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museo city a spazio tadini

Museo City a Milano quest’anno propone un’edizione tutta incentrata sulla Natura. La Casa Museo Spazio Tadini vi aderisce con due iniziative legate al Museo Segreto con tanto di percorso fotografico al Parco Lambro a cura di Francesco Falciola.

Dal 1 al 3 marzo i visitatori potranno vedere in mostra un lavoro di Emilio Tadini dal titolo Architettura e Natura. L’opera venne concepita dall’artista, a cui è dedicata la casa museo, per l’associazione culturale Architettura e Natura che lavorò a Milano dal 1993 fino al 2006 con il fine di diffondere e promuovere conoscenze ecologiche relative al progetto di architettura e al design. Emilio Tadini è sempre stato attento all’ambiente e alla cura della città di Milano tanto da prediligere come unico mezzo di spostamento la bicicletta. L’opera esplicita in modo evidente un concetto dell’abitare in cui le case sono realizzate con prodotti della Natura.

L’esposizione del lavoro di Tadini è accompagnato da alcuni scatti fotografici che dal 1993, anno di realizzazione dell’opera di Tadini, ad oggi, mostrano come il verde sia entrato in città. Gli scatti esposti, di Francesco Falciola, sono solo un’anticipazione della mostra che si terrà presso la Casa Museo Spazio Tadini dal 6 giugno al 6 luglio: Naturalmente Milano a cura di Francesco Tadini e Melina Scalise, inserita in PhotoFestival.

L’iniziativa per Museo City organizzata da Fondazione Pini a cura di Rosanna Pavoni in cui partecipa anche Spazio Tadini vede sedici fiori per altrettanti luoghi del circuito StorieMilanesi: la peonia per la Fondazione Adolfo Pini, fiore raffigurato su due porcellane appartenenti alla collezione d’arte di Renzo Bongiovanni Radice; il geranio per Villa Necchi Campiglio, perchè presente nel dipinto ‘Burano dalla finestra del mio studio’ realizzato nel 1923 da Pio Semeghini ed esposto nella sala d’ingresso della Villa; la rosellina selvatica, scelta dal Museo Poldi Pezzoli visto che è raffigurata sul mantello della Madonna col Bambino dipinta da Giovanni Antonio Boltraffio e acquistata da Giangiacomo Poldi Pezzoli dalla collezione dei duchi Litta; e così via, con fiori legati non solo a oggetti presenti nelle varie collezioni, ma anche riconducibili alla vita privata dei protagonisti di Storie Milanesi. Ad esempio, per lo Spazio Tadini, il papavero, simbolo dell’amore dell’artista, Emilio Tadini per la moglie Antonia.

IL GIARDINO DI STORIE MILANESI

CALENDARIO DEGLI EVENTI DI MUSEO CITY A SPAZIO TADINI

  • 1 marzo
  • alle ore 18 è prevista una visita guidata alla Casa Museo a titolo gratuito – PERCORSO MUSEO SEGRETO CON Architettura e Natura e esposizione di Francesco Falciola in cui sarà possibile visitare anche le altre esposizioni in corso Profughi di Emilio Tadini con la collettiva. APERTURA 15,30 -19,30. Ingresso 5 euro.
  • 2 marzo
  • ORE 10 Workshop : Fotografare il parco, passeggiata tecnica fotografica al Parco Lambro con Francesco Falciola.
  • ORE 16 Il giardino di Storie Milanesi, ingresso con visita guidata gratuita.
    Architettura e Natura e esposizione di Francesco Falciola
    APERTURA 15,30 -19,30 ingresso 5 euro
  • 3 marzo
    Architettura e Natura e esposizione di Francesco Falciola apertura dalle 15, 30 alle 19.30. Ore 16 ingresso gratuito e visita guidata alla Casa Museo.

Profughi a Spazio Tadini: Chiara Pellegrini

Chiara Pellegrini, vertigine

Siamo tutti alla ricerca di un equilibrio, si inizia un viaggio e la casualità ci mette in gioco. Siamo come biglie per le strade del mondo. (Melina Scalise)

VERTIGINE

Dal latino volgere, girare- inizio XIV sec.

Mi è successo l’anno scorso per la prima volta, svegliandomi una mattina.

Per alzarmi apro gli occhi e tutto inizia a girare, ricado nel letto, li richiudo: “sono ancora addormentata mi dico, forse ho capito male..”

Le vertigini, el balurdun, come le chiama il mio medico, sono una cosa strana, all’inizio spaventano, creano un senso di spaesamento, una perdita dei confini spazio -temporali, senza riuscire a capire se la causa sia il tuo corpo, la tua testa, o ciò che ci gira intorno; uno stato che cambia la percezione che si ha di sé e la posizione che si ha nel mondo. Questa scultura  parte da questo stato.

La ricerca di un equilibrio è una cosa che il nostro organismo fa automaticamente, senza esserne consapevole.. come una biglia che rotola e si ferma proprio in un punto.

Questo è il punto da cui sono ripartita.

Il vostro qual è? ( Chiara Pellegrini)