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Musica nei quartieri: 29 giugno al Museo

Il 29 giugno alle ore 18.30 un trio voce, pianoforte e attore darà il via alla Casa Museo Spazio Tadini alla sesta edizione di Musica nei Quartieri con la Filarmonica. Un’ora prima dello spettacolo è possibile una visita guidata alla Casa Museo Spazio Tadini con un contributo di 10 euro. A seguire il concerto gratuito con voce narrante in collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano. personalizzerà il concerto sulla figura di Emilio Tadini. La Filarmonica di Milano ha scelto tre luoghi: Casa Fornasetti, Il Saggiatore e Spazio Tadini per narrare di personaggi che hanno dato un contributo artistico e culturale alla città. La voce di Paola Camponovo, il pianoforte di Alfredo Blessano e la narrazione dell’attore Alberto Pirazzini, accompagneranno il pubblico in programma in cui repertori differenti dialogheranno tra di loro: da un lato musiche del Novecento e del repertorio classico, dall’altro riferimenti contemporanei e sperimentali attraversando cinema, scrittura ed editoria insieme a realtà e figure che hanno segnato gli anni ‘60 – da Il Saggiatore a Cesare Zavattini e altri protagonisti della cultura milanese del secolo scorso. 

Artista seduto nel suo studio di fronte a una tela bianca con schizzi e oggetti in fase di progettazione.
Emilio Tadini nel suo studio ph Afa Castaldi

Dal 29 giugno al 12 luglio, LaFil arriva nel Municipio 3 con la sesta edizione di “Musica nei Quartieri”, per esplorare il legame tra musica e arte, dalle case d’artista alla street art.

Il Municipio 3 rivela una vocazione creativa tra spazi espositiviatelier e gallerie che ne disegnano il paesaggio culturale. A questo panorama si è unita l’energia della street art, capace di trasformare lo spazio urbano in racconto condiviso. Emblematico è il quartiere Ortica, oggi museo a cielo aperto in continua evoluzione, dove i murales restituiscono la memoria del Novecento milanese.

In questo scenario prende forma la sesta edizione di Musica nei Quartieri, dedicata all’incontro tra musica e arte urbana. Il programma attraversa stili e immaginari diversi, accostando quartetti di violoncelli e break dancer, jazz tra anni ’30 e ’60, teatro musicale e momenti di dialogo con protagonisti di ambiti differenti.

Per due settimane, MnQ si diffonde in tutto il Municipio 3, costruendo un itinerario in cui la musica incontra e risuona con i luoghi, le storie e le persone del territorio. Tutti gli appuntamenti sono gratuiti e aperti a chiunque, per condividere, conoscere e approfondire la bellezza della Musica insieme.

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Gomez presenta Millenium – Casa Museo Spazio Tadini

Incontri con l’autore Peter Gomez, giornalista presenta ala Casa Museo Spazio Tadini in via Jommelli, 24 il 20 febbraio il mensile Millenium a partire dalle riflessioni del su ultimo libro sulla società contemporanea. La politica arruola la religione?

“In un mondo che pensiamo sempre più materialista e tecnologico, il fanatismo religioso continua a essere il carburante dei grandi eventi che finiscono per condizionare la nostra vita quotidiana. Basta pensare alle guerre in Palestina, in Ucraina, in Sud Sudan. Ma anche all’ascesa di partiti e leader sovranisti dagli Stati Uniti alla nostra Europa. Nel numero in vendita da venerdì 12 dicembre, il mensile diretto da Peter Gomez racconta, con reportage, interviste e approfondimenti le nuove frontiere del fanatismo religioso: la componente cristiana del Maga di Donald Trump, le nuove aree calde dell’integralismo islamico dopo l’eclissi dell’Isis, gli ebrei messianici negli Stati Uniti. E se in Italia la Chiesa cattolica sperimenta un lento declino di fedeli e vocazioni, Millennium racconta la formidabile ascesa degli evangelici, e non solo fra gli immigrati.”

Se vuoi comperare il libro prima della presentazione clicca sull’immagine o qui (clicca)

Paesaggio antropico naturale

Da Febbraio 2026 Paesaggio antropico e naturale – Casa Museo Spazio Tadini. In mostra Giancarlo Ossola, Lorenzo Pietrogrande, Riccardo Luchini, Paolo Basevi, Giovanni Cerri, Andrea Marostegan, Gabriele Poli, Pierantonio Verga, Francesca Magro, Pilar Dominguez. Apertura da mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19.30.

Il modo di rappresentare il paesaggio è tema dibattuto nella storia dell’arte. Alla Casa Museo Spazio Tadini abbiamo ospitato, in 20 anni di attività, diversi artisti che hanno affrontato il tema e vi proponiamo una selezione che vi propone un percorso dove lo sguardo si sposta dall’esterno all’interno, dai cambiamenti economici a quelli strutturali, dove la Natura “convive” con l’Uomo.

Emilio Tadini scriveva: “quando l’uomo dice lì costruirò una casa quel paesaggio da naturale diventa culturale”.

Giancarlo Ossola è tra i primi artisti a rappresentare il declino industriale, le fabbriche dismesse, l’economia in cambiamento. Lorenzo Pietrogrande propone una paesaggio naturale nel contesto urbano , un dialogo tra antropico e naturale che conserva un sapore classico.Riccardo Luchini si focalizza sugli snodi ferroviari, insegue le tracce della mobilità, di una connessione su rotaia che ha cambiato il mondo attraverso una rete fisica che si completa con l’attuale rete digitale. Paolo Basevi propone un paesaggio materico, di sedimenti, di giornali che stratificano epoche storiche e che danno corpo alla visione di un paesaggio dove i prodotti dell’uomo ne fanno ormai parte integrante nella struttura (pensiamo alle microplastiche). Antropico e naturale, nonostante tutto, si conciliano in una visione dove la traccia dell’Uomo diventa da residuo e sedimento, ornamento. Giovanni Cerri sceglie il paesaggio urbano della città in costruzione, della progettualità che poggia sulle stratificazioni del sapere tanto quanto dell’evoluzione della tecnica. Luoghi urbani grigi, progettati per i palazzi. Luoghi dell’abitare dove l’uomo è un’ombra, dove le gru si stagliano oltre e sopra gli alberi e tolgono luce alla terra e ai suoi abitanti. Andrea Marostegan si concentra sulle case alveari, sui palazzoni che sono fatti di mille cose, di mille storie, di mille colori. Antropico e naturale si contaminano come su una tavolozza a ripensare ai colori del mondo, lui, pittore viaggiatore, pronto a catturare paesaggi di ogni dove e a fonderli insieme in un racconto solo, in un racconto dell’Uomo e della Natura. Gabriele Poli, artista milanese, racconta di visioni metropolitane dove colore e forme prendono il sopravvento: sono loro a dettare emozioni. Così la città si anima di scorci imprevisti, la metropolitana di colori e linee infinite dove gli uomini lasciano il posto ad angeli, dove i tragitti degli uomini si trasformano in forme elementari, in luminose scie che si fondono con la dinamica del mondo e della Natura di tutte le cose. In Pierantonio Verga le forme geometriche del paesaggio sono protagoniste, in un silenzio plastico, dove sono protagoniste le case, nelle loro forme essenziali, infantili, simulacri di desiderio, di un rifugio, di un riparo. Il paesaggio perde i suoi colori sfaccettati e naturali, per diventare colore piatto, per diventare segno, linguaggio essenziale di un racconto originale e senza tempo perchè si edifica sui bisogni interiori. Ed entrando sempre più nel profondo arriviamo ai paesaggio microcellulari di Francesca Magro dove il corpo è il paesaggio prescelto. Sezionato, frantumato, esplorato dal di dentro, contaminato dalla tecnica, dalla robotica, restituito riprogettato, a cui viene tolta l’anima, antropizzato come una cosa. L’atomo diventa vita di relazione intracellulare, l’occhio arriva, con la tecnica nel paesaggio biologico interiore e la pittrice ne fa racconto. Pilar Dominguez l’esplorazione del paesaggio arriva sotto terra, nel sottosuolo della città, dove, inseguendo l’acqua, cerca nei tombini il suono, le voci, gli alimenti di quel terreno su cui poggiamo i piedi. Un terreno fragile, che può sgretolarsi e rinascere, un’acqua che può alimentare, ma anche distruggere.

Per visite guidate melina@spaziotadini.com

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Giancarlo Ossola testo Luca Pietro Nicoletti