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Spazio Tadini Segnala: Cesare Giardini al Castello di Vigevano fino all’11 novembre 2012 con Ritratti di donne dalle canzoni

Città di Vigevano

Assessorato alla valorizzazione culturale

Musei  civici

 XI^ Rassegna letteraria   Verba manent  La forza delle parole

 Mostra personale del pittore Cesare Giardini

 PAROLE CANTATE

RITRATTI DI DONNE DALLE CANZONI

 

INVITO

Nelle ultime due sale della Pinacoteca civica nel Castello sforzesco di Vigevano si inaugura il 13 ottobre 2012 alle ore 11 la mostra personale del pittore Cesare Giardini, che sarà aperta al pubblico fino all’ 11 novembre 2012.

All’inaugurazione saranno presenti l’artista e il critico Fortunato D’Amico, che terrà una breve presentazione.

La mostra prevede l’esposizione di 10 tele di grandi dimensioni, studi e acquarelli che raffigurano ritratti immaginari di donne protagoniste di canzoni o di opere melodrammatiche.

Donne particolari per canzoni particolari. Donne connotate da una forte ironia o erotismo (Bocca di rosa), da un profondo sentimento umano (Via del Campo), o dal presagio della tragedia imminente (Jenny dei pirati, Madame butterfly, Carmen). E’ in questo contrasto tra la tragedia e l’ironia, tra thanatos ed eros, che si fondano i miti e, a modo loro, le donne di queste canzoni e i loro autori sono già un mito della modernità. Dipinte con irriverenza e risultato di un progetto compositivo a lungo studiato, queste tele rappresentano la sintesi della  ricerca pittorica di Cesare Giardini degli ultimi due decenni. Un omaggio, quindi, alla donna e alla musica e a quelle canzoni che sono ormai patrimonio di più generazioni. Soprattutto, però, un omaggio alla pittura.

La mostra sarà in seguito portata a Milano, a Genova e in altre sedi in via di definizione

Autore: Cesare Giardini

Titolo: Parole cantate

Dove: Castello sforzesco di Vigevano, Pinacoteca civica Casimiro Ottone

Quando: Dal 13 ottobre all’11 novembre 2012

Inaugurazione: Sabato 13 ottobre ore 11

A cura di Federica Rabai;  testo in catalogo di Fortunato D’Amico

Il catalogo è scaricabile e visibile nel sito: http://www.cesaregiardini.com

Informazioni: dvecchi@comune.vigevano.pv.it

Orario: dal lunedì al venerdì 14,00, 17,00, sabato e domenica  10,00, 17,30

SPAZIO TADINI SEGNALA: Giancarlo Nucci fino al 24 ottobre a Palazzo Zenobio, Venezia

Locandina La via italiana all’Informale Nucci

Rassegna Prospettiva Post-Avanguardia a Palazzo Zenobio – Venezia

Una Rassegna  Prospettiva Post-Avanguardia a Venezia.

Da sabato 13 ottobre, alle ore 18.00 si è aperto il sesto e ultimo ciclo di mostre, presso Palazzo Zenobio – Venezia (2 collettive tematiche, 2 personali e una tripla mostra personale). Le mostre saranno visitabili fino al 24 ottobre, tutti i giorni dalle ore 11 alle 18. Lunedì chiuso.

 Mostra Collettiva Tematica:

LA VIA ITALIANA ALL’INFORMALE. Ultime tendenze

A cura di Virgilio Patarini

Opere di Annamaria Angelini, Walter Bernardi, Alberto Besson, Italo Bolano, Andrea Boldrini, Andrea Borghi, Marco Bozzini, Maurizio Carpanelli, Valentina Carrera, Giuseppe De Michele, Bruno De Santi, Siberiana Di Cocco, Paolo Facchinetti, Graziano Ferrari, Gabrielli Ersilietta, Caroline Gallois, Silvio Gatto, Renato Giananti, Andrea Greco, Michelle Hold, Vincenzo Maddaloni, Fiorella Manzini, Maurizio Molteni, Giancarlo Nucci, Andrea Paganini, Moreno Panozzo, Francesco Partipilo, Emanuele Racca, Realismo Astratto (Susi & Paolinelli), Andrea Romero, Brigitta Rossetti, Alessandro Rossi, Elena Schellino, Luciana Schiazza, Mariangela Tirnetta, Fabrizio Trotta, Lyudmila Vasilieva, Marta Vezzoli.

Locandina La via italiana all’Informale Nucci

Note critiche di presentazione

LA VIA ITALIANA ALL’INFORMALE.

Ultime tendenze

L’Informale non è morto

Questa mostra nasce da un libro. Di solito è il contrario: prima nasce l’idea di una mostra, si scelgono gli artisti e le opere, e alla fine arriva il catalogo. In questo caso invece in principio era la parola: un libro intitolato “La via italiana all’Informale. Da Afro, Vedova e Burri alle ultime tendenze” che non ha certo la pretesa di raccontare per filo e per segno la storia dell’Informale in Italia, ma che per la prima volta cerca di rompere certi automatismi accademici che considerano esaurita l’esperienza Informale, in Italia come negli altri paesi del mondo, dopo circa quindici anni di storia: dal 1948 al 1963, anno più anno meno. Come se tutto l’Informale che viene dopo fosse solo opera di epigoni. Come se la verve e l’ispirazione dei grandi maestri dopo quella data si esaurisse. Come se l’Informale fosse una delle tante, importantissime ma effimere, avanguardie del secolo. L’Informale è qualcosa di diverso: qualcosa di più e qualcosa di meno delle altre Avanguardie. Ma soprattutto è una vera e propria rivoluzione epocale: per la prima volta nella storia dell’Arte si concepisce un quadro senza figure, senza alcun riferimento alla realtà nè a forme geometriche nè a elementi simbolici. Si tratta di una rivoluzione analoga a quella provocata dall’invenzione della Prospettiva. Qualcuno si sognerebbe mai di dire che Caravaggio è un epigono rispetto a Leonardo o Michelangelo perchè come costoro usava la Prospettiva? O ancora peggio Leonardo e Michelangelo rispetto a Masaccio…

Virgilio Patarini

 

Per ulteriori approfondimenti:   http://www.prospettivapostavanguardia.jimdo.com

 

Sede e orari della rassegna:

Palazzo Zenobio, Dorsoduro 2596 – VENEZIA –  Martedì-domenica ore 11/18. Lunedì chiuso

Informazioni: email: galleria.zamenhof@gmail.com  –  tel.: 333.80.322.46 (Virgilio Patarini)