matita e pennello, per esempio, per anni collaborò con Movimentoinactor Teatrodanza, realizzando una sorta di “reportage” pittorico sugli spettacoli della Compagnia.

Ha svolto la sua attività artistica prevalentemente in Toscana con la galleria Artpoint di Firenze, ma suoi lavori oli, acquarelli, disegni e sculture sono stati esposti in diverse personali e collettive in Italia (Milano, Firenze, Bologna, Parma, Piacenza, Trento) e all’estero (Insbruck, New York, San Francisco, Toronto).

La mostra personale a Spazio Tadini, per cui ha già partecipato alla collettiva benefica Save My Dream, segna il rientro dell’artista a Milano, città che l’ha accolta in Italia e dove ora si sta specializzando nella tecnica dell’incisione.