Danza: workshop estivo a Milano con Federicapaola Capecchi

Danza a Spazio Tadini: workshop di physical dance theatre e contact a Spazio Tadini martedì 17,  giovedì 19 e venerdì 20 luglio 2018  dalle ore 19:30 -22:30.  Aperto a tutti. 

In quegli stessi giorni l’ultima data estiva – mercoledì 18 luglio 2018, ore 21:30 – per poi riprendere a Settembre prossimo, della Rassegna ” Il Teatrodanza di Federicapaola Capecchi”.

COME MI VEDI

workshop di contact e physical dance theatre

con Federicapaola Capecchi

aperto a tutti

martedì 17,  giovedì 19 e venerdì 20 luglio 2018 19:30 -22:30

Rivolto a tutti coloro che sono interessati ad approfondire lo studio del corpo e del corpo in movimento, come strumento di conoscenza di sé, dell’altro e delle infinite potenzialità e bellezze della danza. E non solo come strumento scenico. Non è dunque necessario essere per forza già danzatori o attori o professionisti.

Questo workshop si compone di una parte dedicata al training così come di momenti di improvvisazione e di composizione scenica vera e propria. Cercheremo un linguaggio e un approccio personale al movimento, vissuto, che arriva dal corpo e vi respira, senza automatismi né artifici tecnicistici.

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Prove Spettacolo Resistenze – Foto Stefania Villani

Attraverso il physical dance theatre cercheremo cosa si muove e se la persona è pronta a rispondere. Il corpo in movimento, il carattere e gli strumenti della performance. Fiducia e sentirsi a proprio agio come motori di ricerca e di creazione. Affinare la percezione del proprio corpo e dell’ambiente in cui agisce come fonte d’ispirazione, svegliare o affinare la capacità di rischio e il piacere della sperimentazione del movimento, usare il corpo pienamente, sono l’obiettivo. L’importante è l’autenticità del movimento, danzato o non, la sua espressione, il suo carattere. Le proposte sono costruite anche in modo tale che i partecipanti si esibiscano gli uni per gli altri. Guardare l’altro, lo sviluppo di una sensibilità, l’ascolto per i nostri corpi, sia come esecutore che come un osservatore, sarà fondamentale. Rifletteremo insieme, daremo un feedback  per tutto il corso del lavoro.

Con la contact cercheremo di fare una cosa preziosissima che, spesso nella quotidianità, perdiamo di vista: ridere, sorridere, ascoltare, avere cura, premura e attenzione. E non avere nessuna fretta né alcuna aspettativa. Wow!!

La contact improvisation come approccio globale al corpo e interrogativo principe sui processi creativi e motori percettivi, un’ esplorazione. Flusso d’energia che scorre fra corpi, pressione e spostamento del peso. L’altro: un territorio fatto di sorprese e imprevisti, di limiti e di abitudini percettive. Pensiero e azione insieme.  Dare e ricevere il peso del corpo esplorando i ruoli del guidare e del seguire l’altro, attraverso la sensibilità del contatto corporeo. Scambio del peso, l’impulso, il sostegno, la sospensione, la leggerezza, l’equilibrio ed il flusso del movimento stesso avvalendosi di alcuni dei principi delle discipline orientali e della Release Tecnique.

COME MI VEDI

Iscrizioni entro il 14 luglio 2018

Info e iscrizioni: ms@spaziotadini.itopificiotrame@opificiotrame.org 

Chi partecipa al workshop ha il biglietto ridotto per la performance di mercoledì 18 luglio 2018 ore 21:30

Biografia Danza Federicapaola Capecchi QUI

Biografia Fotografia Federicapaola Capecchi QUI

Resistenze research, Foto Stefania Villani
Resistenze research, Foto Stefania Villani

Fondatrice, coreografa di OpificioTrame Physical Dance Theatre, ha debuttato come giovane coreografa italiana al 6° Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia.

Febbraio 2014 vede l’assegnazione del Leone d’Argento per la creatività di Biennale Educational al progetto “Leggo capisco e sono” per l’uso della danza nella formazione nelle scuole di cui Federicapaola è coordinatrice e docente in aula. Ha ideato, insieme a Francesco Tadini, il Festival Coreografia d’Arte ormai giunto alla sua V° edizione e il progetto Spazio, corpo e potere, ciclo di interviste dal vivo e spettacoli di cui è stato ospite il coreografo israeliano Emanuel Gat. Il suo lavoro è citato in alcune pubblicazioni sulla danza come, per esempio, Creatori di senso. Identità, pratiche e confronti nella danza contemporanea italiana a cura di Massimo Schiavoni.

Quando ha scelto la danza e la coreografia come la sua vita ha avuto la fortuna di partecipare subito ad una produzione internazionale della Change Performing Arts, lo spettacolo “Luna di Terra” di Kayo e Yukio Mikami (Teatro Franco Parenti, Milano), di incontrare e lavorare con Marco Baliani nel progetto “Le Antigoni della Terra” (Bologna), di incontrare e studiare con Kazuo Ohno e il figlio Yoshito Ohno (Teatro Comunale di Ferrara), solo per citarne alcuni.

Nel 2005 fonda con la compagnia OpificioTrame

Nel 2006 è invitata al Festival Internazionale di Gorazde “Prijateljstva”, Bosnia Erzegovina, con lo spettacolo “Hybris” del quale cura lo studio del movimento e le coreografie.

Lo spettacolo “Resistenze“ le è valso la selezione Internazionale di Choreographic Collision, part 1 e part 2, Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia, Direzione Artistica Ismael Ivo, Associazione Danza Venezia – e, nel 2008, ha ricevuto il Premio Nazionale La Torrettadestinato a tutti coloro che con il loro lavoro contribuiscono all’esaltazione dell’arte, della cultura, della solidarietà e ad elevarne i contenuti”. Su tutto, danza, parole, gesti cerca un linguaggio vissuto, che arriva dal corpo e vi respira, senza automatismi né artifici tecnicistici.

In più di un’intervista si è definita un meticcio o un ibrido, attraversata fino in fondo e segnata da tutte le esperienze formative, gli stili e i percorsi incontrati e cercati, e perché ad ognuno di loro non è stata fedele. Li ha quasi sempre traditi. Ma nel senso che ha tradotto quanto aveva appreso in un suo percorso e in una sua personale ricerca.

Ha iniziato dalla danza classica presso la Scuola Aurelio Millos e poi alla C.S.C di Milano, oggi SPID, con Elisabeth Kahan e David Sutherland. È con un Residenziale di Adriana Borriello presso il Teatro Elfo di Milano il suo primo incontro con la danza contemporanea. Prosegue in questa direzione studiando con Susanna Beltrami, Brigitte Hyon, Dominique Dupuy, Franco Reffo, Michele Abbondanza e Antonella Bertoni. Il ’96 è un anno importante, nel quale incontra sia la danza butoh, che il teatrodanza. È l’incontro con il teatrodanza che segna il suo percorso formativo e di ricerca. In questo senso importanti per il suo percorso artistico sono i seminari e i corsi di aggiornamento di Michele Abbondanza e Antonella Bertoni, Felix Ruckert, Raffaella Giordano e Giorgio Rossi.

Nel tempo si dedica assiduamente allo studio e alla pratica della contact improvisation reinterpretandola ed elaborandola in un proprio codice coreografico. Decide di completare il suo percorso artistico approfondendo anche la formazione attorale, frequentando per diversi anni la scuola di teatro di Opus Personae a Milano, “Progetto Novecento” di M. Pernich e della Regione Lombardia e laboratori intensivi sul lavoro attorale con Danio Manfredini. La sua ricerca e curiosità la spingono costantemente a confrontarsi ed approcciare nuove e diverse esperienze, come la danza africana, tradizionale e di espressione, il bharatanatyam, l’afro-contemporaneo, e a seguire corsi di aggiornamento di drammaturgia e scrittura scenica parallelamente a quelli di danza.

Durante la sua permanenza alla Biennale di Venezia per il suo debutto, approfondisce il lavoro di coreografa e di danzatrice contemporanea con Ismael Ivo, Jacopo Godani, Ted Stoffer, Reinhild Hoffann e Mi Na Yoo. E incontra Pina Bausch cui, nel 2007, la Biennale conferisce il Leone d’oro alla carriera.

Dal 2008 collabora con Spazio Tadini, nel 2010 ne diviene socia onoraria e dal 2013 è nel consiglio direttivo. Dal 2014, con Spazio Tadini, sviluppa la congiunzione di fotografia e danza.
All’attivo – solo per citarne alcune – la curatela ( e testi critici) di Mostre Fotografiche come Afghanistan e Libia Martyrs del fotoreporter Riccardo Ventur; La Fotografia di Matrimonio di Carlo Carletti; “Franco Fontana & Quelli di Franco Fontana”; Francesco Cito e la fotografia di reportage; Berengo Gardin e 8 fotografi per Photofestival Milano 2017; “Lo sport in bianco e nero”  e “Olimpiadi” di Alessandro Trovati; Milano negli anni ’60 e la fotografia di documentoAutori: Virgilio Carnisio, Ernesto Fantozzi, Valentino Bassanini; Placespast di Giovanni Mereghetti; Dal reportage al sogno di Graziano Perotti, Olimpiadi di Alessandro Trovati. Redattrice e conduttrice del TG Fotografia

Fotografia: Photo Pocket Exhibit dal 17 al 24 Maggio 2017

Inaugura – mercoledì 17 Maggio 2017 – ore 18.30  – la seconda (di quattro) mini mostra fotografica del format Photo Pocket Exhibit.

La mostra fotografica “NESSUN PREGIUDIZIO – Viaggio in Terra Santa” è costituita da una selezione del progetto di Samantha Caligaris Klein a cura di Michela Gobbo e Carlotta Marchigiano.
Nell’ambito del corso in curatela professionale “Professione Curator_Photography” – ideato e organizzato da Alessia Locatelli – gli allievi della II sessione (Febbraio 2017) hanno avuto l’occasione di progettare ed esporre 4 mini mostre fotografiche nella storica Casa Museo Spazio Tadini. Un’opportunità unica, strutturare un evento di arte visiva in un luogo deputato, all’interno della 12esima edizione del Photofestival, il mese milanese dedicato alla fotografia. Un sincero ringraziamento a Francesco Tadini, Federicapaola Capecchi e Melina Scalise che hanno fornito l’opportunità – col progetto Photo Pocket Exhibit – di misurarsi nel concreto con la curatela e la gestione completa di una mostra fotografica.” – Alessia Locatelli

Photo Pocket Exhibit

NESSUN PREGIUDIZIO – Viaggio in Terra Santa”

NESSUN PREGIUDIZIO è un progetto nato nel 2015 durante il viaggio che la fotografa, Samantha Caligaris Klein, e un gruppo di collaboratori hanno compiuto in Israele e Palestina.

Lo sguardo della fotografa, privo di ogni pregiudizio, ci mostra una terra in conflitto, un conflitto non fatto solamente di violenza e di armi ma anche interiore, vissuto da chi ha visto la guerra nascere sotto i suoi occhi e da chi non conosce realtà differente.

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Samantha Caligaris Klein ci aiuta nella lettura del suo progetto dandoci le prime linee guida: “Ogni forma di arte è politicizzata perché ogni essere umano è la politica della sua città-stato, quindi come aspirante artista e fotografa e allo stesso tempo come cittadina del mio contesto inviterei a guardare le immagini, riflettere sulla loro superficie estetizzante ed infine osservare quanto la mano dell’uomo sia forte nel suo spazio occupato, pur essendo così poca la sua presenza esplicita negli scatti.”

Samantha Caligaris Klein Samantha Caligaris Klein, piemontese d’origine ma cresciuta in Toscana, dopo gli studi in scultura a Pietrasanta, si interessa al fashion design and economy concludendo il suo percorso a Milano laureandosi in Visual Art and Curatorial Studies con una tesi basata sul confitto Israelo – Palestinese in collaborazione Elvira Vannini (independet curator) e Flavia Malusarsi (independet curator in Egypt-Cairo). Dal 2013 inizia un’intensa collaborazione con Lis Lab – associazione teatrale diretta da Antonella Cirigliano – grazie alla quale si specializza in fotografia teatrale e in Performing arts. Dopo una residenza, promossa dall’Open Care, in Danimarca presso il teatro Carte Blanche partecipa a diverse esposizioni ed eventi tra cui “Fashion meets art”, “#35 modern art Nescafé” e “Theatre of learning” con Michelangelo Pistoletto, John Baldessari, Piero Gilardi, Annamaria Maiolino, Joan Jonas, Nanni Balestrini e Yona Friedman curate da Marco Scotini.

Michela Gobbo Padovana, diplomata alla Scuola d’Arte si è laureata in Conservazione dei Beni Culturali presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa alla Biennale di Venezia e pubblicato l’articolo “Utopia Station” in collaborazione con la dott.sa Martina Busato all’interno della raccolta “50.Biennale Revisited” edito da Mozzanti Editore. Si dedica alla pittura e alla fotografia.

Carlotta Marchigiano Originaria di Torino, diplomata in Restauro delle opere pittoriche prosegue i suoi studi presso la facoltà di Scienze dei Beni Culturali all’Università degli studi di Milano. Scrive di spettacolo per la rivista LoSbuffo ed è contemporaneamente fotografa ufficiale dell’orchestra internazionale Pequeñas Huellas

 

 

NESSUN PREGIUDIZIO – viaggio in Terra Santa

fotografie di Samantha Caligaris Klein

a cura di Michela Gobbo e Carlotta Marchigiano

Inaugurazione mercoledì 17 maggio 2017 ore 18:30 ingresso € 5

dal 17 al 21 Maggio 2017
orari: dal mercoledì al sabato 15:30/19:30, domenica 15:00/18:30

ingresso € 5

Per Info e Contatti:
Casa Museo Spazio Tadini
Via Niccolò Jommelli, 24, 20131 Milano
telefono: 02 2611 0481

federicapaola@spaziotadini.it

Samantha Caligaris Klein samanthaklein86@gmail.com | +39 3453370179

Michela Gobbo michelagobbo4@gmail.com | + 39 3482429390

Carlotta Marchigiano carlotta.marchigiano@gmail.com | + 39 3924029232